BREVI DI CRONACA - Page 795

“Che notte, quella notte!” La vita breve ed eccezionale di Fred Buscaglione

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Il suo  personaggio si impose come modello al punto da essere imitato su larga scala. I suoi comportamenti diventarono una sorta di status symbol, come – ad esempio –  il suo viaggiare su una Ford Thunderbild  rosa quando in Italia circolavano soprattutto  le Topolino e le Seicento. Morì il 3 febbraio 1960

 

Il 23 novembre  del 1921 nasceva a Torino, da una famiglia originaria di Graglia, nel biellese,  Ferdinando Buscaglione, in arte Fred, il cantante più innovativo degli anni cinquanta. La sua formazione musicale viaggiò su di un doppio binario: da una parte lo studio al Conservatorio Verdi (tra gli 11 e i 14 anni), dall’altro l’apprendistato nelle orchestrine jazzche si esibivano nei locali notturni delle città, suonando il contrabbasso.Iniziò la carriera come cantante grazie all’amico e avvocato Leo Chiosso, a cui si deve anche la scelta di Fred Buscaglione di interpretare un personaggio unico e singolare. Così, in un’epoca in cui la musica leggera italiana era ancora legata a motivi dei decenni precedenti o a rime un po’ melense, un pò banali, proponendo argomenti triti e ritriti, Buscaglione irruppe sulla scena con canzoni completamente diverse, come “Che bambola!”, “Teresa non sparare”, “Eri piccola così”. Fred, cantautore, musicista ed attore, si presentò anche come un personaggio completamente diverso: niente aria ispirata e sofferente, niente romanticismi zuccherosi o d’effetto. Si presenta in scena invece come una caricatura da film, con la sigaretta all’angolo della bocca, i baffetti da gangster e le pose da duro viste nei  polizieschi americani. Il successo non tardò ad arrivare e il suo primo 78 giri “Che bambola”, nel 1955, consentì al cantante torinese di fare un botto da quasi un milione di copie.

 

Buscaglione entrò rapidamente nella schiera degli artisti più richiesti: il suo  personaggio si impose come modello al punto da essere imitato su larga scala. I suoi comportamenti diventarono una sorta di status symbol, come – ad esempio –  il suo viaggiare su una Ford Thunderbild  rosa quando in Italia circolavano soprattutto  le Topolino e le Seicento. E fu proprio a bordo di quell’auto che, nel momento in cui il suo successo era salito alle stelle, il cantante “dal whisky facile” si schiantò contro un camion in una strada di Roma. “Fred Buscaglione, popolare cantante di musica leggera è morto stamani a Roma, in un pauroso incidente stradale alle sei e venti, all’incrocio di via Rossini con via Paisiello”. Così giunse la notizia, in apertura del giornale radio, la mattina del 3 febbraio 1960. Poche ore prima, tra le lamiere della sua Thunderbird , comprata sette mesi prima per l’astronomica cifra di sei  milioni di lire, si concludeva la rapida parabola del grande Fred. Non aveva compiuto nemmeno 39 anni e il successo, quello vero, lo aveva raggiunto da non molto, essendosi fatto conoscere dal grande pubblico solo nel ’57, con l’apparizione in ” Musica alla ribalta”.

 

La trasmissione Rai era una formidabile vetrina nella quale artisti del calibro di Renato Carosone, Henry Salvador e Gilbert Becaud si alternavano a cantanti meno noti. Dopo anni e anni di gavetta, finalmente, la celebrità. Lo stesso Buscaglione in un intervista del ’59, su Stampa Sera raccontava: “Sono diventato famoso troppo tardi.. Da vent’anni suono nei night club e nelle sale da ballo”. Così, in un Paese in bianco e nero che stava faticosamente uscendo dal dramma della guerra, con alti tassi di disoccupazione e analfabetismo,Buscaglione aveva scalato il successo con il suo spirito ribelle, irriverente e anticonformista. Come tanti altri personaggi dalla breve vita la sua leggenda non era destinata a spegnersi con lui. Cinquantacinque anni dopo, la stella di “Fred” Buscaglione brilla ancora, luminosa. Nessuno saprà mai dove se ne sia andato quel 3 febbraio del 1960 ma forse si è ritagliato un posto in qualche luogo che assomiglia al suo “cielo dei bar“.

