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	<title>ilTorinese, Autore presso Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>ilTorinese, Autore presso Il Torinese</title>
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		<title>La Palazzina di Caccia di Stupinigi celebra i cento anni del suo museo</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 11:21:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5753-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5753-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5753-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Domenica 26 luglio ingresso gratuito nel giorno dell’anniversario dell’inaugurazione del Museo di Arte e di Ammobiliamento &#160; Il 26 luglio 1926 apriva al pubblico il Museo di Arte e di Ammobiliamento della Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO). A cento anni da quella inaugurazione, la Fondazione Ordine Mauriziano celebra l&#8217;anniversario con una giornata speciale: domenica 26 luglio 2026 l’ingresso alla Palazzina sarà gratuito per tutti i visitatori. Il centenario riporta l’attenzione su una data fondamentale nella storia del complesso juvarriano. Come testimonia l’invito ufficiale dell’epoca, conservato negli archivi, il museo venne inaugurato alle ore 17.30 alla presenza del principe Umberto</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/la-palazzina-di-caccia-di-stupinigi-celebra-i-cento-anni-del-suo-museo/">La Palazzina di Caccia di Stupinigi celebra i cento anni del suo museo</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5753-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5753-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5753-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="color: #008000;"><strong>Domenica 26 luglio ingresso gratuito nel giorno dell’anniversario dell’inaugurazione del Museo di Arte e di Ammobiliamento</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 26 luglio 1926 apriva al pubblico il <strong>Museo di Arte e di Ammobiliamento</strong> della Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO). A cento anni da quella inaugurazione, la Fondazione Ordine Mauriziano celebra l&#8217;anniversario con una giornata speciale: <strong>domenica 26 luglio 2026 l’ingresso alla Palazzina sarà gratuito per tutti i visitatori</strong><strong>. </strong></p>
<p><strong>Il centenario riporta l’attenzione su una data fondamentale nella storia del complesso juvarriano</strong>. Come testimonia l’invito ufficiale dell’epoca, conservato negli archivi, il museo venne inaugurato alle ore 17.30 alla presenza del principe<strong> Umberto di Savoia</strong><strong>, </strong>per iniziativa dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, che si assunse il compito di conservare la Palazzina e garantire l’apertura al pubblico del Museo come “prezioso documento dell’arte settecentesca in Piemonte”.</p>
<p><strong>Con la sua inaugurazione, la Palazzina divenne uno dei primi esempi in Italia di residenza storica trasformata in museo. </strong>L’obiettivo era preservarne gli ambienti e riunire a Stupinigi una collezione di mobili e dipinti che documentasse l’eccellenza dell’arte dell’arredo del Settecento italiano. La scelta maturò dopo che la Palazzina cessò di essere residenza reale nel 1919, in seguito alla cessione al Demanio di numerose dimore della Corona. <strong>Per Stupinigi fu individuata una destinazione diversa rispetto ad altre residenze: diventare un museo dedicato all’arte del mobile del Settecento, raccogliendo capolavori provenienti da palazzi ormai dismessi o destinati a nuovi usi.</strong>Arrivarono così preziosi arredi e dipinti francesi dalle regge emiliane di Parma e Colorno e capolavori di ebanisteria provenienti dal Guardamobili del Castello di Moncalieri, destinato a diventare caserma dei Carabinieri. Per rendere possibile questo progetto, nel 1925 lo Stato affidò la Palazzina e le sue collezioni all’Ordine Mauriziano, garantendone la tutela e l’inalienabilità. <strong>Il museo fu allestito in appena un anno grazie alla direzione scientifica di Augusto Telluccini</strong>, pioniere degli studi sull’ebanisteria piemontese del Settecento e sull’opera di Pietro Piffetti, e all’impegno del presidente dell’Ordine Mauriziano Paolo Boselli, che ne sostenne con perseveranza e capacità diplomatica la realizzazione.</p>
<p>La Palazzina ha così attraversato un secolo mantenendo fede alla missione originaria di tutela, ricerca e valorizzazione del proprio patrimonio. Nel corso di questi cento anni il museo ha conosciuto importanti restauri, campagne di studio e nuovi allestimenti. Alla sua inaugurazione il percorso di visita comprendeva gli appartamenti storici del piano nobile, ad eccezione dell’Appartamento del Principe di Carignano, e proponeva un allestimento che alternava ambienti arredati e sale dedicate al confronto tra tipologie di mobili, secondo i più aggiornati criteri museologici dell’epoca.</p>
