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BREVI DI CRONACA

Continuano i roghi di rifiuti nell’Astigiano

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Nuove denunce dei carabinieri forestali

 

Negli ultimi giorni altre quattro persone oltre a quelle già segnalate nel mese di giugno, sono state denunciate dai Carabinieri Forestali di Canelli per smaltimento illecito di rifiuti mediante combustione.

Lo scorso 7 luglio i militari si erano recati in località Strada dei Roeri di Isola d’Asti, in un’area di cava dismessa già teatro di ripetuti abbandoni di sfalci e di precedenti incendi, dove i Vigili del Fuoco stavano procedendo allo spegnimento di un rogo e alla messa in sicurezza del sito. Erano stati alcuni passanti a segnalare l’incendio al numero di emergenza 112, preoccupati dalla risalita di una densa colonna di fumo.

Due uomini rumeni venivano colti nell’atto di dar fuoco a cassette per ortofrutta, sia in legno che in plastica, che avevano trasportato in loco mediante autocarro con l’obiettivo specifico di disfarsene appiccandovi il fuoco. Le indagini successive hanno permesso di accertare che i due uomini erano stati incaricati da un terzo uomo, titolare di un’azienda agricola di Isola d’Asti e proprietario del mezzo utilizzato per il trasporto. Questi è stato quindi denunciato in concorso con i due per gestione illecita di rifiuti. Agli autori del rogo sono state contestate anche sanzioni amministrative ai sensi della normativa regionale sugli incendi boschivi, poiché il fuoco era stato appiccato in adiacenza di un’area boschiva. Ci sono inoltre irregolarità nel rapporto di lavoro tra il committente e gli autori materiali del rogo, su cui sono tuttora in corso approfondimenti.

In questi ultimi giorni anche un uomo cinquantenne di Nizza Monferrato è stato denunciato per smaltimento illecito di rifiuti, in quanto colto nell’atto di bruciare, su di un terreno nel territorio del comune di Canelli, un cumulo di circa 3 metri cubi di materiale vario di cui intendeva disfarsi insieme a residui vegetali.

 

Arrestata badante ubriaca. Picchiava anziana di 92 anni

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Nella notte tra domenica e lunedì una gazzella dei carabinieri di Moncalieri è stata attirata dalle urla di una anziana donna che chiedeva aiuto affacciata al balcone di casa, urlando che la stavano picchiando

Nel frattempo erano arrivate al 112 ulteriori richieste di intervento di alcuni vicini di casa che avevano udito le urla disperate.

I militari hanno soccorso la donna di 92, fortemente scossa, che ha detto loro che la propria badante rumena di 52 anni era rientrata in casa ubriaca e l’aveva picchiata, strattonandola per i capelli e sbattendola contro i mobili di casa e verso una finestra andata in frantumi.

La badante, alla vista dei carabinieri, andava in escandescenza, scagliandosi anche contro di loro con calci e pugni ma veniva bloccata ed arrestata.

La donna, invece, è stata medicata per le lesioni subite.

Adesso la 52enne rumena dovrà rispondere dei reati di lesioni aggravate, abuso dei mezzi di correzione, , maltrattamenti in famiglia, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale.

 

 

Pinerolo, revocata concessione a comunità di minori: erano in stato di abbandono

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L’assessore regionale alle Politiche sociali, Caucino: “Situazione gravissima di totale
abbandono”. Entro lunedì gli ospiti saranno ricollocati altrove
La Commissione di vigilanza dell’Asl TO3 ha revocato con effetto immediato la
concessione alla CRP EMMA EIDOS di Pinerolo, dove erano ospiti cinque minori con
problemi psichiatrici, e disposto il ricollocamento in strutture alternative
entro lunedì 22 luglio: due di loro saranno ospitati in un centro abilitato di
Moncalieri, uno presso una struttura di Oleggio, un altro tornerà a casa dai
genitori, mentre il quinto era già stato dimesso il 16 luglio scorso e adesso è
ospitato in una residenza di Villafranca Piemonte. A renderlo noto è l’assessore
regionale alle Politiche sociali, Chiara Caucino.
“La struttura – rileva l’assessore Caucino – si trovava in stato di totale
abbandono, cosí come i minori ospitati. Rivolgo un ringraziamento ai Carabinieri
per il monitoraggio del territorio e a tutte le parti attrici che hanno
contribuito a risolvere questa emergenza. Ritengo che tali situazioni non
debbano piú ripetersi anche alla luce del fatto che le rette giornaliere
corrisposte ammontano a circa 200 euro per ogni persona ospitata”.
L’assessore annuncia di voler intensificare i controlli e, nelle prossime
settimane, riscrivere il provvedimento regionale del 1997 che disciplina le
funzioni delle Commissioni di vigilanza, nonché implementare l’ufficio regionale
preposto “affinché i verbali che perverranno dalle Commissioni dei diversi
territori vengano trattati con immediatezza ed efficacia”.
“Nel corso della prossima settimana – conclude Caucino – chiederò al presidente
della IV Commissione consiliare, Alessandro Stecco, di poter essere audita, per
esporre criticitá e soluzioni in tale ambito ed acquisire eventuali spunti
utili. La vigilanza è strategica e fondamentale per far sì che episodi del
genere, che vanno a colpire le persone più fragili, non abbiano a ripetersi”.

