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BREVI DI CRONACA - page 3

Cucciolo di cane smarrito salvato dalla polizia

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Una pattuglia del Commissariato Barriera Nizza in servizio di Volante, nel percorrere Corso Spezia, si è imbattuta, all’altezza della rotonda che incrocia via Martinotti, in un cucciolo di un cane che vagava smarrito.

I poliziotti, valutato  l’alto rischio che la bestiola correva  per la presenza di autovetture che sopraggiungevano ad alta velocità, chiudevano momentaneamente al traffico  il corso e mettevano in sicurezza il cagnolino. Lo portavano in Commissariato, dove venivano anche raggiunti da una passante che aveva assistito alla scenadel suo recupero e pensava di portare delle crocchette al cucciolo che, affamato, gradiva particolarmente. “Otto”, così battezzato perché ritrovato nei pressi del centro commerciale “8 Gallery, è stato successivamente affidato alle cure del canile municipale; verrà, con ogni probabilità, adottato da un poliziotto, diventando la mascotte del Commissariato Barriera Nizza.

Arrestato il molestatore della linea 18

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Agenti del Reparto Operativo Speciale della Polizia Municipale sono intervenuti stamane su un bus Gtt della linea 18 diretto verso il capolinea di piazza Sofia, mentre si trovava all’altezza del Rondò Rivella.

Gli Agenti, in abiti borghesi, impegnati in uno dei tanti servizi di “Linea sicura”, stavano seguendo una vecchia conoscenza notata salire poco prima sul mezzo, un molestatore. L’uomo, 67enne di nazionalità marocchina, si metteva dietro ad una donna 25enne con passeggino e, da lì a poco, cominciava a toccarla con insistenza. La donna, visibilmente sconvolta tanto da mettersi a piangere, si rivolgeva ad un’amica proprio mentre gli Agenti bloccavano l’uomo e lo accompagnavano presso il Comando di via Bologna 74.

Sentito il Magistrato di turno, visti i precedenti specifici, è stato posto in stato di arresto e trasferito alla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno.

 

Condanne per usura ai danni di un costruttore

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La prima sezione 1^ Sezione del Tribunale di Torino, presieduto da Silvia BERSANO BERGEY,  ha emesso sentenza di condanna a carico di Pasquale Giordano, Sergio Sansò, Francesco Alessandro Paulicelli e Sergio per vicende usurarie originate tra il 2008 e il 2012 ai danni  dell’imprenditore edile B.V. 

Nello specifico Giordano e Sansò sono stati condannati alla pena di 6 anni di reclusione, l’avvocato Paulicelli alla pena di anni 5 e 4 mesi di reclusione Giordano alla pena di 3 anni di reclusione e Sarlo a 3 annidi reclusione.

L’indagine della Squadra Mobile della Questura di Torino scattò nel maggio del 2012, quando il curatore fallimentare di una società edile riferì agli investigatori di aver elementi significativi nel sostenere che i soci si erano rivolti a degli usurai per far fronte alla difficile situazione finanziaria dell’impresa.

L’attività investigativa svolta dagli agenti di polizia, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica Antonio Rinaudo  e poi dal dottor Parodi, evidenziò rilevanti indizi volti ad avvalorare la denuncia del curatore cui si aggiunse, poco dopo, quella della persona offesa.

L’imprenditore, infatti, non riuscendo a vendere gli appartamenti in costruzione, si rivolse agli usurai per sostenere le spese emergenti. Così Sansò, i fratelli Giordano e Sarlo iniziarono ad elargire ingenti somme di denaro, cui veniva praticato un tasso di interesse che variava tra l’85% e il 120% annuali. Non solo, come garanzia del prestito, l’imprenditore venne costretto a promettere in vendita diversi immobili in fase di costruzione e a sottoscrivere scritture private per il riconoscimento del credito.

È a questo punto entrò in gioco l’avvocato Paulicelli, genero di Sansò che agì in giudizio richiedendo l’esecuzione del decreto ingiuntivo depositato per costringere le parti ad adempiere all’obbligazione assunta con scrittura privata, con la quale il cugino della parte offesa, anche egli imprenditore edile, riconosce un debito di 70.000 €.