<p>La giornata del 26 luglio sarà quindi un’occasione per visitare gratuitamente uno dei capolavori dell’architettura europea del Settecento, progettato da Filippo Juvarra e riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’UNESCO insieme alle Residenze Reali Sabaude, ripercorrendo un secolo di storia del museo che oggi presenta una duplice identità, quella di museo dell’arredo e di residenza sabauda.</p>
<p><strong>L’ingresso gratuito sarà valido per l&#8217;intera giornata secondo il consueto orario di apertura del museo</strong></p>
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		<title>Festival alta Felicità: petardi, caschi e cesoie. Allontanati tre cittadini francesi e un italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 10:42:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/POLIZIA-STRADALE-AL-CASELLO-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/POLIZIA-STRADALE-AL-CASELLO-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/POLIZIA-STRADALE-AL-CASELLO-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Proseguono i controlli predisposti dalla Questura di Torino in vista del Festival dell’Alta Felicità di Venaus. Nella serata del 23 luglio, gli agenti della Polizia di Stato hanno fermato tre cittadini francesi che stavano percorrendo la statale 24a bordo di un&#8217;auto proveniente dalla Francia. Durante l&#8217;ispezione del veicolo, nel bagagliaio sono stati trovati numerosi materiali: artifici pirotecnici, fumogeni, petardi, tronchesi, un flessibile alimentato a batteria, cesoie, caschi, maschere, occhiali, bombolette spray, benzina e altri liquidi infiammabili. Gli agenti hanno inoltre sequestrato indumenti ritenuti idonei al travisamento e diverse schede SIM separate dai rispettivi telefoni cellulari. Al termine degli accertamenti, il</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/POLIZIA-STRADALE-AL-CASELLO-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/POLIZIA-STRADALE-AL-CASELLO-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/POLIZIA-STRADALE-AL-CASELLO-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p data-assistant-stream-block-index="1"><span style="font-size: 16px;">Proseguono i controlli predisposti dalla Questura di Torino in vista del Festival dell’Alta Felicità di Venaus. Nella serata del 23 luglio, gli agenti della Polizia di Stato hanno fermato tre cittadini francesi che stavano percorrendo la statale 24a bordo di un&#8217;auto proveniente dalla Francia.</span></p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="3">Durante l&#8217;ispezione del veicolo, nel bagagliaio sono stati trovati numerosi materiali: artifici pirotecnici, fumogeni, petardi, tronchesi, un flessibile alimentato a batteria, cesoie, caschi, maschere, occhiali, bombolette spray, benzina e altri liquidi infiammabili. Gli agenti hanno inoltre sequestrato indumenti ritenuti idonei al travisamento e diverse schede SIM separate dai rispettivi telefoni cellulari.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="4">Al termine degli accertamenti, il Prefetto di Torino ha disposto l&#8217;allontanamento immediato dei tre cittadini francesi dal territorio nazionale, provvedimento successivamente convalidato dal Tribunale diTorino. Secondo quanto evidenziato dall&#8217;Autoritàgiudiziaria, il materiale rinvenuto era idoneo a provocare danni a persone e cose, a consentire il travisamento dell&#8217;identità e a ostacolare l&#8217;eventuale tracciamento attraverso le celle telefoniche.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="5">Nei confronti dei tre sono stati inoltre emessi dal Questore di Torino tre fogli di via con divieto di ritorno, della durata di uno e due anni.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="6">Un analogo provvedimento è stato adottato anche nei confronti di un cittadino residente in provincia di Brescia, fermato alla stazione di Torino Porta Nuova e trovato in possesso d’altro materiale esplodente e di oggetti ritenuti idonei al travisamento. Per lui è stato disposto un foglio di via con divieto di ritorno per un anno.</p>
