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	<title>CULTURA E SPETTACOLI Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>CULTURA E SPETTACOLI Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>Raffaella Romagnolo presenta “La segreta cura”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 09:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4109-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4109-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4109-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Alla Fondazione Mirafiore, per le “Passeggiate Letteriarie” Venerdì 26 giugno, alle ore 18.30, nell’incantevole del Bosco dei Pensieri, all&#8217;interno del Villaggio Narrante di Fontanafredda, a Serralunga d&#8217;Alba, le passeggiate letterarie della Fondazione Emanuele di Mirafiore accoglieranno Raffaella Romagnolo, che leggerà e racconterà il suo libro “La segreta cura”. Cosa c&#8217;è sotto la superficie della nostra pelle? A vederci da fuori siamo tutti uguali, ma appena sotto la pelle sono in corso processi di cui nemmeno noi siamo sempre consapevoli, e che sono malattie che, una volta diagnosticate, modificano per sempre il corso della nostra vita. È quello che è accaduto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4109-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4109-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4109-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Alla Fondazione Mirafiore, per le “Passeggiate Letteriarie”</p>
<p>Venerdì 26 giugno, alle ore 18.30, nell’incantevole del Bosco dei Pensieri, all&#8217;interno del Villaggio Narrante di Fontanafredda, a Serralunga d&#8217;Alba, le passeggiate letterarie della Fondazione Emanuele di Mirafiore accoglieranno Raffaella Romagnolo, che leggerà e racconterà il suo libro “La segreta cura”.</p>
<p>Cosa c&#8217;è sotto la superficie della nostra pelle? A vederci da fuori siamo tutti uguali, ma appena sotto la pelle sono in corso processi di cui nemmeno noi siamo sempre consapevoli, e che sono malattie che, una volta diagnosticate, modificano per sempre il corso della nostra vita. È quello che è accaduto a Raffaella Romagnolo che, solo dopo molti anni dalla diagnosi, ha deciso di raccontare la sua esperienza, “perché tutto diventa scrittura”. L’autrice ripercorre i primi consueti medici, le cure con l’interferone gli effetti collaterali invasivi,  il lento percorso di accettazione fino alla richiesta di invalidità. Dopo aver dato un nome alla malattia, il passo seguente è stata farla conoscere sul piano sociale. La parola “cura” del titolo porta in sé una doppia radice: la terapia medica e, nel senso etimologico latino, la preoccupazione e l’angoscia. Elaborare la malattia significa anche rendersi conto di essere un corpo, non di avere un corpo, e di ricostruire la propria identità in una forma più matura e complessa. Il traguardo è possibilità di contemplare un orizzonte più terso e ampio.</p>
<p>Ingresso libero con prenotazione obbligatoria tramite il sito www.fondazionemirafiore.it</p>
<p>Mara Martellotta</p>
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		<title>Il Giappone all’ombra della Mole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 09:28:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-concerto-munedaiko-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-concerto-munedaiko-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-concerto-munedaiko-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />A Torino la “tre giorni” del “Torino Matsuri 2026”, il Festival dedicato alla scoperta e alla diffusione della Cultura nipponica Da venerdì 3 a domenica 5 luglio Dal tradizionale “Chanoyou” o “Chadō” pubblico (millenaria e solenne cerimonia del tè, tra le arti tradizionali più note del “Buddismo Zen”) alla pratica dimostrazione della “pittura a inchiostro sumi-e” o dell’ “acquerello suisaiga” fino al coinvolgente worksop dedicato ai tradizionali “tamburi taiko” suonati dal celebre Gruppo italiano- di studio e spettacolo &#8211; dei “Munedaiko” (riconosciuto ufficialmente come collaboratore culturale dell’“Ambasciata del Giappone in Italia”): sarà un viaggio estremamente curioso e ben articolato quello proposto dal “Torino Matsuri 2026”, Festival interamente incentrato sulla scoperta e divulgazione della “Cultura giapponese”,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-concerto-munedaiko-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-concerto-munedaiko-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-concerto-munedaiko-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>A Torino la “tre giorni” del “Torino Matsuri 2026”, il Festival dedicato alla scoperta e alla diffusione della Cultura nipponica</strong></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Da venerdì 3 a domenica 5 luglio</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Dal tradizionale <em>“Chanoyou”</em> o <em>“Chadō”</em><strong><em> </em></strong>pubblico (millenaria e solenne cerimonia del tè, tra le arti tradizionali più note del “Buddismo Zen”) alla pratica dimostrazione della <em>“pittura a inchiostro sumi-e”</em> o dell’ <em>“acquerello suisaiga”</em> fino al coinvolgente <em>worksop</em> dedicato ai tradizionali <em>“tamburi taiko”</em> suonati dal celebre Gruppo italiano- di studio e spettacolo &#8211; dei <strong>“Munedaiko”</strong> (riconosciuto ufficialmente come collaboratore culturale dell’<strong>“Ambasciata del Giappone in Italia”</strong>): sarà un viaggio estremamente curioso e ben articolato quello proposto dal <strong>“Torino Matsuri 2026”</strong>, Festival interamente incentrato sulla scoperta e divulgazione della “Cultura giapponese”, organizzato dall’Associazione Culturale <strong>“Yoshin Ryu”</strong> all’<strong>“Impianto Crescenzio”</strong> (affiliato Arci Torino), in lungo Dora Colletta 53, a Vanchiglietta.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-306924" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-chanoyu-pubblico.jpeg" alt="" width="743" height="991" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-chanoyu-pubblico.jpeg 743w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-chanoyu-pubblico-225x300.jpeg 225w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-chanoyu-pubblico-480x640.jpeg 480w" sizes="(max-width: 743px) 100vw, 743px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Giunto ormai alla sua <strong>undicesima edizione</strong>, l’evento è in programma per tre giorni a Torino, <strong>da venerdì 3 a domenica 5 luglio</strong>, in occasione della festa tradizionale del <strong>“Tanabata”</strong>, nota come la <strong>“Festa delle stelle innamorate”</strong>, che si celebra in Giappone il 7 luglio, traendo origine da una “romantica” leggenda cinese. Leggenda che vede protagonisti  i due amanti <strong>Orihime</strong> (la “stella Vega”) e <strong>Hikoboshi</strong> (la “stella Altair”), separati dalla “Via Lattea” e condannati a incontrarsi una sola notte all’anno. Per l’occasione, le strade e le case si riempiono di colore grazie ai <em>“tanzaku”</em>, piccoli foglietti colorati su cui le persone scrivono i propri desideri e preghiere d’amore, per poi appenderli a rami di bambù. Una festa che unisce, così, il fascino del cosmo a una profonda e suggestiva tradizione popolare. E che, in quest’edizione del Festival, in “salsa torinese”, vuole però aprirsi ai ritmi e alle immagini dell’attualità. Sottolinea, infatti, <strong>Giada Turtoro</strong>, vicepresidente dell’Associazione Culturale “Yoshin Ryu”: <em>“Il Festival continua a crescere, consolidando una formula che affianca i nostri appuntamenti più amati ad alcune novità</em>. <em>Quest&#8217;anno, infatti, accanto alla solennità dei laboratori tradizionali e dei tamburi ‘taiko’, siamo felici di aprire le porte alla vivacità dei ‘cosplay’ e del mondo ‘gaming’. È questa contaminazione tra la sacralità del passato e l’energia del presente a rendere l’evento un punto di riferimento unico nel panorama culturale</em><em>”</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Cosa aspettarsi, dunque, dall’undicesima edizione dell’evento? <em>“Un’immersione totale tra le ‘suggestioni millenarie’ e le vibranti ‘tendenze pop’ del Paese del Sol Levante. Questo Festival si propone come un <strong>‘ponte culturale’</strong>, offrendo un programma fitto e articolato che si sviluppa rivolgendosi ad appassionati, ma anche a famiglie e curiosi di tutte le età”</em>.<img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-306922" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-sumi-e.jpeg" alt="" width="557" height="991" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-sumi-e.jpeg 557w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-sumi-e-169x300.jpeg 169w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-sumi-e-480x854.jpeg 480w" sizes="(max-width: 557px) 100vw, 557px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Nel fine settimana di <strong>sabato 4</strong> e <strong>domenica 5 luglio</strong> i cancelli rimarranno aperti <strong>dalle 10 alle 23,30</strong>, con una ricca costellazione di <em>workshop</em> tematici legati alla tradizione: dalla precisione della <strong>“calligrafia shodō”</strong> all’armonia botanica dell’<strong>“ikebana”</strong> e all’arte preziosa dell’<strong>“origami”.