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BREVI DI CRONACA

Rapina a Madonna di Campagna: arrestati gli autori, ragazzi ventenni

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Era circa l’una di notte di giovedì scorso quando una pattuglia della Squadra Volante ha intercettato una
Stilo con due persone a bordo su via De Panis. L’auto, alla vista dei poliziotti, aumentava sensibilmente
la velocità in direzione di corso Grosseto, pertanto gli agenti decidevano di fermarla e sottoporre a
controllo gli occupanti. I due, entrambi di origine marocchina con cittadinanza italiana, di 19 e 20 anni,
sono apparsi molto nervosi al controllo. L’auto sulla quale viaggiavano è risultata sprovvista di
copertura assicurativa e pertanto è stata sottoposta e sequestro amministrativo. Durante la
perquisizione della stessa, gli investigatori hanno rinvenuto un telefono cellulare con cover rosa al cui
interno vi era una carta di identità intestata ad una cittadina albanese; in merito, i due giovani non
erano in grado di dare alcuna giustificazione. Ritenendo potessero essersi macchiati di un delitto più
grave, gli agenti perlustravano le vie limitrofe e venivano avvicinati da una ragazza di 18 anni, di
nazionalità albanese, che riferiva loro di essere appena stata vittima di rapina. Due giovani la avevano
avvicinata chiedendole di salire a bordo per consumare una prestazione, ma al suo netto rifiuto il
passeggero era sceso dall’auto, strattonandola e facendola cadere a terra; qui, le sottraeva il telefono
che custodiva all’interno della cover la carta di identità. I due complici sono stati arrestati per rapina
aggravata in concorso.

Due tram si scontrano: una decina di feriti non gravi

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Due tram si sono scontrati oggi pomeriggio a Torino, vicino a piazza Bernini.

Feriti leggermente un autista e dieci passeggeri ma se nessuno è grave. L’incidente è avvenuto in corso Tassoni dove c’è stata una collisione di un tram della linea 9 e uno della linea 16, verso l’ospedale Maria Vittoria. Prontamente  intervenuti 5 ambulanze,  i vigili del fuoco e i carabinieri.

Tav, nuovi scontri, Fsp Polizia: “Professionisti del disordine ancora in azione”

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“Mentre noi subiamo per far rispettare la legge. Serve ipotesi terrorismo di piazza”

 

“In Val di Susa nuovi attacchi alle Forze di Polizia, vecchi i metodi: bombe carta, fionde, razzi, pietre, l’incendio di una cancellata. Nuove aggressioni vecchio e solito copione: donne e uomini in divisa rischiano la salute e persino la vita perché c’è chi non ha alcun rispetto per la legge, né per le decisioni che noi non abbiamo preso ma che noi dobbiamo far rispettare. Nessuno osi chiamarli manifestanti. Se il cantiere debba andare avanti o no non lo stabilisce la Polizia di Stato. Ciascuno si assume le responsabilità di scelte che, una volta assunte, noi dobbiamo far rispettare. Quelli che hanno agito ieri e molte altre volte sono professionisti del disordine, che ormai con pratiche letteralmente organizzate e programmate giungono pronti a ferire, a incendiare, a devastare, a fare più male possibile. E mentre c’è ancora chi ipotizza che tutto sommato non è poi così grave aggredire un poliziotto per essere stati da questo provocati in quanto il povero sciocco fa il suo lavoro dovendo difendere persone e beni, mentre chi gli lancia contro una bomba in fondo è giustificato perché è convinto di aver ragione, noi ripetiamo che queste forme di aggressioni organizzate sono pratiche eversive per arroganza, per pervicacia, per aggressività, portate avanti nella convinzione di non incorrere in conseguenze significative per come possono allo stato essere perseguite. Ecco perché rilanciamo con forza la nostra proposta di introdurre la fattispecie di terrorismo di piazza”.

Lo afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, dopo gli scontri avvenuti nell’area del cantiere Tav di Chiomonte.