Questi i fatti alla base della sentenza con cui il Tribunale di Torino  ha disposto nei confronti degli imputati anche la confisca di oltre 100mila euro complessivi.

 

 

Morti due giovani torinesi: investiti mentre cambiavano pneumatico

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L’incidente è avvenuto lungo la superstrada 450, tra Lazise e Calmasino, nel Veronese. Due giovani torinesi  sono stati investiti da un’auto una volta scesi dalla loro vettura, sul ciglio della strada, a causa di  un guasto. Un ragazzo è morto sul colpo, l’altro durante le fasi di soccorso del 118 giunto con l’elicottero. Erano in compagnia di un amico, ed erano scesi dalla loro auto per sostituire una gomma.

Il procuratore della Corte dei Conti in visita alla GdF

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Oggi il nuovo Procuratore Regionale della Corte dei Conti per i l Piemonte, Dott. Quirino Lorelli , si è recato in visita al Comando Regionale Piemonte della Guardia di Finanza, presso la Caserma “Emanuele  Filiberto di Savoia Duca d’Aosta ” d i Tor ino, Corso IV Novembre 40, ove è stato accolto dal Comandante Regionale, Generale di Divisione Giuseppe Grassi .

 

Nel l’occasione, il Dott. Lorelli ha formulato parole di vivo apprezzamento per le attività di servizio che la Guardia di Finanza svolge in Piemonte, in particolare a tutela della finanza pubblica.

 

Espressioni preziose ed incentivanti per tutti i finanzieri piemontesi , chiamati ad approfondire quotidianamente anche le complesse tematiche afferenti la tutela della finanza pubblica, al fine di poter corrispondere prontamente e in maniera adeguata alle esigenze manifestate dalla Magistratura Contabile.

Babysitter picchia bambina seduta nel passeggino

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Verso mezzanotte, nel quartiere cittadino di San Salvario, una gazzella dei carabinieri del Nucleo Radiomobile di Torino ha bloccato, grazie alla segnalazione di alcune passanti in transito, una babysitter rumena, di 38 anni, abitante a Torino, che dovrà ora rispondere di maltrattamenti e lesioni nei confronti di una bambina di 2 anni. La piccola, affidata alla giovane donna, dalla madre separata e assente dalla città per motivi di lavoro, è stata picchiata ripetutamente al volto mentre era seduta nel passeggino nei giardini Anglesio di via Madama Cristina. Non sono ancora chiari i motivi dell’insano gesto. L’arrestata si è difesa dicendo nell’immediatezza ai carabinieri che le visibili escoriazioni al volto della piccola erano state provocate da una puntura di insetti. La bambina è stata trasporta dal 118 al Regina Margherita dove si trova tuttora ricoverata in osservazione.

Armi da guerra, dopo il missile la polizia trova i lanciarazzi

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Oggi, personale della DIGOS della Questura di Torino, nell’ambito dell’operazione “MATRA” coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – UCIGOS, ha proceduto al sequestro, presso il deposito di Rivanazzano Terme (ove è stato rinvenuto nei giorni scorsi il missile aria/aria mod. MATRA MP EM F20 S530), di due “Razziere” tipo LR-0 per razzi SNIA-BPD, lunghe 201 cm, diametro 39.2 cm, circonferenza 124 cm, calibro razzi 50 mm (non presenti all’interno), impiegate, quali parti di arma da guerra, per l’armamento di aerei modelloMB339 in dotazione anche all’Aeronautica Militare Italiana.

L’attività della DIGOS di Torino, coordinata dalle Procuredella Repubblica di Torino e Pavia, è stata eseguita durante la perquisizione del predetto deposito con la collaborazione degli artificieri e dell’Esercito Italiano che stanno procedendo all’analisi di tutta la strumentazione ed il materiale militare ivi custodito.

Proseguono le attività di perquisizione del magazzino – iniziate nuovamente nella giornata di ieri – con l’ausilio anche di una ditta specializzata nella movimentazione meccanica di materiale.  

