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	<title>CULTURA E SPETTACOLI Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>CULTURA E SPETTACOLI Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>La cappella di San Lorenzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 06:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/cappella-del-conte-042-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/cappella-del-conte-042-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/cappella-del-conte-042-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />L’edificio è posto sulla piazza della chiesa e fu fatto edificare nel 1328 dal castellano, Lorenzetto Bertrandi Leggi l&#8217;articolo su Piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/musei/cappella-di-san-lorenzo Foto Centro culturale diocesano di Susa</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/24/la-cappella-di-san-lorenzo/">La cappella di San Lorenzo</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/cappella-del-conte-042-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/cappella-del-conte-042-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/cappella-del-conte-042-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>L’edificio è posto sulla piazza della chiesa e fu fatto edificare nel 1328 dal castellano, Lorenzetto Bertrandi</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo su Piemonteitalia.eu:<a href="https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/musei/cappella-di-san-lorenzo"> https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/musei/cappella-di-san-lorenzo</a></p>
<p>Foto Centro culturale diocesano di Susa</p>
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		<title>Il segreto delle Porte Palatine: tra storia romana e suggestioni medievali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 01:48:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Scopri - To]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/01/Porta-Palatina-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/01/Porta-Palatina-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/01/Porta-Palatina-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />SCOPRI &#8211; TO ALLA SCOPERTA DI TORINO Passeggiare oggi in piazza Cesare Augusto, nel cuore di Torino, significa compiere un salto indietro di duemila anni. Tra il traffico cittadino, i palazzi moderni e la vita frenetica del centro, all’improvviso si aprono davanti agli occhi le Porte Palatine, imponenti e silenziose. Le Porte Palatine non sono solo un monumento. Sono un ponte tra epoche diverse, un luogo dove storia e leggenda si intrecciano. Forse per questo, ancora oggi, continuano ad affascinare torinesi e turisti, attirando chi vuole scoprire un lato più intimo e antico della città. Una delle porte meglio conservate</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/01/Porta-Palatina-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/01/Porta-Palatina-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/01/Porta-Palatina-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><div><strong><span style="color: #008000;">SCOPRI &#8211; TO <span style="color: #808080;">ALLA SCOPERTA DI TORINO</span></span></strong></div>
<div></div>
<div>Passeggiare oggi in piazza Cesare Augusto, nel cuore di Torino, significa compiere un salto indietro di duemila anni. Tra il traffico cittadino, i palazzi moderni e la vita frenetica del centro, all’improvviso si aprono davanti agli occhi le Porte Palatine, imponenti e silenziose.</div>
<div>Le Porte Palatine non sono solo un monumento. Sono un ponte tra epoche diverse, un luogo dove storia e leggenda si intrecciano. Forse per questo, ancora oggi, continuano ad affascinare torinesi e turisti, attirando chi vuole scoprire un lato più intimo e antico della città.</div>
<div></div>
<div><strong>Una delle porte meglio conservate dell’Impero romano</strong></div>
<div></div>
<div>All’epoca della sua fondazione, Julia Augusta Taurinorum era una città strategica: sorgeva lungo la via che collegava Roma alla Gallia e, in seguito, alle province settentrionali dell’Impero. La città era protetta da mura poderose e quattro porte principali permettevano l’accesso da ogni lato.</div>
<div></div>
<div>Le Porte Palatine erano l’ingresso settentrionale, quello che conduceva verso Ivrea e le vallate alpine. Oggi sono considerate uno dei migliori esempi di architettura romana conservati in Italia.</div>
<div></div>
<div>Nonostante le vicissitudini dei secoli, la struttura ha mantenuto intatto il suo fascino. Non è un caso che il sito sia stato inserito nel percorso di Torino romana e che rappresenti una delle mete preferite da chi vuole conoscere la città partendo dalle sue radici.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-154102 aligncenter" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/07/porta-palatina-palazzo-1024x765.jpg" alt="" width="1020" height="762" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/07/porta-palatina-palazzo-1024x765.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/07/porta-palatina-palazzo-300x224.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/07/porta-palatina-palazzo-768x574.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/07/porta-palatina-palazzo-480x359.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/07/porta-palatina-palazzo.jpg 1160w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></div>
<div></div>
<div><strong>Dal Medioevo alla rinascita</strong></div>
<div></div>
<div>Dopo la caduta dell’Impero romano, le Porte Palatine conobbero un periodo di abbandono. Come molte strutture antiche, furono inglobate nelle nuove costruzioni medievali e in parte smantellate per riutilizzare i materiali.</div>
<div></div>
<div>Nel corso del Medioevo, le torri furono trasformate in fortificazioni e poi in dimore nobiliari.</div>
<div></div>
<div>Fu solo tra il XVIII e il XIX secolo, con l’arrivo dei Savoia e la crescente attenzione per le origini della città, che le Porte Palatine tornarono al centro dell’interesse culturale. Gli scavi archeologici avviati nell’Ottocento riportarono alla luce gran parte della struttura originaria, restituendole dignità storica e valore artistico.</div>
<div></div>
<div><strong>Leggende e suggestioni</strong></div>
<div></div>
<div>Intorno alle Porte Palatine non si intrecciano solo fatti storici, ma anche leggende popolari che contribuiscono al loro fascino misterioso.</div>
<div></div>
<div>Una delle più note riguarda l’imperatore Augusto. Si dice che, poco dopo la fondazione della città, egli vi si sia recato di persona per benedire il passaggio delle legioni. Secondo la tradizione, avrebbe pronunciato parole propiziatorie per il futuro di Torino. Non ci sono prove storiche, ma la leggenda ha alimentato per secoli l’immaginario collettivo.</div>
<div></div>
<div>Un’altra suggestione riguarda le energie esoteriche. Torino è famosa per essere parte del cosiddetto “triangolo della magia bianca”, insieme a Lione e Praga. Alcuni sostengono che proprio le Porte Palatine siano uno dei nodi energetici più potenti della città. Non ci sono conferme scientifiche, ovviamente, ma basta visitare il sito di notte per percepire un’atmosfera diversa, sospesa, quasi fuori dal tempo.</div>
<div></div>
<div><strong>Le Porte Palatine oggi</strong></div>
<div></div>
<div>Oggi le Porte Palatine sono al centro di un grande progetto di valorizzazione promosso dal Comune di Torino. L’area circostante è stata riqualificata, con nuovi percorsi pedonali, pannelli informativi e visite guidate organizzate in collaborazione con il Museo di Antichità.</div>
<div></div>
<div>NOEMI GARIANO</div>
<div><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-217532" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05-298x300.jpeg 298w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05-1018x1024.jpeg 1018w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05-768x772.jpeg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05-480x483.jpeg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/10/7E52330F-9931-4A3D-BF16-72D5F6D7FB05.jpeg 1242w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
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		<title>La Fondazione Amendola dedica una personale a Francesco Casorati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 00:27:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[ARTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/amendola-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Dal 17 settembre al 10 ottobre prossimi la Fondazione Amendola dedica un&#8217;importante mostra a Francesco Casorati, concludendo il progetto espositivo nato tra Vigone e Torre Pellice, intitolato “Una passione razional- geometrica incantata”. Dopo il successo delle prime due edizioni dedicate a Piero Ruggeri e Marco Gastini, il progetto di valorizzazione dei grandi artisti torinesi, nato a Vigone e Torre Pellice, approda quest&#8217;anno a Torino alla Fondazione Giorgio Amendola con la mostra dal titolo “Francesco Casorati. Una passione razional- geometrica incantata”, curata da Francesco Poli e Luca Miotto, ospitata fino al 13 settembre tra Vigone e Torre Pellice, in provincia di Torino.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/amendola-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Dal 17 settembre al 10 ottobre prossimi la Fondazione Amendola dedica un&#8217;importante mostra a Francesco Casorati, concludendo il progetto espositivo nato tra Vigone e Torre Pellice, intitolato “Una passione razional- geometrica incantata”.<br />