Operazione “Oro rosso”, la Polfer vigila sui furti di rame

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In Piemonte e Valle d’Aosta

62 persone controllate, durante le 19 ispezioni a depositi di rottami, 8 lungo linee ferroviarie e 9 su strada: questi gli esiti dell’ “Operazione ORO ROSSO”, effettuata dal personale del Compartimento del Piemonte e Valle d’Aosta il 4 dicembre u.s., una giornata di controlli straordinari che ha lo scopo di contrastare i reati connessi al furto e commercializzazione del rame utilizzato in ambito ferroviario.
Durante le attività è stato effettuato un attento esame di tutti i materiali in giacenza, la rispettiva provenienza e tipologia, comprese le modalità di stoccaggio e conservazione, trattandosi nello specifico di rifiuti con un forte impatto ambientale.
E’ stato appurato a che titolo fossero presenti le persone identificate sui siti di stoccaggio, nel caso non fossero dipendenti, nonché è stata verificata la presenza di idonea autorizzazione a conferire metalli ferrosi.
Le operazioni, che si sono svolte contemporaneamente in tutta la penisola, su disposizione del Servizio di Polizia Ferroviaria di Roma, hanno interessato numerose località delle due regioni e si sono protratte per l’intera giornata.
A Torino denunciati per ricettazione in concorso due uomini di nazionalità Moldava, dal personale della Squadra Informativa Compartimentale e del Posto Polfer di Chivasso, poiché in possesso di un motore di un autoveicolo, risultato provento di furto, appena acquistato nella su indicata autofficina. Per il medesimo reato, il socio dell’autofficina, è stato sottoposto ad indagini preliminari in stato di libertà. Il controllo proseguiva all’interno dell’azienda, ove al termine degli accertamenti è stato sequestrato l’intero impianto e tutto il suo contenuto, poiché al suo interno sono stati rinvenuti altre componenti provento di furto, tra cui motori e targhe di autoveicoli. Inoltre è stato contestato anche il reato ambientale.
Il risultato operativo conseguito rientra nella più ampia attività di contrasto allo specifico fenomeno criminoso dei furti di rame che, da anni, vede impegnata in prima linea la Specialità, sia attraverso servizi di iniziativa che mediante controlli straordinari, quali “Oro Rosso”.

Il senso materno delle orche

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Dalla Liguria, in collaborazione con IL GENOVESE
.
Da alcuni giorni un branco di orche staziona dinanzi al bacino portuale di Genova Pra, sotto il continuo monitoraggio della Capitaneria di Porto di Genova. Sono impegnate quattro motovedette e un elicottero del Nucleo aereo di Sarzana che ha potuto filmare dall’alto l’attività della famiglia. Ciò ha consentito di cogliere un comportamento toccante: una femmina, ormai da giorni, trascina con sé e porta in superficie il corpo senza vita del suo piccolo nel tentativo di consentirgli di respirare. E proprio vero che il senso materno, negli umani come negli animali, è sempre fortissimo. Il comportamento dei cetacei è oggetto di un ulteriore monitoraggio specifico mediante un ‘idrofono’, speciale tipo di microfono che consente di registrare i suoni da loro emessi, restituendo dei dati che saranno poi valutati ed elaborati dagli esperti. Le vigilanza resta alta, sia da parte della guardia costiera, sia da parte dell’Istituto Thetys e Acquario di Genova, mentre rimane in vigore il divieto del comandante del Porto di Genova che interdice navigazione, sosta, attività subacquea, nella ‘zona di precauzione’ prospiciente l’ingresso al bacino portuale di Prà.
Massimo Iaretti

