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	<title>Rubriche Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
	<lastBuildDate>Sat, 25 Jul 2026 05:26:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Rubriche Archivi - Il Torinese</title>
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	<item>
		<title>Una golosa crostata di mandorle e cioccolato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 10:29:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[LA RICETTA DELLA SETTIMANA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/11/45209466-E34A-48C1-865B-19F0DADD63C7-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La proposta di oggi e’ tutta da gustare, una frolla friabile un goloso ripieno avvolgente, cioccolatoso, dal sapore ineguagliabile La crostata e’ un dolce tradizionale capace di reinventarsi in mille modi. La proposta della settimana e’ tutta da gustare, una frolla friabile un goloso ripieno avvolgente, cioccolatoso, dal sapore ineguagliabile. Una tentazione deliziosa. *** Ingredienti per la frolla: 200gr.di farina 100gr. di burro 70gr. di zucchero 2 tuorli 1 pizzico di sale  *** Ingredienti per la farcia: 1 grossa mela 100gr. di mandorle ridotte a farina 100gr. di cioccolato fondente 70% 15 amaretti pestati 2 uova intere 50gr.di burro fuso</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/11/45209466-E34A-48C1-865B-19F0DADD63C7-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 18px;"><strong><span style="color: #365f91;">La proposta di oggi e’ tutta da gustare, una frolla friabile un goloso ripieno avvolgente, cioccolatoso, dal sapore ineguagliabile</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">La crostata e’ un dolce tradizionale capace di reinventarsi in mille modi. La proposta della settimana e’ tutta da gustare, una frolla friabile un goloso ripieno avvolgente, cioccolatoso, dal sapore ineguagliabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Una tentazione deliziosa.</p>
<p style="text-align: justify;">***</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ingredienti per la frolla:</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>200gr.di farina</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>100gr. di burro</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>70gr. di zucchero</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>2 tuorli</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>1 pizzico di sale</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> ***</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ingredienti per la farcia:</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>1 grossa mela</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>100gr. di mandorle ridotte a farina</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>100gr. di cioccolato fondente 70%</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>15 amaretti pestati</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>2 uova intere</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>50gr.di burro fuso</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>60gr.di zuccher</em>o</p>
<p style="text-align: justify;">***</p>
<p style="text-align: justify;">Preparare la frolla impastando velocemente la farina con il burro freddo a pezzetti, lo zucchero, il sale e i due tuorli. Avvolgere in pelliccola e riporre in frigo per 30 minuti. Affettare sottilmente la mela, frullare le mandorle a farina, pestare gli amaretti. Stendere la frolla in uno stampo per crostate ricoperto con carta forno, bucherellare il fondo, cospargere la pasta con meta’ degli amaretti e sistemare le fettine di mele. Sciogliere il burro con il cioccolato. Nel mixer frullare a velocita’ bassa le uova con lo zucchero, la farina di mandorle e il cioccolato fuso. Versare la crema sulle mele e infornare a 180 gradi per circa 50 minuti. Lasciar raffreddare e decorare con gli amaretti rimasti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Paperita Patty</strong></p>
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		<item>
		<title>I Murazzi di Torino, dove il Po racconta la città</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/07/25/i-murazzi-di-torino-dove-il-po-racconta-la-citta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 03:34:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Scopri - To]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/murazzi-laura-pati-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />SCOPRI &#8211; TO ALLA SCOPERTA DI TORINO &#160; Da antichi magazzini fluviali a simbolo della vita notturna torinese, i Murazzi continuano a reinventarsi senza perdere il loro legame con la storia della città. Ci sono luoghi che raccontano una città meglio di qualsiasi guida turistica. A Torino, uno di questi è senza dubbio rappresentato dai Murazzi del Po, il lungo susseguirsi di arcate che costeggia il fiume ai piedi della collina. Un luogo che nel corso dei decenni ha cambiato volto più volte, passando da spazio dedicato alle attività commerciali fluviali a cuore della movida cittadina, fino all’attuale fase di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/murazzi-laura-pati-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p><span style="color: #008000;"><strong>SCOPRI &#8211; TO <span style="color: #808080;">ALLA SCOPERTA DI TORINO</span></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da antichi magazzini fluviali a simbolo della vita notturna torinese, i Murazzi continuano a reinventarsi senza perdere il loro legame con la storia della città.</p>
<p>Ci sono luoghi che raccontano una città meglio di qualsiasi guida turistica. A Torino, uno di questi è senza dubbio rappresentato dai Murazzi del Po, il lungo susseguirsi di arcate che costeggia il fiume ai piedi della collina. Un luogo che nel corso dei decenni ha cambiato volto più volte, passando da spazio dedicato alle attività commerciali fluviali a cuore della movida cittadina, fino all’attuale fase di rilancio che punta a renderlo vivo in ogni momento della giornata.</p>
<p>Passeggiando lungo il Po, soprattutto nelle sere d’estate, è facile incontrare runner, ciclisti, gruppi di amici seduti lungo il fiume e persone che semplicemente si fermano a guardare l’acqua scorrere. È una Torino diversa da quella delle piazze monumentali e dei grandi palazzi storici: più rilassata, più silenziosa e profondamente legata al suo fiume.</p>
<p>Una storia che parte dall’Ottocento</p>
<p>Le arcate dei Murazzi vennero realizzate nella prima metà dell’Ottocento con uno scopo ben preciso: contenere le piene del Po e creare spazi destinati ai depositi delle merci trasportate via fiume. Per molti decenni questi ambienti ospitarono magazzini, cantine e attività legate al commercio fluviale, contribuendo allo sviluppo economico della città.</p>
<p>Con il passare del tempo il trasporto sul Po perse importanza e questi spazi cambiarono funzione. Tra gli anni Ottanta e Novanta i Murazzi si trasformarono in uno dei simboli della vita notturna torinese, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di giovani.</p>
<p>Una nuova stagione</p>
<p>Come molti luoghi simbolo delle città, anche i Murazzi hanno attraversato momenti complessi. Dopo gli anni della grande affluenza sono arrivati periodi di chiusure, problemi legati alla sicurezza e un progressivo calo delle attività.</p>
<p>Negli ultimi anni, però, il volto dei Murazzi sta cambiando ancora. L’obiettivo non è soltanto riportare locali e intrattenimento, ma costruire uno spazio capace di accogliere attività culturali, sportive e ricreative durante tutto il giorno. Concerti, iniziative all’aperto, passeggiate e appuntamenti estivi stanno contribuendo a riportare le persone sulle rive del Po, restituendo centralità a uno dei luoghi più caratteristici della città.</p>
<p>Un pezzo della memoria di Torino</p>
<p>I Murazzi hanno accompagnato l’evoluzione di Torino per quasi due secoli. Hanno visto passare merci, studenti, artisti, famiglie e migliaia di ragazzi che li hanno scelti come punto di ritrovo. Oggi continuano a cambiare, ma senza perdere quel fascino che li rende immediatamente riconoscibili.</p>
<p>Chi è cresciuto a Torino difficilmente non conserva almeno un ricordo legato ai Murazzi: una passeggiata al tramonto, una serata con gli amici o qualche minuto trascorso a osservare il Po nelle giornate più tranquille. Ed è forse proprio questo il loro valore più grande. Più che un luogo da visitare, rappresentano uno spazio vissuto, capace di unire storia, socialità e quotidianità.</p>
<p>In una città in continua evoluzione, i Murazzi ricordano che alcuni luoghi riescono a rinnovarsi senza perdere la propria identità. E continuano, ancora oggi, a raccontare Torino da una prospettiva diversa: quella delle sue rive.</p>
<p>NOEMI GARIANO (foto di copertina Laura Pati)</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-217532" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05-298x300.jpeg 298w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05-1018x1024.jpeg 1018w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05-768x772.jpeg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05-480x483.jpeg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05.jpeg 1242w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></p>