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		<title>“Chi ha tradito il popolo Si’ Tav?”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 08:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/12/giachino-tav-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />L’OPINIONE di Mino Giachino Caro Direttore, Stamane i giornali ospitano due articoli: uno relativo alle manifestazioni dei No TAV previste per oggi e domani e l&#8217;altro al post della Appendino che chiama a una iniziativa a ottobre contro la TAV. Chi lo avrebbe detto sabato 10 novembre 2018, quando Piazza Castello traboccava di torinesi che non volevano la Decrescita, che volevano a tutti i costi l&#8217;opera del futuro che metterà Torino, la Val Susa e il Piemonte in rete con tutta l&#8217;Europa e, attraverso i porti, con tutto il mercato mondiale? La TAV, dal lato Italia, è ancora ferma, la</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/chi-ha-tradito-il-popolo-si-tav/">“Chi ha tradito il popolo Si’ Tav?”</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/12/giachino-tav-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h2 data-assistant-stream-block-index="1"><span style="color: #008000;">L’OPINIONE</span></h2>
<h3 data-assistant-stream-block-index="1"><span style="color: #808080;"><em>di Mino Giachino</em></span></h3>
<h3 data-assistant-stream-block-index="1"><span style="color: #333333;"><strong><br />
Caro Direttore,</strong></span></h3>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="2">Stamane i giornali ospitano due articoli: uno relativo alle manifestazioni dei No TAV previste per oggi e domani e l&#8217;altro al post della Appendino che chiama a una iniziativa a ottobre contro la TAV.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="3">Chi lo avrebbe detto sabato 10 novembre 2018, quando Piazza Castello traboccava di torinesi che non volevano la Decrescita, che volevano a tutti i costi l&#8217;opera del futuro che metterà Torino, la Val Susa e il Piemonte in rete con tutta l&#8217;Europa e, attraverso i porti, con tutto il mercato mondiale?</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="4">La TAV, dal lato Italia, è ancora ferma, la Appendino rialza la testa e i No TAV, giovani e violenti, gridanoVENDETTA mentre si divertono al Festivaldella Felicità.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="5">CHI HA TRADITO QUELLA PIAZZA?</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="6">Chi si è occupato di TAV ai vari livelli, al Governo, in Regione, nel Cantiere, sui giornali, nelle Prefetture, nelle Scuole, ecc. ecc.? Il mio amico Beppe Fossati, cui chiedevo perché non parlava della TAV, mi rispose che non interessava a nessuno. Eppure il 7 agosto 2019, grazie alla decisione di Salvini, che mi aveva incontrato al Viminale, il Senato, a stragrande maggioranza, votava NO alla Mozione No TAV dei Cinque Stelle e definiva la TAV un&#8217;opera di interesse nazionale.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="7">Dopodiché, di fatto, tutto si è fermato. Il Governo giallorosso tenne ferma l&#8217;opera. In 7 anni l&#8217;unica cosa fatta, lato Italia, è l&#8217;assegnazione dei lavori a un Consorzio di imprese, ma i lavori non sono ancora iniziati. Le compensazioni ai Comuni, che avrebbero dovuto essere date in pochimesi, arriveranno solo nei prossimi giorni.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="8">Nel frattempo, in questi lunghi anni, chi ha avutoincarichi ben retribuiti al Governo, in Regione, in Parlamento, in Comune, non ha cavato un ragno dal buco: tante interviste ai giornali, alle TV, zero lavori. Nel secondo atto delle Nozze di Figaro si dice: &#8220;Tanto onor, poco contante&#8221;&#8230; Tanti incarichi, zero risultati.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="9">Intanto l&#8217;economia della Valle è scesa ai livelli delPIL del Sud Italia, Torino e il Piemonte crescono dello zero virgola. Torino e il Piemonte, chenel secondo dopoguerra, insieme a Milano e aGenova, trainarono l&#8217;Italia della rinascita, oggisono a metà classifica. Il Veneto e l&#8217;Emilia, chenegli anni &#8217;50 ci mandavano persone con grande voglia di lavorare, ci hanno sorpassati.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="10">Cavour, in soli tre mesi dopo l&#8217;approvazione del progetto in Parlamento del Traforo del Frejus, iniziò i lavori; qui non si è mai visto un Premier alcantiere. Quando il Premier francese Valls visitò il cantiere della TAV dal lato francese, andai a ringraziarlo a nome dei 40.000 di Piazza Castello.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="11">Nel frattempo alcuni vecchi capi No TAV se ne sono andati in cielo; ora ci sono giovani, tra cui quelli di Askatasuna, che si sono allenati durante le notti post Festival della Felicità e, per farci capire la loro natura, hanno affisso l&#8217;altro giorno il cartelloVENDETTA contro gli sbirri. Un cartello che non è stato rimosso e oggi si preannuncia un weekend di fuoco.