Category archive

CULTURA E SPETTACOLI - page 308

Iaia Forte nella Carmen di Martone

in CULTURA E SPETTACOLI

I ritmi dell’Orchestra di piazza Vittorio in scena al teatro Carignano

torino teatro

La Carmen su testo di Enzo Moscato e regia di Mario Martone sarà protagonista della settimana teatrale al Carignano di Torino dal 26 aprile al 1 maggio prossimi. Si tratta di un ritorno molto atteso, dopo una tournée di successo.

Mario Martone ha pensato di dar vita a una Carmen napoletana arricchita dai ritmi contaminati dell’Orchestra di piazza Vittorio, diretta da Mario Tronco, secondo i modelli del teatro musicale popolare, che vanno da Raffaele Viviani alla sceneggiata. Il regista ha proposto a Enzo Moscato di scriverne il testo, chiedendone un copione in cui personaggi e dialoghi fossero ispirati alla tradizione, guardando, però, al contempo sia alla novella di Merimee’ sia all’opera di Bizet.

“Quel che mi ha sempre affascinato della novella – spiega Mario Martone – è il fatto che la vicenda sia stata rievocata da molti. L’hanno raccontata, infatti, Bizet, Rosi, Merimee’, Roland Petit, Dada Masilo. Come melodramma è assolutamente perfetto perché narra dell’amore sull’orlo dell’abisso e ha per protagonista una donna evoluta e impura, capace di trasformare tutto in desiderio, accettando il disgregarsi della vita come un evento inevitabile”.

Il mito di Carmen è raccontato in uno spettacolo di energia assoluta, musicale, seducente, in cui appare evidente l’omaggio a un autore come Raffaele Viviani, accanto a quello tributato a forme teatrali in grado di coinvolgere e travolgere logiche e comportamenti, come solo la sceneggiata sa fare. Mario Martone ritrova in questa regia la fisicità presente in alcuni suoi capolavori teatrali quali ” Tango glaciale”; la riscrittura è dovuta a Enzo Moscato, in un ardito napoletano dagli echi genettiani. Scene e costumi sono rispettivamente di Sergio Tremonti e Ursula Patzak. A interpretare Carmen una bella Iaia Forte, che rompe lo stereotipo dell’attrice eterea e filiforme.

Diversamente dall’originale, Carmen non muore. Fin dall’inizio la vediamo malandata, cieca, proprietaria di un bordello nei vicoli di una Napoli piena di diseredati, un relitto come lo è don José, in scena interpretato da Roberto Franceschi, nella vita ex marito di Iaia. Il passato furibondo e passionale che ancora li ossessiona prenderà forma tra rimorsi e tragedie, memoria e presente, in uno spettacolo che fa continuamente i conti con la città di Napoli.

Mara Martellotta

TJF 2016: venerdì una giornata a tutto fringe

in CULTURA E SPETTACOLI

 
JAZZ LIBROLa quinta edizione del Torino Jazz Festival durerà dieci giorni e si svolgerà dal 22 aprile al 1° maggio 2016

Realizzato con i main partner Intesa Sanpaolo e Iren, gli sponsor Poste Italiane, Toyota Lexus e Seat Pagine Gialle, il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte, i media partner Rai Radio 2 e Rai Radio 3, il TJF 2016 ha come filo conduttore il jazz e le altre arti: teatro, danza, arti visive, cinema, fotografia e letteratura. Il jazz è stato la più grande novità musicale del Novecento: ha sollecitato artisti e intellettuali a ripensare alcune categorie estetiche occidentali (e non solo). L’inaugurazione del Torino Jazz Festival 2016 sarà venerdì 22 aprile con una giornata ‘a tutto Fringe’ che aprirà l’intera manifestazione musicale. Tra gli appuntamenti del TJF Fringe in programma nella giornata: l’importante gemellaggio con il Festival Jazz di Edimburgo che porta a Torino il batterista inglese Tom Bancroft e il suo progetto originale Edinburgh Project; la partnership con il Jazz:Re:Found che propone l’esibizione di uno dei più acclamati musicisti degli ultimi anni Robert Glasper, vincitore di due Grammy Awards ed l’eclettico pianista statunitense; la performance della tap dancer olandese Marije Nie che dalla zattera in mezzo al Po si esibirà in un assolo eccezionale utilizzando i suoi piedi come strumento musicale, durante l’immancabile Music on the River, davanti al Circolo Canottieri Esperia.

 
PROGRAMMA 22 APRILE
 
Ore 16.00IL CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9
PRESENTAZIONE DEL LIBRO IMPROVVISO SINGOLARE
Una storia del jazz costruita con un criterio particolare: una serie di ascolti commentati anziché un racconto, la scelta di brani esemplari anziché l’affresco narrativo. Un modo diverso di affrontare la storia. Claudio Sessa è stato direttore della rivista Musica Jazz e oggi scrive per il Corriere della
Sera. In dialogo con lui il direttore artistico del TJF Stefano Zenni.
 
Ore 16.00AREA DANCE, PIAZZA VITTORIO VENETO
STEPPING IN JAZZ
Snezhana “Snow” Ezhkova, danzatore – Alesya Dobish, danzatore – Pravkina Marina, danzatore – Dino Pelissero, flauto traverso, kalimba, percussioni – Sara Terzano, arpa – Umberto Mari, basso.
Il collettivo moskovita Matryoshki in Jazz darà vita ad una suggestiva performance in cui la danza contemporanea si fonde con elementi di tip tap
e di housedance guidato dalle sonorità squisitamente jazz dell’originale trio musicale Flarping Project.
 