Per sfuggire alla polizia sbatte con l’auto contro quattro vetture: arrestato

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L’uomo, prima di essere fermato, ha anche causato delle lesioni ad un agente di polizia
In orario serale, personale della Squadra Volante ha effettuato dei controlli nella zona di via Montanaro,
via Scarlatti e vie limitrofe. Poco prima delle 22 alcuni operatori hanno notato sopraggiungere in zona
una Citroen C2 con due giovani a bordo, che si fermavano in prossimità di un cittadino di colore, al
quale chiedevano qualcosa. Sospettando si trattasse di una trattativa per l’acquisto di sostanza
stupefacente, i poliziotti decidevano di procedere al controllo dell’auto ed avvisavano i colleghi di una
pattuglia posta poco più avanti di fermare la Citroen. Il conducente della utilitaria, accortosi della
Volante e degli operatori di polizia che gli intimavano l’alt, non solo non accennava a fermarsi ma
volontariamente investiva uno dei poliziotti, colpendolo alla gamba destra, all’altezza della coscia e del
ginocchio . Ripreso il controllo dell’auto, fuggiva su via Santhià in direzione esterno città. Aveva inizio un
lungo inseguimento dell’autore dell’investimento per le vie Sempione e Mercadante, che terminava
successivamente su strada Lanzo dove l‘auto, prima di fermarsi definitivamente, collideva contro 4
veicoli parcheggiati per strada. Il giovane alla guida della Citroen è un cittadino italiano di 21 anni, con
la patente di guida sospesa a tempo indeterminato. Essendosi rifiutato di sottoporsi al test
sull’assunzione di droghe, oltre ad essere arrestato per resistenza e lesioni a P.U. (il poliziotto ferito
riporterà un a prognosi di 8 giorni.) è stato anche denunciato ai sensi dell’art. 187 del codice della strada.

Troppi pregiudicati nel bar: licenza sospesa

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IL QUESTORE LA SOSPENDE PER 7 GIORNI

Personale del Commissariato Barriera Nizza ha notificato al titolare di un bar sito in via Galliari 21/c il provvedimento di sospensione della licenza per giorni 7 emesso dal Questore di Torino, con contestuale chiusura dell’esercizio.
Nel corso di un controllo dell’esercizio avvenuto a fine novembre, gli agenti del commissariato avevano riscontrato la presenza nel bar di 12 avventori, 8 dei quali con precedenti di polizia.
Sempre nel mese di novembre, personale della Polizia di Stato era intervenuto nel locale traendo in arresto un cittadino italiano colpito da ordine di carcerazione emesso dalla locale Procura della Repubblica.
Una significativa presenza di persone con precedenti di polizia era stata riscontrata anche in una precedente occasione, nel mese di settembre.
Il Questore di Torino, ritenendo, sulla scorta degli interventi effettuati dagli operatori di polizia, che il bar in questione possa rappresentare un concreto pericolo per la possibilità di incremento dei fenomeni delinquenziali, ne ha disposto la sospensione della licenza con immediata chiusura al pubblico.

I carabinieri notano anziana con lividi. Il figlio arrestato per maltrattamenti

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I Carabinieri della Stazione di Cesana Torinese hanno arrestato in flagranza di reato un 45enne residente in paese per maltrattamenti in famiglia.
L’attività dei carabinieri nasce alcuni giorni fa quando, durante il mercato settimanale del paese, avevano notato un’anziana signora 85enne con alcuni lividi sul volto. “Sono caduta in bagno” aveva riferito ai carabinieri i quali l’avevano avvicinata per chiedere chiarimenti di quelle strane lesioni. In realtà i lividi erano il frutto delle botte del figlio convivente, con problemi di alcolismo, già arrestato nel 2013 per simili condotte di maltrattamenti. I militari hanno approfondito gli accertamenti ed hanno richiesto ai vicini di casa di prestare attenzione a qualsiasi rumore proveniente dall’abitazione e di chiamare immediatamente il 112 nel caso sentissero urla o grida da parte della donna. Proprio nella giornata di ieri, dopo la segnalazione di un vicino di casa che aveva sentito delle grida di aiuto dell’anziana, i carabinieri sono intervenuti direttamente all’interno dell’abitazione verificando che l’uomo poco prima, in stato di ubriachezza e per futili motivi, nel rientrare a casa aveva piu’ volte inveito contro il genitore, oltre a sputarle addosso e schiaffeggiarla procurandole lievi ecchimosi alla faccia. Alla vista dei Carabinieri la donna è riuscita finalmente a dire tutta la verità e confessare che anche quei vecchi lividi erano frutto delle violenze del proprio figlio. “Questa situazione di maltrattamenti va avanti da parecchi anni. Vi ho raccontato che ero caduta in bagno perché mio figlio senza di me non avrebbe avuto nessun sostentamento. Adesso preferisco dire la verità in quanto temo per la mia incolumità e spero che mio figlio possa ricevere le cure necessarie per guarire dall’alcolismo”.
L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia ed ora si trova nel carcere di Torino.