 

Marco Travaglini

Morano: mai incontrato Berlusconi. E Vignale lancia le primarie

morano1vignaleVignale: “Da qui al 14 febbraio si potrebbe individuare un candidato non contestato da nessuno da poter sostenere . Credo che oggi i tre partiti tradizionali non siano sufficienti a vincere. Servono liste civiche di sostegno a supporto del candidato sindaco”

 

Si scalda il clima di avvicinamento alle urne per il Comune di Torino. Dopo la decisione più o meno ufficiale da parte del centrodestra di candidare alla poltrona di sindaco l’inossidabile Osvaldo Napoli, il notaio Alberto Morano, altro possibile nome in campo precisa: “Leggo con sorpresa dichiarazioni, attribuite a non meglio precisate fonti vicine al Dr. Silvio Berlusconi, secondo cui ci sarebbe stato un incontro tra il sottoscritto e il dr. Berlusconi stesso, incontro dal quale sarebbe scaturita una valutazione negativa sulla mia candidatura a Torino per il centrodestra.

 

Prosegue Morano: “Deve essere chiaro che non ho mai parlato con il Dr. Silvio Berlusconi. Quindi, quali che siano le ragioni in Forza Italia di una scelta a favore dell’ex deputato Osvaldo Napoli, esse non possono basarsi su una presunta “non buona impressione” di Alberto Morano, maturata a seguito di un incontro con il Dr. Berlusconi, per la semplice ragione che tale incontro non si è mai verificato”.

 

Scenderà in campo ugualmente con una sua lista? Morano spiega: “Poiché questi sotterfugi e giochini da teatrino della politica non mi appartengono, preciso anche che ho incontrato in due occasioni il Coordinatore Regionale di Forza Italia Gilberto Pichetto, ultima delle quali il giorno 14/1, alle ore 11.30, presso il caffè Cristal di C.so Vittorio presenti Roberto Rosso, (non l’altro candidato centrista, ma un omonimo – ndr) commissario cittadino di Forza Italia e Ferdinando Ventriglia, consigliere dell’associazione Progetto Torino2026. In queste ore stiamo valutando la situazione, che pare tuttora in evoluzione, e comunicheremo nei prossimi giorni in una conferenza stampa le nostre decisioni”.

 

E il  consigliere regionale di Forza Italia  Gianluca Vignale mette altra cane al fuoco, nella conferenza stampa convocata sotto il monumento al Conte Verde, fronte palazzo Civico.” Il centro destra dovrebbe  non dividersi – dice l’ex assessore regionale alla Montagna – ma movimentare un soggetto che a livello cittadino e’ stato un po’ statico: sono le primarie. Io mi candido, e questo non farebbe apparire il candidato che esce dalle primarie come candidato imposto.  Un pezzo significativo di centrodestra  si sta confrontando con le primarie. Il cdx deve essere svhietto . Mi piacerebbe provare a vincere e bisogna mettere in campo tutti gli strumenti per poterlo fare. Mi candido a sindaco della mia citta’. Credo dia evidente a tutti che non ho mai lesinato la critica nei confronti del centro sinistra. Io credo che sia utile che il candidato sindaco emerga delle primarie e con oggi mi auguro che le altre persone che vogliono contrapporsi a Fassino si candidino alle primarie. Faremo partire delle iniziative a favore delle primarie sui social. In due settimane si organizzano tranquillamente”.

