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BREVI DI CRONACA - page 457

Omicidio colposo per la morte di una 38enne all'ospedale?

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AMBULANZALa Procura di Ivrea ha aperto un’inchiesta, reato ipotizzato omicidio colposo, a carico di ignoti, per la morte di una  donna38enne, deceduta lo scorso 30 maggio al pronto soccorso dell’ospedale di Chivasso per un’emorragia interna successiva a una gravidanza extrauterina. L’autopsia avrebbe confermato il decesso avvenuto per un’emorragia interna  in corso al momento del suo ingresso al pronto soccorso. La donna  non sapeva di avere una gravidanza extrauterina.

Elezioni, un "cantiere aperto" per il pd e la città

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elezioni-comunali-schedaSTORIE DI CITTA’ 

di Patrizio Tosetto

Le elezioni amministrative di Torino sono ancora un “cantiere aperto”, non solo per il ballottaggio. Mentre scriviamo stanno affluendo i voti espressi per le Circoscrizioni, il pd recupera voti. Eclatante è il caso della 5 dove i cinque stelle in comune avevano 500 voti in più di Piero Fassino. Probabilmente vince Marco Novello candidato Presidente. Analoga cosa sta avvenendo alla 6, difficile il raggiungimento del 40%, scatta il premio di maggioranza, ma indubbiamente è una “salvezza” per il comatoso Pd.

Noi vogliamo partire da qui : il pd non è più il partito di maggioranza relativa della nostra città,tosetto appannaggio dei 5  % stelle. Eppure qualcosa si muove se tutti gli otto  quartieri avranno una maggioranza Fassiniana. Ci penseranno gli analisti nel definire la situazione. Personalmente credo che stiamo osservando questo fenomeno: molti cittadini hanno votato allo stesso tempo al Comune 5 stelle ed in Circoscrizione Pd,   il diavolo e l’acqua santa in contemporanea.

Piero Fassino avendo avuto 10.000 voti in più della  coalizione con i settemila e 200 di Progetto Torino va oltre il 40 %, dove appunto scatta il premio di maggioranza. Qualcosa, forse molto, sta cambiando nel centrosinistra.

Cosa? Azzardo un’ipotesi : non è avvenuto uno sfondamento a destra nell’elettorato e al Pd sta mancando il suo tradizionale voto di sinistra. Ed allora perché Giorgio Airaudo ha avuto un risultato così deludente? Direi, senza voler essere offensivo, fallimentare! Semplice: hanno votato per protesta i grillini ma la maggioranza si è astenuta. Dunque? Ballottaggio estremamente aperto.

Altra delusione: I Moderati. Puntavano alla doppia cifra e si fermano al 6 % nonostante abbiano avuto la squadra di candidati più “agguerrita”. Il Centrodestra? Un piccolo risultato l’hanno ottenuto. Tutti e  tre i candidati hanno superato l’enfant prodige Giorgio Airaudo, che invece di straparlare dicendo che non parla con i commercialisti, inutile polemica con l’assessore al bilancio, ha curato i rapporti con i centri sociali che ovviamente, essendo di matrice anarchica non hanno votato.

A destra salta all’occhio un dato: Quasi 21000 voti a Lega nord e 16000 a Forza Italia che diventa un piccolo gruppuscolo.  Sullo sfondo l’astensione. Ma si sa, nel ballottaggio si rimescolano le carte.

Vedremo. E il risultato dipenderà da chi ha votato a destra e dalla capacità di recupero verso chi non ha votato.

“Correndo per le caserme”, che successo!