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		<title>Disgraziati senza una vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 22:52:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Sociografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/01/CELLULARE-TELEFONO-SMARTPHONE-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />SOCIOGRAFIA LETTERE DAL PRESENTE Tranquilli: non mi riferisco a immigrati, clandestini o categorie molto in voga in questo periodo; quei disgraziati sono, forse più banalmente, tutte quelle persone, di entrambi i generi, che non potendo gestire una vita proprio si immischiano in quella degli altri. Enrico Ruggeri, parlando del suo buen ritiro nelle Marche, ha esaltato l’assenza di quelli che lui definisce “[..] i post offensivi di poveri disgraziati senza una vita”. Il problema è proprio questo: persone che non sanno gestire la propria vita, che non hanno saputo costruirsene una criticano, per pura invidia mascherata da reprimenda, chi una</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/01/CELLULARE-TELEFONO-SMARTPHONE-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h3 align="justify"><span style="color: #008000;">SOCIOGRAFIA</span> <span style="color: #808080;">LETTERE DAL PRESENTE</span></h3>
<p align="justify">Tranquilli: non mi riferisco a immigrati, clandestini o categorie molto in voga in questo periodo; quei disgraziati sono, forse più banalmente, tutte quelle persone, di entrambi i generi, che non potendo gestire una vita proprio si immischiano in quella degli altri.</p>
<p align="justify">Enrico Ruggeri, parlando del suo <i>buen ritiro</i> nelle Marche, ha esaltato l’assenza di quelli che lui definisce “[..] i post offensivi di poveri disgraziati senza una vita”.</p>
<p align="justify">Il problema è proprio questo: persone che non sanno gestire la propria vita, che non hanno saputo costruirsene una criticano, per pura invidia mascherata da reprimenda, chi una vita non soltanto l’ha costruita ma la vive e la gestisce quotidianamente, avendo spesso ottenuto successi evidenti, non solo in senso economico.</p>
<p align="justify">A volte è solo curiosità, più spesso è critica, di ciò che gli altri pensino, abbiano realizzato, costruiscano quotidianamente o, peggio ancora, di chi, a ragion veduta per esperienza, cultura o professionalità esprime giudizi competenti.</p>
<p align="justify">Devo dire, non so se a malincuore o con stupore, che i commenti più acidi, più “cattivi” provengono da donne, specie quando l’argomento è politico, da persone che, a giudicare dal loro profilo, non distinguono la scheda elettorale dal tabellone con i nomi dei candidati ma esprimono pareri palesemente contraddetti dalla storia, dalla cronaca giudiziaria o, più semplicemente, dal buon senso.</p>
<p align="justify">Il compianto Umberto Eco sosteneva che internet abbia dato diritto di parola agli imbecilli ed io condivido in pieno la sua affermazione. Un tempo nessuno si sarebbe messo a stampare articoli per poi diffonderli sui parabrezza delle auto, o nelle buche delle lettere, o consegnandoli al bar per far giungere il proprio pensiero (forse pensiero è eccessivo, implica il possesso di un cervello) a quanta più gente possibile, Oggi basta lo smartphone per inondare il mondo con la propria spazzatura, rispondendo alla risposta di chi ha risposto ad un post, generando una pletora di messaggi totalmente inutili che hanno come unico effetto il dimostrare la paralisi cerebrale di chi li scrive.</p>
<p align="justify">Chi, al contrario, scrive con cognizione di causa, magari per segnalare un evento o un problema lo si riconosce subito: non entra in polemica, non difende l’indifendibile e, soprattutto, cita elementi a sostegno della propria tesi.</p>
<p align="justify">Ma non dobbiamo vedere tutto negativo: queste persone, graforroiche (scusate il neologismo, logorroiche dello scrivere) possono essere utilmente impiegate come schiavetti. Dimostrano di non avere personalità né cultura: bene, basta convincerli delle nostre tesi e saranno dei perfetti ripetitori della nostra voce, delle nostre tesi. E, soprattutto, lo faranno a costo zero sicuri di avere come missione la diffusione del Verbo.</p>
<p align="justify">E’ sicuramente più vantaggioso, meno faticoso che combatterli e poi, perché no, avremo aiutato qualcuno meno fortunato di noi.</p>
<p align="justify"><i><b>Sergio Motta</b></i></p>
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		<item>
		<title>Le zucchine in carpione, gustosa tradizione</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/07/23/cossot-brusch-mia-maniera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 22:22:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[GUSTO]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/10/zucchini-1185356_960_720-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Le zucchine, quelle verdi chiare, tenere e dolci, ricche di acqua e vitamine ideali per reintegrare i sali minerali &#160; Le ricette devono essere veloci, facili da preparare, leggere ma allo stesso tempo saporite. E le zucchine, quelle verdi chiare, tenere e dolci, ricche di acqua e vitamine sono  ideali per reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione, molto gradevoli nel gusto e versatili nelle diverse preparazioni. Un modo goloso per cucinarle e’ con una gustosissima marinatura. Ingredienti:   1 kg.di zucchinette 1 cipolla bianca 2 spicchi di aglio 1 rametto di salvia 6 foglie di basilico origano fresco</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/10/zucchini-1185356_960_720-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p><span style="color: #008000;"><strong>L<span style="font-size: 18px;">e zucchine, quelle verdi chiare, tenere e dolci, ricche di acqua e vitamine ideali per reintegrare i sali minerali</span></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Le ricette devono essere veloci, facili da preparare, leggere ma allo stesso tempo saporite. E le zucchine, quelle verdi chiare, tenere e dolci, ricche di acqua e vitamine sono  ideali per reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione, molto gradevoli nel gusto e versatili nelle diverse preparazioni. Un modo goloso per cucinarle e’ con una gustosissima marinatura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ingredienti:</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>1 kg.di zucchinette</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>1 cipolla bianca</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>2 spicchi di aglio</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>1 rametto di salvia</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>6 foglie di basilico</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>origano fresco</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>½ bicchiere di aceto di mele</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>½ bicchiere di olio evo</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>sale q.b.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Lavare le zucchine, spuntarle e tagliarle a tronchetti. In una larga padella soffriggere la cipolla e l’aglio affettati, aggiungere le zucchine e rosolare mescolando ripetutamente a fuoco vivace per 10 minuti, aggiungere gli aromi, salare e sfumare con l’aceto, proseguire la cottura per altri 2 minuti. Lasciar marinare in frigo per almeno un giorno. Servire freddo. Croccanti e gustose.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Paperita Patty</strong></p>
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			</item>
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		<title>L&#8217;imbarazzante presentazione&#8230;</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/07/21/limbarazzante-presentazione-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 11:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/02/pesci-frittura-fritto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />File di lampadine illuminavano la festa. I tavoli e le panche di legno, per l’occasione, erano stati rimessi a nuovo da Bepi Venier. Ripuliti, passati meticolosamente con la spessa carta vetrata e tonificati con una mano abbondante di essenza di trementina e poi di coppale, una resina dura, traslucida, delicata d’odore La scelta del colore, un bel marrone carico, non era stata dettata da ragioni estetiche ma dalla necessità: erano le uniche due latte di vernice che Aquilino Bonello era riuscito a recuperare gratis da un suo vecchio cliente. Dunque, di necessità si fece virtù. La cucina, protetta da una</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/02/pesci-frittura-fritto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p style="margin: 0px 0px 1em; color: #000000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="color: #008000; font-size: 12pt;"><strong>File di lampadine illuminavano la festa. I tavoli e le panche di legno, per l’occasione, erano stati rimessi a nuovo da Bepi Venier. Ripuliti, passati meticolosamente con la spessa carta vetrata e tonificati con una mano abbondante di essenza di trementina e poi di coppale, una resina dura, traslucida, delicata d’odore</strong></span></span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-103666 aligncenter" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/I-RACCONTI-DI.png" alt="" width="820" height="312" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/I-RACCONTI-DI.png 820w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/I-RACCONTI-DI-300x114.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/I-RACCONTI-DI-768x292.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/I-RACCONTI-DI-480x183.png 480w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></p>