 

Aggiunge Vignale: “Da qui al 14 febbraio si potrebbe individuare un candidato non contestato da nessuno da poter sostenere . Credo che oggi i tre partiti tradizionali non siano sufficienti a vincere. Servono liste civiche di sostegno a supporto del candidato sindaco. Sapendo che il partito in cui milito e’ un po’ ritroso alle primarie, ma sono convinto che questo sia uno strumento per poter portare alla vittoria il centro destra. Se ci si accontenta di perdere benino, non lo trovo un modo corretto di far politica. Ad oggi non mi sono confrontato con nessun altro possibile candidato alle primarie. La candidatura di Napoli risulta ufficiosa: ieri alle ore 12 Napoli e’ stato dato pù in vantaggio. La mia non e’ una candidatura contro Napoli, e’ a favore del centrodestra”.

 

Si costituisce donna che ha investito anziano. Un 93enne investe ciclista e fugge

AMBULANZA

Nel Cuneese, a Savigliano, un 93enne alla guida di un’auto, ha travolto una 55enne

 

L’automobilista che sabato ha investito un pensionato di 89 anni in corso Peschiera e poi è fuggito si è finalmente costituito. E’ una donna di 63 anni che, dopo avere appreso dai giornali dell’incidente – del quale non si sarebbe accorta – si è presentata spontaneamente in una stazione dei carabinieri. La sua auto, una Citroen Picasso è stata sequestrata. E’ scattata una denuncia per fuga omissione di soccorso. L’anziano rimasto ferito è  ricoverato all’ospedale Martini in prognosi riservata.

 

Nel Cuneese, invece, a Savigliano, un 93enne alla guida di un’auto, ha travolto una 55enne che stava percorrendo il centro in  bicicletta. La donna, ora ricoverata all’ospedale,  è stata sbalzata  sul parabrezza della vettura, poi è caduta a terra. Il conducente, spaventato, è fuggito ma è stato rintracciato dai carabinieri. E’ stato disposto il sequestro del veicolo, il ritiro della patente e la denuncia in stato di libertà per fuga e omissione di soccorso.

Uno striscione gigante per dire "no" allo zoo

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Contro la privatizzazione del Parco Michelotti e l’introduzione di animali nella struttura 

 

 

 

 

 

La manifestazione intitolata SI’ al PARCO NO allo ZOOm, organizzata dal Coordinamento No Zoo, si è tenuta nel pomeriggio in Piazza Castello, contro la privatizzazione del Parco Michelotti e l’introduzione di animali nella struttura. In piazza i circa 100 manifestanti che hanno esposto un enorme striscione di venti metri di fronte al castello.

Anziano investito è grave. Il genero: "il colpevole si costituisca"

AMBULANZAL’86enne è in prognosi riservata all’ospedale Martini, con una grave emorragia cerebrale e  fratture alle gambe

 

“La persona che ha ridotto mio suocero in fin di vita si costituisca, l’omissione di soccorso è un reato gravissimo”. Filippo Mangione, genero dell’uomo di 86 anni che ieri è stato investito, si rivolge con queste parole, dichiarate all’Ansa, all’ automobilista che è poi fuggito. L’anziano è  ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Martini, con una grave emorragia cerebrale e  fratture alle gambe. “E’ accaduto ad una persona molto anziana, ma poteva succedere a chiunque: ad una donna o, peggio ancora, ad un bambino. Perché è scappato?. Se fosse stato soccorso subito, magari adesso mio suocero non sarebbe in fin di vita”. Polizia municipale, carabinieri e polizia sono alla ricerca del pirata della strada.
   

Gioca 5 euro e ne vince 22 mila: attesa per il 6 da 39,8 milioni

money Il jackpot manca in Piemonte dal 2011, quando il 7 gennaio fu centrato un 6 da 13,5 milioni

 

Aveva giocato solo 5 euro e ne ha vinti 22mila. A Serravalle Scrivia  nell’Alessandrino un giocatore ha vinto grazie a un 5 al ‘SuperEnalotto’ in una tabaccheria. Appuntamento per il 6: in palio 39,8 milioni. Il jackpot manca in Piemonte dal 2011, quando il 7 gennaio fu centrato un 6 da 13,5 milioni a Castellazzo Bormida, sempre in provincia di Alessandria. Nel 2015 la vincita più importante è stata realizzata l’8 settembre con un 5 da 187mila euro a Villanova d’Asti.
   

