CULTURA E SPETTACOLI

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Manuel Vilas “I baci” -Guanda- euro 19,00
L’amore al tempo del Covid, secondo Manuel Vilas, è l’unico modo per dare un senso alla vita. I baci del titolo sono quelli tra Salvador, professore 58enne in pensione anticipata, e la bellissima 45enne Montserrat.
Lui viene colto dal lockdown in una casa nel bosco, poco lontano da Madrid, dove ha deciso di ritirarsi. Nel paesino di Sotopeña c’è l’unico emporio della zona, e quando va a rifornirsi di provviste viene folgorato dalla bellezza e dal misterioso fascino di Montserrat che gestisce il negozio.

In oltre 400 pagine divampa la storia d’amore. Salvador si innamora in 7 minuti come un adolescente; ma è un uomo maturo… e chissà se tanto entusiasmo può esplodere anche a 50 anni o giù di lì.
Secondo Vilas ovviamente si, tutto il romanzo va in questa direzione componendo una storia d’amore romantica e idealizzata, ma anche decisamente carnale.
“I baci” sono l’antidoto all’epidemia, alla malattia, alla solitudine e alla morte e, anche da adulti navigati, innamorarsi è possibile. Anzi nel tornado di una crisi epidemica mondiale i due protagonisti restano ancorati alla vita; bypassano il mordo con entusiasmo, con una passione travolgente e ampie dosi di erotismo in una sorta di coinvolgente follia d’amore.

Salvador è stato mandato in pensione prima del tempo perché affetto dai primi sintomi di una malattia neurologica che lo rendeva confuso o silenzioso di fronte agli studenti. Così si è armato di bagagli e libri –primo fra tutti il “Don Chisciotte” di Cervantes- e ha deciso di isolarsi dal resto del mondo.
Montserrat è carica di erotismo, ma dilaniata dalla perdita del piccolo figlio che le è stato tolto dall’ex marito e che ora vive in Germania. Questa è la tragedia della sua vita e l’amore per Salvador è qualcosa che lenisce il suo dolore.

Cervantes fa capolino spesso nelle pagine di Vilas: il suo protagonista ricorda Don Chisciotte nell’idealizzare la donna che ne occupa vita e pensiero; mentre Montserrat diventa Altisidora, «la donzella intelligente ed enigmatica ..» che fa credere a Don Chisciotte di essere innamorata di lui.
Come evolverà e andrà a finire questa passione travolgente?
Salvador sa bene che l’amore ideale -e pure quello carnale- tendono a perdere potenza con il logorio del tempo…..

 

Hannah Rothschild “Casa Trelawney” -Neri Pozza- euro 19,00
Trelawney Castle appartiene da 800 anni all’omonima famiglia, sorge su una rupe che domina la costa meridionale del mare di Cornovaglia ed è stato ampliato nei secoli dai vari conti fino ad essere «…dichiarato il più maestoso e il più sontuoso, se non il più bello, della contea di Cornovaglia». Ha 4 ali principali costruite in tempi e stili diversi, 11 scaloni, una stanza per ogni giorno dell’anno ed altre meraviglie. La tenuta su cui sorge è ancora più spettacolare: un’area immensa con tanto di foresta e cascata che alimenta un lago, prati a perdita d’occhio…..
Però gli ultimi 8 dei 24 conti che si sono succeduti hanno sperperato a piene mani il patrimonio, si sono rivelati dannatamente incapaci di gestire le finanze e -complici anche 2 guerre mondiali e il crollo di Wall Street- a poco a poco le fattorie sono state svendute e il disastro è stato inarrestabile. Divorzi, incompetenza e tasse ereditarie hanno inferto colpi di grazia a ripetizione. Le ali del castello sono state chiuse una dopo l’altra, dipinti e arredi preziosi venduti, treno privato e panfilo lasciati arrugginire in rovina.
Ora il castello cade a pezzi e mancano anche i soldi per scaldarsi e mangiare. A tenere duro è Jane, moglie dell’ultimo erede Kitto. Lui è un sognatore poco pratico che si butta in imprese raffazzonate e perdenti; mentre lei ha sostituito in toto la servitù e si logora tra mansioni domestiche, giardino…e come badante dei suoceri che credono di vivere ancora ad altissimo livello.
Hannah Rothscild è maestra nell’intessere una trama ricca di personaggi, dinamiche familiari ed ereditarie che scoprirete pagina dopo pagina e che raccontano l’eccentricità dell’aristocrazia britannica di fronte all’evolvere dei tempi e della società.
Tra i protagonisti più interessanti ci sono la sorella di Kitto: la complicata Blaze che era stata cacciata quando il fratello aveva ereditato la magione. Planata a Londra con una laurea a pieni voti in matematica a Oxford era stata un’abilissima operatrice finanziaria, ma negli ultimi tempi le sue previsioni non avevano fatto centro e aveva perso denaro e clienti.

Poi a smuovere ulteriormente la situazione ecco arrivare la dirompente Ayesha, figlia della bellissima Anastasia che era stata un amore di gioventù di Kitto. Da anni era scomparsa dai radar della famiglia, però in punto di morte aveva scritto ai Trelawney affidandogli la giovane. Preparatevi perché in questa brillante e acuta commedia familiare succederà davvero di tutto….

 

Ivy Comton-Burnett “Servo e serva” -Fazi Editore- euro 19,00

La scrittrice inglese Ivy Comton-Burnett è stata maestra nel narrare e dare voce all’infelicità che cova spesso nelle famiglie; forse perché anche lei ne sapeva qualcosa.
Ivy Compton- Burnett nacque a Pinner in Inghilterra nel 1884, crebbe nella città costiera di Hove e morì a Londra nel 1969.
Il padre era un medico dal carattere dispotico e solitario, e Ivy ebbe gli anni della giovinezza funestati da una serie di tragedie: la morte prematura di due fratelli e il suicidio di due sorelle appena adolescenti.

Il suo apprendistato doloroso alla vita non fu poi tanto lontano da quello dei giovani ragazzi Lamb che albergano nelle pagine del romanzo “Servo e serva”, del 1947, uno dei più famosi tra i suoi 20 libri.
Le sue opere trovano linfa negli accadimenti delle belle e altolocate dimore inglesi di metà Novecento; mentre la cifra principale della sua scrittura è nell’abilità con cui imbastisce un fuoco di fila di dialoghi sfolgoranti, serrati, a tratti nevrotici.

Al centro del romanzo ci sono i vari membri della famiglia Lamb, famiglia dell’alta borghesia che vive in un paese non meglio specificato. Capofamiglia è il dispotico Horace che gestisce con estrema avarizia (spacciata per virtù) l’ingente patrimonio portato in dote dalla moglie americana Charlotte.
Poi ci sono i 5 figli – che escono poco di casa e comunque sempre malvestiti grazie alla tirchieria paterna- zia Emily e il cugino Mortimer privo di mezzi di sostentamento, mantenuto a stecchetto da Horace, e innamorato di Charlotte.

Nelle gelide stanze della casa si aggira anche la servitù che sembra avere doti di saggezza di gran lunga superiori a quella dei padroni.
Dal maggiordomo Bullivant al cameriere George, dalla sguattera Miriam alla cuoca Mrs. Selden; la Burnett di loro descrive solo lo stretto necessario, mentre è ai dialoghi che affida un ruolo importantissimo. E’ dai loro discorsi che scopriamo gli autentici e più profondi sentimenti (per esempio i figli odiano cordialmente Horace e ne auspicano il trapasso a miglior vita) e i segretucci dei Lamb (corna comprese). Famiglia che si rivelerà diversa da quella che vuole apparire e ben più disfunzionale.