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Manifestazione sportiva organizzata dalla Scuola di Applicazione
CASERME ESERCITO

800 appassionati podisti hanno partecipato domenica alla prima edizione di “Correndo per le caserme”, corsa non competitiva organizzata dalla Scuola di Applicazione dell’Esercito in collaborazione con la Scuola Allievi Carabinieri di Torino e la Brigata alpina Taurinense. Lungo il percorso di 9,2 km che dal Centro Sportivo Militare di Piazza d’Armi ha attraversato tre storiche caserme torinesi, la Monte Grappa, la Cernaia e Palazzo Arsenale, gli atleti dell’Esercito e dei Carabinieri sono stati accompagnati dai runner della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato e da numerosi sportivi appartenenti alle principali società di atletica del territorio. Primo classificato Antonio Giardiello del gruppo sportivo GTT  seguito da Giancarlo De Vincenzo del 41° battaglione trasmissioni “Frejus” e da Andrea La Guardia. Prima fra le atlete  Giorgia Murolo del G.S.CASERME ESERCITO2 Interforze. A testimoniare la centralità dello sport e dei suoi valori per le donne e gli uomini in uniforme i generali Claudio Berto (Comandante Scuola di Applicazione Esercito), Fabio Contini (Comandante Regionale Piemonte Guardia di Finanza) e Gino Micale (Comandante Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta) che hanno “corso per le caserme” l’uno a fianco all’altro. Conclude la bella giornata di sport un importante gesto di solidarietà a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo.

Droga, scoperto giro da 27 milioni

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carabinieri autoSequestrati un milione di euro in contanti e 27 chili di stupefacenti nell’operazione antidroga ‘One million’, che ha portato all’arresto di tre persone in un garage di Torino. i carabinieri  hanno trovato cocaina, eroina, marijuana e hashish, oltre a una macchina conta-banconote, due auto, 30 telefoni cellulari, una pressa idraulica e  bilancini di precisione. Contando i pacchetti nel locale erano transitati almeno 270 chili di cocaina, per oltre 27 milioni di euro. Il denaro, probabilmente,  era pronto per essere investito in un’altra partita di droga.

Rapinava banche per arrotondare

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polizia e carabinieriIn difficoltà economiche, non  riusciva ad arrivare alla fine del mese con le poche ore  di lavoro al giorno per un supermercato. Così ha pensato bene di  arrotondare o stipendio rapinando banche. Un italiano 53enne è stato arrestato dai carabinieri per  avere tentato un colpo alla filiale Unipol di Chivasso. Gli investigatori gli attribuiscono però altre due rapine avvenute nella cittadina lo scorso aprile e sostengono che potrebbe avere agito altre volte nella zona. L’uomo si presentava agli sportelli, con la pistola in pugno, dicendo “prelievo straordinario” senza che gli altri se ne accorgessero. Sono state sequestrate nella sua abitazione due pistole giocattolo e una pistola vera ma resa inoffensiva.

Incidente stradale, muore il leghista Buonanno

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buonanno legaTragica morte per l”europarlamentare della Lega Nord Gianluca Buonanno, 50 anni, conosciuto per il suo iperattivismo e per  le sue originali iniziative. E’ morto nel pomeriggio in un incidente stradale sulla Pedemontana a Gorla Maggiore in provincia di Varese. Buonanno, che  era  anche sindaco di Borgosesia, era a bordo di una vettura che si è scontrata con un altro veicolo. Cordoglio nel mondo politico. Tra gli “avversari” esprime dolore anche la candidata sindaco di Torino, Chiara Appendino, di M5S: “Apprendo adesso dell’incidente ed esprimo il mio cordoglio ai familiari e ai parenti per la prematura e improvvisa scomparsa dell’onorevole Gianluca Buonanno, sindaco ed eurodeputato” . «Per capire davvero chi era Gianluca Buonanno bisognerebbe chiederlo alla sua gente della val Sesia. Schietto interprete della sua terra, sindaco amatissimo e conteso a pieni voti, ovunque si sia candidato, da Serravalle a Varallo, fino a Borgosesia… Un uomo vero, prima che un amministratore e un politico capace di cogliere immediatamente il nocciolo di ogni problema, dalle panchine del suo paese alla politica europea. Di lui ci si poteva sempre fidare. Sono fiera di averlo avuto amico e compagno di tante lotte. Un “pazzo” lucido, che lascia un grande vuoto».Così Gianna Gancia, presidente del gruppo Lega Nord in Consiglio regionale del Piemonte.