<p style="margin: 0px 0px 1em; color: #000000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La scelta del colore, un bel marrone carico, non era stata dettata da ragioni estetiche ma dalla necessità: erano le uniche due latte di vernice che Aquilino Bonello era riuscito a recuperare gratis da un suo vecchio cliente. Dunque, di necessità si fece virtù. La cucina, protetta da una struttura in tubi Innocenti, era stata montata su di un pavimento in mattonelle di ceramica posato da Teresio che in gioventù si era distinto come onesto artigiano piastrellista. Mariuccia era stata nominata, con il consenso di tutti, comandante in capo per le operazioni di cucina. Insieme a due amiche, Luisella e Adelaide, e a tre aiutanti a far da garzoni aveva predisposto un piano di battaglia adeguato. “<em>Mettere insieme pranzo e cena per un oltre un centinaio di commensali per volta non è semplice</em>”, ripeté per giorni, facendosi pregare. Maria era fatta così. Le piaceva fare la preziosa ma era solo scena; in fondo era ben contenta di farsi in due per la buona riuscita della prima festa dei pescatori del lago di Viverone, al campo sportivo di Azeglio. Lo specchio d&#8217;acqua dolce era il terzo lago più grande del Piemonte, situato tra l&#8217;estrema parte nord-orientale del Canavese e  e l&#8217;estrema parte meridionale del Biellese. E quella festa era davvero molto importante. Così come il contributo di Maria. La sua era una presenza indispensabile. Senza i suoi consigli e, quando capitava, senza il suo <em>tocco</em>, non ci sarebbero state quelle cene a base di pescato del lago che ogni mese venivano organizzate all’Osteria del Coregone Dorato. Nell’occasione aveva deciso di chiudere per tre giorni il locale, trasferendosi alla festa. Gran cuoca, dal cuore generoso e senza un’ombra di avarizia, non vedeva l’ora di poter raccontare a tutti i segreti della sua cucina. Immaginiamo che possa apparire come una stranezza, visto e considerato che i cuochi, di norma, sono gelosissimi dei loro segreti. Ma la nostra Maria  era convintissima di un fatto: a fare la differenza non erano solo ingredienti e tecniche ma il <em>tocco</em>, la<em>mano</em>. E su quello non temeva confronti. Un esempio, così a caso? La scorsa settimana, mentre si parlava del più e del meno, ci disse a bruciapelo: “<em>Volete sapere come si fa la pastella per la frittura delle alborelle</em>?” Non abbiamo fatto in tempo ad aprir bocca  che stava già declinando la ricetta. “<em>Dovete versare in una terrina duecentocinquanta grammi di farina. Ci aggiungete due cucchiai di olio extra-vergine di oliva  e un pizzico di sale fino. Versate a poco a poco un bicchiere di birra chiara. Fatelo molto lentamente, sbattendo man mano con una forchetta, così evitate che si formino grumi. Con una quantità d’acqua sufficiente, a occhio, si ottiene una bella crema. Sapete montare gli albumi a neve? Bene. Ce ne vogliono sei. Quando sono pronti, li aggiungete alla pastella, mescolando ben bene dal basso verso l’alto. A questo punto non vi rimane che passarci i pescetti prima di tuffarli nell’olio bollente</em>”. Tirò il fiato solo al termine della <em>lezione,</em>servendoci un gran piattone di quelle prelibatezze poichè Maria, mentre parlava, cucinava.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 1em; color: #000000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"> Gli architravi della nostra organizzazione, oltre a lei, erano Duilio e Giurgin. Per la scelta del vino occorreva un intenditore. Chi meglio di Jacopo di Piverone poteva vantare competenza e passione? Marcato stretto, evitando che si perdesse via in troppi assaggi, indicò nel vino da tavola di un produttore di Carema il migliore in assoluto. “<em>Questo va bene per tutti i palati, anche per quelli più esigenti</em>”, sentenziò, accompagnando le parole con un sonoro schiocco della lingua. Occorreva però una padella bella grande, larga quanto le braccia di Goffredo. Ma a questa aveva pensato Tomboli, che di nome faceva Mariano, operaio in un’impresa artigiana. L&#8217;aveva costruita un po’ per volta, sfruttando la pausa del pasto di mezzogiorno. Svuotata con quattro avide cucchiaiate la minestra della <em>schiscèta</em>, si metteva al lavoro. Batteva la lastra, ripiegando il metallo per ottenere un bordo abbastanza alto da non far schizzare fuori l’olio. Il fondo era doppio, robusto. Sul manico, saldato alla padella, aveva applicato un’impugnatura di legno, fissata con quattro viti. Per friggere i pesci in quantità era una cannonata. Se quella di Camogli rimaneva la padella per la frittura di pesce più grande d’Italia, quella di Mariano è la più capiente e robusta del lago di Viverone. Oreste si è fatto avanti per averne una uguale ma Mariano non aveva sentito ragioni. “<em>Paganini non ripete. Non è questione di soldi o di tempo. E’ che una volta fatta una padella così, con tutta la passione che ci ho buttato dentro, non credo di poterne fare una uguale. Per non far brutta figura, rinuncio</em>”. Così, tra mega padelle e tanta buona volontà, la festa di Azeglio si aprì con un successo da non credere: tanti, tantissimi in coda per le razioni di frittura dorata, sfrigolante nell’olio d’oliva. Gli amanti del pesce non avevano che l’imbarazzo della scelta, degustando alborelle, trote, salmerini, tinche, carpe, persici, lucci e soprattutto gli immancabili coregoni impanati e fritti, marinati in carpione, proposti in umido con le verdure e il <em>bagnetto</em>. Come tutte le associazioni che si rispettino, anche la Società Pesca Libera Lago Viverone &#8211; dall&#8217;impronunciabile e scivoloso acronimo SPLLV &#8211; aderiva ad un organismo che di tutela e rappresentanza come la Fips, la federazione della pesca sportiva. Così, nell’intenzione di fare le cose per bene, venne invitato il delegato provinciale, un tal Giampiero Nuvoloni di Chivasso, per un saluto. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 1em; color: #000000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il delegato, un omone di oltre cento chili, dal colorito rubizzo e con una imponente zazzera di capelli sale e pepe, si presentò puntuale. Gli avventori riempivano i tavoli e in gran numero stavano già onorando la cucina di Maria. Lui, guardandosi attorno compiaciuto, si avviò verso il microfono con Giurgin , al quale era stata affibbiato l’incarico di cerimoniere. Schiarita la voce con un colpo di tosse, accingendosi a presentare il dirigente della Fips, Giurgin iniziò a sudar freddo. Si era scordato il nome di quest’omone che, alle sue spalle, pareva incombesse su di lui, basso e mingherlino, con tutta la sua mole. Un vuoto di memoria improvviso e imbarazzante. Come diavolo si chiamava? Nugoletti, Nivolini, Nuvolazzi? Oddio, che guaio. Che fare, a quel punto? Non aveva alternative. Decise di stare sul generico e quindi, con tutte le buone intenzioni, provò a dribblare la difficoltà del momento, pronunciando poche ma decise parole: “<em>Amici, cittadini, pescatori. E’ un onore ospitarvi e un privilegio dare la parola al.. mio didietro</em>”. Le risate, soffocate a malapena, si sprecarono. Il Nuvoloni, che si trovava alle  spalle del povero Giurgin, si ritrovò in mano il microfono. Rosso in volto e schiumante di rabbia, lo avvicinò alla bocca quasi volesse morderlo o mangiarlo. L’altoparlante gracchiava di brutto e questo non aiutò la comprensione. Chi poté udire le parole dell’iracondo delegato Fips giurò in seguito che non fu un discorso particolarmente memorabile. Comunque, dopo meno di cinque minuti, il signor Giampiero, scuro in volto come il lago durante una tempesta, restituì il microfono e se ne andò, incavolato nero, senza guardare in faccia nessuno. Giurgin, affranto, piagnucolava: “<em>Non l’ho fatto apposta. Ero in pallone e mi è venuta fuori così</em>”. La sensazione che tutti ebbero era che, per un bel po’, difficilmente si sarebbe ancora visto da quelle parti il Nuvoloni e, molto probabilmente, anche gli altri della Fips. La festa azegliese, comunque, finì in gloria e allegria, consolando Giurgin con un allegro e chiassoso &#8220;prosit&#8221;!</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 1em; color: #000000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; text-align: right;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Marco Travaglini</strong></span></p>