 

John Banville “Delitto d’inverno” -Guanda- euro 19,00

Inverno 1957, Contea di Wexford in Irlanda, nella ricca residenza di Ballyglass House, che appartiene a una blasonata famiglia protestante, ha luogo un omicidio scabroso e inquietante. La vittima è un amico, padre Thomas Lawless prete cattolico che è stato accoltellato….ed evirato.

A indagare arriva un ispettore protestante che faticosamente tenta di ricostruire i fatti, interroga gli abitanti della casa, tra i quali si annida l’assassino.
Perché uccidere un sacerdote e poi in quel modo orribile?
La rosa dei possibili colpevoli sembra ristretta a una manciata di persone, ognuna con segreti e doppi fondi da scoprire.
Il padrone di casa, colonnello Osborne; la sua giovane moglie svanita e imperscrutabile; il figlio decisamente ambiguo e la figlia ribelle. Poi sulla scena appaiono anche la governante-cuoca e un cognato debosciato, pecora nera della famiglia.

Ma le indagini si rivelano tutt’altro che facili, niente è come sembra e i fatti non si incastrano a dovere. Al rebus si aggiunge l’ingombrante e maneggiona influenza della Chiesa Cattolica d’Irlanda, con in prima persona l’arcivescovo.
E vengono a galla storie torbide di povere fanciulle, figli illegittimi rinchiusi e prede sessuali di sacerdoti- educatori…..

 

Rock Jazz e dintorni. Tonino Carotone e Tessarollo-Zogno -Zirilli Power Trio

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Martedì. All’Aldobaraldo il cantautore Federico Sirianni rende un tributo a Tom Waits. All’Otium Pea Club si esibisce la cantante Carola Cora in duo con il chitarrista Francesco Tringali. Al Circolo Corso Parigi suona un quartetto con un tributo ai grandi Chansonniers francesi.

Mercoledì. Al Circolo della Musica di Rivoli è di scena Ben Shemie (Suuns). Al Cafè Neruda suona l’Unusual Quintet. All’Osteria Rabezzana si esibisce il Trio Marciano.

Giovedì. Al Cap 10100 musica e prosa con lo spettacolo “I Siciliani” con l’attore Ninni Bruschetta e la pianista Cettina Donato. Al Cafè Neruda suonano i We Meet Again 4tet.

Venerdì. Al Magazzino sul Po si esibiscono i Shanti Sheppard.All’Arteficio suona il duo Tessarollo &Zogno e il Zirilli Power Trio.

Sabato. All’OffTopic Didie Cara presenta “Canzoni al telefono live”. All’Arteficio si esibiscono i Biqini.

Domenica. Al Cap 10100 un quintetto di musicisti italiani esegue le musiche del regista Miyazaki.

Pier Luigi Fuggetta

Raf e Tozzi in quarantena, il concerto slitta al 14 febbraio

Questa sera, domenica 5 dicembre 2021, non si terrà al Teatro Colosseo di Torino il concerto di  Umberto Tozzi e Raf. I cantanti sono infatti   in quarantena a scopo precauzionale, poiché seppur entrambi  negativi al Covid sono  venuti a contatto con una persona positiva. La serata già sole out è posticipata al 14 febbraio 2022.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Il Classico politicizzato – Solidarietà al prof. Martino Mora – Lettere

 

Il Classico politicizzato

Non ho mai avuto stima per il “Festival del Classico” organizzato a Torino da un preside in pensione di Ivrea. Non basta far venire il paleo-comunista e classicista tuttologo Luciano Canfora, sia pure affiancato da Eva Cantarella.Quello del festival e’ un  programma troppo intriso di ideologia che non avrebbe neppure trovato il consenso del sommo latinista Concetto Marchesi, che fu deputato del PCI e incallito stalinista, anche se tenne sempre separati i conti della cultura classica con quelli della militanza politica, facendo prevalere sempre i primi sui secondi da vero uomo di scienza . Qui invece si centra subito il tema dello schiavismo per poter parlare di Spartaco, ammirato da Marx come il primo proletario. Ma il limite è stato superato, invitando Eric Fottorino che con l’aiuto di Cesare Martinetti e del redivivo Mario Calabresi,  in modo macabro evoca la morte dei migranti in mare, buttando la colpa su chi non farebbe nulla per salvarli. Cosa c’entri tutto ciò con la cultura classica non lo si capisce. E’ un intermezzo politico propagandistico  inserito a forza. Non nego certo il dramma di chi muore in un naufragio e umanamente ne sento il peso. Ma cosa c’entra il giornalista Fottorino  con la cultura classica? A me sembra poco o nulla. Ci sarebbero altri incontri discutibili, ma non è il caso di dedicare troppa  attenzione ad un’iniziativa che non va oltre la cinta daziaria di Torino o poco più anche se gode sicuramente di lauti finanziamenti. Forse l’unico incontro meritevole di nota è quello dedicato al dizionario dal Greco Rocci, stampato in modo indecente per decine d‘anni e che solo in tempi recenti l’editore si è deciso a ristampare con caratteri più nitidi. Peccato che a studiare il greco seriamente sia oggi un numero sempre più limitato perché il vero problema non è fare un “Festival del Classico” all’insegna del politicamente corretto, ma dare al vecchio, intramontabile liceo classico nuova vita . Oggi siamo arrivati a licei classici con programmi ”rinforzati“ di matematica.

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Solidarietà al prof. Martino Mora
Non si può non esprimere tutta la solidarietà al professore milanese Martino Mora che rischia un grave provvedimento disciplinare per non aver accolto in classe tre allievi del suo liceo travestiti da donne come gesto goliardico di solidarietà alle donne vittime di violenze. La lotta alla violenza  è cosa seria e non può essere confusa con il Carnevale, specie se esso si tiene in un’aula scolastica. Non è tollerabile che un capo di istituto solidarizzi con gli allievi travestiti da donne e condanni il professore che difende la dignità della scuola. Questi arcaici sessantottismi rinascenti andrebbero stroncati e non protetti. Con tutti i gravissimi problemi che ha la scuola nell’età del Covid non può essere consentito a nessuno di approfittare di qualsiasi occasione per mettersi in mostra in modo non compatibile con la scuola. Persino Don Milani, che contribuì con il suo libello  a demolire la scuola italiana, sarebbe inorridito perché il parroco di Barbiana era una persona seria.

 

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quaglieni penna scritturaLettere   scrivere a quaglieni@gmail.com

Il turismo alassino

Il Comune di Alassio ha commissionato con notevole impegno economico  uno studio per il rilancio del turismo alassino che mi sembra davvero in crisi soprattutto  da quando un albergatore è diventato assessore al turismo ,quasi un conflitto di interessi. Lei che è insignito della massima onorificenza alassina ed ha fatto moltissimo per la cultura alassina, cosa ne pensa? Io ad Alassio non ci vado più.  Aristide Nattero

E’ un problema che tocca tutto il Ponente ligure che ha un’autostrada sempre intasata, una ferrovia inadeguata, servizi sanitari come l’Ospedale di Albenga in crisi. Con queste premesse è davvero difficile attrarre turisti. Se poi si aggiunge anche la spiaggia che le mareggiate riducono ai minimi termini, si ha il quadro completo. Ho letto il programma natalizio di iniziative che definire poco interessante e per nulla attrattivo e’ fargli un complimento. Inoltre,  i prezzi di alberghi e ristoranti anche rispetto alla qualità, sono troppo alti per quanto possono offrire. Ci vorrebbe un nuovo Mario Berrino, che non c’è da quando è mancato chi lanciò Alassio nel dopo guerra. E mi fermo qui perché un discorso a sé meriterebbe il non assessorato alla cultura. Ma non vale neppure una menzione .