Ore 17.30BARATTI & MILANO, GALLERIA SUBALPINA – PIAZZA CASTELLO 29
ANOTHER DUO
Loris Deval, chitarra – Veronica Perego, contrabbasso
“Un altro duo”…composizioni originali e brani editi ripresentati in chiave acustica, la versatilità di stile e la ricerca di un proprio linguaggio sono gli
ingredienti essenziali di questo progetto musicale. La scelta dei brani spazia da composizioni di natura più classica a rivisitazioni di brani celebri, il sound si concentra sul lirismo dei temi e   sull’improvvisazione jazzistica, con una particolare attenzione al mondo della musica latina.
 
Ore 18.00 – IL CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9
PRESENTAZIONE DEL LIBRO JAZZ IN TOWN
Più che un libro quello di Pino Ninfa è un vero e proprio oggetto d’arte, con alcuni preziosi scatti catturati durante le due ultime edizioni del TJF.
La musica, il jazz in particolare, è stata sempre per Pino Ninfa una compagna di viaggio con cui dividere mille esperienze. Come fotografo ufficiale ha seguito alcuni tra i più importanti festival jazz italiani. Tiene regolarmente workshop ed espone in musei in Italia e all’estero. Dialoga con lui il direttore artistico del TJF Stefano Zenni. In collaborazione con Il Labrinto di Casale Monferrato
 
Ore 18.30CAFFÈ ELENA, PIAZZA VITTORIO VENETO 5
SUPAGROOVE NIGHT
Paolo Porta, sax tenore – Alberto Gurrisi, organo hammond – Alessandro Minetto, batteria
SUPAGROOVE rilegge in maniera personale la tradizione dell’organ trio. Ritmo e swing sono la chiave di questa essenziale e dinamica formazione che propone materiale originale e standard sotto il segno della spontaneità e dell’energia. Divertimento e coinvolgimento assicurati.
 
Ore 18.45LA DROGHERIA, PIAZZA VITTORIO VENETO 18
INGENUI PERVERSI
Alessandro Dell’Anna, sax tenore – Fabio Gorlier, piano – Gianmaria Ferrario, contrabbasso – Donato Stolfi, batteria
Dall’hard-bop di Un coltello nell’acqua, alle assurdità kafkiano-sataniche di Cul-de-sac e Rosemary’s baby, fino all’approdo free del capolavoro discografico di Komeda, Astigmatic… Ingenui Perversi è un progetto originale che rilegge la musica di Krzysztof Komeda, grande jazzista e compositore
polacco, stretto collaboratore di Roman Polanski, per cui ha firmato le colonne sonore di alcuni film indimenticabili. Powered by Rosso Antico
 
ore 19.00AREA COOKING&TALKING, PIAZZA VITTORIO VENETO
JAZZ TALK
Durante il Jazz Talk di oggi, condotto da Mauro “MAO” Gurlino, si parlerà dell’essenza delle bollicine e dell’effervescenza musicale.
 
Ore 19.30PALCO FRINGE, PIAZZA VITTORIO VENETO
LUZ
Giacomo Ancillotto, chitarra elettrica – Igor Legari, contrabbasso – Federico Leo, batteria
“…ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all’estremità della spina dorsale.
Si chiama LUZ in ebraico, e non si decompone dopo la morte né brucia nel fuoco” (David Grossman – Che tu sia per me il coltello). Un trio di giovani
talenti del Salento presenta la prima serata della rassegna dedicata alla Auand records. In collaborazione con Auand records
 
Ore 20.00 BLAH BLAH, VIA PO 21
EDINBURGH PROJECT
Tom Bancroft, batteria – Graeme Stephen, chitarra elettrica – Furio Di Castri, contrabbasso – Jacopo Albini, sax tenore, clarinetto basso
Un nuovo progetto nato dal recente incontro artistico tra Tom Bancroft e Furio Di Castri, realizzato in collaborazione con il Festival Jazz di Edimburgo.
I due musicisti e compositori di grande esperienza sono affiancati da due tra i più interessanti talenti del jazz europeo. Produzione originale del TJF Fringe, in collaborazione con Festival Jazz di Edimburgo
 
Ore 20.00 CAFÈ DES ARTS, VIA PRINCIPE AMEDEO 33/F
POST JAZZ PROJECT
Beppe Golisano, sax alto, clarinetto basso – Tolga Bilgin, tromba – Michele Anelli, basso elettrico – Paolo Franciscone, batteria
Un ensemble originale promotore del “Post Jazz”: una corrente musicale che vuole divertire, sovvertire, abbracciare nuovi linguaggi espressivi, creare
sinergia e calore attraverso l’improvvisazione libera.
 
Ore 20.00 NH COLLECTION TORINO PIAZZA CARLINA, PIAZZA CARLO EMANUELE II 15
RAIMONDI PICCHIONI DUO
Barbara Raimondi, voce – Marcello Picchioni, pianoforte –
Lo stile personale di Marcello Picchioni, giovane talento genovese, s’intreccia con il linguaggio raffinato e sapiente di Barbara Raimondi, in un dialogo coinvolgente che ci proietta nel mondo dei grandi classici del jazz.
 