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		<title>Gli occhiali per leggere</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/07/21/gli-occhiali-per-leggere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:36:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[IL RACCONTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/07/occhiali-libro-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Albertino era venuto al mondo quando ormai Maddalena e Giovanni non ci speravano più. E così, passando gli anni in un rincorrersi di stagioni che rendevano sempre più duro e faticoso il lavoro nei campi, venne il giorno del ventunesimo compleanno per l’erede di casa Carabelli-Astuti. E con la maggiore età  arrivò, puntuale come le tasse, anche la chiamata obbligatoria alla leva militare. Albertino salutò gli anziani genitori con un lungo abbraccio e partì, arruolato negli alpini. Un mese dopo, alla porta della casa colonica di Giovanni Carabelli, alle porte di San Maurizio d’Opaglio, dove la vista si apriva sul</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/07/occhiali-libro-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"><strong><span style="color: #008080; font-size: 12pt;">Albertino era venuto al mondo quando ormai Maddalena e Giovanni non ci speravano più. E così, passando gli anni in un rincorrersi di stagioni che rendevano sempre più duro e faticoso il lavoro nei campi, venne il giorno del ventunesimo compleanno per l’erede di casa Carabelli-Astuti</span></strong>.</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-105911" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/I-RACCONTI-DI-1.png" alt="" width="820" height="312" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/I-RACCONTI-DI-1.png 820w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/I-RACCONTI-DI-1-300x114.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/I-RACCONTI-DI-1-768x292.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/I-RACCONTI-DI-1-480x183.png 480w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">E con la maggiore età  arrivò, puntuale come le tasse, anche la chiamata obbligatoria alla leva militare. Albertino salutò gli anziani genitori con un lungo abbraccio e partì, arruolato negli alpini. Un mese dopo, alla porta della casa colonica di Giovanni Carabelli, alle porte di San Maurizio d’Opaglio, dove la vista si apriva sul lago, bussò il postino. Non una e nemmeno due volte ma a lungo poiché Giovanni era fuori nel campo e Maddalena, un po’ sorda, teneva la radio accesa con il volume piuttosto alto. La lettera, annunciò il portalettere, era stata spedita dal loro figliolo. Non sapendo leggere e scrivere, come pure il marito, Maddalena si recò in sacrestia dal parroco. Don Ovidio Fedeli era abituato all’incombenza, dato che tra i suoi parrocchiani erano in molti a non aver mai varcato il portone della scuola e nemmeno preso in mano un libro. Chiesti alla perpetua gli occhiali, lesse il contenuto alla trepidante madre. E così, più o meno ogni mese, dalla primavera all’autunno, la scena si ripetette. Maddalena arrivata concitata con la lettera in mano, sventagliandola. E il prete, ben sapendo di che si trattasse, diceva calmo: “<span class="Apple-converted-space"> </span><em>E’ del suo figliolo? Dai, che leggiamo. Margherita, per favore, gli occhiali..”.</em><span class="Apple-converted-space"> </span>E leggeva.  Poi, arrivò l’inverno con la neve e il freddo che gelava la terra e metteva i brividi in corpo. Il giorno di dicembre che il postino Rotella gli porse la lettera del figlio, decise che non si poteva andar avanti così. E rivolgendosi al marito con ben impressa nella mente la scena che ogni volta precedeva la lettura da parte del parroco, disse al povero uomo, puntando i pugni sui fianchi: “<span class="Apple-converted-space"> </span><em>Senti un po’, Gìuanin. Non è giunta l’ora di comprarti anche te un paio d’occhiali così le leggi tu le lettere e  mi eviti di far tutta la strada da casa alla parrocchia che fa un freddo del boia?<span class="Apple-converted-space"> </span></em>“.</span></p>
<div><strong><span style="font-size: 10pt;">Marco Travaglini</span></strong></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt;"> </span></strong></p>
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		<title>Rock Jazz e dintorni a Torino: Morrissey e Lori Williams</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/07/19/rock-jazz-e-dintorni-a-torino-morrissey-e-lori-williams/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 16:38:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/musica-jazz1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA  Martedì. Per Astimusica si esibisce Morrisey (il cantante degli Smiths). Al Magazzino sul Po suonano i Totorro. A Cervere (Cn) è di scena Sal Da Vinci.  Mercoledì. Al Blah Blah si esibisce il duo Maryca-Alessandro. Giovedì. Per il Due Laghi Jazz Festival ad Avigliana, è di scena il Lori Williams sextet. Allo Più Spazio 4 di piazza Paravia, suona il quartetto di Anna Coccoli. Venerdì. Per Monfortinjazz all’auditorium Horszowski, è di scena Suzanne Vega. Al Circolino suona il Tokyorama Instabile Trio. Allo Ziggy si esibiscono gli Alltheniko +Maledicto. Pier Luigi Fuggetta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/musica-jazz1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p><span style="color: #339966;">GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA </span></p>
<p>Martedì. Per Astimusica si esibisce Morrisey (il cantante degli Smiths). Al Magazzino sul Po suonano i Totorro. A Cervere (Cn) è di scena Sal Da Vinci.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Mercoledì. Al Blah Blah si esibisce il duo Maryca-Alessandro.</p>
<p>Giovedì. Per il Due Laghi Jazz Festival ad Avigliana, è di scena il Lori Williams sextet. Allo Più Spazio 4 di piazza Paravia, suona il quartetto di Anna Coccoli.</p>
<p>Venerdì. Per Monfortinjazz all’auditorium Horszowski, è di scena Suzanne Vega. Al Circolino suona il Tokyorama Instabile Trio. Allo Ziggy si esibiscono gli Alltheniko +Maledicto.</p>
<p>Pier Luigi Fuggetta</p>
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		<title>La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 02:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[quaglieni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/buttafuoco2-ve-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/buttafuoco2-ve-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/buttafuoco2-ve-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/buttafuoco2-ve-480x480.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/buttafuoco2-ve.jpg 600w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />SOMMARIO: Con Buttafuoco &#8211; La pastasciutta benefica &#8211; Le preferenze e le donne elette ed elettrici &#8211; Il gioielliere Roggero &#8211; Lettere Con Buttafuoco Pietrangelo Buttafuoco, per le sue scelte liberali alla Biennale &#8211; che non può essere espressione della politica estera dei governi &#8211; rischia anche di pagare con l&#8217;annullamento della sua seguita trasmissione radiofonica &#8220;Lupus in fabula&#8221; su Rai Uno. Una trasmissione colta e raffinata che offre l&#8217;opportunità di ascoltare riletture di grandi classici. Davvero una rarità. Se Buttafuoco verrà discriminato, l&#8217;esile pianticella della libertà verrà privata di uno dei suoi fiori più belli, reciso ai bordi del</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/buttafuoco2-ve-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/buttafuoco2-ve-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/buttafuoco2-ve-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/buttafuoco2-ve-480x480.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/buttafuoco2-ve.jpg 600w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><div class="qMYqUG_convSearchResultHighlightRoot">
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<h3 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="0" data-end="27"><span style="color: #ff0000;">SOMMARIO: Con Buttafuoco &#8211; La pastasciutta benefica &#8211; <strong>Le preferenze e le donne elette ed elettrici &#8211; </strong>Il gioielliere Roggero &#8211; Lettere</span></h3>
<p data-start="0" data-end="27"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-227513 aligncenter" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-1024x512.jpg" alt="" width="1020" height="510" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-1024x512.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-300x150.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-768x384.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-480x240.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni.jpg 1417w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
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<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="0" data-end="18"><span style="color: #ff0000;"><strong data-start="0" data-end="18">Con Buttafuoco</strong></span></p>
<p data-start="20" data-end="31">Pietrangelo Buttafuoco, per le sue scelte liberali alla Biennale &#8211; che non può essere espressione della politica estera dei governi &#8211; rischia anche di pagare con l&#8217;annullamento della sua seguita trasmissione radiofonica &#8220;Lupus in fabula&#8221; su Rai Uno. Una trasmissione colta e raffinata che offre l&#8217;opportunità di ascoltare riletture di grandi classici. Davvero una rarità.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-309119" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/1759219644978_Lupus-in-fabula-LOGO-2048x1152-1-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/1759219644978_Lupus-in-fabula-LOGO-2048x1152-1-300x158.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/1759219644978_Lupus-in-fabula-LOGO-2048x1152-1-1024x538.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/1759219644978_Lupus-in-fabula-LOGO-2048x1152-1-768x403.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/1759219644978_Lupus-in-fabula-LOGO-2048x1152-1-480x252.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/1759219644978_Lupus-in-fabula-LOGO-2048x1152-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-start="394" data-end="581">Se Buttafuoco verrà discriminato, l&#8217;esile pianticella della libertà verrà privata di uno dei suoi fiori più belli, reciso ai bordi del campo, come scriveva Catullo, oggi ignorato dai più.</p>