</strong> I visitatori potranno inoltre approcciare la<strong> “lingua giapponese”</strong>, scoprire i segreti della vestizione dello <strong>“yukata”</strong> (il tipico kimono estivo), apprendere le tecniche del <strong>“disegno manga”</strong> e creare i celebri pupazzi “<strong>amigurumi”</strong> ad uncinetto. Non mancheranno dibattiti e incontri culturali. Da segnalare, in particolare il tema della “sicurezza personale femminile” affrontata con il metodo <strong>“Sicuramente Donna”</strong>, accanto alla <strong>“presentazione di romanzi”</strong> dedicati al Giappone firmati da autrici emergenti e proposti da <strong>Denise Paradiso</strong>, nonché un nostalgico viaggio nel <strong>“mondo dei videogiochi”</strong> con un “focus” sui trentacinque anni di “<em>Street Fighter</em>”, guidato dall’esperto <strong>Mike Arcade</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Grandi protagoniste delle serate la <strong>“proposta gastronomica”</strong> (a partire dalla cena di <strong>venerdì 3 luglio</strong> a base di <em>“ramen”</em> – spaghetti di frumento serviti in brodo di carne o pesce – preparata dallo chef <strong>Carlo “Ojisan” Mele</strong>) e l’<strong>“intrattenimento”</strong>, dal <strong>“cinema”</strong> alla <strong>“musica dal vivo”</strong> con la travolgente energia, in particolare, de <strong>“I Cavalieri di Zara”</strong>, <em>“cartoon tribute band”</em> che farà ballare il pubblico con le “sigle animate” più amate dagli anni &#8217;80 al 2000. La giornata di <strong>domenica 5 luglio</strong> sarà invece scandita dal “ritmo ancestrale” del Giappone: nel pomeriggio si terrà l’atteso <em>workshop</em> di <strong>“tamburi tradizionali taiko”</strong> con i celebri <strong>“Munedaiko”</strong>, mentre la serata vedrà alternarsi sul palco una suggestiva <em>performance</em> di <strong>“teatro marziale”</strong> e il potente concerto finale dello stesso gruppo di percussionisti. Per finire, gli appassionati di motori potranno ammirare da vicino un&#8217;esposizione di<strong> veicoli storici </strong>e<strong> moderni </strong>a cura di<strong> “Mazda” </strong>e<strong> “Toyota”</strong>, mentre l’area <em>“gaming”</em> intratterrà il pubblico con “tornei di carte collezionabili” e sfide ai giochi di strategia orientali come lo <em>“shogi”</em> e il <em>“go”</em>. Il sipario calerà sull’immancabile e colorata <em>“gara cosplay”</em>, moderata dallo staff di <strong>“Nerd Chop Express</strong>”, <strong>Denise Paradiso</strong> e <strong>Mike Arcade</strong>, che premieranno i “migliori costumi” ispirati a “fumetti”, “anime” e “videogiochi”. Tributo completo al mondo magico del più contemporaneo “Paese del Sol Levante”. Per ulteriori <strong>info</strong>: tel. <strong>375/5802205</strong> o <a href="http://www.yoshinryu.com/">www.yoshinryu.com</a></p>
<p style="font-weight: 400;">Gianni Milani</p>
<p style="font-weight: 400;">Nelle foto: “Tamburi taiko” – Munedaiko; “Chanoy pubblico”; Pittura “Sumi-e”</p>
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		<title>Comic Live Show. Sarà un luglio all&#8217;insegna della comicità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 07:38:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/657X675-comic-live-show-2026-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/657X675-comic-live-show-2026-2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/657X675-comic-live-show-2026-2-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/657X675-comic-live-show-2026-2-480x480.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/657X675-comic-live-show-2026-2.jpg 675w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Nella corte del Palazzo Comunale di Chieri Dopo il successo della prima edizione, torna per il secondo anno consecutivo il Chieri Comic Live Show, la rassegna di comicità e standup comedy organizzata dalla compagnia Santibriganti Teatro. Quest&#8217;anno l&#8217;iniziativa sarà tutta al femminile, e trasformerà le sere di luglio in un concentrato di ironia e rosate travolgenti. La cornice sarà ancora una volta la splendida e suggestiva atmosfera del Cortile del Palazzo Comunale di Chieri, un palco animato grazie al contributo dell’Amministrazione Comunale. Si tratterà di quattro appuntamenti unici con quattro straordinarie artiste che, armate di microfono e tagliente ironia, smonteranno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/657X675-comic-live-show-2026-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/657X675-comic-live-show-2026-2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/657X675-comic-live-show-2026-2-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/657X675-comic-live-show-2026-2-480x480.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/657X675-comic-live-show-2026-2.jpg 675w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><strong>Nella corte del Palazzo Comunale di Chieri</strong></p>
<p>Dopo il successo della prima edizione, torna per il secondo anno consecutivo il Chieri Comic Live Show, la rassegna di comicità e standup comedy organizzata dalla compagnia Santibriganti Teatro. Quest&#8217;anno l&#8217;iniziativa sarà tutta al femminile, e trasformerà le sere di luglio in un concentrato di ironia e rosate travolgenti. La cornice sarà ancora una volta la splendida e suggestiva atmosfera del Cortile del Palazzo Comunale di Chieri, un palco animato grazie al contributo dell’Amministrazione Comunale. Si tratterà di quattro appuntamenti unici con quattro straordinarie artiste che, armate di microfono e tagliente ironia, smonteranno stereotipi, racconteranno paradossi quotidiani e risponderanno alle grandi domande della vita, dalla filosofia al tabù, dagli shock culturali alle sfide della mezza età, fino alla comicità che abbatte le barriere. Quest’anno, a Chieri, ce n’è davvero per tutti i gusti. L’iniziativa è curata da Santibriganti Teatro e realizzata con il sostegno, il contributo economico  eil patrocinio della Città di Chieri.</p>
<p>Lunedi 6 luglio, alle 21.30, andrà in scena “A night with” di e con Annagaia Marchioro. Si tratterà di una serata dove tutto può accadere, dove i massimi sistemi possono in incontrare le giornate del ciclo o della creaturina che la notte ugola come la Pausini. Si parlerà di tutto e di niente, un po’ come la vita, e si riderà tanto.</p>
<p>La seconda serata sarà venerdì 17 luglio, alle 21.30, con “New girl in town. Le disavventure di un’inglese in Italia”, di e con Hannah Croft. Comica inglese trasferita in Italia, la Croft porta sul palco la sua prima ora di standup comedy in italiano. Trasforma in risate ogni scontro culturale, mentre si chiede “Sono straniera o semplicemente strana?”, “Cosa c’è di più sexy di un codice fiscale?”, “Posso ancora dirmi inglese se parcheggio sul marciapiede?”.</p>
<p>Lunedì 20 luglio, alle 21.30, andranno in scena i “Diari del bastone bianco”, dall’omonimo libro di Daisy Icardi, per la regia di Carla Carucci. “Non mi sono mai fatta tante risate come da quando mi aggiro per il mondo con il bastone bianco, osservando, con quel poco di vista che mi resta, il mondo dei normodotati, che non sempre fanno la cosa giusta, ma nella maggior parte dei casi ci provano. Anche loro incentivano e sbagliano, talvolta con i piedi, più spesso con le parole, ma non fa niente…loro sono normali, e non c’è più niente di normale che sbagliare”.</p>
<p>Ultimo appuntamento martedì 28 luglio, alle 21.30, con “La ragazza con la lavastoviglie di perla” di e con Giulia Pont, per la regia di Carla Carucci. Giulia racconta con ironia e divertimento l’età adulta di chi si sente sempre fuoriluogo e fuoritempo. Tra corsi di danza in mezzo alle teenager,bravi ragazzi che arrivano dopo troppi uomini-carciofo, attraversa con sarcasmo le piccole rivelazioni della vita adulta, e ridimensiona le aspettative: mentre Jennifer Lopez, mito dell’adolescenza, è felice su uno yacht, tu puoi sentirti realizzata davanti alla tua lavastoviglie. Attrice e autrice comica torinese , ha partecipato a molti festival di teatro ed è stata premiata al Festival di “Monologhi 1” di Firenze e al Premio del Pubblico del Faenza Cabaret. Rappresenta, il suo, un gradito ritorno al Chieri Comic Live Show dopo il successo dello scorso anno.</p>
<p>Biglietti online: 7 euro su ticket.it e santibriganti.it – in cassa: 10 euro intero e ridotto 8 euro. Gratuito per persone con disabilità e accompagnatore. Apertura della cassa un’ora prima dello spettacolo. In caso di pioggia, gli spettacoli si terranno presso il cine-auditorium “Leo Chiosso”.</p>
<p>Info: 011645740 – da lunedì al giovedì dalle 11 alle 17 – <a href="http://www.santibriganti.it/" target="_blank" rel="noopener">www.santibriganti.it</a></p>
<p>Corte del Palazzo Comunale – via Palazzo di Città 10, Chieri (TO)</p>
<p>Mara Martellotta</p>
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		<title>Margherita di Savoia, il paese della Puglia che porta il nome di una regina torinese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 03:36:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4096-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4096-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4096-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />&#160; Dove l&#8217;oro bianco delle saline incontra il ricordo di una donna. C&#8217;è un luogo in Puglia dove il nome di una regina nata a Torino continua a vivere ogni giorno. Lo si legge sui cartelli stradali, nelle insegne dei negozi e nei documenti ufficiali. È Margherita di Savoia, cittadina affacciata sull&#8217;Adriatico, famosa per le sue immense saline e per il singolare legame che la unisce alla monarchia italiana. Fino al 1879 il paese era conosciuto come Saline di Barletta. In quell&#8217;anno il comune decise di assumere il nome di Margherita di Savoia in onore della regina consorte di Umberto</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/06/23/margherita-di-savoia-il-paese-della-puglia-che-porta-il-nome-di-una-regina-torinese/">Margherita di Savoia, il paese della Puglia che porta il nome di una regina torinese</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4096-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4096-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4096-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Dove l&#8217;oro bianco delle saline incontra il ricordo di una donna.</strong></span></p>