Ragazza guida contromano sulla Torino-Savona, anziano esce di strada

autostrada2Gli agenti della polizia stradale l’hanno accompagnata in ospedale in stato confusionale

 

Alla guida di una Fiat Croma, ha percorso circa cinque chilometri contromano sulla Torino-Savona. Giunta alla sopraelevata di raccordo con la tangenziale, presso Moncalieri, ha causato un incidente: un anziano al volante di una Toyota Yaris è dovuto uscire di strada per evitarla. Lei è una ragazza italiana di 21 anni che è scesa dal veicolo e si è allontanata a piedi. Gli agenti della polizia stradale l’hanno accompagnata in ospedale in stato confusionale. Solo lievi ferite e tanta paura per l’anziano.

Donna di Ivrea scomparsa, aperta indagine per omicidio

ivreaHa prelevato 180 mila euro dal  conto corrente per consegnarli ad un amico di famiglia

 

Gloria Rosboch, lnsegnante di 49  di Castellamonte, è scomparsa lo scorso 14 gennaio. Ora la procura della repubblica di Ivrea apre un fascicolo per il reato di omicidio a carico di ignoti. La donna uscì di casa dicendo ai genitori di dover andare a una riunione a scuola, che non si è mai svolta. Ma prima di scomparire ha prelevato 180 mila euro dal  conto corrente per consegnarli ad un amico di famiglia. L’apertura del fascicolo sarebbe un atto dovuto per non escludere alcuna ipotesi.

I film del weekend: arrivano Verdone e Albanese

LE TRAME DEI FILM / A cura di Elio Rabbione

 

verdone filmL’abbiamo fatta grossa – Commedia. Regia di Carlo Verdone, con Carlo Verdone e Antonio Albanese. Albanese è un attore di teatro che, traumatizzato dalla separazione della moglie, non ricorda più le battute, Verdone è un investigatore privato squattrinato, che vive in casa della zia, cui lui chiede aiuto. Ma non ne fa una giusta. Un dialogo proibito e una valigetta con un milione di euro costringerà la coppia a rocambolesche avventure e improbabili travestimenti. Durata 116 minuti (Due Giardini sala Nirvana, Ideal, Lux, Massaua, Reposi, The Space, Uci).

 

Assolo – Commedia. Regista e interprete Laura Morante, con Francesco Pannofino, Angela Finocchiaro e Piera degli Esposti. Con l’aiuto di una psicanalista, la protagonista cerca di rimettere ordine nella sua vita di single, dopo due matrimoni, due figli, una nuova relazione e un cane. Tra debolezze e imperfezioni, tra ironia e grazia, dovrà riconquistare una eccellente dose di autostima. La Morante è alla sua seconda esperienza dietro la macchina da presa dopo Ciliegine. Durata: 99 minuti (Eliseo blu).

 

Carol – Tra commedia e melodramma. Regia di Tod Haynes, con Kate Blanchett e Rooney Mara. Tratto dal romanzo di Patricia Highsmith (pubblicato nel 1952 con lo pseudonimo di Claire Morgan), è la narrazione della passione tra una donna newyorkese, alle prese con la fine di un matrimonio e l’affidamento della sua bambina, e una giovane impiegata. Grande gara di bravura fra le due attrici (Mara ha vinto il Palmarès all’ultimo festival di Cannes), con certezza in prossima area Oscar. Durata: 118 minuti  (Due Giardini sala Ombrerosse, Greenwich 3).