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="12">Alle aziende che lavorano nei vari punti è stato consigliato di smontare i cantieri, la Appendino rialza la testa e i Sindaci PD No TAV chiedono al loro partito di ripensarci. In questi anni aziende valsusine sono state aggredite perché collaboravano al cantiere.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="13">A chi chiederemo i danni di questo lunghissimo tempo perduto e della ripresa dei No TAV? Basta persone incompetenti a occuparsi di Infrastrutture, Trasporti e Logistica. Abbiamo bisogno di governanti che sappiano che il Paese ha bisogno di provvedimenti utili , non di interviste spiritate&#8230;</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="14">Pensa la differenza. Lo stesso giorno in cui presentava le dimissioni a Napolitano, Berlusconi faceva approvare una norma, che illustrai personalmente alle Commissioni parlamentari, con la quale lo Stato poteva difendere il cantiere di interesse nazionale. Senza quella norma non si sarebbe costruito il tunnel di Chiomonte e oggi non si costruirebbe il tunnel lato Italia.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="15">Mino GIACHINO</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="16">SITAV SILAVORO</p>
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			</item>
		<item>
		<title>DEA Piccoli Traumi CTO: &#8220;disagi superati solo grazie al personale sanitario&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 08:31:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/cto-ospedale-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/cto-ospedale-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/cto-ospedale-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Il completamento dei lavori di ristrutturazione del DEA Piccoli Traumi del Presidio CTO rappresenta un intervento atteso e necessario. Ma, secondo il Nursing Up Piemonte, il cantiere ha evidenziato criticità organizzative e strutturali che avrebbero richiesto un maggiore coinvolgimento del personale sanitario, protagonista nel garantire la continuità dell&#8217;assistenza durante tutta la fase dei lavori. &#160; «Nonostante le difficoltà, il DEA Piccoli Traumi è rimasto pienamente operativo, continuando a garantire assistenza ai cittadini esclusivamente grazie alla professionalità, alla resilienza e al forte senso di responsabilità del personale sanitario», dichiara Roberto Lanteri, referente Nursing Up del Presidio CTO. Fin dall&#8217;avvio del cantiere,</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/dea-piccoli-traumi-cto-disagi-superati-solo-grazie-al-personale-sanitario/">DEA Piccoli Traumi CTO: &#8220;disagi superati solo grazie al personale sanitario&#8221;</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/cto-ospedale-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/cto-ospedale-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/cto-ospedale-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p dir="ltr">Il completamento dei lavori di ristrutturazione del DEA Piccoli Traumi del Presidio CTO rappresenta un intervento atteso e necessario. Ma, secondo il Nursing Up Piemonte, il cantiere ha evidenziato criticità organizzative e strutturali che avrebbero richiesto un maggiore coinvolgimento del personale sanitario, protagonista nel garantire la continuità dell&#8217;assistenza durante tutta la fase dei lavori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">«Nonostante le difficoltà, il DEA Piccoli Traumi è rimasto pienamente operativo, continuando a garantire assistenza ai cittadini esclusivamente grazie alla professionalità, alla resilienza e al forte senso di responsabilità del personale sanitario», dichiara Roberto Lanteri, referente Nursing Up del Presidio CTO. Fin dall&#8217;avvio del cantiere, spiega, «abbiamo dovuto affrontare numerose criticità: continui trasferimenti tra aree provvisorie, spesso comunicati con scarso preavviso; repentine riorganizzazioni dei percorsi assistenziali, con inevitabili ripercussioni sulla gestione dei pazienti; un costante sovraccarico di lavoro dovuto alla necessità di adattarsi quotidianamente a spazi non adeguati e a soluzioni temporanee. Tutto questo si è inserito in un contesto già segnato dalla cronica carenza di personale infermieristico e di operatori socio-sanitari».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Secondo il sindacato, il risultato finale, oggi presentato come un successo organizzativo, è stato possibile soprattutto grazie all&#8217;impegno degli operatori, che hanno compensato con dedizione le carenze di programmazione. Restano tuttavia alcune criticità strutturali che meritano attenzione: il ridimensionamento della sala d&#8217;attesa esterna, la ridotta visuale sia sulla sala d&#8217;attesa esterna sia su quella interna e le difficoltà nell&#8217;accoglienza delle barelle nell&#8217;area dedicata al triage.