Dopo il successo delle prime due edizioni dedicate a Piero Ruggeri e Marco Gastini, il progetto di valorizzazione dei grandi artisti torinesi, nato a Vigone e Torre Pellice, approda quest&#8217;anno a Torino alla Fondazione Giorgio Amendola con la mostra dal titolo “Francesco Casorati. Una passione razional- geometrica incantata”, curata da Francesco Poli e Luca Miotto, ospitata fino al 13 settembre tra Vigone e Torre Pellice, in provincia di Torino.<br />
L’esposizione verrà inaugurata giovedì 17 settembre prossimo alle ore 18 e rappresenta la terza e conclusiva tappa del percorso avviato all’ex Chiesa del Gesù di Vigone e alla Galleria Civica Scroppo di Torre Pellice.</p>
<p>Il progetto è nato nel 2024 da un’idea dei sindaci Fabio Cerato di Vigone e Maurizia Allisio di Torre Pellice e prosegue il suo obiettivo di riscoprire e valorizzare figure centrali dell’arte torinese del secondo Novecento.<br />
Il titolo della mostra “Una passione razional- geometrica incantata” riprende una felice definizione coniata da Italo Calvino nel 1962 per definire la ricerca artistica di Francesco Casorati, comprendente un linguaggio autonomo, distante tanto dal realismo quanto dall’astrattismo, caratterizzato da un equilibrio compositivo rigoroso e da un immaginario poetico, favolistico e quasi araldico.<br />
L’allestimento torinese dialoga con le due sedi precedenti, proponendo, nella prima delle due sale della Fondazione, alcune opere storiche già esposte a Torre Pellice, accanto ai lavori più recenti e, nella seconda sala, una significativa selezione di incisioni, mai presentate nelle altre tappe del progetto.<br />
La mostra rinnova inoltre il rapporto tra Francesco Casorati e la Fondazione Amendola, iniziato con ‘Pittura dipinta’ nel 2008  e proseguito con le esposizioni ‘L’impronta del maestro’ del 2022 e ‘Speranza e fermenti. Arte a Torino dopo il 1945’ del 2025.<br />
La Fondazione si conferma così luogo di ricerca e valorizzazione dell’arte piemontese contemporanea.</p>
<p>Mara Martellotta</p>
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		<title>Burattinarte Summertime, festival estivo di teatro di figura</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/08/23/burattinarte-summertime-festival-estivo-di-teatro-di-figura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 12:45:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/immagine-da-Locandina-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Protagonisti sono le  marionette a filo, i burattini a guanto, pupazzi, ombre e soprattutto, i bambini e le loro famiglie. Ma Burattinarte prosegue tutto l&#8217;anno con laboratori artistico teatrali all&#8217;insegna della partecipazione e dell&#8217;inclusione. Leggi l&#8217;articolo su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/burattinarte-summertime-xxxii-edizione </p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/23/burattinarte-summertime-festival-estivo-di-teatro-di-figura/">Burattinarte Summertime, festival estivo di teatro di figura</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/immagine-da-Locandina-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Protagonisti sono le  marionette a filo, i burattini a guanto, pupazzi, ombre e soprattutto, i bambini e le loro famiglie. Ma Burattinarte prosegue tutto l&#8217;anno con laboratori artistico teatrali all&#8217;insegna della partecipazione e dell&#8217;inclusione.</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo su piemonteitalia.eu: <a href="https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/burattinarte-summertime-xxxii-edizione">https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/burattinarte-summertime-xxxii-edizione </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/23/burattinarte-summertime-festival-estivo-di-teatro-di-figura/">Burattinarte Summertime, festival estivo di teatro di figura</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>Raf Vallone. Sempre in movimento!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 10:59:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/raf-vallone-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/raf-vallone-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/raf-vallone-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Di Debora Bocchiardo   Raf Vallone, nome d’arte di Raffaele Vallone, nasce a Tropea il 17 febbraio 1916 e la sua vita è stata un susseguirsi di metamorfosi! Nei suoi 86 intensi anni di vita è stato partigiano, giornalista, attore di cinema, teatro o fotoromanzi… e persino calciatore! Appassionato di sport,  di calcio in particolare, milita tra le fila del settore giovanile del Torino ed esordisce in Serie A nella stagione 1934-1935, disputando una partita con nell’anno in cui la squadra vince la Coppa Italia. In totale accumula 25 presenze in campo, sempre giocando nei granata, e abbandonerà l&#8217;attività calcistica nel 1941 per dedicarsi al giornalismo. Anche in questa sua nuova</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/23/raf-vallone-sempre-in-movimento/">Raf Vallone. Sempre in movimento!</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/raf-vallone-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/raf-vallone-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/raf-vallone-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="font-weight: 400;"><strong>Di Debora Bocchiardo</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Raf Vallone, nome d’arte di Raffaele Vallone, nasce a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tropea">Tropea</a> il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/17_febbraio">17 febbraio</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1916">1916</a> e la sua vita è stata un susseguirsi di metamorfosi!</p>
<p style="font-weight: 400;">Nei suoi 86 intensi anni di vita è stato partigiano, giornalista, attore di cinema, teatro o fotoromanzi… e persino calciatore!</p>
<p style="font-weight: 400;">Appassionato di sport,  di calcio in particolare, milita tra le fila del settore giovanile del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torino_Football_Club">Torino</a> ed esordisce in Serie A nella stagione 1934-1935, disputando una partita con nell’anno in cui la squadra vince la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coppa_Italia">Coppa Italia</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In totale accumula 25 presenze in campo, sempre giocando nei granata, e abbandonerà l&#8217;attività calcistica nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1941">1941</a> per dedicarsi al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giornalismo">giornalismo</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche in questa sua nuova veste si distingue subito. Fu redattore capo delle pagine culturali dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Unit%C3%A0_(quotidiano)">Unità</a>, anche se mai s&#8217;iscrisse al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Comunista_Italiano">Pci</a> per evidenziare al sua posizione critica nei confronti dello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stalinismo">stalinismo</a>. Divenne poi critico cinematografico per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Stampa">La Stampa</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Solo successivamente inizia a d interessarsi alla recitazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">La sua prima apparizione risale al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1942">1942</a>, nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Film">film</a> <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Noi_vivi">Noi vivi</a>, dove interpreta un marinaio.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro">teatro</a> debutta nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1946">1946</a>, al <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Teatro_Gobetti&amp;action=edit&amp;redlink=1">Teatro Gobetti</a> di Torino, con <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Woyzeck">Woyzeck</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Georg_B%C3%BCchner">Georg Büchner</a>, per la regia di <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Vincenzo_Ciaffi&amp;action=edit&amp;redlink=1">Vincenzo Ciaffi</a>.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">La svolta della sua carriera arriva nel 1949 con la pellicola che lo consacra nell’immaginario collettivo: <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riso_amaro">Riso amaro</a>, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_De_Santis">Giuseppe De Santis</a>.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">A questo capolavoro ne seguono altri, tutti indimenticabili.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1950">1950</a>, con Lucia Bosè, lavora a<em> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Non_c%27%C3%A8_pace_tra_gli_ulivi">Non c&#8217;è pace tra gli ulivi</a>, sempre di De Santis.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Con <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_cammino_della_speranza">Il cammino della speranza</a>,</em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Germi">Pietro Germi</a>, riesce ad imporsi come uno fra gli attori più importanti del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neorealismo">neorealismo</a> e decide di dedicarsi unicamente al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cinema">cinema</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Curzio_Malaparte">Curzio Malaparte</a> lo definì &#8220;l&#8217;unico volto marxista del cinema italiano&#8221; e lo volle in <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Cristo_proibito">Il Cristo proibito</a>,  ma gli anni 50 per l’attore sono un fucina di opere indimenticabili e proprio sul set incontrerà anche la futura moglie: Elena Varzi.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Sono gli anni in cui dà corpo a capolavori come <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_(film_1951)">Anna</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_spiaggia_(film_1954)">La spiaggia</a>, entrambi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Lattuada">Alberto Lattuada</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma_ore_11">Roma ore 11</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_De_Santis">Giuseppe De Santis</a> e, nel 1952,  interpreta anche Garibaldi in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Camicie_rosse_(film)">Camicie rosse</a>, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Goffredo_Alessandrini">Goffredo Alessandrini</a>,</em></p>
