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	<title>CULTURA E SPETTACOLI Archivi - Il Torinese</title>
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	<title>CULTURA E SPETTACOLI Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>La pieve di San Pietro a Pianezza. Uno dei tesori oltre la cintura di Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 16:02:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.30.27-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.30.27-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.30.27-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />&#160; Eretta sulla sponda del Dora Riparia nel XII secolo in stile romanico lombardo, con il tetto a capanna, e dedicata a San Pietro, la pieve di Pianezza, a pochi chilometri da Torino, offre uno spettacolo unico e, probabilmente, inaspettato grazie ai suoi affreschi, un ciclo dipinto, quasi interamente, da Giacomo Jaquerio e altri artisti della sua scuola. Il pittore fu il rappresentante della pittura tardo-gotica in Piemonte e le sue opere, grazie al duca Amedeo VIII, arrivarono fino a Ginevra. Sconsacrata oramai da molto, un tempo fu luogo di preghiera di pellegrini e viandanti, e venne costruita, con molta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.30.27-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.30.27-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.30.27-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>&nbsp;</p>
<p align="justify">Eretta sulla sponda del Dora Riparia nel XII secolo in stile romanico lombardo, con il tetto a capanna, e dedicata a San Pietro, la pieve di Pianezza, a pochi chilometri da Torino, offre uno spettacolo unico e, probabilmente, inaspettato grazie ai suoi affreschi, un ciclo dipinto, quasi interamente, da Giacomo Jaquerio e altri artisti della sua scuola. Il pittore fu il rappresentante della pittura tardo-gotica in Piemonte e le sue opere, grazie al duca Amedeo VIII, arrivarono fino a Ginevra.</p>
<p align="justify"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-233905" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.29.58.png" alt="" width="1262" height="778" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.29.58.png 1262w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.29.58-300x185.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.29.58-1024x631.png 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.29.58-768x473.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.29.58-480x296.png 480w" sizes="(max-width: 1262px) 100vw, 1262px" /></p>
<p align="justify">Sconsacrata oramai da molto, un tempo fu luogo di preghiera di pellegrini e viandanti, e venne costruita, con molta probabilita’, al posto di un tempio pagano; in origine era costituita da una sola navata, ma in epoca gotica (tra il 300 e il 400) ne furono aggiunte altra due piu’ piccole. La facciata, in un primo tempo poco curata, fu riqualificata a fine ‘300 con mattoni rossi romanici e materiali di recupero mentre l’entrata fu collocata nella parte laterale da dove si accede anche al presbiterio. Durante l’ultima fase dei lavori sono stati dipinti il Cristo in Croce, una santa non identificata sul pilastro di entrata ed un’altra vicina all’immagine di Santa Margherita. Molto belle anche le vetrate colorate, copie create nell’800, i cui originali di Antoine de Lonhy sono conservati al Museo Civico Torinese di Palazzo Madama.</p>
<p align="justify"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-233906" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.30.55.png" alt="" width="1272" height="798" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.30.55.png 1272w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.30.55-300x188.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.30.55-1024x642.png 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.30.55-768x482.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-09-alle-08.30.55-480x301.png 480w" sizes="(max-width: 1272px) 100vw, 1272px" /></p>
<p align="justify">I Provana, una tra le cinque famiglie feudali piu’ importanti del Piemonte, volle fortemente le decorazioni della Pieve di San Pietro, tra queste, oltre a quelle gia’ citate, abbiamo la raffigurazione degli Apostoli, l’Annunciazione e il dipinto dedicato a Santa Caterina; nella cappella che porta il loro nome, invece, troviamo il dipinto sulla vita di San Giovanni in cui si riconoscono anche i simboli della famiglia: il liocorno e i tralci di vite.</p>
<p align="justify">La Pieve di San Pietro si aggiunge alle moltissime opere in stile romanico del Piemonte (chiese, castelli, abbazie) che venivano edificate perlopiu’ sulle strade devozionali, come la via Francigena che portava i pellegrini dall’Inghilterra fino a Roma.</p>
<p align="justify">Normalmente non e’ aperta al pubblico, ma si può visitare contattando gli uffici comunali o i gruppi di volontari dedicati. In questa chiesa, inoltre, e’ possibile celebrare matrimoni civili assecondando cosi’ la volonta’ di valorizzare ancora di piu’ il patrimonio architettonico della citta’.</p>
<p align="justify">MARIA LA BARBERA</p>
<p><a name="_GoBack"></a> <span style="font-size: small;">Apertura su richiesta; prenotazioni presso l&#8217;ufficio URP 011/9670211 oppure<br />
presso UNECON: 3333903669 &#8211; 3394620103 &#8211; 3356171376<br />
unecon2019@gmail.com</span></p>
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		<title>Visita guidata e concerto all&#8217;Eremo di Santa Caterina del Sasso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 09:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/8525_Eremo_Santa_Caterina_del_Sasso_sera-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/8525_Eremo_Santa_Caterina_del_Sasso_sera-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/8525_Eremo_Santa_Caterina_del_Sasso_sera-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /> Con il Doré Quartet il 6 agosto Musica e storia si incontreranno giovedì 6 agosto all&#8217;Eremo di Santa Caterina del Sasso, dove il programma del Festival Lago Maggiore Musica 2026 propone una serata dedicata al repertorio per quartetto d&#8217;archi. Al concerto sarà abbinata la possibilità di partecipare a una visita guidata, per conoscere la storia e gli spazi di uno dei luoghi più suggestivi del lago Maggiore,  prima di ascoltare la musica nella cornice dell’antico complesso affacciato sull’acqua. La visita guidata,  a cura di Archeologistics  inizierà alle 20, su prenotazione obbligatoria. L’iniziativa è aperta anche a chi non parteciperà al concerto,</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/03/visita-guidata-e-concerto-alleremo-di-santa-caterina-del-sasso/">Visita guidata e concerto all&#8217;Eremo di Santa Caterina del Sasso</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/8525_Eremo_Santa_Caterina_del_Sasso_sera-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/8525_Eremo_Santa_Caterina_del_Sasso_sera-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/8525_Eremo_Santa_Caterina_del_Sasso_sera-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="color: #008000;"><strong> Con il Doré Quartet il 6 agosto</strong></span></p>
<p>Musica e storia si incontreranno giovedì 6 agosto all&#8217;Eremo di Santa Caterina del Sasso, dove il programma del Festival Lago Maggiore Musica 2026 propone una serata dedicata al repertorio per quartetto d&#8217;archi. Al concerto sarà abbinata la possibilità di partecipare a una visita guidata, per conoscere la storia e gli spazi di uno dei luoghi più suggestivi del lago Maggiore,  prima di ascoltare la musica nella cornice dell’antico complesso affacciato sull’acqua.<br />