Ore 20.45 CIRCOLO CANOTTIERI ESPERIA, CORSO MONCALIERI 2
DI GENNARO / PONISSI DUO
Sergio Di Gennaro, pianoforte – Alfredo Ponissi, sax tenore e soprano
Nella suggestiva cornice dell’Esperia, un raffinato duo di jazz presenta il primo set di una lunga ed emozionante serata.
*Cena con prenotazione obbligatoria dalle ore 20.00 Per info e prenotazioni: tel. 011.819.06.79 – www.esperiatorino.it  
 
Ore 21.30 CAP 10100, CORSO MONCALIERI 18
ROBERT GLASPER EXPERIMENT
Robert Glasper, tastiere – Mark Colenburg, batteria – Casey Benjamin, sassofoni, vocoder, voce – Burniss Travis II, basso elettrico
Warmup con Massimo Oldani di Radio Capital a seguire Aftershow con il “live” di Mark De Clive-Lowe (NZ) Una produzione esclusiva di Jazz:Re:Found in collaborazione con il TJF Fringe – Ingresso euro 22; in prevendita online euro 20 – Powered by Rosso Antico
ROBERT GLASPER – Dopo un esordio nei primi anni del nuovo millennio da giovane prodigio del jazz e una maturità artistica che lo ha portato a esplorare con piglio e genialità i territori del soul, del funk, dell’hip hop e del blues, Robert Glasper ha dato vita a un universo sonoro di incredibile forza, complessità e raffinatezza. Il risultato sono due Grammy Awards, la stima pressoché unanime di tutte le scene musicali e lo status di grande talento. Da molti viene fringe considerato il nuovo Herbie Hancock. Una serata imperdibile!
 
Ore 22.00 FLORA, PIAZZA VITORIO VENETO 24
ENZO ALBANESE E CHRIS VILLA
Enzo Albanese, dj set – Chris Villa, percussioni
In occasione del Fringe, Enzo Albanese e Chris Villa proporranno un raffinato programma di jazz house di scuola St. Germain e di etichette cult come la
F Communications e la Compost Records.
 
Ore 23.00 MUSIC ON THE RIVER, FIUME PO
MARIJE NIE SOLO
Simbolo del TJF Fringe, l’assolo sul fiume viene aperto quest’anno dalla spettacolare performance della danzatrice olandese Marije Nie.
 
Ore 23.15 CIRCOLO CANOTTIERI ESPERIA,CORSO MONCALIERI 2
VIAGGIANDO
Rosario Bonaccorso, contrabbasso – Dino Rubino, tromba – Eduardo Taufic, pianoforte – Roberto Taufic, chitarra – Darlan Marley, batteria
“Viaggiando” apre una porta sull’universo interiore di Rosario Bonaccorso: un affascinante excursus musicale tra diversi continenti e culture, che attraverso il tema del viaggio, tratteggia le esperienze personali e i ricordi di vita del grande musicista siciliano.
 
Ore 23.20NIGHT TOWERS, PIAZZA VITTORIO VENETO
EDNA
Andrea Bozzetto, fender rhodes, ms-20 – Stefano Risso, contrabbasso, live electronics, synth bass – Mattia Barbieri, batteria e percussioni
I flussi ciclici infiniti, le polimetrie e le modulazioni ritmiche di Edna rimandano al lavoro di Escher, sulle cui scale si scende e si sale nel medesimo momento e le cui ombre sono allo stesso tempo buio e luce. In esclusiva per il TJF Fringe, il trio propone alcuni brani del progetto A-nuda, che verranno pubblicati dall’etichetta Auand, nel vinile che segnerà la cinquantesima uscita della prestigiosa label pugliese. Ricerca avanguardistica, popular dance e coinvolgimento fisico all’ennesima potenza! Produzione originale del TJF Fringe
 
Ore 23.45 MAGAZZINO SUL PO, VIA MURAZZI DEL PO 14
FOOD
Thomas Strønen, batteria, percussioni, live electronics – Iain Ballamy, sassofoni, live electronics – Gianluca Petrella, trombone, live electronics
“Un magico ibrido di tecnologia e improvvisazione, ambient e dance”. Così il BBC Magazine definisce l’ultimo lavoro di Strønen e Ballamy che vantano quasi vent’anni di collaborazioneinternazionale. Suoni, spazi e tessiture di grande profondità e bellezza, impreziositi dalla presenza di Gianluca Petrella, alchimista dell’elettronica e uno dei più straordinari virtuosi del trombone al mondo.
 
Ore 24.00 LAB, PIAZZA VITTORIO VENETO 13
FLARPING PROJECT
Dino Pelissero, flauto traverso, kalimbe, percussioni – Sara Terzano, arpa – Umberto Mari, basso
Il polistrumentista Dino Pelissero propone un viaggio musicale tra le atmosfere del jazz, del funk e della world music alla ricerca di sonorità inedite in cui il suo flauto, il kalimbe e le percussioni si incontrano con il basso di Umberto Mari e con l’arpa, non solo classica, di Sara Terzano. Powered by Rosso Antico
 
Ore 00.30 MAD DOG TANQUERAY TEN SOCIAL CLUB, VIA MARIA VITTORIA 35 A
OPEN SESSION
Fabio Giachino, pianoforte Mauro Battisti, contrabbasso – Tony Arco, batteria & guests
Nella cornice elegante e soffusa del Mad Dog, l’esclusivo speak-easy della città, prenderanno il via le jam session del Fringe durante tutto il TJF.
Ingresso su prenotazione: tel. 011.812.08.74
 

Note magiche con Jazz Manouche Django Reinhardt

in CULTURA E SPETTACOLI

manouche djangoDurante il periodo del festival, dal 23 al 30 aprile, nel tratto pedonale di via Roma tra piazza San Carlo e piazza Castello, per l’occasione ribattezzata “Piazza Django Reinhardt”, verranno posizionati dei gazebo con esposizione di CD, materiale pubblicitario del festival, chitarre manouche e liutai artigiani a presentarle
 