<p style="font-weight: 400;">In Francia, nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1953">1953</a>, con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simone_Signoret">Simone Signoret</a>, diretto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcel_Carn%C3%A9">Marcel Carné</a>, lavora in <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teresa_Raquin_(film_1953)">Teresa Raquin</a>, mentre nello stesso anno torna ad essere calciatore, ma sul grande schermo, con  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gli_eroi_della_domenica">Gli eroi della domenica</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Camerini">Mario Camerini</a>.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">In teatro diventa l’indimenticabile protagonista del dramma di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arthur_Miller">Arthur Miller</a> <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uno_sguardo_dal_ponte">Uno sguardo dal ponte</a>, portato in scena a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parigi">Parigi</a> nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1958">1958</a> e in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a> nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1967">1967</a>.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Nel frattempo, come molti talenti del suo tempo, anche Vallone si avvicina alla televisione con opere di indubbio valore culturale e intellettuale, oltre che educativo, come  <em>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mulino_del_Po_(sceneggiato_televisivo)">Mulino del Po</a>, del 1963,  e alternò l&#8217;attività teatrale (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_costruttore_Solness">Il costruttore Solness</a>, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Henrik_Ibsen">Henrik Ibsen</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1975">1975</a>; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nostalgia">Nostalgia</a>, di <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Franz_Jung&amp;action=edit&amp;redlink=1">Franz Jung</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1984">1984</a>; <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Luci_di_Boh%C3%A8me&amp;action=edit&amp;redlink=1">Luci di Bohème</a>, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ram%C3%B3n_Mar%C3%ADa_del_Valle-Incl%C3%A1n">Ramón del Valle-Inclán</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1985">1985</a>; <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Il_prezzo_(teatro)&amp;action=edit&amp;redlink=1">Il prezzo</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arthur_Miller">Arthur Miller</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1987">1987</a>; <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=La_medesima_strada&amp;action=edit&amp;redlink=1">La medesima strada</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1987">1987</a>; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tito_Andronico">Tito Andronico</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1989">1989</a>; <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Stalin_(miniserie_televisiva)&amp;action=edit&amp;redlink=1">Stalin</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gaston_Salvatore">Gaston Salvatore</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1989">1989</a>) a quella cinematografica (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_ciociara">La ciociara</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1960">1960</a>; <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Una_voglia_da_morire&amp;action=edit&amp;redlink=1">Una voglia da morire</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1965">1965</a>; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27altra_faccia_di_mezzanotte">L&#8217;altra faccia di mezzanotte</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1977">1977</a>; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_magnate_greco">Il magnate greco</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1978">1978</a>; <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Retour_%C3%A0_Marseille&amp;action=edit&amp;redlink=1">Retour à Marseille</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1980">1980</a>; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lion_of_the_Desert">Lion of the Desert</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1981">1981</a>; <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=A_Time_to_Die_(film)&amp;action=edit&amp;redlink=1">A Time to Die</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1982">1982</a>; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_padrino_-_Parte_III">Il padrino &#8211; Parte III</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1990">1990</a>).</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2001">2001</a> pubblicò la sua autobiografia <em>L&#8217;alfabeto della memoria</em>, edita da Gremese. Rimase sposato per cinquant&#8217;anni con l&#8217;attrice <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elena_Varzi">Elena Varzi</a>, dalla quale ebbe la figlia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eleonora_Vallone">Eleonora</a> e i gemelli Saverio e Arabella.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Un autunno di grandi mostre nei musei delle Gallerie d&#8217;Italia di Intesa Sanpaolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 06:25:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/07/0D0E600A-71C7-4533-B614-054AE3DF6480-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/07/0D0E600A-71C7-4533-B614-054AE3DF6480-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/07/0D0E600A-71C7-4533-B614-054AE3DF6480-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Sarà un autunno di grandi mostre quello proposto dalle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo che, nelle quattro sedi, hanno registrato, nel primo semestre 2026, ben 434 mila visitatori, con un +4 % rispetto allo stesso periodo del 2025. Nei quattro musei delle Gallerie d&#8217;Italia di Milano, Napoli, Torino e Vicenza verrà  proposto un programma espositivo articolato, capace di attraversare epoche, linguaggi e temi diversi, a partire dalla grande tradizione della pittura italiana alla fotografia, dall&#8217;arte contemporanea alla riflessione sull&#8217;arte e sui suoi cambiamenti. Sono otto le nuove mostre che accompagneranno il pubblico tra l’autunno 2026 e i primi mesi del 2027,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/07/0D0E600A-71C7-4533-B614-054AE3DF6480-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/07/0D0E600A-71C7-4533-B614-054AE3DF6480-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/07/0D0E600A-71C7-4533-B614-054AE3DF6480-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Sarà un autunno di grandi mostre quello proposto dalle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo che, nelle quattro sedi, hanno registrato, nel primo semestre 2026, ben 434 mila visitatori, con un +4 % rispetto allo stesso periodo del 2025.<br />
Nei quattro musei delle Gallerie d&#8217;Italia di Milano, Napoli, Torino e Vicenza verrà  proposto un programma espositivo articolato, capace di attraversare epoche, linguaggi e temi diversi, a partire dalla grande tradizione della pittura italiana alla fotografia, dall&#8217;arte contemporanea alla riflessione sull&#8217;arte e sui suoi cambiamenti.<br />
Sono otto le nuove mostre che accompagneranno il pubblico tra l’autunno 2026 e i primi mesi del 2027, sette delle quali nelle quattro sedi delle Gallerie d’Italia e una alla Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi di Arezzo, parte del patrimonio di Intesa Sanpaolo. Si tratta di un programma che intreccia ricerca scientifica, valorizzazione delle collezioni e nuove interpretazioni della storia dell’arte, con una particolare attenzione alla fotografia e alla produzione contemporanea.</p>
<p>Dal 1⁰ ottobre 2026 a Torino il programma autunnale si apre con la mostra intitolata “Luca Campigotto, Wandering Europe”, visitabile fino al 7 febbraio 2027 , esposizione curata da Walter Guadagnini  nell’ambito della rassegna “La grande fotografia italiana”, a cura di Roberto Koch.<br />
Il progetto rende omaggio a uno dei protagonisti della fotografia italiana contemporanea,  la cui ricerca si è  sviluppata intorno al viaggio, alle città e ai paesaggi,  esplorati in tutto il mondo attraverso immagini a colore in bianco e nero. Su commissione di Intesa Sanpaolo, Campigotto ha intrapreso un percorso fotografico attraverso l’Europa, confrontandosi con la complessità e le contraddizioni del paesaggio contemporaneo; luoghi segnati dall’inquinamento  e dall’intervento umano convivono con paesaggi naturali ancora grandiosi e incontaminati, in un viaggio alla ricerca di una bellezza capace di comprendere anche il sentimento di meraviglia e di sdegno.<br />