<p>C&#8217;è un luogo in Puglia dove il nome di una regina nata a Torino continua a vivere ogni giorno. Lo si legge sui cartelli stradali, nelle insegne dei negozi e nei documenti ufficiali. È Margherita di Savoia, cittadina affacciata sull&#8217;Adriatico, famosa per le sue immense saline e per il singolare legame che la unisce alla monarchia italiana. Fino al 1879 il paese era conosciuto come Saline di Barletta. In quell&#8217;anno il comune decise di assumere il nome di Margherita di Savoia in onore della regina consorte di Umberto I. La scelta non fu casuale. La sovrana aveva mostrato interesse per questo territorio e per la sua principale ricchezza: il sale, una risorsa che per secoli aveva rappresentato una fonte di prosperità economica per l&#8217;intera area. Le saline sono ancora oggi il cuore identitario della città. Estese per circa venti chilometri lungo la costa, sono considerate tra le più grandi d&#8217;Europa. Già in epoca romana il sale estratto in questi bacini era una merce preziosa, tanto da essere definito &#8220;oro bianco&#8221;. Per secoli il controllo della sua produzione ha significato ricchezza, potere e sviluppo. Oggi, oltre a essere un importante sito produttivo, le saline costituiscono un ambiente naturale di straordinaria bellezza. Migliaia di fenicotteri rosa vi sostano ogni anno durante le migrazioni e molti scelgono questi specchi d&#8217;acqua per nidificare. Il bianco del sale, il rosa degli uccelli e l&#8217;azzurro del mare disegnano un paesaggio unico che rende questo tratto di costa uno dei più suggestivi del Mezzogiorno.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-306774" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4094-290x300.png" alt="" width="290" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4094-290x300.png 290w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4094-768x794.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4094-480x496.png 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4094.png 860w" sizes="(max-width: 290px) 100vw, 290px" />Accanto alle saline si sviluppa anche un&#8217;importante attività termale. I fanghi e le acque madri provenienti dai bacini salanti vengono utilizzati per trattamenti terapeutici e di benessere, richiamando visitatori da tutta Italia. Per conoscere la storia di questo straordinario patrimonio è possibile visitare il Museo Storico delle Saline, che conserva documenti, fotografie e strumenti utilizzati nel lavoro di estrazione del sale.</p>
<p>La figura della regina Margherita continua a evocare curiosità e aneddoti. Donna colta e popolare, fu una delle personalità più amate dell&#8217;Italia di fine Ottocento. Il suo nome è legato anche a una delle specialità gastronomiche più conosciute al mondo: la pizza Margherita, che secondo la tradizione le sarebbe stata dedicata nel 1889 durante una visita a Napoli. Vera o meno che sia la leggenda, il nome della sovrana continua ancora oggi a unire luoghi e storie molto diversi tra loro.</p>
<p>Passeggiando per il centro di Margherita di Savoia si incontrano testimonianze di questo passato. Tra i monumenti più significativi spicca la Torre delle Saline, costruita nel XVI secolo per difendere il territorio dalle incursioni provenienti dal mare. Simbolo della città, racconta il lungo rapporto tra gli abitanti e la produzione del sale.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-306775" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4095-300x285.png" alt="" width="300" height="285" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4095-300x285.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4095-768x730.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4095-480x457.png 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4095.png 860w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Merita una visita anche la Chiesa Madre del Santissimo Salvatore, edificata tra il 1859 e il 1871 e dedicata al patrono cittadino. Poco distante si snoda Corso Vittorio Emanuele, elegante asse urbano fiancheggiato da edifici ottocenteschi, mentre il Lungomare Cristoforo Colombo offre una piacevole passeggiata con vista sull&#8217;Adriatico, particolarmente suggestiva nelle ore del tramonto.</p>
<p>A breve distanza dal paese si trova inoltre il sito archeologico di Canne della Battaglia, teatro nel 216 a.C. della celebre vittoria di Annibale sui Romani, una delle battaglie più studiate della storia militare.</p>
<p>Margherita di Savoia rappresenta così un singolare punto d&#8217;incontro tra Nord e Sud. Da una parte la memoria della dinastia sabauda e di una regina nata a Torino, dall&#8217;altra il paesaggio luminoso della Puglia, modellato dal mare e dal sale. Un legame inatteso che attraversa la storia dell&#8217;Italia unita e che continua a vivere in uno dei luoghi più affascinanti dell&#8217;Adriatico.</p>
<p>Non è un caso che questo sia uno dei rarissimi comuni italiani intitolati a una donna. A oltre un secolo dalla sua dedicazione, il nome di Margherita di Savoia continua a volare alto, proprio come i fenicotteri che ogni anno colorano di rosa le sue saline.</p>
<p>Di Maria La Barbera</p>
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<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/06/23/margherita-di-savoia-il-paese-della-puglia-che-porta-il-nome-di-una-regina-torinese/">Margherita di Savoia, il paese della Puglia che porta il nome di una regina torinese</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>Giovanna Botteri al Forte di Bard</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 00:31:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-botteri-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-botteri-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-botteri-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Noto volto televisivo e tra le più grandi giornaliste e inviate di punta della “Rai”, la Botteri parteciperà alla conferenza “Taccuino di un mondo affamato” Domenica 28 giugno, ore 16 Bard (Aosta) L’incontro con la celebre giornalista triestina vuole essere l’ultimo capitolo nella serie di eventi e dibattiti, organizzati alla “Fortezza” sabauda, intorno ai temi al centro della mostra “Nutrire il Mondo, la sfida globale dell’alimentazione”, il progetto fotografico promosso, insieme al “Forte” valdostano, dall’“Agence France– Press” (tra le più antiche ed autorevoli agenzie di stampa internazionali) e visitabile fino a domenica 19 luglio prossimo. Titolo: “Taccuino di un mondo affamato”, appuntamento in</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/06/23/giovanna-botteri-al-forte-di-bard/">Giovanna Botteri al Forte di Bard</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-botteri-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-botteri-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-botteri-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong>Noto volto televisivo e tra le più grandi giornaliste e inviate di punta della “Rai”, la Botteri parteciperà alla conferenza “Taccuino di un mondo affamato”</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Domenica 28 giugno, ore 16</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Bard (Aosta)</p>
<p style="font-weight: 400;">L’incontro con la celebre giornalista triestina vuole essere l’ultimo capitolo nella serie di eventi e dibattiti, organizzati alla “Fortezza” sabauda, intorno ai temi al centro della mostra <em>“Nutrire il Mondo, la sfida globale dell’alimentazione”</em>, il progetto fotografico promosso, insieme al “Forte” valdostano, dall’<strong>“Agence France– Press”</strong> (tra le più antiche ed autorevoli agenzie di stampa internazionali) e visitabile fino a domenica 19 luglio prossimo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Titolo: <strong>“Taccuino di un mondo affamato”</strong>, appuntamento in agenda per <strong>domenica 28 giugno</strong>, <strong>alle 16</strong>. Accanto a <strong>Giovanna Botteri</strong> interverranno <strong>Sabrina Rossi Montegrandi</strong>, director of Business Development Italy-Malta-Turkey di “Agence France-Presse” e <strong>Ornella Badery</strong>, presidente del “Forte di Bard”.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-306848" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-forte-di-bard-1024x683.jpg" alt="" width="1020" height="680" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-forte-di-bard-1024x683.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-forte-di-bard-300x200.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-forte-di-bard-768x512.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-forte-di-bard-720x480.jpg 720w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-forte-di-bard-480x320.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-forte-di-bard.jpg 1356w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Nell’incontro – seguendo le linee su cui s’è impostata la rassegna fotografica in corso al “Forte” e al centro di un notevole interesse da parte del pubblico – si parlerà in modo particolare del <strong>“cibo”</strong> usato come <strong>“strumento di guerra”</strong> durante i conflitti d’ogni tempo e luogo, come tecnica spietata adottata più volte nel corso della storia e oggi (lo urlano drammaticamente le oltre ottanta foto esposte in rassegna) in tanti teatri di scontri: in questa <em>“terza guerra mondiale a pezzi”</em> (come diceva <strong>Papa Francesco</strong>) che attualmente si è calcolato contare, a livello internazionale, <strong>oltre sessanta conflitti armati attivi</strong>, il numero più alto registrato dal termine della Seconda Guerra Mondiale, dall’Africa sub-sahariana all’Asia occidentale  (Palestina– Gaza), al Medio oriente (Iran) e all’Europa Orientale (Russia– Ucraina). Tanto che, nel 2026, dicono le cifre ufficiali, la fame nel mondo registra circa <strong>300milioni di persone</strong> (tanti bambini) che soffrono di <strong>“insicurezza alimentare acuta”</strong> ed oltre <strong>730milioni costretti ad “affrontare la fame”</strong>, allontanando l’obiettivo <strong>“fame Zero”</strong> prefissato dall’<strong>“Agenda Onu 2030”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un autentico “colpo mortale” al Pianeta. E un argomento che troverà, nelle parole e nell’esperienza lavorativa, di <strong>Giovanna Botteri</strong>, contenuti vivi portati da chi – come lei &#8211; l’esperienza drammatica <strong>“guerra – morte – fame”</strong> l’ha quotidianamente vissuta <em>“de visu”</em> (colpo feroce agli occhi e al cuore), testimone coraggiosa di eventi che hanno sconvolto il mondo, portandolo a danni incalcolabili sotto l’aspetto geo-politico e, soprattutto, umano.