In occasione della quinta edizione del Torino Jazz Festival 2016, l’Associazione Jazz Manouche Django Reinhardt di Torino (http://www.djangoreinhardt.it/), organizzatrice dei concerti manouche di questa grande manifestazione, invita tutti i suoi associati, il pubblico torinese e non solo, a degli eventi musicali di tutta eccellenza. Quest’anno due appuntamenti magistrali ospiteranno sui palchi del TJF artisti di fama internazionale.La sera del 26 aprile al Teatro Piccolo Regio – h. 21.00 con ANGELO DEBARRE & MIRALDO VIDAL 4TET (http://www.torinojazzfestival.it/eventi/angelo-debarre-miraldo-vidal-quartet/), chitarrista manouche virtuoso che con la sua formazione darà vita ad una performance dal sapore davvero originale e emozionante. Durante la serata si esibiranno anche gli HOT CLUB TORINO, gruppo di giovani musicisti manouche torinesi compresi i componenti delle manouche todue band cittadine Accordi Disaccordi (http://accordidisaccordi.com/) e Gipsy Accident (http://www.gipsyaccident.com/).Nella giornata del 1 maggio h. 17.00 sul grande palco posto in piazza Castello, avrà luogo anche il concerto di THE GONZALO BERGARA QUARTET (http://www.gonzalobergara.com/), amato e indiscusso virtuoso chitarrista argentino, che presenterà per a prima volta al pubblico italiano, il suo quartetto americano. Durante il periodo del festival, dal 23 al 30 aprile, nel tratto pedonale di via Roma tra piazza San Carlo e piazza Castello, per l’occasione ribattezzata “Piazza Django Reinhardt”, verranno posizionati dei gazebo con esposizione di CD, materiale pubblicitario del festival, chitarre torino jazz 2016manouche e liutai artigiani a presentarle. In questo spazio, riservato unicamente all’Associazione Jazz Manouche Django Reinhardt, una carrellata di giovani artisti e non solo si esibiranno in live e jam session continue. Suoneranno, tra gli altri, numerosi gruppi locali come Accordi Disaccordi, 20 Strings, Musettes e anche altri provenienti da più lontano; sono inoltre previste jam session a cui è possibile partecipare col proprio strumento o provando quelli messi a disposizione dai liutai presenti nell’area. Il 26 aprile alle 11.00 è prevista la presentazione del libro “Django Reinhardt. Dalla chitarra Manouche al grande jazz”, scritto da Paolo Sorci, un autore e musicista manouche italiano, che lo introdurrà personalmente al pubblico, in parole e musica.Un evento speciale è previsto in chiusura dello spazio, sabato 30 aprile dalle 15.30: vi aspetta un esperimento in musica che coinvolgerà diversi strumentisti torinesi jazz e classici, in un concerto evento da non perdere. Ecco un link per tutte le informazioni e per restare aggiornati, giorno dopo giorno https://www.facebook.com/events/621537464661964/. Non potete mancare perché gli appuntamenti di quest’anno sono davvero unici e sorprendenti. Ancora una volta Torino ospiterà questa iniziativa davvero originale nel suo genere, dando luce al cuore di piccoli e grandissimi artisti , unici personaggi protagonisti capaci di suonare “questo” genere musicale con un’ esibizione che non solo trasmetterà una tecnica magistrale ma soprattutto un afflato emotivo incredibile, che ci coglierà nuovamente ascoltatori attenti e sognanti.

Gli appuntamenti #MANOUCHE del Torino Jazz Festival a cura dell’Associazione Jazz Manouche Django Reinhardt
DAL 23 AL 30 APRILE (10-13 / 15-18)
PIAZZA DJANGO REINHARDT
Via Roma pedonale, tra piazza San Carlo e piazza Castello
Ogni giorno con live, jam session, liutai e presentazioni.
Info: https://www.facebook.com/AssJazzManouche

Calice d'autore alla libreria Paravia

in CULTURA E SPETTACOLI

Non si tratta di canoniche presentazioni, quanto piuttosto di chiacchierate con gli autori in un’atmosfera informale, sorseggiando un bicchiere di buon vino

paravia2
Da giugno 2015 la Libreria Paravia, che occupava la sede storica di via Garibaldi da quasi due secoli, si è trasferita nella nuova sede di Piazza Arbarello 6, angolo via Bligny. Da quella data le titolari Sonia e Nadia Calarco continuano a svolgere l’amata professione, ereditata dal loro padre Giuseppe Calarco, stimato e apprezzato libraio per oltre 40 anni, a seguito del mancato rinnovo del contratto di locazione. Così, per tutti i torinesi, amanti delle tradizioni culturali della propria città, “Il vuoto in faccia a un muro lasciato da una libreria venduta, tra le peggiori cose che che possano segnare una città” ( Erri De Luca), è stato riscattato.  Nei mesi di aprile e maggio la libreria Paraviaparavia 1 organizza una serie di incontri dal titolo “Calice d’Autore”. Non si tratta di canoniche presentazioni, quanto piuttosto di chiacchierate con gli autori in un’atmosfera informale, sorseggiando un bicchiere di buon vino. Il 22 aprile alle ore 18,30 Giuseppe Culicchia ci introdurrà nel suo nuovo libro edito da Einaudi “Mi sono perso in un luogo comune. Dizionario della nostra stupidità”, nel quale riprende e attualizza ironicamente l’opera di Gustav Flaubert, “Dizionario dei luoghi comuni”. Il 6 maggio sarà la volta di un’autrice comica, Desy Icardi, che leggerà dei passi del suo nuovo “Dove scappi? Romanzo eroticomico in 50 nodi” pubblicato da Golem edizioni. Dopo la pausa in concomitanza con il Salone del Libro, il 20 maggio la Libreria Paravia ospiterà il medico esperto in fitoterapia Fabio Firenzuoli, che proporrà un incontro dedicato al benessere con il volume “Dimagrire con le erbe”, edizioni Lswr. Da maggio, in concomitanza con gli incontri “Calice d’Autore”, ogni venerdì pomeriggio sarà dedicato anche ai laboratori di lettura per bambini di età compresa tra i 2 e i 6 anni ( partecipazione gratuita, iscrizione obbligatoria), finalizzati a sensibilizzare i bambini al piacere della lettura. Dopo aver ascoltato il racconto, i bambini si cimenteranno in attività manuali inerenti al libro trattato.