La visita guidata,  a cura di Archeologistics  inizierà alle 20, su prenotazione obbligatoria. L’iniziativa è aperta anche a chi non parteciperà al concerto, offrendo un’occasione per approfondire le vicende storiche, artistiche  e religiose dell’Eremo, costruito a picco sulle acque del lago lungo la parete del Sasso Ballaro. Il percorso consentirà di approfondire la storia del complesso religioso, le sue architetture e il rapporto che nei secoli ha legato questo luogo alla spiritualità monastica.<br />
La visita, a cura di Archeologistics, è della durata di un’ora prima dell’inizio del concerto, ha un costo di 10 euro  ed è accessibile anche a chi non parteciperà all’appuntamento musicale.<br />
La prenotazione deve essere obbligatoria e effettuata separatamente rispetto a quella del concerto.<br />
Alle 21 prenderà il via il concerto dal titolo “ Vienna e America: un viaggio in quartetto” affidato al Doré Quartet, formazione composta da quattro musicisti italiani, Ilaria Taioli, Samuele di Gioia ai violini, Salvatore Emanuel Borrelli alla viola e Caterina Vannoni al violoncello.<br />
Il titolo scelto per la serata anticipa un itinerario musicale capace di porre in relazione la tradizione europea, con Vienna come uno dei principali punti di riferimento e di sviluppo della musica da camera, e le esperienze compositive  provenienti dagli Stati Uniti.<br />
Il quartetto d’archi diventa così uno strumento di un viaggio attraverso epoche, linguaggi e sensibilità differenti, valorizzando il dialogo tra i due violini, la viola e il violoncello.<br />
Il concerto, che rientra nel calendario del Lago Maggiore Musica 2026, vede impegnato il Doré Quartet all’Eremo, in grado di unire la proposta musicale alla possibilità di vivere il complesso monumentale nelle ore serali, quando il paesaggio del lago e gli ambienti storici  accompagnano l’esperienza dell’ascolto.</p>
<p>MM</p>
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		<title>Bardineto (SV) e il legame con i Del Carretto</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/DSC_0662-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/DSC_0662-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/DSC_0662-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Il Comune è entrato nei Siti Storici dei Grimaldi Domenica 2 agosto 2026 il Comune di Bardineto (SV), in collaborazione con lo scrivente e con il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, ha organizzato una commemorazione volta a ricordare il suo storico legame con i Marchesi Del Carretto e i Grimaldi di Monaco. La cerimonia è stata patrocinata dal Consiglio Regionale della Liguria, dalla Provincia di Savona e dal Comune di Bardineto. I partecipanti si sono ritrovati alle ore 10 davanti alla settecentesca Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, edificata in stile</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/03/bardineto-sv-e-il-legame-con-i-del-carretto/">Bardineto (SV) e il legame con i Del Carretto</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/DSC_0662-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/DSC_0662-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/DSC_0662-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p class="western"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif; color: #008000;"><span style="font-size: large;"><b>Il Comune è entrato nei Siti Storici dei Grimaldi</b></span></span></p>
<p class="western"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Domenica 2 agosto 2026 il Comune di Bardineto (SV), in collaborazione con lo scrivente e con il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, ha organizzato una commemorazione volta a ricordare il suo storico legame con i Marchesi Del Carretto e i Grimaldi di Monaco.<br />
La cerimonia è stata patrocinata dal Consiglio Regionale della Liguria, dalla Provincia di Savona e dal Comune di Bardineto.<br />
I partecipanti si sono ritrovati alle ore 10 davanti alla settecentesca Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, edificata in stile barocco piemontese, dove alle ore 10,30 Don Edivan ha celebrato la S. Messa.<br />
Successivamente i presenti e i gruppi storici hanno raggiunto in corteo il castello, il cui primo nucleo venne fatto edificare tra il 972 e il 973 d.C. dall’Imperatore dei Romani Ottone I. Il maniero fu abitato dai Del Carretto fino ai primi decenni del XV secolo, per poi venire definitivamente distrutto nel novembre 1795 durante la Battaglia di Loano.<br />
Qui si è tenuta una solenne cerimonia aperta dal discorso di Mario Basso, Sindaco di Bardineto, il quale ha portato i saluti di Fulvio Gazzola, Presidente dell’Associazione Siti Storici Grimaldi di Monaco in Italia e Sindaco di Dolceacqua (IM) ed ha annunciato che prossimamente il castello verrà ufficialmente inaugurato dopo gli importanti lavori di restauro.<br />
Ha preso quindi la parola il Consigliere Regionale Sara Foscolo, che insieme al suo collega Rocco Invernizzi ha portato i saluti di Marco Bucci, Presidente della Regione Liguria ed ha affermato che<br />
“</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>queste giornate ci aiutano a conoscere la nostra storia, la nostra cultura e la nostra identità</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”.<br />
La Dott. Foscolo ha concluso portando i saluti delle Guardie d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, in modo particolare dell’Ispettore Regionale Marco Ghisolfo e della Delegata Provinciale Marina Truffo.<br />
Il Consigliere Rocco Invernizzi nel suo intervento ha sottolineato che i Del Carretto erano riusciti ad unire un feudo che dalla costa andava fino alle montagne piemontesi e Bardineto ne era il crocevia.<br />
Ha quindi preso la parola Pierangelo Olivieri, Presidente della Provincia di Savona e Sindaco di Calizzano (SV), il quale, ringraziando lo scrivente per il lavoro storico che sta svolgendo, ha annunciato che “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>i nostri Comuni, come lo dimostrano i tanti colleghi oggi presenti, che sono solo una parte di quelli che fanno già parte del sistema carrettesco, possono diventare una provincia carrettesca a tutti gli effetti e proprio per questo abbiamo già discusso dell’opportunità e della volontà di confrontarci direttamente”.<br />
</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo scrivente nel suo intervento ha ripercorso la storia di Bardineto e il suo legame con i Grimaldi di Monaco.<br />
Bardineto venne fondato dopo il 1250 dal Marchese Giacomo Del Carretto, la cui figlia Aurelia sposò in seconde nozze Francesco Grimaldi, il quale la notte dell’8 gennaio 1297, travestito da monaco francescano, conquistò la Rocca di Monaco, fatta costruire dai genovesi nel 1215, diventandone il suo primo Signore. Francesco regnò insieme al figliastro Ranieri I, nato dalla prima unione di Aurelia con Lanfranco Grimaldi, Vicario Imperiale in Provenza, fino al 10 aprile 1301, quando Monaco tornò temporaneamente genovese. Sarà Carlo I, figlio di Ranieri I, a riconquistare la Rocca il 12 settembre 1331, diventandone il suo primo Signore sovrano.<img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-310520" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/DSC_0673-1024x681.jpg" alt="" width="1020" height="678" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/DSC_0673-1024x681.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/DSC_0673-300x200.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/DSC_0673-768x511.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/DSC_0673-720x480.jpg 720w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/DSC_0673-480x319.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/DSC_0673.jpg 1490w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /><br />