A partire dal 22 ottobre prossimo fino al 7 febbraio 2027 le Gallerie d’Italia di Torino presenteranno una personale dedicata all’artista russo-americana Anastasia Samoylova Harbour, curata da Emanuela Mazzonis.<br />
Questa artista risulta tra le voci più autorevoli  della fotografia contemporanea, sviluppa una nuova ricerca dedicata alle città d’acqua europee e alle trasformazioni del loro paesaggio. Genova, Venezia, Rotterdam, Marsiglia, Lisbona, Atene, Istanbul saranno al centro di un progetto commissionato da Intesa Sanpaolo, che affronta il rapporto tra comunità,  turismo e ambiente e le crescenti fragilità legate alla crisi climatica. Il progetto si inserisce nel percorso di ricerca dell’artista, già al centro di FloodZone, dedicato alle conseguenze dell’innalzamento del livello del mare.</p>
<p>Mara Martellotta</p>
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		<title>SaltinPiazza: gli Equilibri invisibili e l&#8217;arte della Fragilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 05:04:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/Black-Blues-Brothers-Lets-twist-again-hr-1-ld-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Sta per arrivare la 36esima edizione di SantinPiazza, il festival di teatro di strada più longevo del Piemonte e tra i più storici d&#8217;Italia, che trasformerà  il paese di Viarigi il 29 e 30 agosto prossimi, nel cuore del Monferrato astigiano, in un grande palcoscenico a cielo aperto dove il programma artistico prenderà una forma unitaria. Non si tratta, infatti, di un semplice calendario di eventi, ma di un progetto culturale nel quale compagnie italiane e internazionali, attraverso il circo contemporaneo, il teatro, la danza, la musica e la performance partecipativa, offriranno diverse interpretazioni sul tema “Equilibri Invisibili: l’Arte della</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/23/saltinpiazza-gli-equilibri-invisibili-e-larte-della-fragilita/">SaltinPiazza: gli Equilibri invisibili e l&#8217;arte della Fragilità</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/Black-Blues-Brothers-Lets-twist-again-hr-1-ld-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Sta per arrivare la 36esima edizione di SantinPiazza, il festival di teatro di strada più longevo del Piemonte e tra i più storici d&#8217;Italia, che trasformerà  il paese di Viarigi il 29 e 30 agosto prossimi, nel cuore del Monferrato astigiano, in un grande palcoscenico a cielo aperto dove il programma artistico prenderà una forma unitaria. Non si tratta, infatti, di un semplice calendario di eventi, ma di un progetto culturale nel quale compagnie italiane e internazionali, attraverso il circo contemporaneo, il teatro, la danza, la musica e la performance partecipativa, offriranno diverse interpretazioni sul tema “Equilibri Invisibili: l’Arte della Fragilità “, che rappresenta il fil rouge dell’intera edizione.</p>
<p>Dal 2016 la direzione artistica è  affidata a Milo Scotton, artista, autore e regista di fama internazionale, già interprete del Cirque du Soleil, fondatore della compagnia ArteMakìa e della Chapitombolo Academy, progetto di circo rurale nato nella provincia astigiana di Monale. Nel corso degli anni il suo lavoro ha contribuito a definire l’identità culturale del festival, sviluppando un progetto nel quale ogni edizione prende forma attorno a un tema capace di porre in dialogo spettacoli, compagnie, linguaggi artistici e territorio.<br />
Con il riconoscimento del Fondo nazionale per lo Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura, questo percorso ha trovato ulteriore slancio attraverso un progetto triennale dal 2025 al 2027. Dopo il tema “Il volo- anime leggere”, proposto nel 2025, l’edizione 2026 sviluppa “Equilibri Invisibili: l’Arte della Fragilità”, affidando agli artisti il compito di esplorare, ciascuno con il proprio linguaggio, le sue molteplici sfaccettature.</p>
<p>Ad aprire il festival sarà la compagnia internazionale Accompany ME con &#8220;A Mesure – Handle  with Care&#8221;, creazione di circo contemporaneo che esplora la fragilità delle relazioni umane attraverso il linguaggio del corpo, della roue cyr e un delicato gioco di equilibrio e di fiducia reciproca.<br />
Tra gli appuntamenti più attesi spicca il ritorno dei The Black Blues Brothers, acclamati già nell’edizione 2021, e che tornano con il secondo capitolo della saga sui Blues Brothers, uno spettacolo ricco di acrobazie spericolate e fragilità vertiginose al ritmo scatenato della musica cult dei Blue Brothers.<br />
Di particolare rilievo anche “Frailty” della compagnia &#8216;Noto Ignoto&#8217; con la partecipazione  della soprano guatemalteca Alejandra Flores. Un progetto dal respiro internazionale nel quale la lirica e le performance acrobatiche vengono a fondersi in un linguaggio scenico di grande eleganza e raffinatezza, dando vita ad una delle proposte più originali dell’edizione.<br />
La Compagnia ArteMakìa, riconosciuta dal Ministero della Cultura e diretta da Milo Scotton, presenterà “La solitudine dei dispari”,  intensa creazione tra stunt acrobatico, danza contemporanea e arti circensi, dedicata al conflitto interiore dell’artista e alla ricerca della sua ispirazione.<br />
La riflessione sul limite e sulla trasformazione prosegue con lo spettacolo di teatro-danza verticale “Limen”, portato in scena dalla compagnia &#8216;Eterea Arte Aerea&#8217;. Sulla parete della Torre dei Segnali, storico monumento che domina Viarigi, il corpo dei performer si muoverà in verticale trasformando l’architettura in spazio scenico. Una coreografia sospesa tra terra e cielo che esplora il sottile confine tra equilibrio e caduta, darà forma a un’intensa esperienza poetica e visiva.</p>
<p>Tra i momenti più significativi del festival figura anche “Sogno” di Stalker Teatro, storica compagnia torinese che, da oltre cinquanta anni, sviluppa una ricerca sul teatro partecipativo, coinvolgendo direttamente gli spettatori nella costruzione di una installazione- performance capace di unire creazione artistica, gioco collettivo, rito comunitario e festa.<br />
Ampio spazio sarà poi dato alla formazione con “Deep in my Soul” restituzione scenica del percorso dell’Artistic Group della Chapitombolo Academy, diretta da Milo Scotton, rivolto ad adolescenti tra i 13 e i 18 anni di età. Attraverso circo contemporaneo, teatro, danza, musica e pratiche del movimento, lo spettacolo racconta un percorso di esplorazione, di interiorità, crescita personale, consapevolezza e scoperta della propria identità.<br />
Altra proposta artistica riguarda “Lusin” della compagnia Hanami, nata dall’incontro tra Andrea Cerrato e Micol Veglia. Attraverso roue, cyr, mano a mano, discipline aeree, danza e teatro fisico, lo spettacolo accompagna il pubblico in un viaggio poetico dedicato alla ricerca del sé e al desiderio universale di inseguire i propri sogni.<br />
Il cartellone è  completato da “Far Away” della compagnia &#8216;Amanti di Paglia&#8217;, poetico racconto teatrale  sull’amore e sulla distanza, “FrailTryo” dei Jumpin Jacks, uno spettacolo di clownerie acrobatica che trasforma il gioco in  virtuosismo e divertimento; “ Boy Band” di ZeGnis, teatro di strada ricco di comicità  e coinvolgimento del pubblico e il progetto musicale Lindal, capace di intrecciare la tradizione occitana alla sperimentazione elettronica attraverso interventi itineranti, e il concerto conclusivo del festival.</p>
<p>Per due giorni il festival inviterà il pubblico a vivere Viarigi nella sua interezza, trasformando piazze, vicoli e quelli che sono i luoghi simbolo del paese in scenari di incontro tra arte, comunità e territorio, valorizzandone il patrimonio storico e paesaggistico, arricchito dalla presenza di punti street food e dallo stand gastronomico curato dalla Pro Loco Viarigi.</p>
<p>“SaltinPiazza  è  molto più di un festival di teatro di strada – afferma il sindaco di Viarigi Francesca Ferraris – Si tratta di un progetto culturale che negli anni ha saputo  crescere, coinvolgere la comunità  e valorizzare il proprio territorio attraverso la forza dello spettacolo dal vivo. La qualità delle proposte artistiche, l’attenzione alla formazione delle nuove generazioni e la capacità di mettere in relazione artisti, cittadini e visitatori rendono questa manifestazione un appuntamento di grande valore per il nostro Paese e per l’intero Monferrato. Si tratta di un progetto reso possibile dal lavoro condiviso tra amministrazione comunale, direzione artistica, volontari, associazioni, partner e cittadini, capaci di rendere questa festa aperta a tutti”.</p>
<p>Mara Martellotta</p>