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">A queste si aggiunge quanto accaduto durante gli ultimi temporali notturni, quando importanti infiltrazioni d&#8217;acqua hanno interessato i locali del DEA fino a raggiungere l&#8217;atrio del presidio. Anche in quella circostanza, evidenzia il Nursing Up, è stato determinante l&#8217;intervento del personale sanitario presente in servizio per garantire la continuità dell&#8217;assistenza e la sicurezza degli ambienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">«Ogni intervento strutturale in un Pronto Soccorso deve essere progettato insieme a chi vi lavora ogni giorno», sottolinea Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte. Medici, infermieri, professionisti sanitari e operatori socio-sanitari, aggiunge, «conoscono meglio di chiunque altro i flussi assistenziali, le criticità organizzative e le soluzioni necessarie per garantire sicurezza, efficienza e qualità delle cure. Escludere il personale dalle fasi di progettazione significa perdere un patrimonio di competenze indispensabile e rischiare di realizzare opere che, pur nuove, non rispondono pienamente alle esigenze operative».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Per il sindacato, la ristrutturazione rappresenta un&#8217;opportunità importante, ma deve tradursi in un reale miglioramento delle condizioni di lavoro e dell&#8217;organizzazione dell&#8217;assistenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">«La ristrutturazione di un Pronto Soccorso rappresenta un&#8217;opportunità di crescita per tutto il sistema sanitario &#8211; conclude Delli Carri -. Ma un intervento può dirsi davvero riuscito solo quando, oltre a migliorare gli spazi, valorizza il contributo di chi quei servizi li rende possibili ogni giorno. Il Nursing Up continuerà a vigilare affinché le scelte organizzative siano condivise con i professionisti sanitari e vengano garantite condizioni di lavoro dignitose e un servizio sempre più efficiente e sicuro per i cittadini».</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/dea-piccoli-traumi-cto-disagi-superati-solo-grazie-al-personale-sanitario/">DEA Piccoli Traumi CTO: &#8220;disagi superati solo grazie al personale sanitario&#8221;</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>Maxi investimento da 4 miliardi in Piemonte: nasce il colosso europeo dell&#8217;intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 08:26:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA E SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/09/centrale-trino-nucleare-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />A meno di un’ora da Torino Il Piemonte si prepara a diventare uno dei principaliprotagonisti europei nel settore dell&#8217;intelligenzaartificiale e delle infrastrutture digitali. Il Consiglio dei ministri ha infatti dichiarato di preminente interesse strategico nazionale il progetto &#8220;Cavour Hyperscale Campus&#8221;, destinato a trasformare l&#8217;area dell&#8217;ex centrale &#8220;Galileo Ferraris&#8221; di Trino, nel Vercellese, in un gigantesco campus tecnologico dedicatoall&#8217;elaborazione dei dati e allo sviluppo dell&#8217;AI. L&#8217;investimento previsto è di circa 4 miliardi di euro e rappresenta una delle operazioni piùrilevanti mai annunciate in Piemonte nel comparto dell&#8217;alta tecnologia. Il nuovo polo avrà una capacità compresa tra 300 e 400 megawatt e</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/maxi-investimento-da-4-miliardi-in-piemonte-nasce-il-colosso-europeo-dellintelligenza-artificiale/">Maxi investimento da 4 miliardi in Piemonte: nasce il colosso europeo dell&#8217;intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/09/centrale-trino-nucleare-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h3 data-assistant-stream-block-index="1"><span style="color: #008000;">A meno di un’ora da Torino</span></h3>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="2">Il Piemonte si prepara a diventare uno dei principaliprotagonisti europei nel settore dell&#8217;intelligenzaartificiale e delle infrastrutture digitali. Il Consiglio dei ministri ha infatti dichiarato di <strong>preminente interesse strategico nazionale</strong> il progetto <strong>&#8220;Cavour Hyperscale Campus&#8221;</strong>, destinato a trasformare l&#8217;area dell&#8217;ex centrale &#8220;Galileo Ferraris&#8221; di Trino, nel Vercellese, in un gigantesco campus tecnologico dedicatoall&#8217;elaborazione dei dati e allo sviluppo dell&#8217;AI.