Giacomo Del Carretto si spense nel 1268 ed i suoi tre figli maschi il 21 ottobre dello stesso anno nel Monastero di Santo Stefano di Millesimo si divisero i possedimenti paterni: a Enrico III andò il Terziere di Novello, a Corrado quello di Millesimo, mentre quello di Finale Ligure, che comprendeva anche Bardineto, andò ad Antonio. Il Marchese Giorgio, figlio di quest’ultimo, visse per molto tempo nel maniero bardinetese e sua figlia Ilaria Maria andò in sposa a Ranieri II Grimaldi, co-Signore di Monaco dal 1352 al 1357. Giorgio il 25 aprile 1359 redasse nel Castello di Bardineto il suo testamento e vi si spense poco tempo dopo. A succedergli fu il figlio Lazzarino I, mentre l’altro figlio Carlo I nel 1397 divenne il primo Marchese di Zuccarello, feudo che Giorgio aveva ottenuto nel 1337 dal fratello Enrico, il quale a sua volta l’aveva ricevuto in dote insieme ad altre località nel savonese dalla consorte Caterina di Clavesana. Bardineto divenne per un terzo del Marchesato di Finale e per due terzi di quello di Zuccarello. Nel 1479 i Marchesi di Zuccarello Carlo II e Giorgio, nipoti di Carlo I, emanarono i suoi primi statuti, i quali tutelavano la proprietà privata e l’esercizio delle attività economiche. A Carlo II succedette il figlio Antonio, il quale fu padre di Gian Bartolomeo e Pirro II. Con atto di divisione del giugno 1545 il primo portò avanti la linea di Zuccarello, mentre il secondo divenne il primo Marchese di Balestrino e Bardineto entrò a far parte di questo nuovo marchesato, che nel 1735 divenne parte del Regno di Sardegna.<br />
Il 13 ottobre 1714 nel territorio comunale transitò una Regina di Spagna: Elisabetta Farnese. La nobildonna, nipote di Ranuccio II, Duca di Parma e Piacenza, il 16 settembre precedente aveva sposato per procura nel Duomo di Parma Re Filippo V di Spagna. Impossibilitata a raggiungere il consorte via mare a causa di una grave naupatia, lo fece via terra, sostando in diverse località: l’11 ottobre trascorse la notte nel Palazzo del Governatore a Finale Ligure, il 12 dormì a Palazzo Franchelli di Calizzano e il 13, dopo aver attraversato Bardineto, Castelvecchio e Zuccarello, sostò ad Albenga a Palazzo d’Aste, per poi giungere a Madrid nel mese di dicembre.<br />
Il Sindaco Mario Basso ha quindi annunciato ufficialmente che il Comune di Bardineto, grazie alla consulenza gratuita dello scrivente, è entrato a far parte dell’Associazione Siti Storici Grimaldi di Monaco in Italia.<br />
Alla cerimonia erano presenti anche Daniele Galliano, Sindaco di Bormida (SV); Roberto De Andreis, Sindaco di Nasino (SV); Alessandro Oddo, Sindaco di Tovo San Giacomo (SV); Claudio Paliotto, Sindaco di Zuccarello (SV); Renata Mazzi, Vice Sindaco di Giustenice (SV) e Christian Rocco, Consigliere Comunale di Novello (CN).<br />
Erano presenti la Croce Verde, il Gruppo Alpini, le Guardie Particolari Giurate ed un folto gruppo di scout provenienti da Celle Ligure (SV).<br />
Ad ogni autorità e associazione partecipante il Comune ha donato un attestato commemorativo.<br />
L’Associazione Internazionale Regina Elena Odv è stata rappresentata dal Vice Segretario Amministrativo Nazionale e dalla Dott. Silvia Molino, Fiduciario per la Provincia di Savona, i quali hanno ricevuto dal Comune il libro “Bardineto. Le sue vicende storiche e la sua storia segreta” scritto dal Prof. Giannino Balbis.<br />
La giornata è stata impreziosita dalla presenza dei seguenti gruppi storici: “I Signori del Medioevo da Torino” e “I Signori di Rivalba di Castelnuovo Don Bosco”.<br />
Sono seguiti un rinfresco ed un pranzo conviviale. </span></span></p>
<p class="western" align="right"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">ANDREA CARNINO</span></span></p>
<p class="western">
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/03/bardineto-sv-e-il-legame-con-i-del-carretto/">Bardineto (SV) e il legame con i Del Carretto</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>Dopo 157 anni di vita la Biblioteca Civica Centrale oggi chiude in attesa della nuova sede</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 07:40:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/04/libri-3-book-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Da lunedì  3 agosto il via al trasloco definitivo dei volumi dalla Biblioteca Civica Centrale alla nuova sede che aprirà entro la fine dell’anno a Torino Esposizioni. Sabato 1⁰ agosto ha chiuso, infatti, definitivamente i battenti la Biblioteca Civica Centrale, che aveva rappresentato un secolo e mezzo di storia di Torino. LA STORIA Venne inaugurata  il 22 febbraio 1869 e voluta da Giuseppe Pomba, editore dal 1815 al 1850 e consigliere comunale dal 1848 alla morte, avvenuta nel 1876. L’edificio della Biblioteca Civica sarebbe stato distrutto dalle bombe degli aerei anglo-americani tra il 7 e l’ 8 agosto del ’43.</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/03/dopo-157-anni-di-vita-la-biblioteca-civica-centrale-oggi-chiude-in-attesa-di-torino-esposizioni/">Dopo 157 anni di vita la Biblioteca Civica Centrale oggi chiude in attesa della nuova sede</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/04/libri-3-book-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h3><span style="color: #008000;">Da lunedì  3 agosto il via al trasloco definitivo dei volumi dalla Biblioteca Civica Centrale alla nuova sede che aprirà entro la fine dell’anno a Torino Esposizioni. </span></h3>
<p>Sabato 1⁰ agosto ha chiuso, infatti, definitivamente i battenti la Biblioteca Civica Centrale, che aveva rappresentato un secolo e mezzo di storia di Torino.</p>
<p><strong><span style="color: #008000;">LA STORIA</span></strong><br />
Venne inaugurata  il 22 febbraio 1869 e voluta da Giuseppe Pomba, editore dal 1815 al 1850 e consigliere comunale dal 1848 alla morte, avvenuta nel 1876. L’edificio della Biblioteca Civica sarebbe stato distrutto dalle bombe degli aerei anglo-americani tra il 7 e l’ 8 agosto del ’43. I libri superstiti, prima ricoverati in casse nelle cantine dell’edificio, furono poi messi a disposizione nelle sezione ottocentesca di Palazzo Carignano, nel Salone del Parlamento italiano.</p>
<p>L’assessora comunale alla Cultura Rosanna Purchia in Commissione, mesi fa, aveva dichiarato che “i lavori procedevano nei tempi previsti, considerato l’arrivo per l’occasione del presidente della Repubblica Mattarella. Sarà una grande biblioteca che si candida a diventare il centro culturale più importante d’Italia” (CittAgorà).<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-295552" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/02/26022026-nuova-biblioteca-civica-centrale-1-1024x717.jpeg" alt="" width="1020" height="714" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/02/26022026-nuova-biblioteca-civica-centrale-1-1024x717.jpeg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/02/26022026-nuova-biblioteca-civica-centrale-1-300x210.jpeg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/02/26022026-nuova-biblioteca-civica-centrale-1-768x538.jpeg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/02/26022026-nuova-biblioteca-civica-centrale-1-1536x1075.jpeg 1536w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/02/26022026-nuova-biblioteca-civica-centrale-1-480x336.jpeg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/02/26022026-nuova-biblioteca-civica-centrale-1.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
<p data-pm-slice="1 1 []"><strong><span style="color: #008000;">IL FUTURO</span></strong></p>
<p data-pm-slice="1 1 []">La nuova Biblioteca Civica avrà due accessi, uno su corso Massimo d&#8217;Azeglio e l&#8217;altro dal Parco del Valentino. Si svilupperà su una superficie di circa 24 mila metri quadrati, destinata a ospitare ampie sale per la lettura, lo studio e la consultazione, con mille posti a sedere e altri cinquecento spazi informali pensati per la permanenza e il lavoro individuale o di gruppo.</p>