Lo Schiaccianoci di scena al teatro Alfieri fino al 15 dicembre

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Il Balletto del Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev nel titolo natalizio per eccellenza

Teatro Alfieri
da sabato 4 a mercoledì 15 dicembre 2021

Nella foto: il Balletto del Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev in una scena de Lo Schiaccianoci
Il mese di dicembre segna il ritorno del balletto e il Regio Metropolitano porta al Teatro Alfieri per ben 13 date, dal 4 al 15, il titolo natalizio per eccellenza: Lo Schiaccianoci, balletto su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij nell’esecuzione del Balletto del Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev, con la versione coreografica di Valery Kovtun su libretto di Marius Petipa; l’Orchestra del Regio è diretta da Mykola Djadjura e il Coro di voci bianche da Claudio Fenoglio. I solisti che potremo ammirare in scena sono: Natalia Matsak, Irina Zhalovskaya, Sergey Krivokon e Jan Vana.

Il Teatro Nazionale d’Opera e Balletto di Kiev Taras Ševčenko alza il sipario per la prima volta nel 1867 e all’inizio del ’900 inizia a formarsi la compagnia di balletto, tra i danzatori vi erano: B. Nižinskaja, O. Kočerkovskij, O. Osovskaja. Non è un caso, quindi, che due tra i più famosi ballerini del XX secolo, Vaclav Nižinskij e Serge Lifar, fossero appunto di Kiev. Il 18 ottobre 1931 nasce ufficialmente la prima compagnia di ballo dell’Ucraina con la presentazione di Pan Kanjovskij di Verikovskij. Gli anni del dopoguerra vedono fiorire nuovi programmi, collaborazioni con giovani artisti e le tournée a livello internazionale. Nel 1964 il Balletto dell’Opera di Kiev viene insignito dell’Etoile d’or al Festival di danza classica di Parigi. Sotto la direzione di Anatolij Šekera la Compagnia è cresciuta e si è aperta anche alle coreografie moderne. La sua messa in scena del balletto di Sergej Prokof’ev Romeo e Giulietta, del 1971, è stata rappresentata in tutto il mondo per oltre trent’anni e ha ricevuto la medaglia dell’Unesco come migliore interpretazione del balletto di Prokof’ev. Oggi la Compagnia, che vanta 150 danzatori, è sotto la Direzione artistica di Elena Filipeva, Artista del Popolo dell’Ucraina.

La storia dello Schiaccianoci, ambientata agli inizi dell’Ottocento, si svolge alla vigilia di Natale quando Drosselmeyer, eccentrico inventore di giocattoli, molto amato dai bambini, viene invitato a casa del signor Stahlbaum per vedere il grande albero di Natale. I giochi e le danze si susseguono e il fantasioso Drosselmeyer organizza anche uno spettacolo di marionette e burattini nel quale il Re dei topi vuole rapire la Principessa, ma il coraggioso Schiaccianoci lo uccide e salva la Principessa, diventando così il giocattolo preferito della piccola Maša. In sogno, la figlia del signor Stahlbaum immagina l’invasione della sala da pranzo da parte dei topi guidati dal loro Re, ma lo Schiaccianoci guida i soldatini di latta all’attacco e Maša, dominando la paura, lo segue e lo salva gettando la sua pantofola contro il Re dei topi che, sconfitto, scompare con le sue truppe. Drosselmeyer trasforma quindi lo Schiaccianoci e Maša in un Principe e in una Principessa e l’atto si conclude con il meraviglioso Valzer dei Fiocchi di Neve. Nell’ultima parte del balletto il sogno prosegue e giunge il momento dei festeggiamenti cui prendono parte Maša e lo Schiaccianoci, e si susseguono le danze con ritmo incalzante: spagnola, orientale, cinese, russa (trepak) e Pas de Trois, fino al risveglio della piccola protagonista.

Sono innumerevoli le versioni – e infinite le interpretazioni – del balletto portate in scena dai grandi coreografi fino a oggi. Il balletto è l’ultima opera di Marius Petipa, il coreografo dei Teatri Imperiali russi a fine ‘800. Composta da Čajkovskij, la partitura sonora è stata lo sfondo della coreografia di Lev Ivanov, successore di Petipa, presentata per la prima volta nel dicembre 1892 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Il debutto europeo del celebre balletto è nel 1934 al Sandler’s Wells di Londra e nel 1938 alla Scala di Milano. Una delle versioni più originali è quella di George Balanchine per il New York City Ballet nel 1954. Il Balletto del Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev propone la coreografia di Valery Kovtun che ripercorre i passi di Petipa e di Ivanov con lo scopo di restituire tutto lo splendore della veste tradizionale de Lo Schiaccianoci. Le scene e i costumi sono di Maria Levitskaja e le luci di Igor Samarets.

Nella foto: il Balletto del Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev in una scena de Lo Schiaccianoci
La fortuna di Schiaccianoci è stata indubbiamente favorita dalla splendida musica scritta da Čajkovskij – basti pensare alla popolarità raggiunta dall’omonima suite – che rivela una fantasia inesauribile nel rievocare l’atmosfera magica e fatata legata al sogno e all’infanzia. Sul podio dell’Orchestra del Regio è Mykola Djadjura, dal 1988 Direttore d’orchestra all’Opera Nazionale Ucraina e dal 1996 anche Direttore principale dell’Orchestra Filarmonica di Kiev. Con quest’ultima ha eseguito i cicli sinfonici di tutte le Sinfonie di Beethoven e di tutti i concerti e le sinfonie di Brahms (in occasione dei 170 anni dalla nascita del compositore). Come Direttore ospite, è stato invitato dalle orchestre filarmoniche della Polonia, Russia, Italia, Portogallo, Francia, Bulgaria, Corea del Sud e Giappone. Mykola Djadjura è stato insignito del titolo onorario di Artista del Popolo di Ucraina, nel 2011 ha ricevuto il premio Nazionale Taras Schevchenko, il titolo di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e della Letteratura della Repubblica Francese (2005, 2019) e nel 2015 il più alto riconoscimento statale che può essere conferito a un cittadino straniero da parte della Repubblica Italiana: l’Ordine della Stella d’Italia.

Lo Schiaccianoci va in scena a dicembre nei seguenti giorni: sabato 4 ore 15 e ore 20.30; domenica 5 ore 15; martedì 7 ore 15 e 20.30; giovedì 9 ore 20.30; venerdì 10 ore 15 e 20.30, sabato 11 ore 15 e 20.30; domenica 12 ore 15; martedì 14 ore 20.30 e mercoledì 15 ore 20.30.

Regio Metropolitano si realizza con il fondamentale sostegno di Intesa Sanpaolo, Socio Fondatore del Teatro Regio e con il patrocinio della Città di Torino.

Il 18 dicembre con Aida in quintetto, la Galleria dei Re del Museo Egizio si riempirà di musica con il Quartetto del Teatro Regio di Torino e Carlo Caputo al pianoforte, per l’esecuzione di una selezione musicale tratta dall’opera Aida di Verdi; il concerto accoglierà il pubblico in visita al Museo Egizio che, per l’occasione, osserverà un’apertura straordinaria dalle 19.30 alle 21. Sempre sabato 18 alla Chiesa del Santo Volto, il Coro del Regio diretto da Andrea Secchi, con Paolo Grosa al pianoforte, dà vita a un concerto gratuito (biglietti esauriti) dal sapore natalizio, con musiche di Johann Sebastian Bach, Hector Berlioz, Georg Friedrich Händel, Anton Bruckner, Sergej Rachmaninov, Adolphe Adam, Morten Lauridsen e canti tradizionali di Natale.