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="3">L&#8217;investimento previsto è di circa <strong>4 miliardi di euro</strong> e rappresenta una delle operazioni piùrilevanti mai annunciate in Piemonte nel comparto dell&#8217;alta tecnologia. Il nuovo polo avrà una capacità compresa tra <strong>300 e 400 megawatt</strong> e punta arafforzare il ruolo dell&#8217;Italia come hub europeo per la gestione dei dati e l&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="4">Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Piemonte <strong>Alberto Cirio</strong> e dagli assessori<strong>Andrea Tronzano</strong> e <strong>Matteo Marnati</strong>, che hanno sottolineato il lavoro svolto insieme a TechBau e al Governo, con il supporto del ministro Adolfo Urso, per portare sul territorio un investimento destinato a generare sviluppo economico, occupazione qualificata e nuove competenze.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="5">Secondo la Regione, il progetto conferma la crescente attrattività del Piemonte per gli investimenti internazionali nei settori ad alta tecnologia. Lariqualificazione dell&#8217;ex centrale di Trino rappresenta inoltre un esempio concreto di rigenerazione industriale, capace di coniugare innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle infrastrutture esistenti.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="6">L&#8217;impatto occupazionale sarà significativo: durantela fase di costruzione saranno impiegati circa <strong>1.200 lavoratori</strong>, con picchi superiori alle <strong>2.000 unità</strong>. Una volta completato, il campus garantirà <strong>300-350 posti di lavoro altamente qualificati</strong>, ai quali si aggiungerà un indotto stimato in circa <strong>1.000 ulteriori occupati</strong>.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="7">Anche il cronoprogramma è già definito. La conferenza dei servizi dovrebbe partire entro la fine del <strong>2026</strong>, mentre l&#8217;autorizzazione unica è attesa nel <strong>2027</strong>. L&#8217;entrata in funzione del primo lotto è prevista nel <strong>2028</strong>.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="8">Particolare attenzione sarà riservata agli aspettiambientali ed energetici. La Regione Piemonte ha assicurato che seguirà tutte le fasi autorizzativeaffinché il progetto rispetti i più elevati standard disostenibilità, favorisca l&#8217;impiego delle tecnologie più avanzate e contribuisca alla transizione energetica e digitale del territorio.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="9">Con la decisione del Consiglio dei ministri sarà ora possibile nominare un <strong>Commissario straordinario di Governo</strong>, d&#8217;intesa con la Regione Piemonte, incaricatodi coordinare l&#8217;iter amministrativo e accelerare ilrilascio delle autorizzazioni. Il &#8220;Cavour HyperscaleCampus&#8221; si inserisce così nella strategia nazionale che punta a fare dell&#8217;Italia uno dei principali poli europei delle infrastrutture digitali, della gestione dei dati e dell&#8217;intelligenza artificiale, rafforzando al tempo stesso la competitività tecnologica del Paese.</p>
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		<title>La muffa e la corteccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 07:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5729-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5729-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5729-480x484.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />La ventiseiesima edizione di Malescorto &#8211;  Festival Internazionale dei Cortometraggi, di cui vi avevo parlato qualche settimana fa, si concluderà domenica 26 luglio con Short Italy Under 35, il nuovo spin-off dedicato ai giovani autori e alle nuove voci del cinema italiano. Il progetto, nato con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma Per Chi Crea, intende costruire uno spazio di incontro tra registi, pubblico e professionisti del settore audiovisivo, tra cui alcuni rappresentanti di importanti Film Commission Torino Piemonte:la giornata si aprirà con una tavola rotonda riservata agli operatori e proseguirà alle ore 21.00, presso il Cinema Comunale di Malesco (VB), con la proiezione</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/la-muffa-e-la-corteccia/">La muffa e la corteccia</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5729-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5729-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5729-480x484.