<p>Il patrimonio consultabile a scaffale aperto comprenderà circa 150 mila volumi e documenti. Il progetto prevede inoltre aree dedicate ai bambini e agli studenti, sezioni riservate alla cultura digitale, laboratori, spazi per attività culturali e luoghi di aggregazione. A completare l&#8217;offerta saranno una sala conferenze e una caffetteria con bookshop, rafforzando il ruolo della biblioteca come punto di riferimento culturale e civico per la città.</p>
<p>La scelta di insediare la nuova struttura all&#8217;interno di Torino Esposizioni, storico complesso progettato negli anni Trenta da Pier Luigi Nervi ed Ettore Sottsass senior, risponde alla volontà di restituire nuova vita a uno degli edifici simbolo della Torino del Novecento, trasformandolo in un moderno polo culturale aperto e facilmente accessibile. L&#8217;intervento nasce anche dalla necessità di sostituire l&#8217;attuale sede di via della Cittadella, ormai non più adeguata alle esigenze di una grande biblioteca pubblica metropolitana.</p>
<p><strong>Mara Martellotta</strong></p>
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		<title>Paesaggi e oltre, prosegue l&#8217;estate nelle terre Unesco</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 07:29:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/copertina-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Teatro, narrazione, performance e musica incontrano i paesaggi vitivinicoli tutelati dall&#8217;UNESCO come Patrimonio dell&#8217;Umanità,  in una rassegna diffusa tra borghi, cascine e spazi all’aperto. Gli spettacoli di questa 25° edizione della rassegna dialogano con la natura, la memoria e l’identità dei luoghi, offrendo esperienze immersive nelle colline tra Langhe e Monferrato. Leggi l&#8217;articolo su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/paesaggi-e-oltre-teatro-e-musica-nelle-terre-dellunesco-1</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/03/paeseaggi-e-oltre-prosegue-lestate-nelle-terre-unesco/">Paesaggi e oltre, prosegue l&#8217;estate nelle terre Unesco</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/copertina-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p aria-label="paragrafo - Teatro, narrazione, performance e musica incontrano i paesaggi vitivinicoli tutelati dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità,  in una rassegna diffusa tra borghi, cascine e spazi all’aperto."><strong>Teatro, narrazione, performance e musica</strong> incontrano i<strong> paesaggi vitivinicoli tutelati dall&#8217;UNESCO </strong>come Patrimonio dell&#8217;Umanità,  in una rassegna diffusa tra borghi, cascine e spazi all’aperto.</p>
<p aria-label="paragrafo - Gli spettacoli di questa 25° edizione della rassegna dialogano con la natura, la memoria e l’identità dei luoghi, offrendo esperienze immersive nelle colline tra Langhe e Monferrato.">Gli spettacoli di questa <strong>25° edizione</strong> della rassegna dialogano con la natura, la memoria e l’identità dei luoghi, offrendo esperienze immersive nelle<strong> colline tra Langhe e Monferrato</strong>.</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo su piemonteitalia.eu: <a href="https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/paesaggi-e-oltre-teatro-e-musica-nelle-terre-dellunesco-1">https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/paesaggi-e-oltre-teatro-e-musica-nelle-terre-dellunesco-1</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/03/paeseaggi-e-oltre-prosegue-lestate-nelle-terre-unesco/">Paesaggi e oltre, prosegue l&#8217;estate nelle terre Unesco</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>Stagione lirica e di Balletto del teatro Regio: inaugurazione il 15 ottobre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 03:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/05/regio-torino-martellotta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/05/regio-torino-martellotta-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/05/regio-torino-martellotta-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />&#160; Con il Festival Verismo e le opere &#8216;Cavalleria rusticana&#8217; e &#8216;Pagliacci&#8217; Giovedì 15 ottobre prossimo, alle ore 19, si alzerà il sipario sull&#8217;opera lirica “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci”, primo appuntamento nell&#8217;ambito del Festival del Verismo dedicato a Mascagni e Leoncavallo, con Andrea Battistoni sul podio e la duplice regia di Daniele Menghini e Francesco Micheli. Una tetralogia inedita per riscoprire le radici del melodramma italiano moderno, con quattro opere di due compositori e due registi e un unico direttore d&#8217;orchestra , che daranno forma all&#8217;apertura ambiziosa della Stagione d’opera e di Balletto 2026-2027 del teatro Regio di Torino. Giovedì 15</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/03/stagione-lirica-e-di-balletto-del-teatro-regio-inaugurazione-il-15-ottobre/">Stagione lirica e di Balletto del teatro Regio: inaugurazione il 15 ottobre</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/05/regio-torino-martellotta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/05/regio-torino-martellotta-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/05/regio-torino-martellotta-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>Con il Festival Verismo e le opere &#8216;Cavalleria rusticana&#8217; e &#8216;Pagliacci&#8217;</strong></span></p>
<p>Giovedì 15 ottobre prossimo, alle ore 19, si alzerà il sipario sull&#8217;opera lirica “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci”, primo appuntamento nell&#8217;ambito del Festival del Verismo dedicato a Mascagni e Leoncavallo, con Andrea Battistoni sul podio e la duplice regia di Daniele Menghini e Francesco Micheli.<br />
Una tetralogia inedita per riscoprire le radici del melodramma italiano moderno, con quattro opere di due compositori e due registi e un unico direttore d&#8217;orchestra , che daranno forma all&#8217;apertura ambiziosa della Stagione d’opera e di Balletto 2026-2027 del teatro Regio di Torino.<br />
Giovedì 15 ottobre la stagione si inaugurerà con il festival Verismo, proprio a partire dalla Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo.<br />
Il ciclo proseguirà fino al 22 novembre con la Bohème di Leoncavallo e Iris di Mascagni, per un totale di 22 recite. Sul podio dell’Orchestra, del Coro e del Coro di voci bianche del teatro Regio salirà il direttore musicale Andrea Battistoni. Le regie sono affidate a Daniele Menghini per le opere di Mascagni e a Francesco Micheli, al sul debutto al Regio  per quelle di Leoncavallo.</p>
<p>Il Festival, sostenuto nel dittico della Cavalleria Rusticana e Pagliacci da Intesa Sanpaolo, nasce da un paradosso. Il successo straordinario delle due opere prime &#8220;Cavalleria rusticana&#8221; e  &#8220;Pagliacci&#8221; ha finito per oscurare il resto della produzione dei loro autori.<br />
Il Teatro Regio, legato storicamente ai grandi successi di Puccini di quegli anni, si ripropone ora di riscoprire la &#8220;Bohème&#8221; di Leoncavallo, nata dal confronto creativo con quella del Maestro, e &#8220;Iris&#8221;, vertice di raffinatezza orchestrale che anticipa atmosfere e suggestioni destinate a ricomparire in &#8220;Madama Butterfly&#8221;.<br />
Si tratta di un’operazione culturale che, come accaduto nelle ultime inaugurazioni dalla Juive alla Manon alla Francesca da Rimini, si propone di contribuire a riabilitare opere ingiustamente trascurate, fornendo così  un’occasione preziosa per il pubblico nazionale e internazionale.<br />