Camion investe e uccide ciclista di 26 anni

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Una ragazza di 26 anni è morta a Rivarolo Canavese investita da un camion cisterna. La giovane era in bici e si stava recando al lavoro. Il camion, svoltando a destra, ha agganciato la bicicletta trascinandola per alcuni metri. La ragazza  è finita sotto le ruote del mezzo  ed è morta sul colpo. L’autista del camion, un italiano di 43 anni  di Torino, è stato trasportato al pronto soccorso di Cuorgnè in stato di choc. La giovane da qualche mese era stagista nella biblioteca comunale di Rivarolo.

Videogiochi, la GdF controlla decine di bar e sale slot

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DENUNCE E SANZIONI

Controlli di prevenzione, nei giorni scorsi, da parte della Guardia di Finanza di Torino in tutta la Val di Susa al fine di prevenire e reprimere violazioni finanziarie, abusivismo commerciale ed episodi di microcriminalità.

I Finanzieri della Compagnia di Susa hanno controllato bar e sale giochi dotate di slot machine con particolare riguardo all’identificazione di soggetti già noti alle Forze di polizia ma finalizzati anche alla prevenzione e alla repressione del gioco illegale nonché al contrasto del fenomeno della ludopatia.

Una decina gli esercizi commerciali visitati dal personale della Guardia di Finanza che hanno anche identificato una trentina di persone.

Il mancato rispetto degli orari imposti dal Comune di Pianezza (TO) sull’apertura delle sale con macchinette videopoker è costato, al titolare di un bar, una pesante sanzione amministrativa, così come ad un gestore di un bar di Susa (TO) a cui è stata contestata la mancata “diversificazione di offerta di gioco, in alternativa agli apparecchi presenti,” ovvero le slot machine.

È andata peggio al titolare di una sala giochi di Rosta, nel torinese, un venticinquenne di origine cinese, il quale è stato denunciato alla Procura della Repubblica del capoluogo piemontese perché ha pensato bene di “affidare” il suo locale ad una terza persona; peccato che questa quest’ultima non avesse alcun titolo per gestire l’attività e, di conseguenza, non aveva alcuna autorizzazione.

Al termine dei controlli, sono stati una decina le sale slot ed i bar controllati, una trentina i soggetti identificati ed un imprenditore denunciato. Oltre 7 mila euro le sanzioni inflitte.

La tutela delle risorse dello Stato e la sicurezza dei cittadini sono compiti prioritari per la Guardia di Finanza che ricorda come il gioco illegale, privo delle garanzie previste dalla legge, oltre a sottrarre risorse allo Stato, si può tradurre, di fatto, in una vera e propria truffa ai danni dei giocatori, poiché riduce, al minimo, la loro possibilità di vincita.

 

Scarafaggi vivi e morti nel laboratorio alimentare

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Ieri pomeriggio, poliziotti del Commissariato Barriera Nizza, insieme a personale della Polizia Municipale Sezione 8 San Salvario e dell’ASL.TO1 S.I.A.N., hanno effettuato un controllo per la verifica dei titoli autorizzativi e delle norme che regolano i pubblici esercizi.

Nel corso dell’attività, in un locale di via Berthollet è stata riscontrata una diffusa sporcizia accumulata nel tempo con la presenza di blatte vive e morte nei locali di lavorazione degli alimenti. Contestualmente la Polizia Municipale ha accertato diverse irregolarità amministrative, tra le quali la presenza contenitori di olio di oliva privi di etichettatura. Per queste irregolarità sono state elevate sanzioni per quasi 20000 euro. Personale dell’ASL-S.I.A.N. ha invece riscontrato irregolarità igieniche non sanabili. Alla luce di quanto riscontrato, l’Asl-S.I.A.N. ha intimato la immediata chiusura dei locali fino al completo ripristino degli ambienti, sanzionando il titolare per 4000 euro.

Un secondo esercizio è stato, invece, controllato in via Ormea. La Polizia Municipale ha sanzionato il titolare per otre 7600 euro per le diverse irregolarità amministrative accertate e per le carenze igienico sanitarie.

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