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>La ventiseiesima edizione di <b>Malescorto &#8211; </b><b> Festival Internazionale dei Cortometraggi, </b>di cui vi avevo parlato qualche settimana fa, si concluderà domenica 26 luglio con Short Italy Under 35, il nuovo spin-off dedicato ai giovani autori e alle nuove voci del cinema italiano.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-309753" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5732.png" alt="" width="860" height="1290" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5732.png 860w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5732-200x300.png 200w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5732-683x1024.png 683w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5732-768x1152.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5732-480x720.png 480w" sizes="(max-width: 860px) 100vw, 860px" /></p>
<p>Il progetto, nato con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma Per Chi Crea, intende costruire uno spazio di incontro tra registi, pubblico e professionisti del settore audiovisivo, tra cui alcuni rappresentanti di importanti Film Commission Torino Piemonte:la giornata si aprirà con una tavola rotonda riservata agli operatori e proseguirà alle ore 21.00, presso il Cinema Comunale di Malesco (VB), con la proiezione di quattro cortometraggi alla presenza dei rispettivi autori.</p>
<p>Tommaso Diaceri presenterà Il fulmine verde, Nadir Taji Prova contraria, Niccolò Donatini Ronzio e Mattia Lia il documentario Il böz e il masaret: quattro percorsi differenti, radunati non tanto sotto una poetica comune, quanto all’interno di uno spazio di passaggio pensato per autori che stanno ancora definendo la forma del proprio cinema.</p>
<p>Il lavoro di Lia entra in questo contesto attraverso una storia che non era stata concepita per raggiungere un festival, ma per tornare verso il luogo dal quale era emersa.</p>
<p>Molti oggetti non sopravvivono al bisogno che li ha creati: quando scompare la necessità pratica per la quale erano stati costruiti, prima vengono abbandonati, poi obliati e infine diventano strani reperti, involucri muti dei quali non sappiamo più leggere la funzione.</p>
<p>Il böz appartiene a questa categoria di cose in ritirata: è un recipiente cilindrico ricavato dalla corteccia, costruito attraverso una lavorazione che non sembra prevedere alcuna distanza tra la mano, l’attrezzo e il materiale.</p>
<p dir="auto">Non è però un oggetto autosufficiente, perché esiste in relazione a qualcos’altro: il masaret, una preparazione casearia tradizionale del territorio di Premosello (VB), ottenuta recuperando la ricotta che altrimenti sarebbe stata gettata.</p>
<p>Uno serve a contenere l’altro e insieme custodiscono una piccola economia di sopravvivenza, nella quale gli alimenti non venivano soltanto consumati, ma prolungati, trasformati e costretti a resistere.</p>
<p dir="auto">È attorno a questi due elementi che si sviluppa il cortometraggio intitolato Il böz e il masaret.<br />
<img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-309754" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5730.png" alt="" width="860" height="484" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5730.png 860w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5730-300x169.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5730-768x432.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5730-480x270.png 480w" sizes="(max-width: 860px) 100vw, 860px" /><br />
Mattia viene da Cuzzago, una frazione appartata di Premosello-Chiovenda, attraversata dalla ferrovia e stretta tra il fondovalle e la montagna: un paese piccolo, ma a suo modo vitale, nel quale la prossimità tra le persone rende più difficile che le storie scompaiano del tutto.<br />
Restano nelle famiglie, nei soprannomi, negli oggetti conservati nelle cantine e soprattutto nelle persone anziane, che continuano a possedere conoscenze mai trasformate in un sapere scritto.</p>
<p>Mattia non ha studiato cinema; ha iniziato a filmare nel mondo del rollerblading, riprendendo evoluzioni, movimenti e corpi lanciati nello spazio, per poi avvicinarsi progressivamente alle videocamere e alle prime reflex digitali.</p>
<p>In seguito ha lavorato anche in contesti pubblicitari, entrando in contatto con set nei quali ogni elemento era preparato, illuminato e disposto per produrre una realtà più convincente di quella reale; ed è proprio qui, nel cuore di questa costruzione, che Mattia avverte qualcosa di inattendibile.</p>