Una scelta, questa, sostenuta e rafforzata dall’affidamento a due sguardi registici di autore che convergono in una visione scenica organica e, sul fronte musicale, alla fronte impronta iinterpretativa di uno specialista del repertorio quale è  il direttore musicale.</p>
<p>Per oltre cinque settimane il Regio si trasformerà in un grande laboratorio produttivo e creativo, coinvolgendo orchestra, coro, coro di voci bianche, tecnici, laboratori e maestranze in un’impresa di particolare complessità. Si tratterà di una lettura che, nel suo complesso, liberarà il Verismo  dai luoghi comuni che a lungo lo hanno confinato tra il repertorio immediata presa, ma di presunto minor valore artistico. Un atto d’amore verso una stagione fondamentale della nostra storia musicale.<br />
La programmazione offre al pubblico diverse modalità di fruizione lungo l’intero periodo oppure nell’arco di tre giorni consecutivi.</p>
<p>Festival Verismo 15 ottobre – 22 novembre</p>
<p>Teatro Regio di Torino  piazza Castello 215</p>
<p>Mara Martellotta</p>
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		<title>La rassegna dei libri del mese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 00:07:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/Rassegna-dei-Libri-LUGLIO-2026-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/Rassegna-dei-Libri-LUGLIO-2026-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/Rassegna-dei-Libri-LUGLIO-2026-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Il Libro del Mese – La Scelta dei Lettori   Il più discusso tra i titoli presenti sul nostro gruppo FB è, senza dubbio, I Convitati Di Pietra di Michele Mari, fresco vincitore del Premio Strega! &#160; È arrivato il mese delle sospirate ferie e se volete partire portando con voi un buon libro, prendete nota delle ultime uscite in libreria! È da poco uscito Gli Anni In Bianco E Nero (Nord), nuovo romanzo di Francesca Giannone che, dopo La Portalettere, racconta una storia familiare al femminile, ambientata negli anni Settanta. &#160; Segnaliamo un altro gradito ritorno: Andrea Vitali che ha appena pubblicato Il Piede Nella Fossa (Garzanti), una</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/03/la-rassegna-dei-libri-del-mese-17/">La rassegna dei libri del mese</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/Rassegna-dei-Libri-LUGLIO-2026-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/Rassegna-dei-Libri-LUGLIO-2026-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/Rassegna-dei-Libri-LUGLIO-2026-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><i><strong>Il Libro del Mese – La Scelta dei Lettori</strong></i></p>
<p><i><strong> </strong></i></p>
<p>Il più discusso tra i titoli presenti sul nostro <a href="https://www.facebook.com/groups/523172937735959" target="_blank" rel="noopener"><strong>gruppo FB</strong></a> è, senza dubbio, <a href="https://www.unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it/michele-mari-vince-il-premio-strega-2026-con-i-convitati-di-pietra/" target="_blank" rel="noopener"><i><strong>I Convitati Di Pietra</strong></i></a> di Michele Mari, fresco vincitore del Premio Strega!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È arrivato il mese delle sospirate ferie e se volete partire portando con voi un buon libro, prendete nota delle ultime uscite in libreria! È da poco uscito <a href="https://www.unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it/gli-anni-in-bianco-e-nero-francesca-giannone/" target="_blank" rel="noopener"><i><strong>Gli Anni In Bianco E Nero</strong></i></a> (Nord), nuovo romanzo di Francesca Giannone che, dopo <a href="https://www.unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it/vince-il-premi-bancarella-2023-francesca-giannone-con-la-portalettere/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Portalettere</strong></a>, racconta una storia familiare al femminile, ambientata negli anni Settanta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Segnaliamo un altro gradito ritorno: Andrea Vitali che ha appena pubblicato <i><strong>Il Piede Nella Fossa</strong></i> (Garzanti), una nuova storia ambientata nella sua Bellano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine, segnaliamo un romanzo ambientato a Cuba durante la Rivoluzione, con una trama che si snoda tra veri amori e partite a scacchi: <i><strong>La Sera In Cui Bobby Non Scese A Giocare</strong></i>, di Mayra Montero (Guanda).</p>
<p>Buone vacanze e buone letture!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Consigli per gli acquisti</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>Questa è la rubrica nella quale diamo spazio agli scrittori emergenti, agli editori indipendenti e ai prodotti editoriali che rimangono fuori dal circuito della grande distribuzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.novitainlibreria.it/il-medico-pasquale-pellegrini/" target="_blank" rel="noopener"><i><strong>Il Medico</strong></i></a><i><strong> </strong></i><i>(Il Libri Di Icaro, 2026) è </i>il nuovo romanzo di Pasquale Pellegrini, una storia intensa di scelte difficili, rinunce silenziose e desideri mai del tutto sopiti che appassionerà chi ama la narrativa introspettiva.</p>
<p><a href="https://www.novitainlibreria.it/metropolitan-gigolo-sergio-barletta/" target="_blank" rel="noopener"><i><strong>Metropolitan Gigolò</strong></i></a>, (Milano Meravigliosa Editrice, 2026)  di Sergio Barletta,</p>
<p>una storia che attraversa le contraddizioni della Milano contemporanea, offrendo uno sguardo originale sulle dinamiche del successo e dell’apparenza.</p>
<p><a href="https://www.novitainlibreria.it/sogni-doro-le-piccole-storie-della-buonanotte-daniela-argiolas/" target="_blank" rel="noopener"><i><strong>Sogni D’Oro</strong></i></a><i> – Le Piccole Storie Della Buonanotte</i> è la nuova raccolta di racconti per l’infanzia di Daniela Argiolas, (Edizioni del Faro, 2026) un libro da leggere insieme, sera dopo sera, per trasformare ogni nanna in un viaggio lieve tra sogni, emozioni e amore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Incontri con gli autori</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo intervistato per voi gli autori più richiesti del momento: leggete le nostre interviste a <a href="https://www.unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it/abbiamo-intervistato-simona-lo-iacono-e-approfondito-vari-temi-partendo-dal-suo-romanzo-joanna-degli-incanti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Simona Lo Iacono</strong></a>, <a href="https://www.unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it/abbiamo-intervistato-emanuela-fontana-approfondendo-vari-temo-legati-al-suo-romanzo-le-bambine-di-roma/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Emanuela Fontana</strong></a> e <a href="https://www.unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it/abbiamo-intervistato-stefano-vicario-parlando-del-nuovo-romanzo-essere-o-non-essere/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Stefano Vicario</strong></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per rimanere aggiornati su novità e curiosità dal mondo dei libri, venite a trovarci sul sito <a href="http://www.ilpassaparoladeilibri.it/" target="_blank" rel="noopener">www.ilpassaparoladeilibri.it</a></p>