Helen Alterio
Libreria Paravia. Piazza Arbarello 6 ang. via Bligny. Tel.011.540608 – info@libreria-paravia.it

Baglioni e Morandi capitani del Pala Alpitour

in CULTURA E SPETTACOLI

Tre ore di musica dal vivo con 50 canzoni di successo

BAGLIONI PALA ALPITOUR

BAGLIONI 3BAGLIONI66BAGLIONI1Migliaia di spettatori al Pala Alpitour per il concerto di Claudio Baglioni e Gianni Morandi, i  due “capitani coraggiosi”  che si sono ritrovati questa sera a Torino, dopo il forfait del primo , alcune settimane fa, a causa di una fastidiosa laringite.  Tre ore di musica dal vivo con 50 canzoni di successo che hanno segnato la storia della musica italiana dell’ultimo mezzo secolo. Il disco è realizzato in varie versioni: classica, doppio cd, deluxe, doppio cd live, album di prove in studio, dvd “Oltre la live pioggia”.

 

(Foto:  Essepiesse – il Torinese)

Una amichevole fra romanzi che parlano francese

in CULTURA E SPETTACOLI

Giovedì 21 Aprile alle 18.00 l’Alliance française di Torino ospita una sfida letteraria di sapore calcistico organizzata dal Gruppo Libri dell’Unione Culturale Franco Antonicelli: gli scrittori Dario Voltolini e Benedetta Centovalli difendono due grandi titoli della letteratura francese davanti a una giuria e a un pubblico chiamati a tifare

alliance4

Il Gruppo Libri dell’Unione Culturale Franco Antonicelli, in seguito al successo di MundiaLibro – il “Campionato del mondo dei romanzi del Novecento”, iniziativa proposta nel 2015 in collaborazione con Andrea Bajani – organizza, in occasione della settimana di Torino che Legge, tre incontri “amichevoli” fra sostenitori di romanzi stranieri: martedì 19 si affrontano negli “infernotti” dell’Unione Culturale romanzi inglesi, giovedì 21 presso l’Alliance française di Torino è il turno della letteratura francese e sabato 23 il ciclo si chiude con una sfida di sapore russo, di nuovo negli spazi sotterranei all’Unione Culturale Franco Antonicelli.

La struttura degli incontri è mutuata dal mondo del calcio: scrittori, critici, lettori si sfidano sul campo, con la passione di un’autentica partita di calcio, per sostenere le ragioni del loro romanzo preferito. La cornice è quella di una partita con due tempi regolamentari e citazioni finali come calci di rigore risolutivi, una terna arbitrale a garantire la correttezza dell’incontro, il tifo da stadio del pubblico, con lo scopo di riscoprire romanzi poco noti o  dimenticati e ritornare a leggere libri che la tradizione e la scuola rischiano di “imbalsamare”.alliance2

La partita che si gioca giovedì 21 alle 18.00 nella sede dell’Alliance française di Torino vede contrapporsi Il grande Meaulnes di Alain-Fournier, sostenuto da Dario Voltolini (autore di romanzi, racconti, radiodrammi, libretti d’opera e testi di canzone), e La porta stretta di André Gide, sostenuto da Benedetta Centovalli (editor e critico letterario e esperta di letteratura del Novecento). I romanzi in gioco sono stati selezionati dagli scrittori che li sostengono all’interno dell’ampio panorama della letteratura francofona del Novecento e con il solo limite, imposto dagli organizzatori, che l’autore non fosse più in vita.

 
Campionato del romanzo del Novecento. Una amichevole fra romanzi che parlano francese: una collaborazione UC Franco Antonicelli e Af Torino
Giovedì 21 Aprile 2016 ore 18.00