Trovati morti marito e moglie: si tratta di suicidio?

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Non presentano segni di violenza i corpi senza vita di due anziani coniugi, trovati in un appartamento di Ivrea

Non è escluso che si tratti di un duplice suicidio o di un omicidio-suicidio, magari con l’impiego di barbiturici, ma i carabinieri attendono gli esiti delle autopsie. Marito e moglie avevano  rispettivamente 80 e 86 anni. I loro corpi sono stati trovati in stato di decomposizione oggi intorno alle 13.

Un morto e tre feriti sulla Torino-Piacenza

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Il tragico bilancio è di  morto e 3 feriti in un incidente avvenuto la notte scorsa sull’autostrada Torino-Piacenza  nel territorio di Alessandria

Attorno alle 2 sono intervenuti i  vigili del fuoco e la polizia stradale  per  un’automobile  uscita dalla sede stradale che si era ribaltata sulla banchina laterale. Una corsia è stata chiusa per permettere le operazioni di soccorso. E’ al vaglio della polizia la dinamica dell’incidente.

Salvata ragazza nella barca capovolta

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Cronache dal Piemonte

Nel primo pomeriggio di sabato 20 luglio, alle ore 13.38, la Sala operativa della Secondo Nucleo mezzi navali Lago Maggiore-Guardia Costiera riceveva tramite il numero blu 1530 una richiesta di soccorso da parte di una ragazza tredicenne che, a bordo della sua barca a vela, si era capovolta nelle acque del Lago Maggiore tra Cerro di Laveno Mombello e Reno di Leggiuno in provincia di Varese.

Immediatamente il Comando della Guardia Costiera con sede a Solcio di Lesa dirottava sul posto la motovedetta CP 603 e, contestualmente, allertava i Vigili del fuoco di Varese che inviavano un battello pneumatico ed una moto d’acqua.

Le unità navali di lì a poco intercettavano la tredicenne ed il fratello di 17 anni, che si era diretto in soccorso della sorella raggiungendola nella caletta dove il natante a vela si era capovolto.

I due ragazzi, di nazionalità tedesca, entrambi in buone condizioni di salute, erano presi a bordo del gommone dei vigili del fuoco.

Il personale impegnato nelle operazioni provvedeva poi al rimorchio dell’unità presso il porticciolo di Cerro dove i due ragazzi venivano sbarcati ed affidati ai familiari.

M.Iar.

 

Due episodi di stalking in poche ore

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Si sono verificati due episodi di stalking in poche ore a Torino e Città Metropolitana. Il primo è avvenuto nel pomeriggio di sabato 20 luglio a Vlvera, dove un cubano di 41 anni ha iniziato a litigare animosamente in casa con la moglie in via di separazione.

La discussione si è fatta via via più accesa sino ad arrivare alle minacce di morte e, a seguire, il lancio di oggetti vari presenti nelle stanze.

La donna, impaurita, ha così deciso di chiamare i carabinieri che in pochi minuti hanno raggiunto il luogo dell’aggressione. All’arrivo dei militari la donna è scesa dall’appartamento per andargli incontro, mentre l’uomo l’ha inseguita calandosi in strada dal balcone al primo piano dello stabile, continuando a lanciare di tutto. Le minacce di morte si sono poi concentrate nei confronti dei due carabinieri della stazione di None intervenuti. L’aggressore, poi, per non essere neppure generalizzato si dava alla fuga nei campi, ma era bloccato dalla pattuglia dopo una colluttazione. Ad uno dei due carabinieri, visitato all’ospedale di Pinerolo, veniva riscontrato un trauma contusivo ed escoriazioni agli arti superiori e ad un ginocchio con prognosi di 15 giorni. Per il cubano si sono invece aperte le porte del carcere ‘Lo Russo – Cotugno’ di Torino per i reati di maltrattamenti in famiglia, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Il secondo episodio è avvenuto, invece, nella notte tra sabato e domenica 21 luglio a Chieri dove i carabinieri di Poirino hanno bloccato in tempo un uomo trovato con un coltello ancora in mano davanti all’abitazione dell’ex moglie. E’ stata quest’ultima a chiamare, disperata, il 112, poiché l’ex coniuge stava cercando di abbattere la porta di casa a pugni e spallate. Immediato è stato l’intervento dei militari che lo hanno sorpreso sul pianerottolo, immobilizzato e gli hanno trovato un coltello di grosse dimensioni, della lunghezza totale di 35 centimetri, con una lama lunga 23. L’uomo non ha fornito alcuna spiegazione sul possesso dell’arma e si ‘giustificava’ asserendo di aver voluto soltanto un chiarimento con la ex che in passato l’aveva già denunciato per atti persecutori.