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		<title>Il fantasma di Tom Joad si aggira ancora per l’America</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 23:38:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/Un-fotogramma-di-Furore-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Tom Joad è il protagonista del romanzo più famoso di John Steinbeck, The Grapes of Wrath ( i grappoli d’ira) uscito negli Stati Uniti nel 1939 e conosciuto in Italia con il titolo Furore. Un capolavoro senza età dal quale John Ford trasse uno storico film (con Henry Fonda nel ruolo di Tom Joad). Il libro racconta un’epopea ambientata negli anni Trenta  del Novecento, durante la Grande Depressione negli Stati Uniti, narrando la storia di una famiglia costretta a lasciare la propria casa e la propria terra a causa della crisi economica, per trovare un nuovo futuro in un altro</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/Un-fotogramma-di-Furore-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Tom Joad è il protagonista del romanzo più famoso di John Steinbeck, The Grapes of Wrath ( i grappoli d’ira) uscito negli Stati Uniti nel 1939 e conosciuto in Italia con il titolo Furore. Un capolavoro senza età dal quale John Ford trasse uno storico film (con Henry Fonda nel ruolo di Tom Joad). Il libro racconta un’epopea ambientata negli anni Trenta  del Novecento, durante la Grande Depressione negli Stati Uniti, narrando la storia di una famiglia costretta a lasciare la propria casa e la propria terra a causa della crisi economica, per trovare un nuovo futuro in un altro stato della grande nazione a stelle e strisce. Il capolavoro di Steinbeck giunse in Italia in epoca fascista e il regime immaginò di utilizzarne la storia in versione antiamericana, allo scopo di diffondere una immagine violenta e piuttosto primitiva dell’America di quegli anni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-263062" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/Lalbum-di-Springsteen.jpg" alt="" width="599" height="597" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/Lalbum-di-Springsteen.jpg 599w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/Lalbum-di-Springsteen-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/Lalbum-di-Springsteen-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/Lalbum-di-Springsteen-480x478.jpg 480w" sizes="(max-width: 599px) 100vw, 599px" /></p>
<p>Pubblicato da Bompiani venne comunque censurato perché, in fondo, quella ricerca ostinata di una speranza assumeva quei caratteri universali che al Duce e al suo entourage non piacevano per niente. Pagina dopo pagina John Steinbeck ci accompagna nella biblica trasmigrazione della famiglia Joad, assieme ad altre centinaia di poveri, dall´Oklahoma attraverso il Texas, il New Mexico e l´Arizona, lungo le famosa Route 66 ( che conoscerà altre storie letterarie, da Kerouac a tanti altri), fino alla California, “il paese del latte e del miele”, in cerca di una vita nuova e un poco di fortuna. Una speranza che viene ben presto delusa perché vi troveranno amarezze e stenti, al limite della sopravvivenza: paghe da fame, padroni duri e cinici, lavori da schiavi. Erano gli anni della grande crisi dopo il crollo di Wall Street nel 1929, dell’America dura e disperata, della lotta di classe più aspra, dei sogni che s’infrangevano a contatto con la  realtà. Woody Guthrie, il “menestrello della Grande Depressione”, padre putativo del folk revival degli anni ’60, scrisse una grande ballata su Tom Joad nel 1940, quasi dieci anni prima che Bruce Springsteen, il “boss” del rock, venisse al mondo. Influenzato da Guthrie e dalla storia, molti decenni dopo Springsteen trasformò Tom Joad in uno spirito, capace aggirarsi ovunque come un fantasma alla ricerca di una giustizia e una rivalsa in un mondo nel quale il destino degli emarginati è inevitabilmente un destino segnato da una cruda realtà che non smette di riproporre la propria attualità. The Ghost of Tom Joad è una canzone che parla di diseredati, di povertà e di un sistema economico spietato e ingiusto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-263063" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/Henri-Fonda-e-Tom-Joad.png" alt="" width="512" height="512" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/Henri-Fonda-e-Tom-Joad.png 512w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/Henri-Fonda-e-Tom-Joad-300x300.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/Henri-Fonda-e-Tom-Joad-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/Henri-Fonda-e-Tom-Joad-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
<p>Un testo che non lascia spazio ai dubbi: “L’autostrada è viva questa notte e dove va a finire tutti lo sanno, io sono seduto qui accanto alla luce del fuoco ad aspettare il fantasma di Tom Joad. Ora, Tom diceva: – Mamma, ovunque ci sia un poliziotto che picchia un ragazzo, ovunque un neonato pianga per la fame, ovunque ci sia una battaglia contro il sangue e l’odio nell’aria, cercami mamma, io sarò là. Ovunque ci siano uomini che lottano per un posto dove stare o per un lavoro decente, o per una mano che li aiuti, ovunque ci sia gente che sta lottando per essere libera, guarda nei loro occhi, Mamma, e tu vedrai me –“. Il fantasma di Tom Joad è ancora ben presente nell’America di oggi, e anche se sono passati quasi ottant’anni l’impressione è che per gli ultimi ben poco sia cambiato. The Ghost of Tom Joad  è stato l’undicesimo album in studio di Springsteen, pubblicato nel 1995 dalla CBS Records. Presidente degli “states” era il democratico Bill Clinton che, di lì a poco, sarebbe stato rieletto alla guida della nazione. Un anno dopo, nel 1996, Springsteen, ne parlava così: “La maggior parte delle cose che ho scritto riguardano l’America di oggi, anche se trovano le loro origini nel passato. Anche la canzone di Tom Joad non è storica, ma è sull’America degli anni ’90“.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-263064" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/bruce-springsteen-ghost-of-tom-joad-L-1.jpg" alt="" width="800" height="600" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/bruce-springsteen-ghost-of-tom-joad-L-1.jpg 800w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/bruce-springsteen-ghost-of-tom-joad-L-1-300x225.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/bruce-springsteen-ghost-of-tom-joad-L-1-768x576.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/bruce-springsteen-ghost-of-tom-joad-L-1-480x360.jpg 480w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>E, possiamo aggiungere, anche su quella odierna al tempo del secondo mandato di Donald Trump. Nella canzone si parla dell’autostrada, luogo simbolo del sogno americano, esaltato dalla generazione beat. Un immaginario ancora ben vivo ma popolato da gente senza speranza, il cui destino è un fuoco acceso sotto un ponte per scaldarsi. I Tom Joad di oggi sono i nuovi poveri, le vittime della grande recessione e della crisi economica che prese avvio negli Stati Uniti d’America nel 2007 in seguito allo scoppio della bolla immobiliare dei subprime, i disgraziati messi in ginocchio dalla pandemia del Covid, gli afroamericani e i latinos, gli homeless e in migranti, le principali vittime del nuovo ordine mondiale che piace al 47° Presidente degli Stati Uniti e al suo amico Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, sempre più affollato di gente senza lavoro e disperata, con poche libertà e scarso futuro.</p>
<p>Marco Travaglini</p>