 

corrispondenza film2La corrispondenza – Drammatico. Regia di Giuseppe Tornatore, con Jeremy Irons e Olga Kurylenko. Amy, una giovane studentessa universitaria, che sbarca il lunario facendo la stuntwoman per la televisione e il cinema, ha una relazione con il suo professore di astrofisica. Improvvisamente, lui scompare e quell’amore diviene l’immagine di quelle stelle che non esistono più ma che noi continuiamo a vedere nel cielo. Solo la tecnologia li tiene legati, sms, skype, dvd, e ancora lettere e fasci di fiori: a raccontarci la speranza dell’eternità di un amore. Durata 116 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo rosso, Reposi, Romano sala 1, Uci)

 

Creed – Nato per combattere – Drammatico. Regia di Ryan Coogler, con Sylvester Stallone e Michael B. Jordan. La storia di Adonis Johnson, figlio sconosciuto di Apollo Creed, desideroso di salire sul ring come suo padre. Raggiungerà Philadelfia per cercare quel Rocky Balboa prima rivale e poi grande amico di suo padre e convincerlo a diventare il suo allenatore. Gran bel ritratto di Stallone, che già s’è accaparrato il Golden Globe e forse spera pure in un prossimo Oscar. Durata 132 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, Space, Uci)

 

Dio esiste e vive a Bruxelles – Commedia. Regia di Jaco Van Dormael, con Benoît Poelvoorde. Un Dio cattivo e antipatico che vive nella capitale belga, ben intenzionato a far digerire all’uomo dispetti e catastrofi, una figlia ribelle che distribuisce ad ognuno di noi la data della propria morte. Uno sberleffo piuttosto scomodo. Durata: 113 minuti (Massimo 2)

 

Doraemon il film: Nobita e gli eroi della vita – Animazione. Regia di Yoshihiro Osugi. Il successo di una saga, questa volta un film da girare tra supereroi dello spazio e alieni che temono per il loro pianeta minacciato dai Pirati dello Spazio. Durata 100 minuti. (The Space, Uci)

 

Il figlio di Saul – Drammatico. Regia di Laszlo Nemes, con Géza Roehring. Nell’ottobre del 1943, nel campo di concentramento di Auschwitz, l’ebreo ungherese Saul fa parte del Sonderkommando, un gruppo di uomini incaricato di accompagnare i deportati appena arrivati ai forni crematori. Quando in un cadavere riconoscerà suo figlio, egli farà di tutto per dargli una onorata sepoltura. Opera prima premiata a Cannes, vincitore del Globe e probabile Oscar quale migliore film straniero. Durata 107 minuti. (Nazionale 2, F.lli Marx sala Chico)

 

La grande scommessa – Commedia drammatica. Regia di Adam McKay, con Christian Bale, Ryan Gosling e Brad Pitt. Tratto dal libro “The big short” del giornalista Michael Lewis, il film racconta la storia di alcuni operatori finanziari che avevano compreso la fragilità dei mutui bancari già anni prima della grande crisi del 2008. Un piccolo capolavoro di satira creato con intelligenza di attori e regista, sceneggiatura sovraffollata di parole, relativamente “facile” per quanti con il mondo delle banche hanno poca dimestichezza. Durata: 130 minuti. (Greenwich sala 1, Ideal, Massaua, Reposi, Space)

 

Joy – Biografico, drammatico. Regia di David O. Russell, con Jennifer  Lawrence, Bradley Cooper e Robert De Niro. Una storia vera, la vita dijoy film Joy Mangano, i figli e l’ex marito, la madre teledipendente, i parenti, la sua vita a Long Island. Tra ribellioni e intraprendenza, costruisce un impero che vive ancora oggi, nel cui centro sta l’invenzione del “mocio”, comodo straccio/scopa per le pulizie della casa. Il potere della televisione che annuncia urbi et orbi il prodotto determinerà l’enorme successo. Durata 124 minuti. (Ambrosio sala 2, Eliseo sala grande, Massaua, Romano sala 2, The Space, Uci).