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		<title>Torino al tempo del Risorgimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 23:43:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/D243C2C9-9566-4453-815A-15FF88828822-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/D243C2C9-9566-4453-815A-15FF88828822-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/D243C2C9-9566-4453-815A-15FF88828822-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Breve storia di Torino 1 Le origini di Torino: prima e dopo Augusta Taurinorum 2 Torino tra i barbari 3 Verso nuovi orizzonti: Torino postcarolingia 4 Verso nuovi orizzonti: Torino e l’élite urbana del Duecento 5 Breve storia dei Savoia, signori torinesi 6 Torino Capitale 7 La Torino di Napoleone 8 Torino al tempo del Risorgimento 9 Le guerre, il Fascismo, la crisi di una ex capitale 10 Torino oggi? Riflessioni su una capitale industriale tra successo e crisi &#160; 8 Torino al tempo del Risorgimento Se parliamo di Risorgimento, parliamo anche di Torino. Le stesse vie ora intrise di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/D243C2C9-9566-4453-815A-15FF88828822-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/D243C2C9-9566-4453-815A-15FF88828822-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/D243C2C9-9566-4453-815A-15FF88828822-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h2 class="s3"><span class="s2" style="color: #339966;"><span class="bumpedFont15">Breve storia di Torino</span></span></h2>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">1 Le origini di Torino: prima e dopo Augusta Taurinorum</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">2 Torino tra i barbari</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">3 Verso nuovi orizzonti: Torino postcarolingia</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">4 Verso nuovi orizzonti: Torino e l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’é</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">lite urbana del Duecento</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">5 Breve storia dei Savoia, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">signori torinesi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">6 Torino Capitale</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">7 La Torino di Napoleone</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">8 Torino al tempo del Risorgimento</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">9 Le guerre, il Fascismo, la crisi di una ex capitale</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">10 Torino oggi? Riflessioni su una capitale industriale tra successo e crisi</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 class="s3"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">8 <strong>Torino al tempo del Risorgim</strong></span></span><strong><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ento</span></span></strong></h3>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Se parliamo di Risorgimento, parliamo anche di Torino. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Le stesse vie ora intrise di negozi e passanti, brulicanti di turisti e concittadini, odorose di caramelle e caldarroste, un tempo erano percorse da quegli stessi illustri uomini che fanno capoli</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">no sui libri di storia: Cavour, Mazzini, d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Azeglio, Garibaldi, chi ha</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">fatto l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Italia</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ha quantomeno pensata proprio seduto tra i caff</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">torinesi, magari sorseggiando </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">bicerin&#8221; o assaporando un </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">bunet&#8221;. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Camillo Benso pranzava abitualmente al ristornante d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">el Cambio, che si affaccia su Piazza Carignano ed era assiduo frequentatore dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ormai storico Caff</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Fiorio, situato sotto i portici di via Po, mentre la Contessa di Castiglione,  nota come</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">la pi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ù</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">bella donna mai vista alle corti dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">epoca</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">abitava niente</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> meno che in via Lagrange 29, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">noblesse</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">oblige</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">come si suol dire.<br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Diversi luoghi cittadini sono intitolati a personaggi famosi di tale periodo, come ad esempio il Borgo Nuovo, dove si trova l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">aiuola Balbo, dedicata a sei differenti figure, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">in primis</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">al</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Primo Ministro del Parlamento Subalpino del 1848, oppure, per riportare un esempio meno conosciuto, in Piazzetta Maria Teresa ci si pu</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ò</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">imbattere nel monumento rivolto al patriota Guglielmo Pepe, il quale, disobbedendo al re Borbone Ferdinando II, ordin</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ò</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">alle sue truppe di attraversare il Po e raggiungere Venezia per sostenere la Repubblica veneziana nel 1848. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">elenco </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">decisamente lungo, Torino pullula di nomi e luoghi che andrebbero citati a gran voce, ma temo che, se proseguissi in tal senso, perderei</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> la primaria motivazione di questa serie di articoli riguardanti </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">–</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">appunto- le vicende dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">antica Augusta Taurinorum. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Mi trovo allora costretta a cambiare argomento, portando il discorso sui fatti e sugli avvenimenti che interessano le vicissitudini dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">urbe pedemontana dal 1831 al 1861, senz</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">altro gli anni pi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ù</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">importanti per quel che riguarda la storia della nostra citt</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, che passa dall</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">essere una piccola capitale sabauda alla periferia della Penisola, al divenire l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">indiscusso centro di comando per l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">un</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ificazione nazionale.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Come sempre, andiamo per ordine e affrontiamo una tematica alla volta.</span></span></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-194477" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/E1F9F868-F85B-4B86-B07C-993D79D6E338-768x1024.jpeg" alt="" width="768" height="1024" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/E1F9F868-F85B-4B86-B07C-993D79D6E338-768x1024.jpeg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/E1F9F868-F85B-4B86-B07C-993D79D6E338-225x300.jpeg 225w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/E1F9F868-F85B-4B86-B07C-993D79D6E338-1152x1536.jpeg 1152w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/E1F9F868-F85B-4B86-B07C-993D79D6E338-1536x2048.jpeg 1536w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/E1F9F868-F85B-4B86-B07C-993D79D6E338-480x640.jpeg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/E1F9F868-F85B-4B86-B07C-993D79D6E338-scaled.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Tra le figure essenziali di tale periodo vi </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">sicuramente Carlo Alberto, il quale da subito garantisce un preciso programma di riforme burocratiche legali ed econo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">miche con lo scopo di traghettare la capitale verso una modernizzazione non solo necessaria ma soprattutto auspicata.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Il re inoltre nomina un Consiglio di Stato, per rendere pi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ù</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">funzionale e centralizzato il regno, riforma il sistema legale sabaudo e trova</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> mezzi avanguardistici per contrastare le epidemie di colera. A partire da tali riforme, negli anni </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">‘</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">30 viene promulgato un </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">corpus</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">di nuovi codici civili, penali e commerciali, si tratta del celebre Statuto Albertino, che si dimostra ben presto il pi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ù</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">av</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">anzato sistema legale d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Europa.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Dal punto di vista culturale Carlo Alberto si impegna in numerose iniziative decisamente ambiziose, tramite le quali desidera esaltare le vittorie e la gloria della casata sabauda, sia per stimolare l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">orgoglio popolare, sia </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">per ingraziarsi la fedelt</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">alla monarchia. Vengono cos</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ì</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">realizzati monumenti, palazzi e dipinti, ed in aggiunta si portano avanti campagne di commissioni architettoniche e artistiche per abbellire le residenze reali di Torino, come Racconigi e Pollenzo. Si</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">costruiscono poi monumenti pubblici nelle piazze della capitale, ognuno dedicato alla commemorazione di un preciso momento storico ovviamente legato o alla  dinastia sabauda o alla storia della citt</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Alla conclusione del regno di Carlo Alberto, Torino ri</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">vendica un patrimonio </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">artistico nettamente superiore rispetto a quello di qualsiasi altra citt</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">italiana.