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-306849" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-bard-afp3-1024x683.jpg" alt="" width="1020" height="680" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-bard-afp3-1024x683.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-bard-afp3-300x200.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-bard-afp3-768x512.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-bard-afp3-720x480.jpg 720w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-bard-afp3-480x320.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/foto-bard-afp3.jpg 1356w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Nata a Trieste (“Culla della Civiltà Mitteleuropea”) e “figlia d’arte” (<strong>il padre Guido</strong> fu direttore della sede “Rai Friuli-Venezia Giulia”), Giovanna si laurea in Filosofia con un dottorato alla “Sorbona”, diventando, ben presto (dopo aver lavorato nell’’83, con  <em>“Il Piccolo” </em>e l’<em>“Alto Adige”</em>) un volto famigliare al pubblico televisivo – iniziando a farsi le ossa nell’ ’85 per la <strong>“Rai di Trieste”</strong>. Giornalista, reporter e conduttrice del “Tg3” dal 2004 al 2007. Dal 1991, come “inviata speciale”, segue i più <strong>importanti eventi internazionali</strong>: il crollo dell’Unione Sovietica, le guerre nell’ex Jugoslavia, l’assedio di Sarajevo dove, assieme a <strong>Miran Hrovatin</strong>,  filma l’incendio della “Biblioteca Nazionale”, la “strage del pane” il massacro di Markale e quello di Srebrenica. E poi Afghanistan e Iraq, i conflitti in Libano, Siria e Iran. Dal 2007 negli Stati Uniti, ha seguito la campagna di Obama, la grande recessione, la crisi di “Wall Street”, la guerra all’ “Isis”, le stragi e la vittoria nel 2020 di  Joe Biden e, in seguito, di Trump e poi ancora, testimone in Cina della pandemia di “Covid19”. Dal 2022 a Parigi segue la rivolta delle <em>“banlieue”</em> e l’ascesa dell’estrema destra.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’anno prima, il 6 marzo 2021, la sua empatica popolarità la porta addirittura sul palco del <strong>“Festival di Sanremo”</strong> come co-conduttrice della serata finale con Amadeus e Fiorello. Dal 2024, entra a far parte del cast fisso del talk show <em>“In altre parole” </em>condotta su “La7” da Massimo Gramellini.</p>
<p style="font-weight: 400;">Al centro dell’incontro, programmato per <strong>domenica 28 giugno</strong> al “Forte di Bard”, non sarà solo il tema della “fame” come micidiale strumento di morte e di guerra, ad essere dibattuto dagli ospiti e dal pubblico (che certamente interverrà numeroso), ma una forte attenzione sarà posta anche su argomenti di stretta attualità, come  lo sfruttamento lavorativo e il tragico fenomeno del “caporalato”, diffuso soprattutto nell’agricoltura, ma presente anche nel campo dell’edilizia e nei servizi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Prenotazione obbligatoria</strong> compilando il “form” sul sito: <a href="http://www.fortedibard.it/">www.fortedibard.it</a></p>
<p style="font-weight: 400;">Per <strong>info</strong>: tel. <strong>0125/833811</strong>. <strong>Ingresso gratuito</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Gianni Milani</p>
<p style="font-weight: 400;">Nelle foto: Giovanna Botteri; Forte di Bard (Ph, Marco Spataro); Bashar Taleb/AFP “Consegna razioni alimentari a Gaza” (foto in mostra)</p>
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		<title>Antiqua 2026 approda a Settimo con Odhecaton  </title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 22:17:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/caludia-ferrero-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/caludia-ferrero-2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/caludia-ferrero-2-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/caludia-ferrero-2-768x768.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/caludia-ferrero-2-480x480.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/caludia-ferrero-2.jpg 991w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Antiqua 2026 il 26 giugno, alle 21.15, sarà a Settimo Torinese presso la chiesa di Santa Croce di piazza San Pietro in Vincoli. La proficua sinergia con Settimo Torinese si rinnova anche in questa edizione. Il notevole successo di pubblico e critica riscontrato negli anni precedenti, oltre all’impegno dell’Amministrazione Comunale, unito a un sostanziale sostegno da parte di Fondazione ECM e ai contributi di Regione Piemonte, Fondazione CRT e Ministero dei Beni Culturali, permettono di continuare questa positiva esperienza con la produzione di concerti di musica classica a Settimo Torinese di altissimo livello culturale, dove si esibiranno alcuni tra i</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/caludia-ferrero-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/caludia-ferrero-2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/caludia-ferrero-2-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/caludia-ferrero-2-768x768.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/caludia-ferrero-2-480x480.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/caludia-ferrero-2.jpg 991w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Antiqua 2026 il 26 giugno, alle 21.15, sarà a Settimo Torinese presso la chiesa di Santa Croce di piazza San Pietro in Vincoli. La proficua sinergia con Settimo Torinese si rinnova anche in questa edizione. Il notevole successo di pubblico e critica riscontrato negli anni precedenti, oltre all’impegno dell’Amministrazione Comunale, unito a un sostanziale sostegno da parte di Fondazione ECM e ai contributi di Regione Piemonte, Fondazione CRT e Ministero dei Beni Culturali, permettono di continuare questa positiva esperienza con la produzione di concerti di musica classica a Settimo Torinese di altissimo livello culturale, dove si esibiranno alcuni tra i migliori artisti del panorama europeo.</p>
<p>Antiqua invita il pubblico a un viaggio musicale che verrà compiuto da Odhecaton, con l’Accademia del Ricercare, nel cuore della cultura rinascimentale italiana, attraverso le &#8220;Veglie di Siena&#8221;, capolavoro pubblicato nel 1604 dal compositore modenese Orazio Vecchi. Quest’opera, tra le più originali e vivaci del periodo tardo rinascimentale, unisce l’arte del madrigale alla vivacità del teatro comico. Non si tratta solo di una raccolta musicale, ma di un vero e proprio ritratto della società senese del tempo, un mosaico di scene, caratteri e situazioni che raccontano la quotidianità con eleganza, ironia e profodma umanità.</p>
<p>Il compositore conduce, attraverso una sequenza di ”Veglie”, momenti conviviali serali in cui amici si ritrovano per cantare, recitare, scherzare, raccontare. Le musiche alternano pagine poetiche a brani giocosi, trasformando la forma del madrigale in qualcosa di nuovo e sorprendentemente teatrale. Il pubblico potrà così scoprire un modo sonoro capace e di anticipare, nella musica e nella struttura, il teatro musicale moderno. Il concerto propone un’esecuzione coinvolgente, che mette in luce la ricchezza delle voci, la raffinatezza dei testi poetici e il ritmo narrativo che rende le Veglie di Siena un’opera unica nel suo genere, uno spaccato della società italiana del Seicento pieno di colore e vivacità.</p>
<p>Concerti di Antiqua 2026 sono accompagnati da un piccolo allestimento d’arte realizzato dall’Associazione La Voce dei Venti.</p>
<p>Informazioni e prenotazioni: <a class="mailto-link" href="mailto:segreteria@accacemiadelricercare.com" target="_blank" rel="noopener">segreteria@accacemiadelricercare.com</a> o <a class="mailto-link" href="mailto:accademiadelricercare@gmail.com" target="_blank" rel="noopener">accademiadelricercare@gmail.com</a>  &#8211; sito: accademiadelricercare.com</p>
<p>Mara Martellotta</p>
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		<title>La Mole e la sua altezza: quando Torino sfiorava il cielo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 17:23:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/mole1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/mole1-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/mole1-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Torino sul podio: primati e particolarità del capoluogo pedemontano Malinconica e borghese, Torino è una cartolina d’altri tempi che non accetta di piegarsi all’estetica della contemporaneità. Il grattacielo San Paolo e quello sede della Regione sbirciano dallo skyline, eppure la loro altitudine viene zittita dalla moltitudine degli edifici barocchi e liberty che continuano a testimoniare la vera essenza della città, la metropolitana viaggia sommessa e non vista, mentre l’arancione dei tram storici continua a brillare ancorata ai cavi elettrici, mentre le abitudini dei cittadini, segnate dalla nostalgia di un passato non così lontano, non si conformano all’irruente modernità. Torino persiste</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/06/22/2-la-mole-e-la-sua-altezza-quando-torino-sfiorava-il-cielo/">La Mole e la sua altezza: quando Torino sfiorava il cielo</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/mole1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/mole1-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/mole1-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="color: #008000;"><strong><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Torino sul podio: primati e particolarit</span>à <span style="font-family: Times New Roman, serif;">del capoluogo pedemontano</span></span></span></strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Malinconica e borghese, Torino </i></span><i>è </i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>una cartolina d</i></span><i>’</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>altri tempi che non accetta di piegarsi all</i></span><i>’</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>estetica della contemporaneit</i></span><i>à</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>.</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i><br />