<p data-start="583" data-end="611"><span style="color: #ff0000;"><strong data-start="583" data-end="611">La pastasciutta benefica</strong></span></p>
<p data-start="613" data-end="1267">La pastasciutta antifascista dopo il 25 luglio, sull&#8217;esempio storico della famiglia Cervi, è una bella tradizione a cui molti tengono anche quest&#8217;anno, sfidando il caldo soffocante. In provincia di Savona viene replicata puntualmente, destinando il ricavo all&#8217;acquisto di pannelli solari da donare a Cuba. Che Cuba sia a mal partito è cosa nota a tutti. Non si stava già bene quando vi andai un po&#8217; controvoglia, dopo aver vinto un viaggio-premio al termine di una serata al Circolo della Stampa. Tutti mi dissero allora della grande opportunità amaratoria che mi si apriva davanti, ma io vidi in loco soprattutto povertà, inefficienza e anche fanatismo.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-275288" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/pastasciutta-antifascista-CERVI.jpg" alt="" width="630" height="354" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/pastasciutta-antifascista-CERVI.jpg 630w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/pastasciutta-antifascista-CERVI-300x169.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/pastasciutta-antifascista-CERVI-480x270.jpg 480w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></p>
<p data-start="1269" data-end="1883" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Posso capire quindi l&#8217;aiuto a Cuba, ma non lo condivido perché i pannelli servirebbero anche in Liguria. Forse sono forme mentali tipicamente liguri: fare eventi che diano anche un apporto economico aggiuntivo per beneficenza, quasi la spaghettata non fosse di per sé un&#8217;occasione piacevole per stare insieme in libertà e gustare un piatto molto semplice. Anche in altri centri liguri fanno eventi sempre finalizzati alla beneficenza, come novelle dame della San Vincenzo. Solo ad Alassio creano serate per il piacere di farle e per rendere piacevoli le vacanze dei turisti e degli ospiti. Come a Capri o Taormina.</p>
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<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="0" data-end="44"><span style="color: #ff0000;"><strong>Le preferenze e le donne elette ed elettrici</strong></span></p>
<p data-start="46" data-end="387">Non entro nel merito dell’incidente parlamentare che ha provocato la non approvazione delle preferenze nella riforma elettorale. Non voglio dare giudizi affrettati su una materia che passerà in seconda lettura al Senato. Certo, non è stato il disastro evocato dall’opposizione, che ha chiesto le dimissioni del Governo con toni apocalittici.</p>
<p data-start="389" data-end="643">Voglio invece fare una riflessione storica sulle preferenze, presenti in Italia fin dalla elezione della Costituente nel 1946 e, ancor prima, dalla legge elettorale proporzionale del 1919, che pose fine al sistema maggioritario con i collegi uninominali.</p>
<p data-start="645" data-end="710">Con il proporzionale andò in crisi lo Stato liberale giolittiano.</p>
<p data-start="712" data-end="1164">Le preferenze vennero abolite dal “Porcellum” di Calderoli, una legge non proprio esemplare, anche a parere del suo ideatore, che consentì ai partiti di scegliere non solo i candidati, ma anche gli eletti prima di votare. Si passò dai collegi sicuri del “Mattarellum” ai candidati quasi certi in base alla posizione in lista. Una scelta che provocò il crescente divario tra eletti e territorio, perché la candidatura e la rielezione la si gioca a Roma.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-244355" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/montecitorio-3.jpg" alt="" width="640" height="480" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/montecitorio-3.jpg 640w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/montecitorio-3-300x225.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/montecitorio-3-480x360.jpg 480w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p data-start="1166" data-end="1309">Il “Porcellum” venne ideato per fini di partito, un’idea di partito leaderistico e personale, non certo per promuovere la elezione delle donne.</p>
<p data-start="1311" data-end="1959">Eppure, guardando i dati oggettivi, fu proprio quella legge del 2005 che favorì in modo sempre più accentuato le donne. Una specie quasi di eterogenesi dei fini, visto che a destra il femminismo non era di casa. Non fu l’azione dell’Ande, associazione delle donne elettrici (che si batteva per il voto di preferenza femminile), non più di fatto sopravvissuta alla I Repubblica e soprattutto al 2006. Fu il sistema bloccato senza preferenze che consentì alle donne, all’interno dei partiti, di fare contare di più il proprio peso. Collegi ampi resero le donne “fragili”, a partire dall’Assemblea Costituente, dove furono elette in tutto 21 deputate.</p>
<p data-start="1961" data-end="2413">Nelle legislature successive la presenza delle elette fu comunque ridotta, anche se in crescita. Con il “Porcellum” divenne più facile essere elette, senza sottoporsi di fatto ad uno stress elettorale. Nel 2006 furono elette 153 donne e nel 2022 198. Sempre una minoranza, diversa dalle cosiddette “quote rosa”, ma un numero notevolissimo, se lo si confronta con quello delle ultime elezioni della I Repubblica del 1992, quando vennero elette 84 donne.</p>
<p data-start="2415" data-end="2900" data-is-last-node="" data-is-only-node="">C’è chi ha tratto la conseguenza che le deputate abbiano affossato le preferenze a scrutinio segreto. È una congettura non verificabile, perché proprio lo scrutinio segreto impedisce di cercare la verità. Se si tornasse alle preferenze è però quasi certo che tutti, uomini e donne, dovrebbero sottoporsi ad una campagna elettorale non confrontabile con il recente passato. Eppure, nei Comuni e nelle Regioni, e persino alle Europee, le preferenze sono rimaste. Un tema da approfondire.</p>
<p data-start="2415" data-end="2900" data-is-last-node="" data-is-only-node="">
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<p data-start="1269" data-end="1883" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><span style="color: #ff0000;"><strong>Il gioielliere Roggero</strong> </span></p>
<div>Avevo già espresso un mio giudizio quando il gioielliere Roggero di Grinzane Cavour venne condannato in appello, dichiarando che il valore della vita umana è  per me il bene supremo. E ribadisco il mio pensiero di allora .Capisco tutte le perplessità che ho letto (anche quelle più rispettose ed equilibrate  come quella espressa dal presidente Cirio che è un avvocato), ma  non riesco ad a farle mie, anche se considero il risarcimento alle famiglie dei tre aggressori totalmente sproporzionato. Così come Vannacci e Salvini hanno posto il problema della grazia, seguiti a ruota dal ministro Nordio che si è  rivelato intempestivo, senza neppure attendere  le motivazioni della sentenza, essa diventa impraticabile.  Mattarella non può smentire se&#8217; stesso e fare deroghe occasionali. Per l’igienista dentale venne invocata l’assoluta riservatezza, poi rotta da Ranucci.</div>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-309136" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5325-300x230.jpeg" alt="" width="300" height="230" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5325-300x230.jpeg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5325-768x589.jpeg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5325-480x368.jpeg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5325.jpeg 896w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<div>Ipotizzo la “soluzione&#8221; più probabile al problema che è reale: una condanna di un uomo di 72 anni a 14 anni di carcere, due di meno della condanna genovese dei responsabili della strage del ponte Morandi.  La &#8220;soluzione”  sarà una candidatura alle prossime politiche di Roggero con l’elezione del medesimo in Parlamento e con la sospensione della galera per il periodo del mandato  parlamentare. Questa si rivela oggi la “soluzione&#8221; possibile e a portata di mano. Nessuno invochi Pannella che così agì con Tortora, ma con altro stile neppure comparabile. Il Poujadismo francese era molto distante da Marco.</div>
<p data-start="1269" data-end="1883" data-is-last-node="" data-is-only-node="">
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<h3 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="0" data-end="27"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #008000;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-101446" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1.jpg 466w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />LETTERE</span> <span style="color: #808080;">scrivere a quaglieni@gmail.com</span></span></h3>