Il 22 dicembre ore 20.30 al Conservatorio “Giuseppe Verdi”, Dmitry Matvienko, secondo classificato al Concorso Cantelli, dirige l’Orchestra del Regio nel Quarto concerto di Ludwig van Beethoven, solista il giovane pianista Lorenzo Nguyen, diplomato al Conservatorio di Torino e scelto dal Teatro Regio nell’ottica di promuovere sempre di più i giovani talenti. Inoltre il programma prevede, sempre di Beethoven, l’ouverture dal Coriolano e la Prima Sinfonia.
Ancora al Conservatorio “Giuseppe Verdi”, il 31 dicembre alle ore 18 si terrà il Concerto di Fine Anno: sul podio dell’Orchestra del Regio debutta Oksana Lyniv, la prima donna ad aver diretto la scorsa estate nel “tempio wagneriano” di Bayreuth e ora Direttrice musicale del Teatro Comunale di Bologna, prima donna chiamata a dirigere i complessi artistici di una Fondazione lirico-sinfonica italiana. In programma: la Sinfonia n. 41 di Wolfgang Amadeus Mozart e il Concerto in mi minore per violino e orchestra di Felix Mendelssohn-Bartoldy, violino solista è Andrea Obiso.

BIGLIETTERIA
I biglietti e le card per i concerti e gli spettacoli sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio con orario: da lunedì a sabato 13-18.30 e domenica 10-14 – Tel. 011.8815.241/242. È possibile acquistare i biglietti anche presso i punti vendita Vivaticket e online su www.teatroregio.torino.it e su www.vivaticket.it, oltre a un’ora prima degli spettacoli presso le relative sedi.

PREZZI BIGLIETTI
Lo Schiaccianoci: € 30 – 20 – Under 30 € 10
Concerti: € 20 – 15 – Under 30 € 8

PREZZI CARD
Card 4 spettacoli: € 60 – 4 spettacoli a scelta in qualsiasi settore.
Card Giovani a 4 spettacoli € 20 – Riservata agli under 30; 4 spettacoli a scelta, in qualsiasi settore. Le stesse card possono anche essere utilizzate da più persone per lo stesso spettacolo.

Per l’acquisto dei biglietti e delle card è possibile utilizzare i voucher ottenuti a titolo di rimborso per gli spettacoli e i concerti del Teatro Regio annullati causa Covid-19.

SERVIZIO INFORMAZIONI
da lunedì a venerdì ore 9-17.30 – Tel. 011.8815.557 – info@teatroregio.torino.it

Per tutte le informazioni sul Lo Schiaccianoci al Teatro Alfieri: clicca qui

Ecco i vincitori del Torino Film Festival

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Il Tff edizione 39 è stato il primo festival con capienza al 100 per cento nelle sale. 181 film, di cui 68 prime mondiali, 14 internazionali e 53 italiane,  dal 26 novembre al 4 dicembre

 

PREMIO STELLA DELLA MOLE PER L’INNOVAZIONE ARTISTICA

STELLA DELLA MOLE AWARD FOR ARTISTIC INNOVATION a/to:

MONICA BELLUCCI

 

La giuria di Torino 39 – Concorso Internazionale Lungometraggi presieduta da Ildikó Enyedi (Ungheria), e composta da Alessandro Gassmann (Italia), Evgeny Galperine (Francia), Isabel Ivars (Spagna) assegna i premi:

The jury of Torino 39 – Feature Film Competition, chaired by Ildikó Enyedi (Hungary), and composed of Alessandro Gassmann (Italy), Evgeny Galperine (France), Isabel Ivars (Spain) awards the prizes:

Miglior film / Best film (18.000 €) a/to:

BETWEEN TWO DAWNS di/by Selman Nacar (Turchia/Francia/Romania/Spagna)

Con la seguente motivazione:

Un film che riesce, con straordinaria capacità di scrittura e regia a raccontare una storia credibile, che ci fa ridere, emozionare e che ci sorprende. Un film maturo, diretto con sobrietà intelligente e che rivela un nuovo grande talento. The best film award goes to BETWEEN TWO DAWNS by Selman Nacar.

 

With the following motivation:

A film that, with extraordinary writing and directing talent, is able to tell a believable story that makes us laugh, that moves and surprises us. A mature film, directed with intelligent sobriety, which reveals a new, big talent. The best film award goes to Between Two Dawns by Selman Nacar.

Premio speciale della giuria / Special Giury Awardex aequo a/to:

EL PLANETA di/by Amalia Ulman (USA/Spagna)

FEATHERS di/by Omar El Zohairy (Francia/Egitto/Paesi Bassi/Grecia)

Con la seguente motivazione:

Per la sua denuncia lievemente comica ma ugualmente emozionante dell’incerto futuro dell’Europa e del declino della società moderna esposta attraverso la particolare relazione madre e figlia. Il premio speciale della giuria ex aequo va a Amalia pullman per El Planeta.

Un autore potente, audace ed espressivo che domina con maestria i numerosi livelli del linguaggio cinematografico. Il premio speciale della giuria ex aequo va a Omar El Zohairy per Feathers.

With the following motivation:

For its lightly comical but equally emotional exposure of the doubtful future of Europe and the decay of modern society through the quirky relationship of mother-daughter. The special jury award ex aequo goes to Amalia Ulman for El Planeta.
A powerful, bold, expressing author mastering so many layers of film language. The special jury award ex aequo goes to Omar El Zohary 
for Feathers.

 

Miglior attrice / Best Actressex aequo a/to:

GONG SEUNG-YEON per il film Aloners di/by Hong Seong-eun (Corea del Sud)

Con la seguente motivazione:

È molto difficile suscitare emozioni profonde e complesse nello spettatore solo con la propria presenza.  Questa giovane attrice ci ha condotto attraverso il film con gli strumenti composti ma estremamente espressivi della sua arte. Il premio per la migliore attrice va a Gong Seung-Yeon in Aloners.

With the following motivation:

It is extremely difficult to raise deep and complex emotions in the audience with your sheer presence. This young actress led us through the film with extremely sattled but extremely expressive tools of her art. The award for best actress goes to Gong Seung-Yeon in Aloners.

Miglior attore / Best Actor a/to:

FRANZ ROGOWSKY per il film Grosse Freiheit / Great Freedom di/by Sebastian Meise (Austria/Germania)

Con la seguente motivazione:

Porta sulla sua faccia e sul suo corpo l’odissea raccontata dal film, attraversandola con dolore, disperazione e con un’intensità straordinaria. Il premio per il miglior attore va a Franz Rogowsky in Grosse Freiheit.

 

With the following motivation:

His face and body show the effects of the odyssey that the movie recounts, experiencing it with pain, desperation, and extraordinary intensity. The prize for best actor goes Franz Rogowsky in Grosse Freiheit.

Miglior sceneggiatura / Best Script a/to:

UNE JEUNE FILLE QUI VA BIEN di/by Sandrine Kiberlain (Francia)

Con la seguente motivazione:

Questa sembra una storia che tutti già conoscono ma è stata raccontata da una angolazione così innovativa e forte che suscita una lettura molto moderna e potente. Non è solo una storia dell’Olocausto. È una storia sull’amore per la vita e sulla scelta di non scendere a compromessi con chi attenta alla nostra libertà… perché se non li combattiamo fin dall’inizio, fin dai più piccoli segnali, potrebbe essere troppo tardi. Il premio per la migliore sceneggiatura viene assegnato a Une jeune fille qui va bien

With the following motivation:

This feels like a story everybody knows already but it has been told with such a new angle and strength that it gives to it a very modern and powerful lecture. It’s not only a holocaust story, it’s a story about love of live and about the fact that we shouldn’t compromise with attempts to our liberty… because if we don’t fight them from the very beginning, from the very minor signs – it might be too late. The award for best script goes to Une jeune fille qui va bien.