</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Il grattacielo San Paolo e quello sede della Regione sbirciano dallo skyline, eppure la loro altitudine viene zittita dalla moltitudine degli edifici barocchi e liberty che continuano a testimoniare la vera essenza della citt</i></span><i>à</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>, la metropolitana viaggia sommessa e non vista, mentre l</i></span><i>’</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>arancione dei tram storici continua a brillare ancorata ai cavi elettrici, mentre le abitudini dei cittadini, segnate dalla nostalgia di un passato non cos</i></span><i>ì </i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>lontano, non si conformano all</i></span><i>’</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="es-ES-u-co-trad"><i>irruente modernit</i></span></span><i>à</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>.</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i><br />
</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Torino persiste nel suo essere retr</i></span><i>ò</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>, si preserva dalla frenesia delle metropoli e si conferma un capoluogo </i></span><i>“</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>a misura d</i></span><i>’</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>uomo</i></span><i>”</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>, con tutti i </i></span><i>“</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>pro e i contro</i></span><i>” </i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>che tale scelta comporta.</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i><br />
</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Il tempo trascorre ma l</i></span><i>’</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>antica citt</i></span><i>à </i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>dei Savoia si conferma unica nel suo genere, con le sue particolarit</i></span><i>à </i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>e contraddizioni, con i suoi caff</i></span><i>è </i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>storici e le catene commerciali dei brand internazionali, con il traffico della tangenziale che la sfiora ed i pullman brulicanti di passeggeri </i></span><i>“</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>sudaticci</i></span><i>”</i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i> ma ben vestiti.</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i><br />
</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Numerosi sono gli aspetti che si possono approfondire della nostra bella Torino, molti vengono trattati spesso, altri invece rimangono argomenti meno noti, in questa serie di articoli ho deciso di soffermarmi sui primati che la citt</i></span><i>à </i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>ha conquistato nel tempo, alcuni sono stati messi in dubbio, altri riconfermati ed altri ancora superati, eppure tutti hanno contribuito </i></span><i>– </i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>e lo fanno ancora- a rendere la remota Augusta Taurinorum cos</i></span><i>ì </i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>pregevole e singolare.</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">1. Torino capitale&#8230; anche del cinema!</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">2.La Mole e la sua altezza: quando Torino sfiorava il cielo</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">3.Torinesi golosi: le prelibatezze da gustare sotto i portici</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">4. Torino e le sue mummie: il Museo egizio</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">5.Torino sotto terra: come muoversi anche senza il conducente</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">6. Chi ce l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">ha la piazza pi</span>ù <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="fr-FR">grande d</span></span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">Europa? Piazza Vittorio sotto accusa</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">7. Torino policulturale: Portapalazzo </span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">8.Torino, la citt</span>à <span style="font-family: Times New Roman, serif;">pi</span>ù <span style="font-family: Times New Roman, serif;">magica</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">9. Il Turet: quando i simboli dissetano</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">10. Liberty torinese: quando l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">eleganza si fa ferro</span></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a name="_GoBack"></a> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>2.La Mole e la sua altezza: quando Torino sfiorava il cielo</b></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Non sono tuttora certa che valga anche per chi, come me, ha frequentato l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="nl-NL">Accademia Albertina anzich</span></span>é <span style="font-family: Times New Roman, serif;">l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">Universit</span>à<span style="font-family: Times New Roman, serif;"> di Palazzo Nuovo, ma nel dubbio &#8211; e dato che i titoli sono equipollenti- anche io non sono salita in cima alla Mole prima di aver conseguito la laurea specialistica. </span>È <span style="font-family: Times New Roman, serif;">quel pizzico di scaramanzia che si nasconde in molti: nessuno ci crede veramente ma intanto molti non appoggiano il cappello sul letto o prestano attenzione a come viene appoggiato il pane in tavola.</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questa diceria, legata alla credenza che gli studenti universitari che salgono in cima alla Mole prima di aver terminato gli studi poi non conseguano la tanto agognata Laurea, non </span>è <span style="font-family: Times New Roman, serif;">l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">unico mito che interessa l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">edificio simbolo di Torino, secondo alcuni, infatti, la costruzione sarebbe in realt</span>à<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="es-ES-u-co-trad"> una gigantesca </span></span>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;">antenna</span>” <span style="font-family: Times New Roman, serif;">che irradia energia positiva sulla cittadinanza, fatto assai importante se si prende in considerazione la nomea di </span>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;">citt</span>à <span style="font-family: Times New Roman, serif;">magica</span>”<span style="font-family: Times New Roman, serif;">, che il capoluogo si porta appresso, in quanto punta di entrambi i triangoli energetici di magia nera (con Londra e San Francisco) e di magia bianca (con Praga e Lione).</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-243368 alignleft" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/Mole_Antonelliana_di_sera-scaled-1-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/Mole_Antonelliana_di_sera-scaled-1-300x204.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/Mole_Antonelliana_di_sera-scaled-1-1024x695.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/Mole_Antonelliana_di_sera-scaled-1-768x521.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/Mole_Antonelliana_di_sera-scaled-1-480x326.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/Mole_Antonelliana_di_sera-scaled-1.jpg 1370w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In ogni caso la Mole resta un edificio affascinante, peculiare e di largo interesse, non solo per la sua storia ma anche perch</span>é <span style="font-family: Times New Roman, serif;">ospita al suo interno il Museo Nazionale del Cinema, uno dei pochi interamente dedicati al all</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">argomento e uno dei pi</span>ù <span style="font-family: Times New Roman, serif;">noti a livello europeo, nonch</span>é <span style="font-family: Times New Roman, serif;"> l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">unica galleria di questo genere in Italia. Per chi non lo avesse ancora visitato, sappiate che il sistema espositivo consta di postazioni multimediali e interattive, attrezzature e materiali provenienti da set cinematografici sia italiani che internazionali, una invidiabile collezione di film, libri, stampe, manifesti, locandine, apparecchiature specifiche antiche e moderne, costumi, pezzi di scenografie di film, dipinti e fotografie. Anche la struttura interna </span>è <span style="font-family: Times New Roman, serif;">assai caratteristica: una immensa scala a spirale che si attorciglia verso l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">alto e trasporta i visitatori attraverso la storia della Settima Arte, dalle origini ai giorni nostri, comprendendo non solo la collezione permanente, ma anche le diverse mostre temporanee che si susseguono con notorio successo. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="pt-PT">A tal proposito </span></span>–<span style="font-family: Times New Roman, serif;"> non solo per mio proprio gusto- mi pare ingiusto non citare la recente personale dedicata al genio creativo di Tim Burton, svoltasi tra 11 ottobre e il 7 aprile 2024, per la prima volta in mostra in Italia proprio qui, al nostro Museo del Cinema. Il titolo non lasciava certo spazio a dubbi riguardo a che cosa il pubblico avrebbe osservato: </span>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="pt-PT">IL MONDO DI TIM BURTON</span></span>”<span style="font-family: Times New Roman, serif;">, un universo parallelo che si apriva al di l</span>à <span style="font-family: Times New Roman, serif;">di una porta interna, appositamente realizzata a richiamo dell</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">inimitabile, innovativo e visionario </span>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nightmare Before Christmas</span>”<span style="font-family: Times New Roman, serif;">, oltre la quale si veniva ingurgitati in un etere di innumerevoli bozzetti provenienti dal nucleo personale dell</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">artista, ideazioni in nuce dei personaggi che hanno segnato l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">infanzia e l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">adolescenza di almeno un paio di generazioni.</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">esperienza non termina qui, </span>è <span style="font-family: Times New Roman, serif;">pi</span>ù <span style="font-family: Times New Roman, serif;">che consigliabile infatti salire sull</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">ascensore panoramico, interamente realizzato in cristallo trasparente e che, in precisamente 59 secondi, raggiunge il </span>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;">tempietto</span>” <span style="font-family: Times New Roman, serif;">della Mole, posto a 85 metri di altezza, attraversando quella che </span>è <span style="font-family: Times New Roman, serif;">conosciuta come l&#8217;Aula del Tempio; una volti giunti sulla sommit</span>à <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="pt-PT">il panorama </span></span>è <span style="font-family: Times New Roman, serif;">sbalorditivo, e potrete osservare Torino che si mostra nella sua totalit</span>à<span style="font-family: Times New Roman, serif;">, fino alle Alpi che l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">abbracciano.</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Si dice poi che lo stesso Antonelli, ormai anziano, fosse solito farsi issare in vetta alla cupola su un ascensorino improvvisato, per verificare in prima persona l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">avanzare o meno dei lavori.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-243367" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/Alessandro-Antonelli.jpg" alt="" width="206" height="300" /> </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span>È <span style="font-family: Times New Roman, serif;">pur tuttavia vero che l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">effettivo vanto del simbolo architettonico torinese sia tutto nella sua imponente altezza. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel 1888 la Mole raggiunge un</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">altezza record di 153 metri, che comunque non soddisfa il novantenne Antonelli, il quale decide di aggiungere sulla guglia una statua un Genio alato coronato da una stella a cinque punte, realizzato dallo scultore Celestino Fumagalli, alta cinque metri e pesante 300 kg. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Alcuni potrebbero pensare</span> “<span style="font-family: Times New Roman, serif;">hybris</span>”<span style="font-family: Times New Roman, serif;">, ed infatti in quest</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">ottica non sorprende troppo la risposta di Madre Natura, la quale, alcuni anni dopo, scatena</span>– <span style="font-family: Times New Roman, serif;">nel 1904- sul capoluogo torinese ed in risposta alla tracotanza antonelliana, un uragano che abbatte la colossale statua, che tuttavia non precipita a terra, ma rimane appesa ad un lato della guglia. L</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">avvertimento non sortisce del tutto il suo effetto, e nel 1906 la scultura viene sostituita da una </span>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;">pi</span>ù <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="fr-FR">sommessa</span></span>”<span style="font-family: Times New Roman, serif;"> stella a 12 punte in rame dorato.</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sta di fatto che, con i suoi 167 metri totali d</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">altezza, la Mole, all&#8217;epoca in cui viene costruita, </span> è <span style="font-family: Times New Roman, serif;">l&#8217;edificio in muratura tra i pi</span>ù <span style="font-family: Times New Roman, serif;">alti del mondo, il nome stesso del monumento ricorda questo record, ormai tristemente superato. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La realizzazione del cantiere</span> è <span style="font-family: Times New Roman, serif;">comunque da considerarsi un</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">impresa faraonica, terminata nel 1897 da Costanzo, figlio di Alessandro Antonelli, dopo circa quarant</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">anni di lavoro.</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">inaugurazione avviene il 10 aprile 1889, a soli dieci giorni di distanza dai festeggiamenti dedicati ad un&#8217;altra torre-simbolo, la Tour Eiffel, avvenuta a Parigi il 31 marzo di quello stesso anno.</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Com</span>’è <span style="font-family: Times New Roman, serif;">noto, nel 1848 l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">edificio torinese sorge inizialmente come sinagoga, in risposta a quanto indicato nello Statuto Albertino, documento che assicura libert</span>à <span style="font-family: Times New Roman, serif;">ufficiale di culto alle religioni non cattoliche: &#8220;Gli Ebrei sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici dei nostri sudditi, a frequentare le scuole dentro e fuori delle Universit</span>à<span style="font-family: Times New Roman, serif;">, e a conseguire i gradi accademici&#8221;. L</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">Universit</span>à <span style="font-family: Times New Roman, serif;">Israelitica celebra cos</span>ì <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="es-ES-u-co-trad">la conquista dei pari diritti, commissionando al fantasticatore Alessandro Antonelli la costruzione di uno specifico luogo di culto.</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il progetto iniziale prevede una cupola di 47 metri, ma fin dagli inizi Antonelli introduce dettagli e variazioni che rendono l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">edificio molto pi</span>ù <span style="font-family: Times New Roman, serif;">complesso e gi</span>à <span style="font-family: Times New Roman, serif;">alto 112 metri; mentre tutti sono concentrati sull</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">aggravarsi dei lavori, nessuno si accorge che intanto i fondi si stanno esaurendo, e i lavori finiscono per essere interrotti. </span>È <span style="font-family: Times New Roman, serif;">poi il Comune di Torino a farsi carico, dieci anni pi</span>ù <span style="font-family: Times New Roman, serif;">tardi, della conclusione del cantiere, anche se, a questo punto, la destinazione d</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">uso dello stabile muta, diventando sede, dal 1908, del Museo del Risorgimento. Antonelli riprende poi la direzione dei lavori, impreziosendo ulteriormente il progetto gi</span>à <span style="font-family: Times New Roman, serif;">ambizioso, e facendo lievitare nuovamente i costi. Questa volta -forse per sfinimento- l</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">opera viene conclusa secondo la volont</span>à <span style="font-family: Times New Roman, serif;">dell</span>’<span style="font-family: Times New Roman, serif;">architetto e rivestita con 2.064 lastre di pietra di Luserna.</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Certo, decisamente meno iconica e romantica della parente parigina, la Mole si conquista in ogni caso il suo spazio nella numismatica, comparendo sui due centesimi di euro. A tal proposito </span>è <span style="font-family: Times New Roman, serif;">curioso un aneddoto: per un errore della Zecca dello Stato sono state coniate anche monete da un centesimo di euro, sulle quali appare proprio la nostra Mole al posto dell&#8217;immagine prevista, Castel del Monte. Tali monete vengono ritirate, ma alcuni esemplari sono sfuggiti e se ne contano ancora un centinaio in circolazione, il valore di questi centesimi &#8220;sbagliati&#8221; </span>è <span style="font-family: Times New Roman, serif;">stimato intorno ai 2mila euro, anche se, ad un&#8217;asta numismatica Bolaffi di Torino, un collezionista italiano ha sborsato ben 6.600 euro per aggiudicarsene un esemplare.</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quindi, cari lettori, imparate a non disdegnare i </span>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;">poveri centesimini</span>”<span style="font-family: Times New Roman, serif;">, e gi</span>à <span style="font-family: Times New Roman, serif;">che ci siete controllate bene le tasche ed i resti, postreste anche imbattervi nei due euro </span>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;">edizione limitata</span>” <span style="font-family: Times New Roman, serif;">coniati come moneta commemorativa nel 2006, in occasione della XX edizione dei Giochi Olimpici invernali, ce ne sono in circolazione 40 milioni: il calcolo combinatorio non </span>è <span style="font-family: Times New Roman, serif;">comunque dalla vostra parte, ma si sa, la fortuna </span>è <span style="font-family: Times New Roman, serif;">cieca!</span></span></span></span></p>