“Oh, lago, lago, lago! Sciogliermi infine con te…"

in CULTURA E SPETTACOLI

 “… per essere un giorno pescato come un antico luccio”

lago lago

Nel novembre del 1980, usciva “Sentimento di Orta”, un agile silloge poetica di Augusto Mazzetti, poeta ortese da poco scomparso, dove l’autore – profondamente legato al lago d’Orta ed ai suoi “abitanti” , s’immedesimava al punto di scrivere, nella poesia “Per essere”:  “Oh, lago, lago, lago! Sciogliermi infine con te, per essere un giorno pescato come un antico luccio”. L’attività della pesca veniva descritta così: “Vibra il rame della tirlindana fino sul fondo della corona,il polpastrello seconda il moto segreto in un rito d’amore rapace,quasi un respiro”. E l’isola di San Giulio, per Mazzetti, meritava un’ode poiché “rosa d’albe e di stupore sulle acque garrisci ed ammiccando inviti a delicati approdi tra le nuvole e lo scoglio”. Mazzetti, con le sue poesie, narrava le giornate passate in piazza Motta, dove attraccavano i natanti, dove s’incontrava la gente e s’intavolavano lunghe discussioni sul più e sul meno, intrecciando i fatti del piccolo borgo affacciato sul lago con le vicende del mondo. lago fiammelleCosì, in “Scherzo”, Augusto Mazzetti, guardando le abitazioni scriveva “ mostri lacustri, case, mi sembrate d’acqua stillanti e dall’aspetto arcano, dal fondo emersi d’un mondo lontano;ritti sul lago ad asciugare al sole,e le finestre occhiaie immense e gole all’azzurro del cielo spalancate”. Come, a quel punto, non confidare ad un amico, con una punta di malcelata nostalgia “ sui tetti ricordi?Mangiare i limoni,filosofare,l’amore,l’Io, il non Io…Sui tetti guardando il lago:un pesce persico, un cavezzale,muso a muso in passeggiata, solenni e assorti con molto sussiego”. Piero Chiara, il più grande interprete letterario della provincia italiana, uomo di lago ( anche se di un lago diverso, più grande e internazionale come il Verbano), rispondendo alle domande di un giornalista di  “Panorama” che lo intervistava nel 1981, disse: “Lo scrivere, il raccontare, è per me come il lago per il povero Augusto Mazzetti ; vorrei sciogliermi nelle mie pagine, per essere pescato un giorno, come un antico luccio, cioè come uno dei miei personaggi ideali”. Augusto Mazzetti (1901-1978), giornalista, sceneggiatore di cinema, aiuto regista con Alessandro Blasetti, grande amico di Curzio Malaparte, in un piccolo opuscolo del 1934 intitolato “Fiammelle” descriveva così la nostalgia di una notte di quell’anno sulle rive del Cusio. “Siamo dei malati di nostalgia, e vana cosa per noi è cercare l’oblio. E ogni qualvolta ci è concesso rituffare la mente nel passato del nostro borgo (e sono secoli e secoli che si sospingono in una luce di gloria) gli occhi si posano con malcelato scontento sull’ora presente. Ci piace allora salire al monte, cercare l’ombra pietosa degli abeti e sognare. Così nell’ebbrezza della rievocazione è nata l’idea di una serata ortese, una serata tutta nostra, in cui ci fosse possibile dare libero sfogo all’animo. In poche sere, meste di pioggia, un gruppo di giovani hanno preparata la festa. E fu così che il lago, domenica sera, ha veduto scendere da S. Quirico, sotto forma di tremule fiammelle le anime dei morti ortesi, sul suo ceruleo specchio, e lilago orta2 ha risospinti verso l’Isola trapuntata di luci”. La piazza di Orta non ha mai perduto quel fascino intrigante descritto da Mazzetti e le “anime” – in quel racconto – scendono dal camposanto, collocato a mezza costa sul promontorio di Orta, approssimativamente a metà percorso tra il centro storico ed il Sacro Monte. Da lì, oltrepassata la cancellata barocca in ferro battuto dell’ingresso del cimitero, a fianco di una delle più antiche chiese del lago, quella di S. Quirico, s’intravede lo specchio d’acqua che ispirò Mazzetti e tanti altri. E in fondo, l’isola, che Gianni Rodari così descrisse :“L’isola di San Giulio sembra fatta tutta a mano, come un gioco di costruzioni. Metro per metro, secolo dopo secolo, dandosi il cambio, uomini ed altri uomini le hanno donato forma con il loro lavoro. Se si vede verde, la natura non c’entra: sono i giardini delle ville. Non si vedono rocce, ma pietre, mattoni, vetrate, colonne, tetti. L’insieme è compatto come i pezzi di un rompicapo. Di sera le differenze di colori scompaiono, i profili si fondono, l’isola sembra un monumento in un sol blocco di pietra nera a guardia dell’acqua cupa. Da qualche finestra invisibile parte un raggio di luce, come un cordone gettato per tenere legata l’isola alla terraferma”. Insomma, uno spettacolo che fa salire un groppo in gola.

 

Marco Travaglini

Handel monografico al teatro Vittoria

in CULTURA E SPETTACOLI

ASTRA ATTRICECon il soprano Julia Wischniewski e l’Astrée Gruppo cameristico dell’Academia Montis Regalis, orchestra italiana tra le più apprezzate nel panorama internazionale della musica antica

Lunedì 18 aprile, alle ore 20 presso il Teatro Vittoria di Torino (per la serie di abbonamento l’altro suono) l’Unione Musicale propone un concerto monografico dedicato alla musica di Händel, con una selezione di arie, cantate e sonate composte in Italia – dove il giovane compositore rifinì il suo apprendistato musicale – e in Gran Bretagna, paese in cui visse per la maggior parte della sua vita. A raccontare lo spirito cosmopolita di Händel, capace di fondere l’arte contrappuntistica tedesca, la vocalità italiana e la scuola inglese e francese in un linguaggio europeo, saranno dei veri specialisti del Barocco:  il soprano Julia Wischniewski e l’Astrée – Gruppo cameristico dell’Academia Montis Regalis, orchestra italiana tra le più apprezzate nel panorama internazionale della musica antica.