Ragazzo in monopattino finisce contro bus. E’ grave al Cto

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Verso le  20 di ieri  un 25enne che stava percorrendo in monopattino via Paolo Borsellino insieme con un un amico ha centrato il portellone del  bagagliaio di un pullman turistico parcheggiato a bordo strada. Ha percorso qualche metro  ed è caduto a terra con una profonda ferita sopra l’occhio destro, da cui fuoriusciva  molto sangue. Sotto shock, è stato sedato e trasportato in ambulanza al Cto in codice rosso. Dopo essere stato  intubato in ospedale, l’amico lo ha raggiunto anche lui  traumatizzato: è riuscito ad accorgersi dell’ostacolo un secondo prima e lo ha evitato.

Rosso: “I T-Red non sono omologati, quindi sono illegittimi”

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L’esponente di  (Fdi): “Il Comune ha utilizzato un semplice documento di approvazione del Mit, manca l’omologazione sulla capacità di misurazione da parte del Mise. Gatto (Globoconsumatori): “Abbiamo già presentato oltre 4mila ricorsi in Italia, il 96% accolti”

“Premetto che col rosso non si passa e che le regole vanno rispettate dai cittadini. Ma devono essere rispettate anche dal Comune: non esiste alcuna omologazione per gli impianti semaforici T-Red installati a Torino. Abbiamo richiesto agli uffici la necessaria omologazione da parte del Mise e ci sono invece stati forniti documenti un direttore del Ministero dei trasporti. Si tratta di un atto di “approvazione” che non comporta le necessarie verifiche di taratura dello strumento, previste dalla vera e propria omologazione”.

Roberto Rosso, capogruppo Fdi in Sala Rossa ha denunciato oggi “l’illegittimità degli impianti T-Red installati a Torino, chi prende la multa in questo modo ha tutto il diritto di fare ricorso al Giudice di pace”.

Del resto persino la delibera comunale torinese con cui si permette l’acquisto e l’utilizzo senza presenza di forze dell’ordine dei T-Red parla esplicitamente di necessaria omologazione. “Questa però non c’è, quindi non esiste certezza sui tempi di durata del giallo o sulla sequenza delle foto scattate dalle telecamere, che devono essere temporizzate con il semaforo stesso”.

Mario Gatto, presidente dell’associazione Globoconsumatori, ha aggiunto che “soltanto per il T-Red di Moncalieri abbiamo già impugnato oltre 3mila verbali e il Giudice di pace di Torino ha cominciato ad accogliere i primi andati a sentenza. La situazione è analoga a quella torinese. A livello nazionale, i ricorsi sono più di 4mila per un numero enorme di verbali e la percentuale di accoglimento da parte dei Gdp è del 96%”.

Del resto la legge parla chiaro. L’approvazione del Ministero Trasporti, quella che il Comune ha fornito al Gruppo Fdi dopo richiesta ufficiale, è soltanto un atto preliminare che abilita uno strumento a essere poi omologato dal Mise, l’unico che per legge può effettuare le tarature degli strumenti di misurazione.

C’è un altro punto dubbio: la gara con cui gli impianti sono stati comprati. Per legge l’Ente pubblico deve bandire una gara europea. Invece Torino ha dato mandato di comprarli a Iren (sic) e “non sappiamo se ci sia stata una gara o meno, del resto da due settimane abbiamo chiesto i documenti a Iren stessa ma non ce li ha forniti”, ha chiarito Rosso.

La gestione del sistema è stata affidata a 5T, che è una municipalizzata, ma anche qui “la legge prescrive che questi impianti siano sotto la diretta gestione e il costante controllo delle forze di Polizia municipale – ha ricordato Gatto – non è possibile che una società per quanto parapubblica, possa comminare multe in modo automatico oltretutto utilizzando strumenti non omologati”.

“Come sempre le persone meno informate si troveranno svantaggiate – ha concluso Rosso – perché sappiamo che quando arriva una multa l’80 per cento la paga, presumendo che l’Ente pubblico abbia agito correttamente. Si sappia invece che queste multe sono illegittime e che in caso di un ricorso fatto correttamente, vengono annullate. Mi stupisco che il sindaco Appendino faccia le cose con tale superficialità, quando i suoi dirigenti nella delibera hanno scritto chiaro e tondo che l’omologazione è necessaria e non parlano affatto di una semplice approvazione del Mit”.

 

(comunicato stampa)

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