 

 

 

 

 

La giuria di Torino 39 Corti presieduta da Ildikó Enyedi (Ungheria), e composta da Alessandro Gassmann (Italia), Evgeny Galperine (Francia), Isabel Ivars (Spagna) assegna i premi:

The jury of Torino 39 Shorts chaired by Ildikó Enyedi (Hungary), and composed of Alessandro Gassmann (Italy), Evgeny Galperine (France), Isabel Ivars (Spain) awards the prizes:

 

Miglior film / Best Film (2.000 €) a/to:

BABATOURA di/by Guillaume Collin (Canada)

Premio speciale della giuria / Special Giury Award a/to:

NIGHT di/by Ahmad Saleh (Palestina)

 

 

La giuria di TFFDoc / Internazionale.doc, composta da Catherine Bizern (Francia), Kristina Konrad (Germania) e Michael Wahrmann (Israele), assegna i premi:

The jury of TFFDoc / Internazionale.doc, composed of Catherine Bizern (France, Kristina Konrad (Germany) and Michael Wahrmann (Israel), awards the prizes:

Miglior film / Best Film (6.000 €) a/to:

918 GAU di/by Arantza Santesteban Perez (Spagna)

Con la seguente motivazione:

L’autrice distoglie lo sguardo dalla vasta tradizione artistica tributata agli eroi politici. Nel sottrarsi alla sua demistificazione quale simbolo pubblico, crea un intimo autoritratto di una donna che trascura la narrazione immaginaria di una combattente per la libertà. La sua voce personale, il suo silenzio e i ricordi che sceglie confrontano le aspettative del pubblico e modellano un racconto personale potente e originale, offrendo quindi una posizione politica. Per la complessità e le tensioni dialettiche presentate in un’opera cinematografica concisa e stratificata, il premio di miglior documentario viene assegnato a 918 GAU, di Arantza Santesteban Perez.

 

With the following motivation:

The author turns her back on the vast artistic tradition of political heroes’ portraits. While dismythifying herself as a public symbol, she creates an intimate self-portrait of a woman that neglects the imaginary narrative of a freedom fighter. Her personal voice, her silence, and the memories she chooses, confronts public expectations by forming a strong and original personal narrative, and by thus, making a true political stand. For the complexity and dialectic tensions presented in a concise and multi-layered film, the best film award goes to 918 GAU by Arantza Santesteban Perez.

 

Premio speciale della giuria / Special Jury Award a/to:

ANOTHER BRICK ON THE WALL di/by Nan Zhang (Cina)

Con la seguente motivazione:

Ogni mattone che compone la Grande Muraglia cinese è stato trasportato dall’uomo. Un lavoro svolto da più di 800.000 uomini per più di 20 anni. Nel seguire la ricostruzione di una minima porzione di quell’antica muraglia, riusciamo a provare la dimensione dello sforzo di Sisifo affrontato quasi 2000 anni fa. Allo stesso momento, questa piccola parte della Muraglia rappresenta le diverse classi sociali e le trasformazioni della Cina moderna. Una società che abbandona gli ideali della collettività per concentrarsi sulle aspirazioni capitalistiche e personali degli individui. Per l’epica ma intima e poetica rappresentazione cinematografica, il Premio speciale della Giuria viene attribuito a Another Brick on the Wall di Nan Zhang.

 

With the following motivation:

Every brick in the great wall of China was carried up by a man. More than 800,000 men, for more than 20 years. As we follow the reconstruction of a very small part of that old wall, we feel the dimension and Sisyphean effort carried out almost 2000 years ago. At the same time, this small part of the wall portrays the different social classes and transformations of modern China. A society that moves from the collective ideals to the personal capitalist aspirations of individuals. For the epic but intimate and poetic filmmaking, the special jury award goes to Another Brick on the Wall by Nan Zhang.

 

 

La giuria di TFFDoc / Italiana.doc, composta da Sara FgaierAnnamaria Licciardello e Davide Maldi, assegna i premi:

The jury of TFFDoc / Italiana.doc, composed of Sara FgaierAnnamaria Licciardello, and Davide Maldi, awards the prizes:

 

Miglior film / Best Film (6.000 €) a/to:

RUE GARIBALDI di/by Federico Francioni (Italia)

Con la seguente motivazione:

Per aver raccontato, con delicatezza, onestà e vicinanza, la storia di due persone, una sorella e un fratello, in un momento di definizione delle loro vite partecipando dei loro sogni e delle loro frustrazioni. Per averci fatto vivere il loro rapporto con il mondo esterno e la città lontana, pur restando chiusi all’interno dell’intimità del loro spazio domestico che diventa rifugio. Una Storia contemporanea, che ci riguarda tutti, fatta di origini che si intrecciano con un futuro da dover ancora scrivere.

 

With the following motivation:

For having recounted, with delicacy, honesty, and participation, the story of two people, a sister and a brother, at a watershed moment of their lives, sharing in their dreams and their frustrations. For having let us experience their relationship with the outside world and the distant city, all the while remaining closed within the intimacy of the domestic space that has become a refuge. A contemporary story, that regards us all, made of origins that intertwine with a future that is still to be written.

 

Premio speciale della giuria / Special Jury Award a/to:

COMMEDIA ALL’ITALIANA di/by Fabrizio Bellomo (Italia)

Con la seguente motivazione:

Con un linguaggio semplice, ironico e diretto, il regista si interroga sul presente partendo dalla sua storia familiare e da quella del nostro paese, eredità di una cultura che pesa ancora nelle nostre città e nelle nostre vite.

 

With the following motivation:

Using simple, ironical, and direct language, the director reflects on the present times, starting from his family’s history and that of Italy, the legacy of a culture that still weighs on our cities and our lives.

 

 

La giuria di Italiana.corti, composta da Beatrice GibsonMax Viale e Carla Vulpiani, assegna i premi:

The jury of Italiana.corti, composed of Beatrice GibsonMax Viale and Carla Vulpiani, awards the prizes:

Miglior film / Best Film (2.000 €) a/to:

GIOCHI di/by Simone Bozzelli (Italia)

Con la seguente motivazione:

Per il trattamento sperimentale della narrazione che rivisita il tema delle relazioni e degli affetti e per la capacità di esercitare un controllo sui vari elementi del processo filmico.

 

With the following motivation:

For the narration’s experimental treatment, that revisits the topic of relationships and love, and for its ability to control the various elements of the filmmaking process.

 

Premio speciale della giuria / Special Jury Award a/to:

LA NASCITA DI UN REGNO di/by Gaia Formenti e Marco Piccarreda (Italia)

Con la seguente motivazione:

Per il merito di aver perseguito una ricerca visiva potente e funzionale e per lo sforzo produttivo nell’ambito di una dimensione familiare che spazia tra mito e fantasia distopica. 

With the following motivation:

For having conducted powerful and effective visual research, and for its productive effort within the scope of a family dimension that ranges between myth and dystopian fantasy.