La tappa italiana ha avuto un’influenza decisiva nell’evoluzione musicale händeliana: è infatti negli anni trascorsi a Roma che il compositore ebbe la possibilità di frequentare i più grandi interpreti e virtuosi dell’epoca e familiarizzò con il “belcanto” e con le più importanti forme strumentali come la Sonata e il Concerto. Un segno evidente di queste influenze si riscontra sia nei lavori strumentali, che sembrano quasi una derivazione di alcuni analoghi modelli italiani di Corelli e di Vivaldi sia nelle cantate da camera, circa un centinaio, la cui quasi totalità fu scritta proprio nel corso del viaggio in Italia.

Steve McCurry: gli occhi del mondo

in CULTURA E SPETTACOLI

La fotografia assume un’azione salvifica, sottraendo all’oblio individui dimenticati con i loro dolori, le loro gioie, le loro personalissime e uniche esperienze di vita e le emozioni di quel momento nel quale sono stati bloccati dallo scatto

MCCURRYE

Occhi di uomini, donne, bambini, vecchi, occhi sbarrati, sgranati, disperati, stanchi, occhi che hanno visto gli orrori delle guerre, della miseria, di un mondo immenso come l’oceano o piccolo come uno spicchio d’ombra al meriggio, occhi del Pakistan, della Russia, del Kashmir, dello Sri Lanka, di Cuba, degli Stati Uniti, dell’Italia: questo è il mondo di Steve McCurrey, uno dei più grandi fotografi contemporanei che, attraverso istantanee di volti, attraverso i suoi ritratti, racconta mille storie diverse, dando voce a chi, spesso, si trova ai margini della società. La fotografia assume un’azione salvifica, sottraendo all’oblio individui dimenticati con i loro dolori, le loro gioie, le loro personalissime e uniche esperienze di vita e le emozioni di quel momento nel quale sono stati bloccati dallo scatto della macchina fotografica, impressi in un’istantanea che ha regalato loro una forma di immortalità, MC CURRYEquella che si raggiunge soltanto attraverso l’arte. Steve McCurrey è soprattutto un fotografo di anime, l’anima del sarto che attraversa un fiume d’acqua in una terra sulla quale si è abbattuta la furia dei monsoni, stringendo fra le mani la sua macchina da cucire Pfaff, il bene più prezioso, la sua unica fonte di sostentamento, l’anima dei bambini soldato cresciuti in fretta, troppo in fretta, che hanno imparato troppo presto a fare la guerra in un’età in cui alla guerra si gioca soltanto, le anime dei viaggiatori di terza classe su un treno indiano, le anime dei pescatori dello Sri Lanka che attendono pazientemente, seduti su pali, le loro prede. Tra le 250 foto esposte nella mostra ospitata alla Citroneria della Reggia di Venaria dal 1 aprile al 25 settembre spicca, però, intenso e sconvolgente, il “Ritratto della ragazza afgana”, diventato ormai un’icona, la foto piùMCCURRIE3 conosciuta dell’artista: lo scatto, realizzato in un campo profughi vicino a Pesshawar, in Pakistan, fu pubblicato, nel 1985, sulla copertina di “National Geographic”, e da allora ha fatto il giro del mondo ed è stata definita la foto del secolo. Soltanto 17 anni più tardi il mondo avrebbe conosciuto il suo nome Sharbat Gula e Steve McCurry sarebbe riuscito ad incontrare e a fotografare di nuovo la ragazza che, a 12 anni, portava negli occhi tutta la malinconia del mondo, quegli incredibili occhi verdi che feriscono le coscienze e che fanno riflettere. Sharbat Gula era diventata una donna segnata dal tempo e dai dolori e rimase indifferente vedendo la foto di tanti anni prima e disse soltanto che quella era stata l’unica volta che era stata fotografata in tutta la sua vita, vita che era proseguita senza che il clamore che il suo ritratto aveva suscitato la potesse raggiungere, toccare, persino rovinare. Sharbat Gula, al di là della sua storia, è destinata a restare per tutti, per sempre, semplicemente la “ragazza afgana”, assurta a simbolo di tutte quelle generazioni di orfani e di profughi che fuggono dai conflitti, dalla fame, dalle carestie, le generazioni di ieri, di oggi e, purtroppo, di domani.

 

Barbara Castellaro

A Torino i capolavori dell'Ermitage

in CULTURA E SPETTACOLI

Da Poussin agli impressionisti: 3 secoli di pittura francese: direttamente da San Pietroburgo arrivano 75 opere 
ermitage5

Dalla Russia a Torino: direttamente dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo arrivano 75 opere a Palazzo Madama per la mostra “Da Poussin agli impressionisti: 3 secoli di pittura francese dall’Ermitage”, dall’11 marzo al 4 luglio. Terza tappa dell’importante collaborazione tra la Fondazione Torino Musei e quello Statale dell’Ermitage che fa del capoluogo subalpino l’epicentro del panorama culturale italiano. Un allestimento unico e prestigioso, come hanno commentato ieri, nel corso della visita in anteprima, il ministro dei Beni Culturali Franceschini e il direttore dell’Ermitage Mikhail Piotrovsky.

ermitage2E’ un patrimonio inestimabile quello dell’Ermitage, con oltre 2000 dipinti nella collezione di pittura francese (la più vasta al di fuori della Francia). Dal luogo di “svago e delizia” in cui la zarina Caterina II aveva disposto le sue collezioni d’arte, ecco alcuni capolavori della pittura francese, dal 1600 a fine 800, selezionati dai curatori Clelia Arnaldi di Balme, Natalia Demina ed Enrica Pagella.