<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="0" data-end="27"><em><strong><span style="color: #008000;">I tradizionalisti cattolici</span></strong></em></p>
<p data-start="29" data-end="181"><em>Ho letto una violenta stroncatura dei tradizionalisti seguaci di Mons. Lefebvre, definiti dei fascisti. Mi sembra un giudizio anche storicamente errato.     <strong>Giulia Scagliotti</strong></em></p>
<p data-start="29" data-end="181"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-238157" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/05/roma-vaticano-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/05/roma-vaticano-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/05/roma-vaticano-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/05/roma-vaticano-480x480.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/05/roma-vaticano.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-start="202" data-end="353">I tradizionalisti si riferiscono alla Chiesa pre-conciliare e alla Controriforma cattolica di Pio V, il Papa della vittoria di Lepanto. Un altro mondo.</p>
<p data-start="355" data-end="806">Certo, la Chiesa tridentina non concepiva la libertà religiosa, anzi era nata per combattere le idee protestanti di Lutero e Calvino. Lo stesso Sillabo di Pio IX, molto più recentemente, nell&#8217;800, condannò la modernità. Ma queste posizioni, storicamente, non hanno nulla da spartire con il fascismo, che negò soprattutto la libertà politica. Ho conosciuto un solo aderente alla Comunità Pio X e ho notato molto integralismo, per non dire intolleranza.</p>
<p data-start="808" data-end="1205">Ma essere contro la liturgia conciliare non significa certo una scelta politica. A suo tempo, quando venne inaugurata la &#8220;nuova&#8221; Messa, dico apertamente che non mi piacque, come non mi piacque il divieto di celebrare la Messa in latino. Ma anche qui il fascismo non c&#8217;entra nulla. È la solita abitudine di definire fascista chi la pensa in modo differente da noi. Questa sì, davvero intollerabile.</p>
<p data-start="1207" data-end="1228"><span style="color: #008000;"><em><strong data-start="1207" data-end="1228">Il nuovo Gualino?</strong></em></span></p>
<p data-start="1230" data-end="1451"><em>Leggo costantemente sui giornali che un vecchio politico socialista torinese è diventato un vero mecenate per i doni in opere d&#8217;arte e le donazioni all&#8217;Associazione Ex Allievi del Liceo Cavour, di cui è presidente a vita.</em></p>
<p data-start="1453" data-end="1650"><em>Un raro, direi unico, esempio di un socialista craxiano che dona in larga quantità soldi propri a favore della comunità. Non avrei mai pensato a tanta generosità da parte dell&#8217;ex assessore Marzano. <strong>Filippo Di Luzi</strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-308962" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/Marzano_Purchia_Cattaneo_Villa_ph-Perottino.jpg" alt="" width="661" height="991" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/Marzano_Purchia_Cattaneo_Villa_ph-Perottino.jpg 661w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/Marzano_Purchia_Cattaneo_Villa_ph-Perottino-200x300.jpg 200w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/Marzano_Purchia_Cattaneo_Villa_ph-Perottino-480x720.jpg 480w" sizes="(max-width: 661px) 100vw, 661px" /></em></p>
<p data-start="1669" data-end="2289">Debbo dire che ha stupito anche me. La figura di Mecenate rievoca il ministro di Augusto che finanziava i poeti perché cantassero l&#8217;imperatore. Marzano dà senza chiedere nulla. È un esempio unico, quasi senza precedenti. Qualcuno ha parlato di lui come di un nuovo Gualino, sicuramente esagerando, perché Gualino, aiutato da Lionello Venturi, fece cose molto più grandi, anche se la sua caduta gli impedì di realizzare pienamente i suoi progetti. Non condivido la sua ironia sui socialisti craxiani, che mi sembra fuori luogo, anche perché l&#8217;assessore socialista fu molto meno craxiano di altri suoi compagni di partito.</p>
<p data-start="2291" data-end="2311"><span style="color: #008000;"><em><strong data-start="2291" data-end="2311">La nuova tessera</strong></em></span></p>
<p data-start="2313" data-end="2651"><em>Durante il fascismo la tessera era obbligatoria per lavorare, almeno a certi livelli e in certi ambiti. Da quanto leggo dal suo articolo, in cui denuncia la creazione di una sorta di certificato obbligatorio di antifascismo, mi sembra che l&#8217;intolleranza di certo antifascismo stia arrivando a eguagliare il vecchio regime in camicia nera.     <strong>Giuly Anzalone</strong></em></p>
<p data-start="2313" data-end="2651"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-102170" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/200px-Benito_Mussolini_primo_piano.jpg" alt="" width="200" height="270" /></p>
<p data-start="2669" data-end="3541" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Io non discuto l&#8217;intransigenza personale degli antifascisti, io discuto il fatto che le pubbliche amministrazioni chiedano atti di fede politica anche ai semplici cittadini che chiedono lo spazio pubblico per un trasloco. Forse è solo eccesso di zelo. Metto però anche in discussione che una piazza possa essere vietata per mancanza di autocertificazione politica. Ad Almirante fu vietato di parlare in piazza San Carlo a Torino fino al 1971. Alle elezioni del 1972 gli fu concesso e riempì la piazza, che via via poi venne abbandonata da tutti i leader per scegliere aree più modeste. Oggi il comizio da tempo è finito per mancanza di oratori e di pubblico. Oggi prevalgono i cortei ululanti e spesso anche violenti. Le idee non si fermano comunque con l&#8217;intolleranza. Questa è una realtà di fatto che va perfino oltre la tolleranza liberale verso gli avversari politici.</p>
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		<title>Il Duca sul cavallo ferito</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/07/19/duca-cavallo-ferito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 22:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[ALLA SCOPERTA DEI MONUMENTI DI TORINO (4)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/02/torino-solferino-monumento-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/02/torino-solferino-monumento-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/02/torino-solferino-monumento-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/02/torino-solferino-monumento-480x480.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/02/torino-solferino-monumento-500x500.jpg 500w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/02/torino-solferino-monumento.jpg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Alla scoperta dei monumenti di Torino Viste le dimensioni dell’opera e l’impossibilità di realizzarla nello studio fino ad allora utilizzato presso la Cavallerizza Reale, il re gli fece costruire per lo scultore un locale apposta all’interno dei Giardini Reali nel quale, a partire dal mese di apriledel 1863, l’artista iniziò a lavorare Situato al centro di Piazza Solferino, in asse con via Vittorio Alfieri, nello spazio compreso dalle due aiuole rialzate, il Duca di Savoia in alta uniforme è rappresentato in sella al suo destriero in azione di battaglia. Il cavallo viene rappresentato ferito al petto, mentre stramazza al suolo con le zampe</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/02/torino-solferino-monumento-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/02/torino-solferino-monumento-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/02/torino-solferino-monumento-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/02/torino-solferino-monumento-480x480.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/02/torino-solferino-monumento-500x500.jpg 500w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/02/torino-solferino-monumento.jpg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h2 style="text-align: left;" align="justify"><span style="font-size: large; font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; color: #008000;"><span style="font-size: 12px;"><strong><span style="font-size: medium;">Alla scoperta dei monumenti di Torino</span></strong></span></span></h2>
<h3 style="text-align: left;" align="justify"><span style="font-size: large; font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 12px;"><strong><span style="font-size: medium;"><span style="color: #365f91;">Viste le dimensioni dell’opera e l’impossibilità di realizzarla nello studio fino ad allora utilizzato presso la Cavallerizza Reale, il re gli fece costruire per lo scultore un locale apposta all’interno dei Giardini Reali nel quale, a partire dal mese di apriledel 1863, l’artista iniziò a lavorare</span></span></strong></span></span></h3>