<p>ALESSIA CAGNOTTO</p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Il Canto della Terra” di Mahler nel libro di Paola Capriolo e Teresa Maresca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 13:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/2b507245-a68b-4af6-ba8a-1c46081e9434-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/2b507245-a68b-4af6-ba8a-1c46081e9434-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/2b507245-a68b-4af6-ba8a-1c46081e9434-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Paolo Capriolo, nota per le sue traduzioni dal tedesco di autori come Goethe, Kafka, Kleist e Thomas Mann, vincitrice del Premio Berto per l’opera “La Grande Eulalia”, dei Premi Rapallo e Selezione Campiello per “Il Nocchiero” e del Grinzane Cavour per “Il Doppio Regno”, è l’autrice de “Il Canto della luna” (Bibliotheka Edizioni, 2026), libro scritto a quattro mani con l’artista e scrittrice Teresa Maresca, pittrice figurativa e visionaria tra le più apprezzate e originali in Italia. Uscito in libreria il 29 maggio scorso, e disponibile su tutte le maggiori piattaforme dedicate alla vendita dei libri, il testo unisce letteratura,</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/06/22/il-canto-della-terra-di-mahler-nel-libro-di-paola-capriolo-e-teresa-maresca/">“Il Canto della Terra” di Mahler nel libro di Paola Capriolo e Teresa Maresca</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/2b507245-a68b-4af6-ba8a-1c46081e9434-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/2b507245-a68b-4af6-ba8a-1c46081e9434-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/2b507245-a68b-4af6-ba8a-1c46081e9434-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Paolo Capriolo, nota per le sue traduzioni dal tedesco di autori come Goethe, Kafka, Kleist e Thomas Mann, vincitrice del Premio Berto per l’opera “La Grande Eulalia”, dei Premi Rapallo e Selezione Campiello per “Il Nocchiero” e del Grinzane Cavour per “Il Doppio Regno”, è l’autrice de “Il Canto della luna” (Bibliotheka Edizioni, 2026), libro scritto a quattro mani con l’artista e scrittrice Teresa Maresca, pittrice figurativa e visionaria tra le più apprezzate e originali in Italia.</p>
<p>Uscito in libreria il 29 maggio scorso, e disponibile su tutte le maggiori piattaforme dedicate alla vendita dei libri, il testo unisce letteratura, pittura e musica in quello che si configura come un lavoro di rivisitazione di uno dei grandi capolavori della musica novecentesca, il ciclo di lieder, risalente al 1908, “Il Canto della Terra”, del compositore austriaco Gustav Mahler (1860-1911). Nell’autunno del 1907 fu pubblicata in Germania l’antologia “Il flauto cinese”, contenente un centinaio di liriche di autori compresi tra il XII secolo a.C. e la contemporaneità. Proprio sette di quelle poesie, per la maggior parte scritte da Li Po, il grande poeta cinese della Dinastia Tang, annegato, secondo la leggenda, nell’intento di abbracciare la luna riflessa sull’acqua (consigliata, a riguardo, la lettura della raccolta “La clessidra di bambù”, pubblicata da Bibliotheka Edizioni e curata dal poeta Roberto Mussapi) ispirarono Gustav Mahler per la sua composizione de “I Canti della Terra”, scritta sulle Dolomiti tre anni prima della sua morte, avvenuta nel 1911.</p>
<p>“Il Canto della luna” intreccia quindi le parti vocali della Sinfonia mahleriana, proposte nella traduzione di Paola Capriolo con testo originale a fronte, alla poetica per immagini e ai colori di Teresa Maresca, andando così a creare una percezione stratificata dell’opera che l’arte, quando nasce da una vera ispirazione, consente attraverso le sue molteplici connessioni.</p>
<p>Paola Capriolo<br />
vive e lavora a Milano.<br />
Ha esordito nel 1988 con i racconti de “La Grande Eulalia” (Premio Berto), in seguito “Il Nocchiero” (Premio Rapallo, Premio Selezione Campiello), Il Doppio Regno (Premio Grinzane Cavour), e, tra gli altri, “Una Luce Nerissima”, “Il Pianista Muto”, “Mi ricordo”, “Marie e il signor Mahler”, “Irina Nikolaevna”.<br />
Tutti i suoi romanzi sono stati tradotti in molte lingue. Ha tradotto classici della letteratura tedesca, tra cui Goethe, Kafka, Kleist, Thomas Mann.</p>
<p>Teresa Maresca<br />
vive a Milano dagli anni ’80.<br />
Con una pittura figurativa e visionaria lavora sui temi del paesaggio, spesso rivisto attraverso la memoria cinematografica o la poesia.<br />
Hanno scritto di lei Carlo Sini, Sergio Givone, Lalla Romano, Roberto Sanesi, Paolo Biscottini.<br />
Ha pubblicato il libro <wbr />“Il Primitivo del Sogno” <wbr />su arte, natura e pensiero primitivo e ha in preparazione la mostra-installazione <wbr />“Stars&amp;Bones” <wbr />per la Fabbrica del Vapore di Milano.</p>
<p>Mara Martellotta</p>
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		<title>Il castello dei Torriani e Bandello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 10:52:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[piemonteitalia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/10/castello_dei_torriani_castelnuovo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Nella piazza, di impianto medievale, di Castelnuovo Scrivia si trova il Palazzo pretorio, già sede comunale, eretto nel XIV secolo sul luogo di una fortificazione del VI secolo e restaurato nel 1935 Leggi l&#8217;articolo su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/castelli/castello-dei-torriani-e-bandello</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/06/22/il-castello-dei-torriani-e-bandello/">Il castello dei Torriani e Bandello</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/10/castello_dei_torriani_castelnuovo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Nella piazza, di impianto medievale, di Castelnuovo Scrivia si trova il Palazzo pretorio, già sede comunale, eretto nel XIV secolo sul luogo di una fortificazione del VI secolo e restaurato nel 1935</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo su piemonteitalia.eu:</p>
<p><a href="https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/castelli/castello-dei-torriani-e-bandello">https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/castelli/castello-dei-torriani-e-bandello</a></p>
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		<title>I segreti della Gran Madre</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:21:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa succede in città]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[ARTE]]></category>
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		<category><![CDATA[STORIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/Gran-Madre1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Torino, bellezza, magia e mistero Torino città magica per definizione, malinconica e misteriosa, cosa nasconde dietro le fitte nebbie che si alzano dal fiume? Spiriti e fantasmi si aggirano per le vie, complici della notte e del plenilunio, malvagi satanassi si occultano sotto terra, là dove il rumore degli scarichi fognari può celare i fracassi degli inferi. Cara Torino, città di millimetrici equilibri, se si presta attenzione, si può udire il doppio battito dei tuoi due cuori. Articolo1: Torino geograficamente magica Articolo2: Le mitiche origini di Augusta Taurinorum Articolo3: I segreti della Gran Madre Articolo4: La meridiana che non segna</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/Gran-Madre1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h3><span style="color: #008000;"><strong>Torino, bellezza, magia e mistero</strong></span></h3>
<p><strong>Torino città magica per definizione, malinconica e misteriosa, cosa nasconde dietro le fitte nebbie che si alzano dal fiume? Spiriti e fantasmi si aggirano per le vie, complici della notte e del plenilunio, malvagi satanassi si occultano sotto terra, là dove il rumore degli scarichi fognari può celare i fracassi degli inferi. Cara Torino, città di millimetrici equilibri, se si presta attenzione, si può udire il doppio battito dei tuoi due cuori.</strong></p>
<p><em>Articolo1: Torino geograficamente magica</em><br />
<em>Articolo2: Le mitiche origini di Augusta Taurinorum</em><br />
<em>Articolo3: I segreti della Gran Madre</em><br />
<em>Articolo4: La meridiana che non segna l’ora</em><br />
<em>Articolo5: Alla ricerca delle Grotte Alchemiche</em><br />
<em>Articolo6: Dove si trova ël Barabiciu?</em><br />
<em>Articolo7: Chi vi sarebbe piaciuto incontrare a Torino?</em><br />
<em>Articolo8: Gli enigmi di Gustavo Roll</em><br />
<em>Articolo9: Osservati da più dimensioni: spiriti e guardiani di soglia</em><br />
<em>Articolo10: Torino dei miracoli</em></p>