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Di pari modo, per dare alla capitale lo </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">status</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">di centro artistico, il re fonda la Galleria Reale, luogo in cui </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">conservata la collezione di opere </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">arte della famiglia Savoia: aperta al pubblico,  in alcuni giorni della settimana era possibile visitarla gratuitamente. Nascono in conseguenza a tali iniziative diverse istituzioni culturali, quali la Deputazione Subalpina di Storia Patria, il Consiglio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> per la tutela delle Antichit</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">e delle Belle Arti e la Societ</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Promotrice di Belle Arti; viene inoltre ampliata la biblioteca  di Palazzo Reale e si edifica la nuova sede per l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Accademia di Belle Arti, in ultimo sono finanziate le opere di diversi scienzia</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ti tra cui quelle di Giovanni Plana, Amedeo Peyron e Amedeo Avogadro. Per  favorire il consenso popolare, il re stabilisce l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">introduzione di nuove feste pubbliche e la reintegrazione di altre, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">in ogni caso si tratta di parate, giochi pirotecnici, competizioni sportive e balli in maschera. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Alla fine degli anni </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">40 tuttavia la situazione </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">tutt</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">altro che idilliaca, Torino si trova ad affrontare una grave crisi economica, fatto che contribuisce a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">creare una netta suddivisione della societ</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">: da una parte la classe istruita, chiusa nel proprio mondo di vibranti iniziative culturali, dall</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">altra il popolino, segregato in zone infime della citt</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">e destinato al proprio misero destino, &#8211; si pensi che un i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ndividuo appartenente a tale classe sociale aveva un</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">aspettativa di vita che non superava i trent</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">anni-. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Le tensioni sociali finiscono per indebolire l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ordine costituito, finch</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">é</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, nel 1847, si definisce una tacita alleanza tra il ceto medio e quello popola</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">re: il 1 ottobre dello stesso anno si accendono effettivamente le prime vere proteste, mentre sui muri si leggono frasi come </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">la guerra di classe non </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">lontana</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">oppure </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">morte ai nobili</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Le sempre pi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ù</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">numerose insurrezioni portano Carlo Alberto ad approva</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">re diverse riforme politiche. I poteri della polizia e dei censori vengono limitati e dall</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">altra crescono quelli del Consiglio di Stato. In questo clima di subbuglio spiccano importanti figure, dalla parte dei conservatori ricordiamo Vittorio Amedeo Sallie</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">r de La Tour e il Conte Carlo Beraudo di Pralormo, dalla parte dei moderati invece troviamo Camillo Benso di Cavour, Cesare Alfieri e Roberto d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Azeglio, i quali proponevano una costituzione ultrademocratica e un rinnovamento pacifico della classe dirigente</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> statale.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Mentre nella capitale prevale la posizione dei moderati, il 1848 </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">segnato da sommosse e rivolte, la prima in Sicilia, seguita dalla Rivoluzione di febbraio in Francia, che rovescia la monarchia d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Orleans.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-194478" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/96134334-6297-4DF3-91AA-432A6E1A4A1B-1024x768.jpeg" alt="" width="1020" height="765" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/96134334-6297-4DF3-91AA-432A6E1A4A1B-1024x768.jpeg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/96134334-6297-4DF3-91AA-432A6E1A4A1B-300x225.jpeg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/96134334-6297-4DF3-91AA-432A6E1A4A1B-768x576.jpeg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/96134334-6297-4DF3-91AA-432A6E1A4A1B-1536x1152.jpeg 1536w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/96134334-6297-4DF3-91AA-432A6E1A4A1B-2048x1536.jpeg 2048w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/01/96134334-6297-4DF3-91AA-432A6E1A4A1B-480x360.jpeg 480w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">È</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> in questo generale contesto di ferment</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o nazionalista che l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">8 febbraio 1848 Carlo Alberto emana lo Statuto: una nuova costituzione che prevede un innovativo governo monarchico e rappresentativo in cui il potere legislativo </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">ripartito fra il re e due camere: una Camera dei deputati costituita s</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">u base elettiva e un Senato formato da membri nominati a vita dallo stesso monarca. Lo Statuto viene promulgato nella sua interezza nel marzo dello stesso anno, la sua importanza  varca i confini del Piemonte e diventa modello per la monarchia costituziona</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">le adottata dal nuovo Regno d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Italia unitario dopo il 1861. Lo Statuto  testimonia il grande successo dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’é</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">lite moderata formata da personaggi di spicco della borghesia torinese, tra i quali emerge il carismatico Roberto d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Azeglio.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Sempre nel 1848 Torino </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">affronta una guerra di liberazione nazionale e di espansione contro l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">impero austriaco. La vicenda tuttavia non trova lieta conclusione, infatti nel marzo 1849 l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">esercito piemontese viene sconfitto nella battaglia di Novara, Carlo Alberto abdica a favore d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">el figlio Vittorio Emanuele II, il quale negozia gli accordi di pace con gli Austriaci.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">I moti rivoluzionari del </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">‘</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">48, che avevano sobillato le folle torinesi con speranze patriottiche, si risolvono in un</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">amara delusione e in una seconda restaurazione attua</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ta dagli Austriaci con il sostegno di Pio IX e dello zar Nicola I.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">unica eccezione al trionfo austriaco </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">proprio Torino. Il casato dei Savoia </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">unica dinastia in Italia che non dipende dall</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">influenza austriaca, inoltre la citt</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">si presenta come </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">capitale dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">unico stato  che mantiene una costituzione in cui c</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">un parlamento che gestisce insieme con la monarchia la responsabilit</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">del governo. Vittorio Emanuele accetta le procedure costituzionali per arginare i democratici e per guadagnarsi il sup</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">porto dei liberali moderati nelle politiche antiaustriache. La sopravvivenza dello Statuto fa si che Torino si differenzi  dalle altre citt</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Infine, con l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ingresso sulla scena politica di Camillo Benso, abilissimo leader, riformatore dinamico, statista di</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> altissimo livello, si inizia a delineare una nuova tipologia di governo che assicura la partecipazione politica di ampie fasce del ceto medio urbano.