Frutta e verdura "vietate" a Scarmagno

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fruttaPoiché “sono stati riscontrati fenomeni di essicamento erba, bruciature e essicamento foglie su alberi, su frutta e ortaggi – si legge nell’avviso del Comune  – è stato richiesto intervento urgente all’Arpa e all’Asl To4 per approfondimenti specifici”. Quindi niente frutta e verdura coltivata nei campi di Scarmagno: è l’appello del sindaco , Pier Luigi Bot Sartor, attraverso l’ ordinanza emanata dopo l’incendio della Darkem, la fabbrica di vernici in cui sono rimaste ferite quattordici persone, tra cui sette vigili del fuoco. Le rilevazioni effettuate dall’Arpa sull’aria sono risultate comunque inferiori ai limiti di rilevabilità.

 

(Foto: il Torinese)

Primario torinese muore investito in Sardegna

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IAMBULANZAl medico è stato investito e ucciso nella notte in Sardegna, a San Giovanni di Posada, in provincia di Nuoro. Lì stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza. A tarda sera era uscito insieme alla moglie per una passeggiata lungo la strada che collega la borgata marina a Posada. Serafino Recchia, 65 anni, il primario del reparto di gastroenterologia dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, passeggiava sulla strada  poco illuminata e l’autista – un pensionato che si è fermato a prestare i soccorsi – della vettura sopraggiunta alle spalle di Recchia, per questo motivo non lo avrebbe visto. La moglie del medico  riuscita a mettersi in salvo. Recchia è morto all’ospedale di Cagliari.

Raid punitivo contro relazione omosex del figlio

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carabinieri bloccoIndividuati, e denunciati i colpevoli dell’aggressione avvenuta lo scorso 16 maggio in un’area di sosta di Benevello, in provincia di Cuneo. Sono un professionista di Alba e un suo amico artigiano accusati di concorso in lesioni personali aggravate, violenza privata, minacce aggravate e danneggiamento. I carabinieri hanno stabilito che non si trattò di un tentativo di rapina ma di un ‘raid punitivo’ del professionista per scoraggiare la relazione omosessuale del figlio, appena diventato maggiorenne, con un giovane extracomunitario. I tre aggrediti sono stati medicati al Pronto soccorso, uno di loro ha avuto 90 giorni di prognosi.

Eternit bis: in attesa della Corte Costituzionale

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ETERNIT FABBRICASi saprà forse nella giornata di venerdì o, al massimo, nei primi giorni della prossima settimana, quale è stato l’orientamento della Corte Costituzionale in merito alla questione di costituzionalità sul “ne bis in idem” sollevata dalla difesa di Stephan Schmidheiny davanti al gup del Tribunale di Torino nell’ambito del procedimento Eternit bis e da questo magistrato rinviata al massimo interprete della giustizia costituzionale. Martedì a Roma le parti sono rimaste sulle loro posizioni, da un lato la pubblica accusa, l’avvocatura dello Stato e i legali delle parti civili, dall’altro la difesa del multimilionario svizzero che ha sostenuto le sue ragioni per bocca dell’avvocato Astolfo Di Amato. Laura D’amico, difensore di Afeva, l’Associazione familiari vittime amianto, ha sostenuto con particolare incisività la tesi del non fondamento giuridico della questione, citando una sentenza della Corte europea, nella quale si parla di un soggetto che sia stato condannato o assolto per un reato, “ma qui – spiega Bruno Pesce, coordinatore dell’associazione e della vertenza amianto – non c’è stata nessuna condanna, quanto un non dover procedere perché il reato, che non era l’omicidio ma il disastro, era prescritto”. Dunque l’attenzione di tutti è rivolta al sito nella Corte Costituzionale che, nonostante abbia esaminato il caso martedì, si è trovata nell’impossibilità di pubblicare on line la propria decisione, lasciando tutti nell’incertezza.

Massimo Iaretti

 

 

 

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