 

Agenti liberi dal servizio arrestano un borseggiatore seriale

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Hanno recuperato due borsette appena rubate a 2 ragazze in zona centro

Ieri notte, due agenti della Polizia di Stato in forza presso la Squadra Volanti della Questura ed il Settore Operativo Polfer di Torino, si sono fermati a bere qualcosa di fresco in un locale di piazza Vittorio Veneto, sedendosi nel dehors esterno. Qui giungeva, pochi minuti dopo, un cittadino tunisinodall’atteggiamento sospetto. Questi si sedeva ad un tavolino posto ai lati esterni del dehors, che si trovava molto vicino ad una panchina della piazza sulla quale era seduta una coppia di fidanzati. I due giovani, abbracciati a scambiarsi effusioni, in quel momento non prestavano particolare attenzione alle persone intorno a loro né tenevano d’occhio la borsetta della ragazza, appoggiata sulla panchina. Con un gesto fulmineo, il cittadino straniero se ne impossessava e immediatamente si alzava dal tavolino per allontanarsi in direzione di via PO. I due poliziotti, notata la scena, gli andavano dietro, riuscendo a fermarlo poco più in là, proprio nel momento in cui il ladro cercava di spegnere il cellulare della vittima, con l‘intento di renderlo irrintracciabile. Si tratta di un cinquantatreenne di origini tunisine, irregolare sul territorio nazionale, con precedenti specifici. L’uomo aveva con sé anche una seconda borsetta da donna, rubata appena un’ora prima ai Murazzi del Po, la cui proprietaria veniva rintracciata, rientrandone così in possesso. L’uomo è stato tratto in arresto per furto con destrezza.

La Capitaneria salva anziano colto da malore

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Dalla Liguria

Un settantenne, residente a Genova, colto da malore è stato soccorso da personale della Capitaneria di porto di Genova.

Il diportista, al rientro dalla navigazione con un amico a bordo di un gozzo, diretto agli ormeggi nell’area del Molo Giano ha accusato i sintomi di un’emoraggia cerebrale. Poiché, date le condizioni, non era facilmente trasportabile, veniva inviata una motovedetta con a bordo personale medico del Cisom (Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta) che coadiuvava il 118 nelle complesse prime manovre di  assistenza, riuscendo ad ormeggiare vicino al gozzo, nonostante la ristrettezza dei luoghi dove si trovava l’imbarcazione. Il personale di bordo e di terra della Capitaneria di Genova riusciva a trasbordare l’uomo che veniva poi portato all’Ospedale civile Galliera per ricevere le cure del caso.

M.Iar.

Traffico di stupefacenti: mandato di arresto internazionale

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Durante la notte  personale della Squadra Mobile della Questura di Novara ha tratto in arresto A.C., classe 1962, cittadino turco con passaporto olandese, ricercato in quanto responsabile del reato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Tutto inizia nel 2002, quando A.C., partito dalla Turchia, viene fermato in Olanda con 100 chili di eroina, merce destinata al mercato illegale di quel paese. Per questo, il Tribunale di Istanbul, nel 2013, aveva condannato A.C. alla pena di 15 anni di reclusione.

La prolungata latitanza del trafficante si è interrotta la scorsa notte, quando alla sala operativa della Questura giunge la segnalazione che A.C. si trova temporaneamente alloggiato presso una struttura alberghiera situata in questa provincia.

Personale della Squadra Mobile si è quindi recato sul posto ed ha tratto in arresto il cittadino turco, eseguendo il provvedimento di cattura internazionale, dopo aver appurato che A.C. – sottoposto ai rilievi foto-dattiloscopici di rito – fosse l’effettivo destinatario del mandato di cattura, anche grazie all’ausilio Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia.

Il cittadino turco è ora associato alla locale casa circondariale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

 

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