 

Il labirinto del silenzio – Drammatico. Regia di Regia di Giulio Ricciarelli. Opera prima di un autore italo/tedesco finora soltanto attore e produttore, è la storia, ambientata a Francoforte, del procuratore Radmann che a tredici anni dalla fine del conflitto cerca una sensibilizzazione dell’opinione pubblica circa le colpe e le responsabilità dei tedeschi durante la guerra, immergendosi nella ricerca di quanti avevano operato nel campo di Auschwitz. Candidato all’Oscar per il miglior film straniero. Durata 124 minuti. (Nazionale 1)

 

Macbeth – Drammatico. Regia di Justin Kurzel, con Michael Fassbender e Marion Cotillard. Ancora una volta sullo schermo la vicenda del generale che passo dopo passo, uccisione dopo uccisione, raggiungerà tra valore e ambizione il trono di Scozia. C’è chi lo ha definito la più bella trasposizione Shakespeariana, c’è chi lo considera un lavoro di maniera: comunque lo si giudichi, si avrà sempre la certezza di trovarci davanti a due attori tra i più perfetti e coinvolgenti del cinema di oggi. Durata: 113 minuti. (Greenwich 2)

 

Point Breack – Azione. Regia di Ericson Core, con Edgar Ramirez e Luke Bracey. Remake del non dimenticato film della Bigelow, è la storia di un uomo dell’FBI che riesce a entrare in un gruppo di atleti dello sport estremo, ritenuti essere una pericolosa banda di criminali. Adrenalina allo stato puro, di tutto e di più per chi ama il genere: lanci dal cielo all’interno di caverne, motocross, surf senza se e senza ma, lanci dalla funivia. Durata 116 minuti. ((Lux sala 3, Massaua, Reposi, The Space, Uci).

 

Il ponte delle spie – Drammatico. Regia di Steven Spielberg, con Tom Hanks e Mark Rylance. A cavallo tra i 50 e i 60, in piena guerra fredda, l’avvocato Donovan è incaricato di trattare il rilascio di Gary Powers, abbattuto con il suo aereo U-2 durante un’operazione di sorvolo dell’Unione sovietica. Alla sceneggiatura hanno collaborato i fratelli Coen. Durata: 140 minuti. Papabile agli Oscar. (Lux sala 1, Reposi, Uci )

 

Il piccolo principe – Animazione. Regia di Mark Osborne. Dall’omonimo romanzo l’amicizia tra un anziano aviatore e una bambina. Durata: 107 minuti. (Ideal, Massaua, Uci)

 

Piccoli brividi – Commedia. Regia di Rob Letterman, con Jack Black. Zach lascia New York e nella nuova piccola città in cui va ad abitare conosce Hannah e ben presto si convince che la ragazza sia vittima del padre, un uomo pericoloso. Ma se il padre è l’autore di “Piccoli brividi”, di ambientazione horror, ormai prigioniero di quei personaggi che escono dalle sue storie per prendere vita?  Durata 103 minuti. (Uci)

 

Quo vado – Comico. Regia di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone. Da impiegato nell’ufficio provinciale di caccia e pesca a precario: Checco dovrà accettare più di un trasferimento, nazionale o lontano all’estero, per non dover rinunciare al posto fisso. Durata: 86 minuti. (Massaua, Reposi, Ideal, F.lli Marx sala Groucho e Harpo, Due Giardini sala Nirvana, The Space, Uci)

 

Revenant  – Avventuroso/drammatico.  Regia di Alejandro Gonzales Iňàrritu, con Leonardo Di Caprio e Tom Hardy. Tratto da una storia vera. L’America dei grandi paesaggi e delle pianure sterminate, i pionieri alla ricerca di nuovi confini e delle pelli degli orsi. Uno di questi, Hugh Glass, nel 1823, viene attaccato da un grizzly mentre i suoi compagni lo abbandonano senza armi né cibo: il perfido Fitzgerald (Tom Hardy) gli uccide il figlio che ha avuto da una donna indiana. Di qui la sete di vendetta del protagonista, le imboscate, le uccisioni, gli stenti superati. Di Caprio, finalmente, in odore di Oscar, dopo essersi di recente già assicurato il Globe. Durata 156 minuti. (Ambrosio sala 1 e 3, Centrale v.o., Classico, F.lli Marx sala Groucho e Harpo, Ideal, Massaua, Reposi, The Space, Uci)

 