 

 

La giuria composta da Paola Casella (Italia), Anna Maria Osmólska-Metrak (Polonia) e René Marx (Francia), assegna il premio Fipresci (Premio della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica) per il

The jury composed of Paola Casella (Italy), Anna Maria Osmólska-Metrak (Poland) and René Marx (France), assigns the FIPRESCI (International Federation of Film Critics) award for the

Miglior film / Best Film a/to:

EL PLANETA di/by Amalia Ulman (USA/Spagna)

 

 

 

Di seguito il programma delle repliche di domenica 5 dicembre 2021 presso il Cinema Massimo

 

MASSIMO 1

ore 15:30         FEATHERS di Omar El Zohairy   (Francia/Olanda/Egitto/Grecia, 2021, DCP, 112’) sott.it./ Eng. Sub.

ore 18:00         SANTA MARADONA di Marco Ponti (Italia, 2001, DCP, 99’)

ore 20:30         BABATOURA di Guillaume Colin (Canada, 2021, DCP, 11’)

BETWEEN TWO DAWNS di Selman Nacar (Turchia/Romania/Francia/Spagna, 2021, DCP, 91’) sott. it./Eng. Sub.

ore 22:30         NIGHT di Ahmad Saleh (Palestina, 2021, DCP, 15’)

EL PLANETA di Amalia Ulman (USA, 2021, DCP, 79’) sott. it./Eng. Sub.

MASSIMO 2

ore 14:30         ANOTHER BRICK ON THE WALL di Nan Zhang (Cina, 2021, DCP, 202’) sott. it./Eng. Sub.

ore 18:15         RUE GARIBALDI di Federico Francioni (Italia, 2021, DCP, 72’) sott. it./Eng. Sub.

ore 20:00         GIOCHI di Simone Bozzelli (Italia, 2021, DCP, 19’)

918 GAU di Arantza Santesteban Perez (Spagna, 2021, DCP, 65’) sott. it./Eng. Sub.

ore 22.00         LA NASCITA DI UN REGNO di Gaia Formenti e Marco Piccarreda (Italia, 2021, DCP, 32’)

COMMEDIA ALL’ITALIANA di Fabrizio Bellomo (Italia, 2021, DCP, 54’) Eng. Sub.

MASSIMO 3

ore 15:00         ALONERS di Hong Seong-eun (Corea del Sud, 2021, DCP, 91’) sott. it./Eng. Sub.

ore 17:00         RAGING FIRE di Benny Chan (Hong Kong/Cina, 2021, DCP, 126’) sott. it./Eng. Sub.

ore 19:30         UNE JEUNE FILLE QUI VA BIEN di Sandrine Kiberlain (Francia, 2021, DCP, 98’) sott.it./Eng. Sub.

ore 21:30         GROSSE FREIHEIT di Sebastian Meise (Austria/Germania, 2021, DCP, 117’) sott. it./Eng. Sub.

Below is the program of repeat screenings on Sunday December 5, 2021 at the Cinema Massimo

 

MASSIMO 1

3:30 p.m.         FEATHERS by Omar El Zohairy (France/Holland/Egypt/Greece 2021, DCP, 112’) Eng. Sub.

6:00 p.m.         SANTA MARADONA by Marco Ponti (Italy, 2001, DCP, 99’)

8:30 p.m.         BABATOURA by Guillaume Colin (Canada, 2021, DCP, 11’)

BETWEEN TWO DAWNS by Selman Nacar (Turkey/Romania/France/Spain, 2021, DCP, 91’) Eng. Sub.

10:30 p.m.       NIGHT by Ahmad Saleh (Palestine, 2021, DCP, 15’)

EL PLANETA by Amalia Ulman (USA, 2021, DCP, 79’) Eng. Sub.

MASSIMO 2

2:30 p.m.         ANOTHER BRICK ON THE WALL by Nan Zhang (China, 2021, DCP, 202’) Eng. Sub.

6:15 p.m.         RUE GARIBALDI by Federico Francioni (Italy, 2021, DCP, 72’) Eng. Sub.

8:00 p.m.         GIOCHI by Simone Bozzelli (Italy, 2021, DCP, 19’)

918 GAU by Arantza Santesteban Perez (Spain, 2021, DCP, 65’) Eng. Sub.

10:00 p.m.       LA NASCITA DI UN REGNO by Gaia Formenti and Marco Piccarreda (Italy, 2021, DCP, 32’)

COMMEDIA ALL’ITALIANA by Fabrizio Bellomo (Italy, 2021, DCP, 54’) Eng. Sub.

MASSIMO 3

3:00p.m.          ALONERS by Hong Seong-eun (South Korea, 2021, DCP, 91’) Eng. Sub.

5:00 p.m.         RAGING FIRE by Benny Chan (Hong Kong/China, 2021, DCP, 126’) Eng. Sub.

7:30 p.m.         UNE JEUNE FILLE QUI VA BIEN by Sandrine Kiberlain (France, 2021, DCP, 98’) Eng. Sub.

9:30 p.m.         GROSSE FREIHEIT by Sebastian Meise (Austria/Germany, 2021, DCP, 117’) Eng. Sub.

Incanti d’inverno: protagonista il teatro di figura

Dal 4 all’11 dicembre in programma performance teatrali, workshop e una mostra guidata

 

“INCANTI D’INVERNO”, IL TEATRO DI FIGURA TORNA PROTAGONISTA IN TUTTE LE SUE FORME

 

Festival Incanti, tra le principali rassegne internazionali dedicate al teatro di figura, quest’anno raddoppia.

Dopo il successo dello scorso ottobre, con un ricco calendario di spettacoli per tutte le età che hanno fatto il pieno di pubblico ed entusiasmo, è ora il momento di “Incanti d’Inverno”: una gustosa appendice del Festival per raccontare e rappresentare l’affascinante mondo del teatro di figura in tutte le sue forme, dal cinema allo spettacolo teatrale, dal workshop fino alla mostra animata.

 

Dopo l’anteprima cinematografica dello scorso 21 novembre con il film di animazione “James e la pesca gigante”, dal 4 all’11 dicembre, “Incanti d’Inverno” darà ampio spazio alle altre “anime” della poliedrica arte del teatro di figura.

 

Due gli spettacoli teatrali in calendario.

“L’origine dell’occhio” di e con Martina Mirante, in programma domenica 5 dicembre alle ore 17.30 presso il “Teatro Perempruner” di Grugliasco (Piazza Matteotti 39).

Selezionato all’interno del “Progetto Cantiere 2020”, ideato da Incanti per supportare le giovani compagnie che decidono di utilizzare il Teatro di Figura come linguaggio principale, “L’origine dell’occhio” trascina gli spettatori in un lontano passato alla scoperta di Mondi in continua evoluzione, guidati da una creatura primordiale. Nata dall’analisi del racconto “Lo zio acquatico” tratto dalle “Cosmicomiche” di Italo Calvino, la storia si anima e si racconta attraverso il molteplice e variegato sfogliare di pagine illustrate e animate. L’occhio della telecamera e suoni live elettronici accompagnano alla scoperta del tempo, della vita e del cosmo.

 

“Le venti giornate di Torino”, una produzione Controluce Teatro d’Ombre di e con Cora De Maria, in programma sabato 11 dicembre a partire alle ore 20 presso il “Teatro Baretti” di Torino (Via Baretti 4).

Un racconto distopico e profetico, ricco di spunti ancora attuali, che trova nel teatro d’ombra un perfetto accompagnamento visivo. Un omaggio che Controluce ha voluto fare alla tradizione del teatro di strada, un’arte difficile da fermare: basta un po’ di buio e qualcuno che ascolti. Un carretto/teatrino, un solo operatore che racconta una storia con ombre e musica.