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Dopo il </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">48, Torino </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">nuovamente scenario di iniziative riformiste che tra l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">altro influenzeranno grandem</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ente il futuro dello Stato italiano dopo il 1861.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Fin dalla sua emanazione lo Statuto ha introdotto un forte cambiamento nella classe politica piemontese, all</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">interno della quale l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">aristocrazia assume via via un ruolo sempre pi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ù</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">modesto, pur continuando a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">gestire la vita politica della citt</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. La maggioranza dei nobili si identifica nella coalizione di monarchici conservatori guidati dal conte Ottavio Thaon de Revel, il quale beneficia di potenti legami sia con la Chiesa cattolica che con la corte sabauda, i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">noltre trova sostegno nel corpo diplomatico, nella gerarchia militare e nelle campagne. A questa fazione si contrappone lo schieramento dei riformatori moderati, tra i quali troviamo Camillo Benso di Cavour e Massimo d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Azeglio (fratello di Roberto).</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ben pr</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">esto </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">proprio  Camillo Benso a emergere come figura politica dominante, prima, sotto il governo di d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Azeglio, come ministro dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Agricoltura, del Commercio e della Marina, in seguito, dopo il </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">52, come primo ministro. Egli </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">certo un intraprendente impren</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ditore agricolo, ma soprattutto </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">un rispettato esperto di politica economica nonch</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">é</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">fautore delle ferrovie. Camillo viene descritto dal cugino come </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">un aristocratico per nascita, gusti e natura</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, lui stesso considerava la nobilt</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">superiore per natura all</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a classe borghese</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Gi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">dagli anni </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">30 Cavour porta avanti la sua celebre convinzione del </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">juste milieu</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, secondo cui un governo deve evitare gli estremi dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">assolutismo e dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">anarchia e seguire un programma che porti ad un progresso graduale e ordinato.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Egli </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">nemico giurato dei movimenti repubblicani e democratici, ma si trova ad essere fortemente contrastato dalla Chiesa, specie dal monsignor Luigi Franzoni, arcivescovo di Torino tra il 1831 e il 1862. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Camillo Benso, negli anni </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">50, si pone al centro </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">della lotta per secolarizzare lo Stato piemontese, attraverso la divisione istituzionale dei poteri tra Monarchia e Parlamento; egli risulta altres</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ì</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">figura fondamentale in ambito economico, poich</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">é</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> introduce una politica di libero commercio volta a favorire</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ingresso del Piemonte sui mercati europei, e a stimolare le esportazioni dei prodotti grezzi piemontesi e a determinare un abbassamento del costo delle importazioni di macchinari e prodotti finiti. Cavour si dedica anche alla problematica del deficit de</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l bilancio statale, che nel 1850 era risultato negativo a causa delle spese di guerra e delle riparazioni all</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Austria. Altre iniziative importanti riguardano il coinvolgimento del governo per una serie di miglioramenti infrastrutturali  volti alla riorgani</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">zzazione del sistema di credito, alla creazione di nuovi istituti finanziari, all</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ampliamento delle casse di risparmio,  e alla fondazione della Borsa di Genova e di quella di Torino. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Nonostante i miglioramenti economici degli anni </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">50, l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">integrazione del</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Piemonte in un pi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ù</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">ampio quadro nazionale si gioca su di un piano tutto politico-culturale; Torino </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">un laboratorio di idee</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nonch</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">é</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">meta per moltissimi rifugiati politici in fuga dalle forze reazionarie presenti nella Penisola, tra questi vi sono scritt</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ori, accademici, personaggi politici, che non solo trovano riparo ma riescono ad integrarsi nella societ</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, ricoprendo  impieghi redditizi, attraverso collaborazioni con i giornali, insegnando all</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">universit</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">o trovando occupazioni nel settore dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">editoria.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Se da una parte questi esuli contribuiscono a realizzare un</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">atmosfera cosmopolita, dall</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">altra non tutti apprezzano tale situazione, come i membri pi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ù</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">tradizionalisti dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">aristocrazia, che si sentono minacciati nelle loro posizioni.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Torino </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">ora mossa da </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">una nuova vitalit</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">culturale, che si realizza nella diffusione di un</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">incredibile variet</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">di spettacoli teatrali e musicali, rivolti ad un pubblico sempre pi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ù</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">ampio e variegato, costituito da militari, studenti e membri del ceto medio. Inoltre la citt</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">an</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">che centro di informazione, come dimostrano i ben tredici quotidiani che pubblicano sia editoriali che notizie di cronaca, oltre alle cinquanta riviste dedicate alla politica, alle scienze, alla letteratura o alle belle arti.  In quegli anni il giornale pi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ù</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">letto </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">La Gazzetta del Popolo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, grazie al prezzo contenuto e al linguaggio semplice, che si rivolge prima di tutto alla fascia popolare della cittadinanza, ossia piccoli negozianti, artigiani ed operai. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">In questi anni Cavour ha nuovamente la possibili</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">di dimostrare il suo genio, che primeggia nell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">abilit</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">di sfruttare le occasioni e nel talento per l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">improvvisazione di fronte a eventi inaspettati.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Momento essenziale </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">poi la guerra di Crimea (1855), alla quale Cavour aderisce tardi e con riluttanza, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">senza nemmeno convertirsi del tutto all</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ideale nazionalista, ma mosso principalmente dal timore di un</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">alleanza franco-autriaca. Tuttavia tale scontro porta a Torino un discreto prestigio e nel contempo scombussola il vecchio assetto politico: la situazione</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">prontamente sfruttata da Camillo Benso, che approfitta della divisione tra i Grandi Stati per espandere i propri interessi nella Penisola. Il Primo Ministro decide dunque di adottare una politica estera programmata per l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">allargamento dei confini del reg</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">no verso nord  e per l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ampliamento del suo controllo sul resto della Penisola. Questa decisione segna in realt</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">una tappa fondamentale per l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">unificazione: </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">la prima volta che uno stato potente acconsente ad abbracciare la causa </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">del nazionalismo italiano. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Tra il </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">56 e il </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">59 Cavour porta avanti una coraggiosa, seppur ambigua, politica estera, alla base della quale vi </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">obiettivo primario di cacciare gli Austriaci dal territorio. Nel 1858 si presenta l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">opportunit</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">attesa: Napoleone III stringe un accordo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">con Cavour in cui </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">garantito l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">appoggio militare francese al Piemonte se questo avesse trovato un pretesto diplomatico per provocare una guerra contro l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Austria. Le ostilit</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">à</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">si aprono nel 1859, con le battaglie di Magenta e Solferino. Nello stesso anno tu</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ttavia Napoleone III firma degli accordi di pace con l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Austria e Cavour subisce una forte battuta d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">arresto. L</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">anno successivo, riconfermato Primo Ministro, Camillo Benso torna all</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">attacco e organizza plebisciti in Toscana e in Emilia per legittimare l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ann</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">essione di gran parte dell</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Italia centrale al casato dei Savoia. Vengono ceduti alla Francia i territori della Savoia e di Nizza, tuttavia la cittadinanza torinese pu</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ò</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">essere pi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ù</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">che orgogliosa dei successi conseguiti dal loro concittadino. Cavour non pu</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ò</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">godere dei propri successi, poich</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">é</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> nello stesso anno, in seguito alle rivolte scoppiate in Sicilia, Giuseppe Garibaldi si mette alla guida della celeberrima Spedizione dei Mille. Camillo allora invade gli Stati Pontifici, giustificando tale azione come uni</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">co modo per evitare la rivoluzione, viene infine chiamato il re Vittorio Emanuele II a guidare le truppe piemontesi, escamotage pensato dall</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">astuto Primo Ministro, consapevole del rispetto di Garibaldi per  Vittorio Emanuele.  Garibaldi cede al re i territ</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ori appena conquistati, mentre Cavour consolida le nuove acquisizioni e blocca ogni iniziativa per instaurare assemblee costituenti, e indice plebisciti per far approvare l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">annessione dei nuovi territori al Piemonte.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Il processo di unificazione politica  c</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ulmina nei primi mesi del 1861 con l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">elezione del primo Parlamento Nazionale, il riconoscimento di Vittorio Emanuele II come primo re d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Italia e la nomina di Torino a capitale del Regno.  </span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
ALESSIA CAGNOTTO </span></span></p>
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		<title>A te vorrei tornare</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/08/22/a-te-vorrei-tornare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 17:52:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/01/pen-4163403_1280-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="penna calligrafia" decoding="async" />LA POESIA DI GRAZIELLA PROVERA Estate della mia vecchiaia, stagione disillusa che ha il sapore di un frutto ormai troppo maturo. A Te vorrei tornare ma Tu ancora qui mi vuoi affinché impari ad amarTi in ogni creatura. affinché coltivi il distacco da me&#8217; stessa e dal mondo. Cadrà il velo che Ti nasconde al mio sguardo e saprò che solo Tu sei. Parlerà al mio cuore la Tua voce e mi dirà : &#8220;Anima mia dove mi cerchi? Non sai che sono sempre stato qui&#8221;. 21 agosto 2026</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/01/pen-4163403_1280-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="penna calligrafia" decoding="async" /><div><span style="color: #008000;"><strong>LA POESIA DI GRAZIELLA PROVERA</strong></span></div>
<div></div>
<div>Estate della mia vecchiaia,</div>
<div>stagione disillusa</div>
<div>che ha il sapore di un frutto</div>
<div>ormai troppo maturo.</div>
<div></div>
<div>A Te vorrei tornare</div>
<div>ma Tu ancora qui mi vuoi</div>
<div>affinché impari ad amarTi</div>
<div>in ogni creatura.</div>
<div>affinché coltivi il distacco</div>
<div>da me&#8217; stessa e dal mondo.</div>
<div></div>
<div>Cadrà il velo che Ti nasconde</div>
<div>al mio sguardo</div>
<div>e saprò che solo Tu sei.</div>
<div>Parlerà al mio cuore la Tua voce</div>
<div>e mi dirà : &#8220;Anima mia dove mi cerchi?</div>
<div>Non sai che sono sempre stato qui&#8221;.</div>
<div></div>
<div>21 agosto 2026</div>
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		<title>Asti, la città dalla storia millenaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 07:39:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/11/casa-vittorio-alfieri-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />A cura di piemonteitalia.eu Adagiata sulla riva del Tanaro e sulle colline del Monferrato, Asti è una cittadina piemontese che, oltre ai suoi eccellenti vini e prodotti enogastronimici, offre ai visitatori tante sorprese, che andrebbero gustate con calma. La città vanta una storia millenaria, fondata inizialmente dai romani, nel IV secolo divenne ducato longobardo, almeno fino al 1159, quando si trasformò in un Comune libero, diventando, da questo momento in poi, la città più potente del Piemonte&#8230; Continua a leggere: https://www.piemonteitalia.eu/it/esperienze/asti-la-citta-dalla-storia-millenaria</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/11/casa-vittorio-alfieri-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h3><span style="color: #ff6600;">A cura di piemonteitalia.eu</span></h3>
<p>Adagiata sulla riva del Tanaro e sulle colline del Monferrato, <strong>Asti</strong> è una cittadina piemontese che, oltre ai suoi eccellenti vini e prodotti enogastronimici, offre ai visitatori tante sorprese, che andrebbero gustate con calma.</p>
<p>La città vanta una storia millenaria, fondata inizialmente dai romani, nel IV secolo divenne ducato longobardo, almeno fino al 1159, quando si trasformò in un Comune libero, diventando, da questo momento in poi, la città più potente del Piemonte&#8230;</p>
<p><em>Continua a leggere:</em></p>
<p><a href="https://www.piemonteitalia.eu/it/esperienze/asti-la-citta-dalla-storia-millenaria">https://www.piemonteitalia.eu/it/esperienze/asti-la-citta-dalla-storia-millenaria</a></p>
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