<p style="text-align: left;" align="justify"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">Situato al centro di Piazza Solferino, in asse con via Vittorio Alfieri, nello spazio compreso dalle due aiuole rialzate, il Duca di Savoia in alta uniforme è rappresentato in sella al suo destriero in azione di battaglia. Il cavallo viene rappresentato ferito al petto, mentre stramazza al suolo con le zampe posteriori a terra; il cavaliere invece si volge verso destra e alla ricerca dell&#8217;equilibrio, punta lo stivale destro in appoggio, volgendo il capo tiene sollevata orizzontalmente la spada mentre con la mano sinistra regge le briglie. </span><span style="font-size: 14px;">La statua poggia su un piedistallo lapideo quadrangolare sui cui lati destro e sinistro campeggiano due altorilievi dedicati alla battaglia della Bicocca e all&#8217;assedio di Peschiera. </span><span style="font-size: 14px;">Ferdinando di Savoia, secondogenito del re Carlo Alberto, nacque a Firenze nel 1822. Entrato giovanissimo nell’esercito piemontese, nel 1848divenne a capo dell’assedio di Peschiera. Durante i Moti, al comando della quarta Divisione, combatté valorosamente per l’indipendenza italiana; morìa Torino nel febbraio 1855. </span><span style="font-size: 14px;">Qualche anno dopo il re Vittorio Emanuele II, in memoria delle imprese militari compiute dal fratello, decise di innalzargli un monumento in Torino: una statua equestre che lo rappresentasse in azione durante la memorabile battaglia della Bicocca. </span><span style="font-size: 14px;">Nell’aprile 1862 Alfonso Balzico, scultore della Casa Reale di Savoia, venne incaricato ufficialmente, con regolare convenzione, dell’esecuzione del monumento e messosi subito al lavoro, dopo numerosi tentativi poiché mai si accontentava del risultato, realizzò il bozzetto definitivo, approvato dal re nel novembre dello stesso anno. Viste le dimensioni dell’opera e l’impossibilità di realizzarla nello studio fino ad allora utilizzato presso la Cavallerizza Reale, il re gli fece costruire un locale apposta all’interno dei Giardini Reali nel quale, a partire dal mese di aprile del 1863, l’artista iniziò a lavorare. </span><span style="font-size: 14px;">Trasporre l’idea in un modello realizzabile risultò un processo tutt’altro che semplice, sia per il difficile equilibrio statico dell’opera, sia per i rapporti armonici che dovevano essere impostati tra cavallo e cavaliere: la postura eretta del duca si trovava, infatti, a dialogare con un cavallo inglese <a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2014/10/solferino-cavallo-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-10556" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2014/10/solferino-cavallo-2-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>prostrato, posa tutt’altro che consueta per un monumento equestre. Fu così che per giungere al modello definitivo Balzico dovette realizzarne tre. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="justify"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">Finalmente soddisfatto del risultato, dopo svariati tentativi, gli sembrò di aver completato l’opera. Tuttavia, tornato a Torino dopo un viaggio a Firenze, quando avrebbe dovuto porre mano ai preparativi per la fusione, venne ancora tormentato dal dubbio che qualcosa non andasse. Gli venne allora in soccorso l’amico Vincenzo Vela che, dopo aver visto il suo lavoro, commentò così: &#8220;Vedi, non è buona la piega del calzone al ginocchio destro, correggila e metti un puntale di ferro sotto la mascella sinistra del cavallo. Poi, basta! Se non hai altre commissioni, cercane, perché questo lavoro è finito, ed è finito in modo che ti farà grande onore. Vorrei averlo fatto io!&#8221;. </span><span style="font-size: 14px;">Il monumento, finito, rappresentava il duca nel momento di incitamento ai suoi soldati per riprendere la Bicocca durante la battaglia di Novara del 1849, mentre il suo terzo cavallo cadeva, ferito a morte da un proiettile al petto. </span><span style="font-size: 14px;">Nel febbraio del 1867 l’opera venne portata a Firenze, dove Clemente Papi si apprestò al delicato lavoro della fusione che, a causa di una serie di vicende difficoltose, si concluse solo nel 1870. Tra il 1872 e il 1873 Balzico modellò i due altorilievi da apporre sul basamento, anch’essi inviati a Firenze; la fusione, eseguita da Pietro e Leopoldo Galli, successori del Papi, si concluse nei primi mesi del 1877. </span><span style="font-size: 14px;">Per quanto riguarda invece la collocazione della statua, bisogna tener presente che il Re desiderava fosse posta dal Municipio all&#8217;Arsenale Militare. In questo senso, nel maggio 1866, la Commissione d’Ornato nominò una sottocommissione con lo scopo di individuare il sito più adatto; già nel mese di giugno la sottocommissione, dopo aver valutato alcune piazze torinesi, suggerì di posizionarlo al centro di piazza Solferino. Tuttavia il Sindaco Felice Rignon, forse non pienamente convinto della proposta, chiese alla Giunta di nominare una nuova Commissione per esprimere un giudizio definitivo da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale. Il 26 giugno 1874 il Consiglio Comunale approvò la soluzione definitiva che vedeva il monumento posto al centro di piazza Solferino sul protendimento di via Alfieri. </span><span style="font-size: 14px;">In seguito il professor Balzico venne incaricato dalla Casa Reale di fornire al Municipio, al quale l’opera venne donata, i disegni del basamento e della cancellata, per la realizzazione dei quali il Municipio promosse un’asta pubblica. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="justify"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">Essendo però l&#8217;opera a Firenze, nell&#8217;aprile del 1877 il Municipio di Torino e la Brigata Ferrovieri del Genio stipularono una convenzione che regolava il trasporto del monumento. Partito da Firenze il 18 aprile 1877, il monumento a Ferdinando di Savoia giunse finalmente nella città di Torino nel maggio di quello<a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2014/10/solferino-cavallo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-10555" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2014/10/solferino-cavallo.jpg" alt="" width="960" height="960" /></a> stesso anno. </span><span style="font-size: 14px;">La sera del 10 giugno 1877 venne inaugurato solennemente alla presenza di Ministri, Senatori, Deputati, numerose personalità e &#8220;un’onda interminabile di popolo&#8221;; l’opera, svelata tra l’ammirazione generale, venne donata, alla fine della cerimonia, dal re Vittorio Emanuele II alla città. </span><span style="font-size: 14px;">Parlando dell&#8217;opera del Balzico non si può non fare un piccolo accenno per quel che concerne piazza Solferino,forse una delle piazze della città più “chiacchierate” negli ultimi anni. </span><span style="font-size: 14px;">Sostanzialmente polo nodale di allacciamento e saldatura tra la città barocca e il tessuto di espansione tardo-ottocentesca, piazza Solferino vide il suo primo progetto di sistemazione nel 1870. Se in quell&#8217;epoca la piazza presentava tipici caratteri di perifericità, nel progetto il prolungamento di via Alfieri diviene l’asse portante trasversale del nuovo spazio urbano, caratterizzato da due aiuole simmetriche rettangolari e dal 1872, si dà inizio alla costruzione di alcune palazzine di due o tre piani con giardino. Solo quattro anni dopo, nel 1876, le palazzine appena costruite vennero trasformate in edifici da reddito; in questo scenario, nel 1877, venne inaugurato il monumento a Ferdinando di Savoia. </span><span style="font-size: 14px;">A partire dal 2004 però, lo scenario che costituiva il fondale percettivo del monumento è stato temporaneamente modificato; in questi anni infatti le aiuole centrali hanno ospitato i padiglioni di Atrium, nati per la promozione dei Giochi Olimpici Invernali del 2006, poi dedicati alla comunicazione istituzionale della Città. </span><span style="font-size: 14px;">E proprio l’evento olimpico è stato così l’occasione per impostare un nuovo uso di piazza Solferino, divenuta un nucleo centrale di attività aggregative e di comunicazione, portando anche parallelamente una ridefinizione degli usi dello spazio gravitante intorno a Ferdinando di Savoia. </span><span style="font-size: 14px;">Come ogni settimana anche questo appuntamento si conclude qui. Sperando di avere allietato i nostri lettori, non possiamo far altro che ricordare l&#8217;appuntamento alla prossima settimana per la nostra passeggiata “con il naso all&#8217;insù”.</span></span></p>
<p style="text-align: right;" align="justify"><strong>Simona Pili Stella</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="justify"><em>(Foto: il Torinese)</em></p>