 

L’inarrestabile fantasia di Incanti, poi, si fa anche arte con l’attesissima mostra animata “Non sono nell’orco” curata e guidata – dal vivo – da Francesca Bettini e Gyula Molnár, in programma martedì 7 (alle ore 17 e alle ore 19) e mercoledì 8 dicembre (alle ore 16 e alle ore 18) presso “MultiploUnico” di Torino (Via Bogetto 4).

Insieme agli artisti, un viaggio a ritroso nel tempo in un mondo fantastico, attraverso le pagine di un libro che è soprattutto un fumetto e di un preciso diario di bordo, in compagnia di burattinai e di burattini che riprendono vita per un’ultima avventura, prima di essere riposti ordinatamente nelle teche del Münchener Stadtmuseum.

Non sono nell’Orco” è nata con l’intento di condividere con il pubblico italiano una ricca e variegata esperienza, protrattasi per una decina d’anni, e che desidera essere una piccola riflessione sulla caducità, sull’arte effimera del teatro, su quello che scivola nell’oblio e quello che resta e genera altre forme.

 

Spettacoli, arte, ma anche occasioni per condividere esperienze e insegnare a un pubblico di ogni età i tanti segreti del teatro di figura.

Due, infatti, sono i workshop organizzati in occasione di  “Incanti d’Inverno”.

“Di-segno animato”, letture animate a cura di Ass. Teatrulla e laboratorio a cura di Martina Mirante, in programma sabato 4 dicembre dalle ore 10 alle 11.30 presso la “Biblioteca P. Neruda” (Piazza Giacomo Matteotti, 39 – Grugliasco).

Dedicato ai bambini dai 6 ai 10 anni, il laboratorio si divide in due parti. Una lettura animata che introduce i più piccoli nel fantastico mondo dei libri e della lettura, a cui fa seguito un viaggio nel segno grafico e nell’illustrazione con Martina Mirante, giovane artista visiva laureata all’Accademia di Brera di Milano, per la costruzione di un divertente libro animato, che i partecipanti potranno portarsi a casa a conclusione della mattinata.

 

“Luci e ombre”, a cura di Cora de Maria e Controluce Teatro d’Ombre, in programma sabato 4 e domenica 5 dicembre dalle ore 10 alle 14 presso il Castello di Rivoli e in collaborazione con il Dipartimento Educazione del Museo d’arte Contemporanea (Piazzale Mafalda di Savoia – Rivoli)

Per un pubblico dai 16 anni in su, un workshop per esplorare le possibilità evocative del mondo delle ombre in relazione alla musica, due elementi effimeri ed inafferrabili. A guidare i partecipanti, Cora De Maria, disegnatrice e creatrice delle sagome originali degli spettacoli della compagnia Controluce, di cui è anche uno dei membri fondatori, e illustratrice di libri per bambini.

 

Per maggiori informazioni su tutti gli appuntamenti e per le prenotazioni consultare il sito web www.festivalincanti.it/incanti-dinverno-2021/

“Incanti d’Inverno” è organizzato dall’associazione Controluce – Teatro d’Ombre sotto la Direzione generale di Alberto Jona.

Si avvale del sostegno e contributo del Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Fondazione CRT, Città di Grugliasco, +Risorse, Ministero della Cultura Spagnolo e il patrocinio della Città di Torino

 

Incanti d’inverno è realizzato in collaborazione con Museo Nazionale del Cinema, ASIFA, CineTeatro Baretti, Dipartimento Educazione Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Multiplounico, Teatrulla, Biblioteca Pablo Neruda di Grugliasco, Onda Teatro

 

“Estate in città’” vince Piemonte Factory del Tff

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La prima edizione di Piemonte Factory, contest per lo scouting di nuovi talenti under 30 del video making, ha raccolto la candidatura di 58 cortometraggi, tra i quali 9 sono stati scelti dal regista e direttore artistico del progetto Daniele Gaglianone per accedere alla fase di laboratorio di produzione cinematografica affiancati da professionisti del settore.

Il progetto ha coinvolto tutta la regione Piemonte nei cui capoluoghi di provincia sono stati realizzati 8 corti di finzione, mentre 1 documentario ha visto protagonista la Val di Susa. Questi lavori sono stati proiettati in anteprima assoluta al 39° Torino Film Festival, concorrendo al Premio Piemonte Factory Miglior Cortometraggio, annunciato sabato 4 dicembre durante la cerimonia di premiazione del festival torinese.

La giuria composta da ENRICA CAPRA, DAVIDE FERRARIO, ELENA FILIPPINI ha deciso all’unanimità di assegnare il Premio Piemonte Factory Miglior Cortometraggio (€2.500) a:

ESTATE IN CITTÀ di Lorenzo Radin e Samuele Zucchet

con la seguente motivazione:

Di fronte alla varietà di stili e tematiche dei film in concorso la giuria ha deciso di scegliere, come criterio di giudizio, la coerenza dello sviluppo delle opere rispetto alle premesse e alle intenzioni, nonché l’oggettivo risultato artistico e comunicativo. In questo senso, abbiamo deciso di premiare ESTATE IN CITTÀdi Lorenzo Radin e Samuele Zucchet per la sua descrizione realistica e insieme visionaria della condizione delle vite giovanili in periferia.

Menzione speciale: I PARCHI di Flavio Mastrillo

con la seguente motivazione:

Vogliamo altresì segnalare I PARCHI di Flavio Mastrillo che, con tutt’altra intenzione, riesce a costruire un suo mondo espressivo e narrativo di grande efficacia, rendendo la scarsezza di mezzi una forza invece che un limite.

Nei mesi a seguire, i 9 cortometraggi Piemonte Factory faranno un tour nelle residenze cinematografiche che hanno ospitato le troupe, per assegnare il Premio del pubblico (€500) e nei comuni che fanno parte della rete di Presìdi Cinematografici di Piemonte Movie. La data di apertura del tour sarà domenica 23 gennaio 2022 in Sala Cabiria al Cinema Massimo MNC di Torino.

Piemonte Factory è un progetto di Associazione Piemonte Movie, promosso da Regione Piemonte, Film Commission Torino Piemonte, Museo Nazionale del Cinema – Torino Film Festival, AGIS-ANEC. Tutti i corti sono stati realizzati in collaborazione con i Comuni capoluogo delle 8 province regionali che sono stati “residenza artistica” per questa nuova generazione di filmmaker.

Il progetto Piemonte Factory è a cura di Alessandro Gaido, con la direzione artistica di Daniele Gaglianone e la vice direzione di Elena Beatrice e Daniele Lince. Segreteria organizzativa: Roberta Pozza, Chiara Pellegrini, Ottavia Isaia; Segreteria amministrativa: Alessandra Cavone, Elisa Cabula, Laura Zaru; Social manager: Gabriele Diverio; Progetto grafico: Federica Zancato; Ufficio stampa: Mariapaola Gillio; Ufficio scuole: Serena Anastasi.

SCHEDA CORTO VINCITORE:

Estate in città (Italia, 2021, 8’, colore) di Lorenzo Radin e Samuele Zucchet – Tutor: Vito Martinelli.

Location in provincia di Torino: quartiere Vallette, Torino.

Sinossi: Luca, un ragazzo cresciuto in periferia, incontra Lorenzo, un ragazzo venuto a passare un’estate lì dove tutti, d’estate, provano a fuggire. Questo incontro cambierà Luca, avvicinandolo alla musica e dandogli modo di esprimere sé stesso. L’estate in città giunge al termine, Lorenzo se ne va e Luca dovrà affrontare il ritorno alla vita precedente.