<h3><span style="color: #008000;"><strong><span style="color: #333333;">Articolo 3:</span> I segreti della Gran Madre</strong></span></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-123899" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/Iside-Museo-Egizio-Torino-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/Iside-Museo-Egizio-Torino-203x300.jpg 203w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/Iside-Museo-Egizio-Torino-480x710.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/Iside-Museo-Egizio-Torino-338x500.jpg 338w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/Iside-Museo-Egizio-Torino.jpg 564w" sizes="(max-width: 203px) 100vw, 203px" />La città di Torino è tutta magica, ma ci sono dei punti più straordinari di altri, uno di questi è la chiesa della Gran Madre di Dio, o per i Torinesi, ël gasometro. La particolarità del luogo è già nel nome, è, infatti, una delle poche chiese in Italia intitolate alla Grande Madre. L’edificio, proprietà comunale della città, venne eretto per volontà dei Decurioni a scopo di rendere onore al re Vittorio Emanuele I di Savoia che il 20 maggio 1814 rientrò in Torino dal ponte della Gran Madre (la chiesa sarebbe stata edificata proprio per celebrare l’evento), fra ali di folla festante. Massimo D’Azeglio assistette all’evento in Piazza Castello. Il dominio francese era finito e tornavano gli antichi sovrani. Il passaggio del Piemonte all’impero francese aveva implicato una profonda trasformazione di Torino: il Codice napoleonico trasformò il sistema giuridico, abolì ogni distinzione e i privilegi che in precedenza avevano avvantaggiato la nobiltà, la nuova legislazione napoleonica legalizzò il divorzio, abolì la primogenitura, introdusse norme commerciali moderne, cancellò i dazi doganali. La spinta modernizzatrice avviata da Napoleone con il Codice civile fu di grande impatto e le nuove norme commerciali furono fatte rispettare dalla polizia napoleonica con un controllo sociale nella nostra città senza precedenti. Tuttavia il carattere autoritario delle riforme napoleoniche relegava i Torinesi a semplici esecutori passivi di ordini imposti dall’alto e accrebbe il malcontento di una economia in difficoltà. Quando poi terminò la dominazione francese non vi fu grande entusiasmo, né vi fu esultanza per l’arrivo degli Austriaci. L’8 maggio 1814 le truppe austriache guidate dal generale Ferdinand von Bubna-Littitz entrarono in città, e prontamente rientrò dal suo esilio in Sardegna il re Vittorio Emanuele I, il 20 maggio dello stesso anno. Il re subito volle un immediato ritorno al passato, ossia all’epoca precedente il 1789, abrogando tutte le leggi e le norme introdotte dai Francesi. Il nuovo regime eliminò d’un tratto il principio di uguaglianza davanti alla legge, il matrimonio civile e il divorzio, e reintrodusse il sistema patriarcale della famiglia, le restrizioni civili riservate a ebrei e valdesi e restituì alla Chiesa cattolica il suo ruolo centrale nella società. Il 20 maggio 1814 fu recitato un Te Deum nel Duomo di Torino per celebrare il ritorno del re, che si fermò a venerare la Sacra Sindone. L’autorità municipale festeggiò il ritorno dei Savoia costruendo una chiesa dedicata alla Vergine Maria nel punto in cui il re aveva attraversato il Po al suo rientro in città. A riprova di ciò sul timpano del pronao si legge l’epigrafe “ORDO POPVLVSQVE TAVRINVS OB ADVENTVM REGIS”, (“L’autorità e il popolo di Torino per l’arrivo del re”) coniata dal latinista Michele Provana del Sabbione.</p>
<p>La chiesa, di evidente stampo neoclassico, venne edificata nella piazza dell’antico borgo Po su progetto dell’architetto torinese Ferdinando Bonsignore; iniziato nel 1818, il Pantheon subalpino venne ultimato solo nel 1831, sotto re Carlo Alberto. L’edificio ubbidiva all’idea di una lunga fuga prospettica che doveva collegare la piazza centrale della città, Piazza Castello, alla collina. La chiesa è posta in posizione rialzata rispetto al livello stradale, e una lunga scalinata porta all’ingresso principale. Al termine della scalinata vi è un grande pronao esastilo costituito da sei colonne frontali dotate di capitelli corinzi. All’interno del pronao vi sono ai lati altre colonne, affiancate da tre pilastri addossati alle pareti. Eretta su un asse ovest-est, con ingresso a occidente e altare a oriente, essa presenta orientazioni astronomiche non casuali: a mezzogiorno del solstizio d’inverno, il sole illumina perfettamente il vertice del timpano visibile dalla scalinata d’ingresso. Il timpano, sul frontone, è scolpito con un bassorilievo in marmo risalente al 1827, eseguito da Francesco Somaini di Maroggia, (1795-1855) e raffigura la Vergine con il Bambino omaggiata dai Decurioni torinesi. Ai lati del portale d’ingresso sono visibili due nicchie, all’interno delle quali si trovano i santi San Marco Evangelista, a destra, e San Carlo Borromeo, a sinistra. Fanno parte dell’edificio due imponenti gruppi statuari, allegorie della Fede e della Religione, entrambi eseguiti dallo scultore carrarese Carlo Chelli nel 1828. Sulla sinistra si erge la Fede, rappresentata da una donna seduta, in posizione austera, con il viso serio, sulle ginocchia poggia un libro aperto che tiene con la mano destra, con l’altra, invece, innalza un calice verso il cielo. Spunta in basso alla sua destra un putto alato, che sembra rivolgersi a lei con la mano sinistra, mentre nella destra tiene stretto un bastone. Dall’altro lato si trova la Religione, raffigurata come una matrona <img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-123900 aligncenter" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/dalla-Gran-Madre.jpg-vittorio-po-fiume-1024x683.jpg" alt="" width="1020" height="680" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/dalla-Gran-Madre.jpg-vittorio-po-fiume-1024x683.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/dalla-Gran-Madre.jpg-vittorio-po-fiume-300x200.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/dalla-Gran-Madre.jpg-vittorio-po-fiume-768x512.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/dalla-Gran-Madre.jpg-vittorio-po-fiume-480x320.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/dalla-Gran-Madre.jpg-vittorio-po-fiume-750x500.jpg 750w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/dalla-Gran-Madre.jpg-vittorio-po-fiume.jpg 1431w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" />imperturbabile e regale: stringe con la mano destra una croce latina e sta seduta mentre guarda fissa l’orizzonte, incurante del giovane che la sta invocando porgendole due tavole di pietra bianca. I capelli sono ricci, e sulla fronte, lasciata scoperta dal manto, vi è una sorta di copricapo, come una corona, su cui compare un simbolo: un triangolo dal quale si dipartono raggi. Spesso, con un occhio al centro del triangolo, il simbolismo è usato in ambito cristiano per indicare l’occhio trinitario di Dio, il cui sguardo si dirama in ogni direzione, ma anche in massoneria è un importante distintivo iniziatico. Perfettamente centrale, ai piedi della scalinata, è l’imponente statua di quasi dieci metri raffigurante Vittorio Emanuele I di Savoia. La torre campanaria, munita di orologio, venne costruita sui tetti dell’edificio che si trova a destra della chiesa nel 1830, in stile neobarocco.</p>
<p>Entrando nella chiesa ci si ritrova in un ampio spazio tondeggiante e sobrio, c’è un’unica navata a pianta circolare, l’altare maggiore, come già indicato, è posto a oriente, all’interno di un’abside semicircolare provvista di colonne in porfido rosso. Numerose sono le statue che qui si possono ammirare, ma su tutte spicca la figura marmorea della Gran Madre di Dio con Bambino, posta dietro l’altare maggiore, il cui misticismo è incrementato dalla presenza di raggi dorati che tutta la circondano. Nelle nicchie ai lati, in basso, vi sono alcune statue simboliche per la città e per i committenti della chiesa, cioè i Savoia. Oltre a San Giovanni Battista, il patrono della città, anch&#8217;egli con una grande croce nella mano sinistra, S. Maurizio, il santo prediletto dei Savoia, Beata Margherita di Savoia e il Beato Amedeo di Savoia. La cupola, considerata un capolavoro neoclassico piemontese, sovrasta l’edificio ed è costituita da cinque ordini di lacunari ottagonali di misura decrescente. La struttura è in calcestruzzo e termina con un oculo rotondo, da cui entra la luce, del diametro di circa tre metri. Sotto la chiesa si trova il sacrario dei Caduti della Grande Guerra, inaugurato il 25 ottobre 1932 alla presenza di Benito Mussolini. La bellezza architettonica dell’edificio nasconde dei segreti tra i suoi marmi. Secondo gli occultisti, la Gran Madre è un luogo di grande forza ancestrale, anche perché pare sorgere sulle fondamenta di un antico tempio dedicato alla dea Iside, divinità egizia legata alla fertilità, anche conosciuta con l’appellativo “Grande Madre”. Iside è l’archetipo della compagna devota, per sempre fedele a Osiride, simbolo della consapevolezza del potere femminile e del misticismo, il suo ventre veniva simboleggiato dalle campane, lo stesso simbolo di Sant’Agata. Si è detto che Torino è città magica e complessa, metà positiva e metà maligna, tutta giocata su delicati equilibri di opposti che sanno bilanciarsi, tra cui anche il binomio maschio-femmina. Questo aspetto è evidenziato anche dalla contrapposizione tra il Po e la Dora che, visti in chiave esoterica, rappresentano rispettivamente il Sole, componente maschile, e la Luna, componente femminile. I due fiumi, incrociandosi, generano uno sprigionamento di forte energia. Altri luoghi prettamente maschili sono il Valentino e il Borgo Medievale, che sorgono lungo il Po e sono anche simboli di forza; ad essi si contrappone la zona del cimitero monumentale, in prossimità della Dora, legata alla sfera notturna e femminile. L’importanza esoterica dell’edificio non termina qui, ci sono alcuni che sostengono ci sia un richiamo alle tradizioni celtiche con evidente allusione a un ordine taurino nascosto tra le parole della dedica: se leggiamo l’iscrizione a parole alterne resta infatti la dicitura: Ordo Taurinus. Ma il più grande mistero che in questa chiesa si cela è tutto contenuto nella statua della Fede. Secondo gli esoteristi, la donna scolpita in realtà sorreggerebbe non un calice qualunque ma il Santo Graal, la reliquia più ricercata della Cristianità, e con il suo sguardo indicherebbe il luogo preciso in cui esso è nascosto. Allora basta capire dove guarda la marmorea giovane -secondo alcuni la stessa Madonna &#8211; e il gioco è fatto! Sì, peccato che chi ha scolpito il viso si sia “dimenticato” di incidervi le pupille, così da rendere l’espressione della figura imperscrutabile, e il Graal introvabile. Se non per chi sa già dove si trovi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alessia Cagnotto</strong></p>
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