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		<title>Sotto l&#8217;ombrello Mercury</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/07/18/sotto-lombrello-mercury/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 22:47:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Caleidoscopio rock USA anni 60]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/LosAngeles_1968_Downtown-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/LosAngeles_1968_Downtown-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/LosAngeles_1968_Downtown-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI &#8217;60 “Smash Records” nacque nel 1961 come sottoetichetta di “Mercury”, per la pubblicazione di generi alternativi al “focus” originario dell’etichetta madre. Primo responsabile fu Shelby S. Singleton Jr, con la collaborazione di Charles Fach, che gli subentrò nel 1966-1967. Dopo che “Philips” acquistò “Mercury” e fondò “Fontana” come sussidiaria per la musica internazionale, “Smash Records” diventò etichetta “country” con contributi rock, R&#38;B soul e pop misti. Shelby S. Singleton Jr nel 1967 uscì da Smash Records e nel 1969 acquistò la “Sun Records” da Sam Phillips. “Smash Records” rimase attiva fino al 1970. Successivamente venne rilanciata</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/LosAngeles_1968_Downtown-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/LosAngeles_1968_Downtown-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/LosAngeles_1968_Downtown-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3 class="western" align="justify"><span style="color: #008000;">CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI &#8217;60</span></h3>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Smash Records” </i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">nacque nel 1961 come sottoetichetta di “Mercury”, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">per la pubblicazione di generi alternativi al “focus” originario dell’etichetta madre. Primo responsabile fu Shelby S. Singleton Jr, con la collaborazione di Charles Fach, che gli subentrò nel 1966-1967. Dopo che “Philips” acquistò “Mercury” e fondò “Fontana” come sussidiaria per la musica internazionale, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>“Smash Records” </i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">diventò etichetta “country” con contributi rock, R&amp;B soul e pop misti.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Shelby S. Singleton Jr nel 1967 uscì da Smash Records e nel 1969 acquistò la “Sun Records” da Sam Phillips.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Smash Records” </i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">rimase attiva fino al 1970. Successivamente venne rilanciata più volte, nel 1979, nel 1985 e nel 1989. Nel 1991 “PolyGram” decise di riattivare </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>“Smash Records”</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> nel PolyGram Label Group, con generi del tutto diversi e pienamente commerciali, incentrati sul settore dance. Nel 1992 passò ad “Island Records”, per poi spegnersi del tutto nel 1996.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si elencano qui i soli 45 giri </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>“Smash Records” </i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">di surf, garage rock e psych rock</span></span></span><i> </i><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">tra 1965 e 1969:</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; BOBBY SIMMS “The World Is Funny / You’re My Every, Everything” (S-1980) [1965];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; RON WINTERS “Big Black Bike / My Girl” (S-1987) [1965];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE OUTLAWS “Don’t Cry / Only For You” (S-2025) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE SPOTLIGHTS “Dick Tracy / Little Orphan Annie” (S-2031) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; DEE JAY AND THE RUNAWAYS “Peter Rabbit / Are You Ready” (S-2034) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE SCOTLAND YARDLEYS “Some Guys Have It (Some Guys Never Will [I-II]” (S-2036) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE LEFT BANKE “Walk Away Renee / I Haven’t Got The Nerve” (S-2041) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; DEE JAY AND THE RUNAWAYS “She’s A Big Girl Now / He’s Not Your Friend” (S-2049) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; SWINGIN’ MEDALLIONS “She Drives Me Out Of My Mind / You Gotta Have Faith” (S-2050) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE UNDERPRIVILEGED “Come On / You Hurt Me” (S-2051) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; GARY AND THE HORNETS “Hi, Hi, Hazel / Patty Girl” (S-2061) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE FIVE EMPREES “Gone From My Mind / Hey Diddle Diddle” (S-2065) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE DISTORTIONS “Behind My Wall / A Love That Loves You” (S-2068) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE DELIGHTS “Every Minute, Every Hour, Every Moment / Just Out Of Reach” (S-2072) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE LEFT BANKE “Pretty Ballerina / Lazy Day” (S-2074) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; SWINGIN’ MEDALLIONS “I Don’t Want To Lose You Baby / Night Owl” (S-2075) [1966];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE FIVE CARDS STUD “Once / Beg Me” (S-2080) [1967];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; SWINGIN’ MEDALLIONS “I Found A Rainbow / Don’t Cry No More” (S-2084) [1967];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE RAVES “Mister Man / Mother Nature” (S-2088) [1967];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE LEFT BANKE “Ivy, Ivy / And Suddenly” (S-2089) [1967];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE JET STREAM “All’s Quiet On West 23rd / Crazy Me” (S-2095) [1967];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE UPPER CLASS “Help Me Find A Way / Can’t Wait” (S-2096) [1967];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE LEFT BANKE “She May Call You Up Tonight / Barterers And Their Wives” (S-2097) [1967];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE RAVES “Think Of Your Love / Don’t Chop Down My Tree” (S-2105) [1967];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; SWINGIN’ MEDALLIONS “Turn On The Music / Summer ‘s Not The Same This Year” (S-2107) [1967];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; HALLMARKS “Soul Shakin’ Psychedelic Sally / Girl Of My Dreams” (S-2115) [1967];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE SAN FRANCISCO EARTHQUAKES “I Feel Loved / That Same Old Fat Man” (S-2117) [1967];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE FRONT END “Eeny Meeny / You” (S-2147) [1967];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE RAVES “Everything’s Fire / Sing Children Sing” (S-2162) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; APPLE “Thank U Very Much / Your Heart Is Free Just Like The Wind” (S-2143) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; FRIENDS OF THE FAMILY “Can’t Go Home / How You Gonna Keep Your Little Girl Home” (S-2144) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE ONE WAY STREET[S] “Girls, Girls / Yard Dog” (S-2155) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; SAN FRANCISCO EARTHQUAKE “Fairy Tales Can Come True (Have You Heard About Lucy) / Su Su” (S-2157) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE PURPLE CUCUMBER “Some Kind Of Magic / Green Eyed Song” (S-2163) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE FRONT END “Beverly / Go On Home” (S-2172) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE TEA COMPANY “Flowers / Come And Have Some Tea With Me” (S-2176) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; SAN FRANCISCO EARTHQUAKE “The March Of The Jingle Jangle People / Bring Me Back A Little Water” (S-2179) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE YELLOW JACKETS “Hi Boy / When I First Saw Her Face” (S-2180) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE BARRACUDAS “No Matter What You Do / Wait For Tomorrow” (S-2181) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; OX-BOW INCIDENT “Reach Out / Harmonica Man” (S-2189) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE FRONT END “Remember (Walking In The Sand) / The Real Thing” (S-2199) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; WOODY’S TRUCK STOP “People Been’ Talking / Tryin’ So Hard” (S-2201) [1968];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; ASYLUM CHOIR “Isicle Star Tree / Indian Style” (S-2204) [1969];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; OX-BOW INCIDENT “You Can’t Make Love By Yourself / She’s Gone” (S-2207) [1969];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE TROLL “Satin City News / Professor Pott’s Pornographic Projector” (S-2208) [1969];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; SAN FRANCISCO EARTHQUAKE “Everybody Laughed / The Day Lorraine Came Down” (S-2218) [1969];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; FLANAGAN “Spin Spin / Go My Way” (S-2221) [1969];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; PROCESSION “Adelaide, Adelaide / One Day In Every Week” (S-2225) [1969];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE ORGAN GRINDERS “Daylight / Mirror Images” (S-2227) [1969];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE FAMILY AFFAIR “Let’s Get Together / Crazy Morning” (S-2235) [1969];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; PROCESSION “You – Me / Every American Citizen” (S-2239) [1969];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE ORGAN GRINDERS “Babylon / Precious Time” (S-2242) [1969];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE LEFT BANKE “Myrah / Pedestal” (S-2243) [1969];</span></span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; THE SHERWOODS “No Deposit, No Return / Ride, Baby, Ride” (S-2252) [1969].</span></span></span></p>
<p class="western" align="right"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gian Marchisio</b></span></span></span></p>
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