Bio registi: Lorenzo Radin e Samuele Zucchet, nati e cresciuti rispettivamente a Venaria Reale (TO) e Concordia Sagittaria (VE), si incontrano per la prima volta frequentando il DAMS di Torino. Da lì inizia la collaborazione legata alla produzione di contenuti video, lavorando a vari progetti personali, sviluppando un linguaggio filmico legato all’estetica del commercial, del fashion film e del videoclip, tutti ambiti su cui lavoreranno rapportandosi con varie realtà del territorio piemontese e non. Per la laurea nell’anno accademico 2020/2021 presentano una tesi sperimentale, producendo il trailer di Estate in Città

Harlem Gospel Choir da New York a Nichelino

I più grandi successi del mondo gospel con il più famoso e longevo coro gospel d’America

 

Originario di New York, Harlem Gospel Choir è il coro gospel più famoso d’America e uno dei più celebri al mondo.

Fondato nel 1986 da Allen Bailey per le celebrazioni in onore di Martin Luther King, il coro è composto dalle più raffinate voci e dai migliori musicisti delle Chiese Nere di Harlem e New York City. È l’unico coro gospel al mondo ad essersi esibito per due Papi (Giovanni Paolo II e Benedetto XVI), due presidenti degli Stati Uniti d’America (Jimmy Carter e Barack Obama), la Famiglia Reale, Nelson Mandela, e in eventi di rilievo mondiali, quali l’International Broadcast Memorial a Times Square per Michael Jackson e il 60° compleanno di Elton John. Hanno collaborato con Bono e gli U2, Diana Ross, Pharrell Williams, Keith Richards, Ben Harper.

L’Harlem Gospel Choir si fa portatore di un messaggio di amore e pace, dove la cultura africana della Black Church si fonde a quella americana del gospel. Ogni loro concerto è un giro sulle montagne russe del canto e della danza per un’autentica celebrazione del migliore gospel.

 

INFO

Domenica 5 dicembre 2021, ore 18

Harlem Gospel Choir Back where we belong”

TSN Teatro Superga Nichelino, via Superga 44, Nichelino

011.6279789 www.teatrosuperga.it biglietteria@teatrosuperga.it

Biglietti da 18 a 30 euro

 

La stagione 2021-2022 del Teatro Superga è promossa dalla Città di Nichelino e Sistema Cultura, con il sostegno di Fondazione CRT e Regione Piemonte, firmata dalla direzione artistica di Alessio Boasi, Fabio Boasi e Claudia Spoto, in collaborazione con Piemonte dal Vivo. Produzione esecutiva Reverse Agency. 

I mille castelli del Piemonte

Perché andare solo nelle grandi residenze sabaude, già viste e riviste, e non recarsi nei tanti castelli minori, storicamente meno importanti ma ugualmente belli e visitabili? In Piemonte si contano almeno un migliaio di castelli se si considerano anche quelli di cui restano poche tracce e qualche rudere. E tanti, tantissimi si trovano nella sola provincia di Torino. È di questi che ci parla lo storico e scrittore Gianni Oliva nel libro “Castelli piemontesi, la provincia di Torino”, vol.1, Edizioni biblioteca dell’immagine, arricchito da decine di illustrazioni di Pierfranco Fabris. Quando si parla di castelli del Piemonte, precisa l’autore, il rimando immediato è a Palazzo Reale, alla Reggia di Venaria, a Racconigi, Stupinigi, Rivoli, Moncalieri, Agliè, le cosiddette “residenze sabaude”. Ma proprio per l’abbondanza di materiale disponibile e per la notorietà dei siti, nel mio volume non parlo di residenze sabaude ma di castelli meno conosciuti, alcuni in buono stato e altri abbandonati e sopravvissuti solo in qualche torre o in qualche rudere perimetrale”. E allora lasciamoci trasportare dalla fantasia entrando in questi castelli e immaginiamo quel che accadeva tra quelle mura possenti, eventi piccoli o grandi, importanti o meno, un assedio, un delitto, un matrimonio, fantasmi, streghe, leggende, insieme ai personaggi che l’hanno abitato, i signori del luogo, marchesi, conti, duchi e sovrani. Gianni Oliva racconta di tutto e di più. Il castello di Montalto Dora, con il suo maestoso profilo medievale domina dall’alto il canavese e la Dora Baltea offrendo un colpo d’occhio favoloso a chi percorre l’autostrada Torino-Aosta. Troneggia come una sentinella nel tratto morenico-canavesano della via Francigena. Danneggiato nel Seicento dalle truppe francesi, dal maniero sono uscite alcune leggende romantiche raccolte e divulgate da Giuseppe Giacosa, lo scrittore canavesano amico di Pascoli e Carducci. Il castello di San Giorio, a pochi chilometri da Susa, che da un’altura sovrasta la valle della Doria Riparia, costruito nel XI secolo dagli Arduinici, marchesi di Torino, per motivi difensivi ma anche per incassare i pedaggi di transito lungo la via Francigena, a Susa, San Giorio, Sant’Ambrogio e Avigliana. Alla fine del Seicento il maresciallo Catinat lo fa distruggere ma aveva troppa fretta di arrivare ad Avigliana per far saltare in aria anche il castello del Conte Rosso, strategicamente ben più importante. Alcune parti della fortezza di San Giorio si sono quindi salvate anche se ne restano pochi resti, che si vedono bene dalla Torino-Bardonecchia, in particolare le mura merlate, parzialmente restaurate di recente. Ma restano anche misteriose memorie templari che appaiono all’improvviso tra i vicoli che salgono alle mura del maniero: croci del Tempio originali, per nulla consumate dai tanti secoli trascorsi. Qui, d’inverno, come accade anche a Giaglione e a Venaus, danzano gli spadonari incrociando le spade in una danza guerresca per cacciare i nemici, i saraceni di un tempo, e per propiziare la produttività dei terreni. Ma se ci spostiamo poco più lontano, a Reano, in bassa val Susa, tra la Dora e il Sangone, e se siamo fortunati, potremmo trovare una piccola parte del tesoro dei Templari nascosto nei sotterranei del castello. Almeno così racconta una leggenda del XIII secolo secondo cui il maniero sarebbe diventato un cascinale fortificato dell’Ordine dei Templari e in una sala sotterranea si troverebbe un tesoretto, in realtà mai scoperto. Tuttavia nei dintorni del castello è stato rinvenuto un anello d’argento in stile orientale risalente allo stessa epoca e forse appartenente a un cavaliere tornato dalle Crociate, un Templare oppure lo stesso Amedeo III, conte di Savoia, che scelse Avigliana come propria residenza e che nel 1147 partecipò alla seconda crociata. Il castello è oggi una proprietà privata e non si può quindi visitare “ma merita senz’altro una visita dall’esterno, scrive Oliva, la sua struttura e la tinteggiatura rosata lo rendono ben evidente nello scenario di boschi e prati in cui si staglia”. Il castello di Rivara ricorda i processi alle streghe del canavese nel Quattrocento mentre quello rinascimentale di Vinovo è strettamente legato alla nobile famiglia locale dei Della Rovere. Presidio militare, residenza nobiliare, manifattura di porcellane, collegio della Regia Università, il castello di Vinovo è di proprietà del Comune. Ma c’è molto di più da leggere nel libro di Oliva. L’elenco dei castelli è lungo e comprende i manieri di Avigliana, Ivrea, Masino, Mazzè, Piobesi, Piossasco, Rocca Canavese, Santena, Settimo Vittone, Sparone, Susa, Ternavasso e Malgrà di Rivarolo.           Filippo Re