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		<title>Le case più antiche di Torino, il fascino del Medioevo e la storia della città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 22:27:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Pingone-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Pingone-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Pingone-300x297.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Pingone-768x761.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Pingone-480x476.png 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Pingone.png 938w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Torino, conosciuta per la sua eleganza sobria, la sua architettura barocca, ma anche Liberty e neo-classica conserva nel suo cuore tracce di un passato molto lontano: le sue case medievali. Questi edifici sono pregiati e inestimabili testimoni di un’epoca in cui la città si stava trasformando in un centro di cultura, ma anche in un luogo autorevole in fatto di geopolitica. La sua posizione strategica ai piedi delle Alpi e al centro di un crocevia di culture, infatti, l’ha convertita in un modello unico di civilta’. I suoi palazzi contribuiscono a rendere questa citta’ un luogo elegante e fascinoso ed</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Pingone-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Pingone-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Pingone-300x297.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Pingone-768x761.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Pingone-480x476.png 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Pingone.png 938w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p align="justify">Torino, conosciuta per la sua eleganza sobria, la sua architettura barocca, ma anche Liberty e neo-classica conserva nel suo cuore tracce di un passato molto lontano: le sue case medievali. Questi edifici sono pregiati e inestimabili testimoni di un’epoca in cui la città si stava trasformando in un centro di cultura, ma anche in un luogo autorevole in fatto di geopolitica. La sua posizione strategica ai piedi delle Alpi e al centro di un crocevia di culture, infatti, l’ha convertita in un modello unico di civilta’. I suoi palazzi contribuiscono a rendere questa citta’ un luogo elegante e fascinoso ed e’ impossibile passeggiando per le vie di Torino non voltare lo sguardo verso l’alto per esplorare visivamente queste opere d’arte costituite da particolari architettonici e artistici, da disegni, da balconi decorati e di finestre dai vetri colorati. Tra le piu’ antiche palazzine della citta, memorie di un passato che arriva fino ai giorni, ne abbiamo tre di sicuro interesse artistico e storico.</p>
<p align="justify"><b>Casa del Pingone, </b>posizionata tra piazza delle Erbe e il Duomo,<b> </b>e’ una delle abitazioni più antiche della città, risalente ai secoli XV – XVI e prende il nome da Emanuele Filiberto Pingone, storico di corte del duca Emanuele Filiberto di Savoia che la abito’ dopo il trasferimento da Padova . L’edificio conserva elementi architettonici di grande pregio, come i soffitti in legno, affreschi decorati con motivi a grottesche (pitture di radice romana), e una torre merlata medievale ancora visibile sebbene sia stata coperta in alcune sue parti. Questa casa rappresenta un raro esempio di architettura civile medievale ancora intatta nel cuore di Torino. Nel 2000 e’ stata ridipinta per donarle i colori originari.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-258985" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Senato.png" alt="" width="965" height="930" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Senato.png 965w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Senato-300x289.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Senato-768x740.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-del-Senato-480x463.png 480w" sizes="(max-width: 965px) 100vw, 965px" /></p>
<p align="justify"><b>Casa del Senato </b>e’ un altro esempio di edilizia medievale che si distingue per la sua base in pietra e per tracce di finestre ogivali, poi sostituite nel XVI secolo da ampie finestre a crociera in cotto. Con i suoi quattro piani fuori terra, la Casa del Senato era sorprendentemente alta per l&#8217;epoca, sottolineando il suo ruolo istituzionale e la sua importanza all&#8217;interno della città medievale. Costruita come casa nobiliare e poi divenuta luogo di incontro del Senato Subalpino dove furono discusse e approvate alcune delle decisioni più significative per l&#8217;unificazione dell&#8217;Italia e ha avuto un&#8217;importanza particolare durante il Risorgimento italiano. Si trova nel cuore del centro di Torino e rappresenta uno dei simboli capitale del Regno di Sardegna.</p>
<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-258986" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-Romagnano.png" alt="" width="910" height="930" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-Romagnano.png 910w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-Romagnano-294x300.png 294w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-Romagnano-768x785.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/01/Casa-Romagnano-480x491.png 480w" sizes="(max-width: 910px) 100vw, 910px" /></p>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a> <b>Casa Romagnano</b>, sita in via dei Mercanti 9, conosciuta anche come “Casa Armissoglio”, è un’altra testimonianza dell’edilizia civile della Torino medievale costruita tra la fine del XIII e l’inizio del XVI secolo. Dimora dell’omonima famiglia, nonostante i numerosi interventi di restauro nel corso del tempo, la casa conserva il suo aspetto nobile con dettagli architettonici dell’epoca come le quattro eleganti finestre in cotto e marcapiani che le danno equilibrio e sobrieta’ e che rispecchiano la maestria artigianale di quel periodo. Afine del 1800 fu riqualificata e vennero riportati alla luce diversi elementi come le parti in cotto e le finestre.</p>
<p align="justify"><b>Altre Testimonianze Storiche</b></p>
<p align="justify">Oltre a queste dimore, Torino conserva altri edifici medievali sparsi per il centro storico. Le mura romane, le torri e alcune chiese completano un quadro ricco di fascino, che permette di immaginare com&#8217;era la città secoli fa.</p>
<p align="justify"><strong>Maria La Barbera</strong></p>
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		<title>“COSE. Stanze come mondi”</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/08/02/cose-stanze-come-mondi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 13:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[ARTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini2-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Nell’ottocentesca “Villa Giulia” di Verbania, la “città giardino” sul Lago Maggiore dedica un’importante retrospettiva ad Alessandro Mendini Dal 16 maggio al 27 settembre Verbania Una grandiosa (in tutti sensi) “Poltrona di Paglia”, che mi fa subito venire alla mente le “Big Benches” (“Panchine Giganti” panoramiche, oggi sparse in tutta Italia, la maggior parte in Piemonte), ideate dal designer automobilistico americano Chris Bangle quando insieme alla moglie, nel 2009, si trasferì nelle Langhe di Clavesana e proprio lì creò la sua prima “Panchina Gigante”. La “Panchina n. 1”. Correva l’anno 2010. Non una novità, se si pensa all’enorme “Poltrona di Paglia”, di cui sopra, progettata da Alessandro</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/02/cose-stanze-come-mondi/">“COSE. Stanze come mondi”</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini2-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="font-weight: 400;"><strong>Nell’ottocentesca “Villa Giulia” di Verbania, la “città giardino” sul Lago Maggiore dedica un’importante retrospettiva ad Alessandro Mendini</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Dal 16 maggio al 27 settembre</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Verbania</p>