Il percorso della mostra è articolato in 12 sezioni ed intreccia tutti i grandi temi della pittura moderna: dai soggetti sacri a quelli mitologici, dalla natura morta al ritratto, dal paesaggio alla scena di genere. Soprattutto racconta la storia e l’evoluzione della fortuna dell’arte francese alla corte degli zar, gli acquisti alla moda degli aristocratici russi dell’800, fino alla soglia della riorganizzazione dei musei nel 900, in seguito alla rivoluzione di ottobre.

A San Pietroburgo, la collezione d’arte a carattere universale iniziò con lo zar Pietro I il Grande nel ermitagecorso del suo lungo regno (dal 1682 al 1725). Poi fu la volta della zarina Caterina II che – vista con sospetto dalle corti europee (per la sua ascesa al potere con il colpo di Stato del giugno 1762 e la morte improvvisa dello spodestato Pietro III) – cercò riscatto presentandosi al consesso delle altre nazioni come sovrana   illuminata e protettrice delle arti. Grazie al suo gusto raffinato ed alla notevole abilità, nel 1772 riuscì ad aggiudicarsi la prestigiosa raccolta d’arte del banchiere parigino Pierre Crozat, e divenne a tutti gli effetti una mecenate di altissimo livello.

ermitage1A Palazzo Madama sono esposte le opere di circa 50 artisti, scelte tra le più emblematiche e rappresentative dell’evolversi del gusto artistico in Russia, tra passione per l’arte francese e   testimonianze di amore anche per l’Italia.Si parte dal classicismo del Seicento con opere della caratura di “Madonna con Bambino” di Simon Vouet, che fu 1° pittore di Luigi XIII ed elaborò una personalissima versione del caravaggismo, in cui a dominare le tele erano luce ed armonia cromatica. Poi, Philippe de Champaigne, al servizio di Maria de Medici che gli affidò la decorazione del palazzo del Lussemburgo, ma fu apprezzato anche dal cardinale de Richelieu per le sue composizioni sacre.

Due grandi maestri del genere del paesaggio ideale, entrambi influenzati dal mito di Roma: Nicolas Poussin, di nascita francese, ma vissuto a lungo tra Venezia e Roma, si mosse nell’ambito della tradizione classicheggiante, tra paesaggi storici e mitologici, aulici e bucolici. E Claude Lorrain, che a Roma giunse giovanissimo e si dedicò alla raffigurazione di paesaggi classici, in cui la natura sovrana è dominata da effetti di luce intensa, arricchiti da elementi architettonici e piccole figure mitologiche o bibliche.

In mostra anche significative opere del Settecento e artisti come Antoine Watteau, grande madama poussinesponente francese della pittura rococò con le sue scene galanti. François Boucher che – con Lemoyne, André Van Loo e Natoire- fu protégé   di madame de Pompadour e 1° pittore del re: grazie al suo modo di rappresentare la società parigina che ruotava intorno a Luigi XV, con spunti mitologici, rappresentazioni pastorali ed echi religiosi. Jean-Honoré Fragonard, uno dei maggiori artisti francesi   del XVIII secolo, morto povero e dimenticato dopo essere stato pittore attentissimo ai giochi di luce che impreziosivano le sue tele, raffiguranti scene di vita ambientate tra giardini, templi, statue e fontane.

Il viaggio tra le perle dell’Ermitage prosegue con i capolavori di Jean Baptiste Greuze, autore di ritratti ed amante di temi allegorici, mitologici e religiosi; Claude Joseph Vernet pittore ed incisore che ritrasse porti, coste, temporali e bonacce, visse per 20 anni a Roma, molto apprezzato dagli aristocratici inglesi impegnati nel Grand Tour; Hubert Robert che, oltre a disegnare giardini, ritrasse rovine e paesaggi in cui spunti archeologi si amalgamano ad elementi fantastici.

E si giunge così al neoclassicismo (che guarda ai modelli dell’antica Grecia e dell’Impero Romano) di Ingres, famoso ritrattista dell’alta borghesia (dipinse anche un ritratto di Napoleone Bonaparte) ed Elisabeth Vigée Le Brun autrice del “Ritratto della granduchessa Elizaveta Alekseevna” (moglie del Granduca   Alessandro Romanov), scelto come immagine guida della mostra.

ermitage4La sezione dedicata all’Ottocento testimonia il trionfo del sentimento romantico, una nuova attenzione al valore dell’anima ed alla forza creatrice della natura, con contenuti morali, orientalisti e realisti. Tra le opere esposte, il magnifico “Arabo che sella il suo cavallo” dipinto da Eugene Delacroix nel 1855, mentre era in missione diplomatica presso il sultano.

Il tema del paesaggio viene poi sviluppato da Jean Baptiste-Camille Corot; mentre nella foresta di Fontainbleau, a Barbizon, un gruppo di artisti esprime l’umano smarrimento di fronte alla natura, con vedute che si rifanno alla tradizione paesaggistica olandese. E’ la pittura en plein air e l’anticamera dell’impressionismo. Il percorso della mostra si avvia verso la fine proprio con le tele di Renoir, Sisley, Monet e Pisarro e chiude con alcuni capolavori di Cézanne, Gauguin e Matisse, che segnano l’inizio dell’arte moderna e gettano le basi per le avanguardie che seguiranno.

Laura Goria

How to: Palazzo Madama-Museo Civico d’Arte Antica. Sala del Senato.

11 marzo – 4 luglio 2016

Per informazioni: tel. 011 4433501 – sito www.palazzomadamatorino.it

 

Da qui si Torna su