Se mi lasci non vale – Commedia. Regista e interprete Vincenzo Salemme econ Tosca d’Aquino e Paolo Calabresi. Vincenzo e Paolo sono stati lasciati dallle rispettive fidanzate: per vendicarsi, s’impegneranno a far innamorare l’uno la ex dell’altro, ripetendo poi il gioco dell’abbandono. Durata 96 minuti. (Reposi, The Space, Uci)

 

Star wars – il risveglio della forza – Fantascienza. Regia di J. J. Abrams, con Harrison Ford. Riprende con la stessa forza di un tempo la saga di George Lucas: tutti sono invecchiati, non il successo, e i nuovi personaggi – come Lupita Nyong’o – portano ancora note del tutto positive. Durata: 136 minuti. (Uci)

 

jobs filmSteve Jobs – Biografico. Regia di Danny Boyle, con Michael Fassbender e Kate Winslet. Con la sceneggiatura di Aaron Sorkin (vincitrice di un Globe ma non entrata nella cinquina dei futuri Oscar) basata sulla biografia autorizzata di Walter Isaacson, capace di rimodellare il personaggio in ogni sua sfaccettatura, cogliendo l’essere grande e meschino, impietoso e ambizioso, deluso e pieno di successo, il film è il ritratto, tra il 1984 ed il ’98, dell’uomo che con computer, iPod, iPhone e iPad ha rivoluzionato la storia del mondo. Fassbender (DiCaprio dovrà soprattutto vedersela con lui) e Winslet sono con le loro perfette interpretazioni candidati all’Oscar. Durata 122 minuti. (Greenwich 3, Ideal, Reposi, Uci, The Space)

 

The Pills – Sempre meglio che lavorare – Commedia, regia di Luca Vecchi, con Matteo Corradini, Luigi di Capua e Luca Vecchi. Tre trentenni, che si conoscono sin dall’infanzia, occupano un alloggio a Roma e non hanno nessuna occupazione, decisi a non cercarne una, ben lontani dall’incrociare stage e colloqui. Status perfetto fino a che Luca non cadrà nell’occasione di un lavoro: ci penseranno i due amici a buttarsi immediatamente su Milano prima che l’amico distrugga quell’equilibrio perfetto. Durata 90 minuti. (Greenwich 2, Ideal, Uci)

 

Ti guardo – Drammatico. Regia di Lorenzo Vagas, con Alfredo Castro e Luis Silva. Opera prima Leone d’oro a Venezia. Nella Caracas di oggi, tra Armando, un odontotecnico di mezza età, e Elder, un diciottenne sbandato, giorno dopo giorno nasce e cresce un rapporto in un altalenarsi di comportamenti, in un continuo scambio di ruoli tra vittima e carnefice. Durata 94 minuti. (Romano sala 3)

 

Una volta nella vita – Drammatico. Regia di Marie Castille Mention, con Ariane Ascaride. In una classe di una piccola città alle porte di Parigi, si parla di Olocausto e di società attuale attraverso l’invito che l’insegnante fa ai suoi alunni a partecipare ad un concorso nazionale di storia che ha appunto per oggetto gli anni bui del secondo conflitto. Durata 105 minuti. (Massimo 1)

 

 

Piccoli delinquenti violenti e armati arrestati dopo due rapine

carabinieri bloccoI teppisti hanno prima circondato e malmenato uno studente per rubargli il cellulare, poi hanno preso un bus verso Torino e durante il tragitto hanno preso di mira un secondo studente

 

Ragazzini violenti e armati di coltello sono stati arrestati dopo aver messo a segno due rapine ai danni di passanti in pochi minuti, nella zona tra Venaria e Torino. Si tratta – comunica l’Ansa – di un albanese, un marocchino, tre nomadi, tre italiani, di cui sette minorenni e uno maggiorenne, che è stato denunciato dai carabinieri: tutti gli altri sono stati arrestati. I teppisti hanno prima circondato e malmenato uno studente per rubargli il cellulare, poi hanno preso un bus verso Torino e durante il tragitto hanno preso di mira un secondo studente, sempre per rubargli il telefonino. I carabinieri, chiamati dalla prima vittima, sono riusciti a raggiungere la banda.