<p style="font-weight: 400;">Una grandiosa (in tutti sensi) <em>“Poltrona di Paglia”</em>, che mi fa subito venire alla mente le <em>“Big Benches”</em> (“Panchine Giganti” panoramiche, oggi sparse in tutta Italia, la maggior parte in Piemonte), ideate dal designer automobilistico americano Chris Bangle quando insieme alla moglie, nel 2009, si trasferì nelle Langhe di Clavesana e proprio lì creò la sua prima “Panchina Gigante”. La “Panchina n. 1”. <strong>Correva l’anno 2010</strong>. Non una novità, se si pensa all’enorme <em>“Poltrona di Paglia”</em>, di cui sopra, progettata da <strong>Alessandro Mendini</strong>, era il <strong>1974</strong> (<strong>ben 35 anni prima!</strong>), tra i più geniali interpreti del <em>“design”</em> e dell’“architettura” del nostro Novecento, cui la <strong>Città di Verbania</strong> dedica nell’ottocentesca <strong>“Villa Giulia”</strong>, sul versante piemontese del Lago Maggiore, una prestigiosa retrospettiva, curata da <strong>Loredana Parmesani</strong> (con allestimento di <strong>Alex Mocika</strong>), e visibile <strong>da sabato 16 maggio</strong> a <strong>domenica 27 settembre</strong>. <strong>Ben 130 le opere in mostra</strong>, tra le più significative della sterminata produzione di Mendini (Milano, 1931 – 2019) e capaci di ripercorrere tutta la sua lunga carriera, dando voce e corpo ad un vasto arco cronologico che scorre dai primi passi nel <em>“Radical Design”</em> milanese degli anni Settanta fino alle più pronunciate <em>“teorie post-moderne”</em>, che ritroviamo anche nella sua collaborazione con l’<strong>Azienda “Alessi”</strong>, la cosiddetta <em>“Fabbrica dei sogni”</em>, che proprio nel <strong>Verbano-Cusio-Ossola</strong> (precisamente ad Omegna, dove fu fondata nel 1921 da Giovanni Alessi) ha la sua sede operativa.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-303305" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini4.jpg" alt="" width="715" height="904" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini4.jpg 715w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini4-237x300.jpg 237w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini4-480x607.jpg 480w" sizes="(max-width: 715px) 100vw, 715px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Organizzata dal <strong>“Comune di Verbania”</strong>, in collaborazione con l’<strong>“Archivio Alessandro Mendini (Elisa e Fulvia Mendini)”</strong>, il Patrocinio di <strong>“Regione Piemonte”</strong> e <strong>“Provincia del Verbano-Cusio- Ossola”</strong> (insieme ad altri numerosi Enti ed Istituzioni), la rassegna segue fedelmente un particolare “percorso espositivo” che si snoda lungo un allestimento modulato sulla struttura interna di <strong>“Villa Giulia”</strong>. In cui s’affiancano, per l’appunto (per dirla con il titolo della stessa mostra), <em>“Cose”</em> che guardano &#8211; in un gioco ludico fatto di alta maestria ma anche di sottile ironia e non poca visionarietà &#8211; alle <em>“Stanze come mondi”</em>.  Ogni stanza, infatti, é dedicata a un capolavoro di <strong>Mendini</strong>, scelto in collaborazione con le figlie <strong>Fulvia</strong> ed <strong>Elisa</strong>.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-303306" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini1.jpg" alt="" width="1011" height="850" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini1.jpg 1011w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini1-300x252.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini1-768x646.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini1-480x404.jpg 480w" sizes="(max-width: 1011px) 100vw, 1011px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">In mostra, ci si muove dunque dalla famosa <em>“Poltrona di Paglia”</em> del 1974, progettata per dichiarare quanto il <em>“design”</em> possa essere non solo creazione di “oggetti utili”, ma anche <em>“strumento di provocazione, sensibilizzazione e attivismo sociale”</em>, alla <em>“Poltrona di Proust”</em> del 1978, dedicata allo scrittore francese e a metà tra “Rococò” e “Puntinismo”; dal <em>“Divano K2”</em> <strong> </strong>per <strong>“A LOT OF Brazil”</strong> (importante industria di <em>“design”</em> brasiliana) del 2013 &#8211; omaggio ai riferimenti artistici a lui più vicini, quali <strong>De Chirico</strong>, <strong>Savinio</strong>, <strong>Carrà</strong>, <strong>Kandinskij</strong>, <strong>Futurismo</strong> e le <strong>avanguardie storiche</strong> del tempo &#8211; al <em>“Mendinigrafo”</em> del 1985, una sorta di “normografo” o “strumento da disegno” in legno che racchiude i segni e i decori caratterizzanti la sua produzione, fino al <em>“100% Make up”</em> di “Alessi” del 1992, una <strong>“Collezione di 100 vasi in porcellana”</strong> con il coperchio disegnato da Mendini, ma decorati da altrettanti artisti, architetti e <em>“designer”</em> internazionali. E tant’altro, ancora, di imprevedibile e geniale creatività. Ciascuna opera, inoltre, ci appare accompagnata da <strong>disegni</strong><strong>, oggetti</strong><strong>, dipinti</strong><strong> e testi</strong> che ne spiegano la genesi e ne sottolineano la collocazione storica e l’importanza estetica.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-303307" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini5-1024x665.jpg" alt="" width="1020" height="662" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini5-1024x665.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini5-300x195.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini5-768x499.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini5-480x312.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/foto-mendini5.jpg 1392w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Sottolinea la curatrice, <strong>Loredana Parmesani</strong>: <em>“In ogni spazio, l’oggetto iconico dà il via a un racconto progettuale ed emozionale che si sviluppa in un percorso fatto di oggetti, disegni, fotografie, scritti che sostengono la peculiarità teorica e formale dell’argomento affrontato. Perché le stanze? Perché le stanze come mondi? Perché le stanze sono state uno dei fili conduttori della sua ricerca. La stanza, a lui così cara, è luogo della riflessione, del riposo, della quiete, del lavoro ma anche il luogo della turbolenza, dell’inquietudine che può divenire anche prigione da cui fuggire grazie all’immaginazione”</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Particolarmente intenso e fecondo anche l’estroso lavoro di “architetto” di Mendini che, insieme al fratello<strong> Francesco</strong> e con il loro <strong>“Atelier”</strong>, ha dato vita a innumerevoli progetti in Italia e nel mondo, dalle <strong>“Fabbriche Alessi”</strong> a Omegna alla <strong>“Piscina Olimpionica”</strong> di Trieste e alle stazioni della <strong>“Metropolitana”</strong> a Napoli, fino, in estrema sintesi, al <strong>“Museo di Groningen”</strong> in Olanda, a un <strong>quartiere</strong> di Lugano in Svizzera, a un <strong>“Palazzo Commerciale”</strong> a Lörrach in Germania e, in Corea del Sud, alla <strong>“Torre Osservatorio”</strong> di Suncheon.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gianni Milani</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>“COSE. Stanze come mondi”</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Villa Giulia, corso Zanitello 10, Verbania; tel. 0323/503249 o <a href="http://www.viviverbania.it/">www.viviverbania.it</a></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Dal 16 maggio al 27 settembre</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Orari: dal lun. al ven. 10,30/13 e 16/19; sab. e dom. 11/19</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Nelle foto: Alessandro Mendini seduto sulla “Poltrona di paglia”, 1974 (Ph. Enrico D. Bona); “Poltrona di Proust”, 1978 (Ph. Carlo Lavoratori); “K2 Amazzonia”, 2013 (“Archivio Alessandro Mendini”); “100% Make Up, Alessi”, 1992 (“Archivio Alessandro Mendini”)</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/02/cose-stanze-come-mondi/">“COSE. Stanze come mondi”</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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