<p>Non necessariamente una falsità morale, quanto piuttosto una distanza tra l’immagine e ciò che l’immagine pretende di rappresentare: un mondo nel quale il gesto viene ripetuto perché sembri spontaneo, i corpi vengono collocati affinché appaiano naturali e la luce viene costruita per fingere di essere semplicemente accaduta.</p>
<p dir="auto">A Mattia interessa invece ciò che non deve essere riassemblato artificiosamente: una crudezza più primitiva e naïf, dalla quale possa costituirsi, come un origami, qualcosa di completo.</p>
<p>Da questo interesse deriva la sua inclinazione documentaristica, alimentata anche dai viaggi compiuti in Africa, tra Kenya e Sudafrica.<br />
«L’Africa è vita», mi dice, utilizzando una formula assoluta che sembra provare a definire un continente, ma restituisce piuttosto l’intensità con cui quell’esperienza deve essergli rimasta addosso.</p>
<p>Eppure è nel ritorno a Cuzzago che questa attenzione per il reale trova una delle sue forme più precise, perché i luoghi dell’infanzia, come un sottobosco irrazionale, continuano a far stillare domande.</p>
<p>Può ciò che è stato ritornare nella sua totalità?<br />
Restano alcune parole, gli strumenti, le pareti annerite, un movimento delle mani e qualcuno che sa ancora ripeterlo.</p>
<p>Il böz e il masaret nasce dal desiderio di avvicinarsi a queste tracce prima che anche il gesto necessario a interpretarle scompaia.</p>
<p>I protagonisti sono due uomini del territorio, uno di Colloro e l’altro di Premosello; uno di loro è tra gli ultimi, forse l’ultimo, a sapere ancora costruire il böz.<br />
Tra loro compare anche Silvano Ragozza, presenza concreta, studioso di dialetti e tradizioni, attraverso la quale il cortometraggio lega la pratica raccontata alla memoria della comunità.</p>
<p>La tecnica non è cambiata e nemmeno gli strumenti hanno subito trasformazioni sostanziali; sono rimasti uguali l’attrezzo e il procedimento, mentre è scomparso il mondo che li rendeva necessari.</p>
<p>La corteccia viene ancora lavorata nello stesso modo, ma attorno a quelle mani non esistono più la medesima economia domestica, lo stesso rapporto con gli animali, con la produzione del latte e con la scarsità.</p>
<p>Il masaret, infatti, non era una specialità concepita per il mercato: non veniva prodotto per essere venduto né per rappresentare gastronomicamente il territorio, ma nasceva piuttosto da un avanzo.</p>
<p>La ricotta rimasta veniva recuperata, lavorata, salata e conservata nel böz, perché buttarla avrebbe significato perdere una risorsa; all’interno del recipiente veniva lasciata stagionare fino a diventare più asciutta e a sviluppare sulla superficie una leggera muffa, parte del tradizionale processo di maturazione e non semplice conseguenza del deterioramento.</p>
<p>Oggi non è normalmente possibile acquistare il masaret, proprio perché è venuto meno il sistema di necessità che ne giustificava la preparazione.</p>
<p>Il suo valore contemporaneo risiede quindi in una contraddizione: nel momento in cui smette di essere necessario, diventa culturalmente interessante.</p>
<p>Ogni operazione di conservazione arriva quando qualcosa ha già cominciato a sottrarsi: si conserva ciò che non riesce più a vivere autonomamente nel presente.</p>
<p>Mattia, tuttavia, non sembra interessato a trasformare questa pratica in un’immagine nostalgica dell’Ossola e non pensa che tutto ciò che apparteneva ai nonni debba essere mantenuto artificialmente in vita; alcune cose, afferma, hanno avuto il proprio tempo.</p>
<p>La memoria non coincide necessariamente con la sopravvivenza.<br />
Raccontare una pratica non significa obbligarla a continuare; può voler dire semplicemente riconoscere che è esistita, comprenderne il motivo e concederle una forma prima che diventi del tutto illeggibile.</p>
<p>Il cortometraggio, infatti, non era stato pensato per i festival: era nato prima di tutto per i compaesani di Mattia, per chi avrebbe potuto riconoscere quei luoghi, quei volti e forse anche un movimento già visto compiere da un nonno o da un vicino.</p>
<p>La partecipazione alle rassegne è arrivata successivamente, quasi come uno spostamento imprevisto della destinazione originaria del film; un racconto prodotto all’interno di una comunità ha così iniziato a muoversi al di fuori di essa.</p>
<p>Forse è proprio questa origine circoscritta a renderlo comprensibile anche altrove.<img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-309755" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5731.png" alt="" width="860" height="484" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5731.png 860w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5731-300x169.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5731-768x432.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5731-480x270.png 480w" sizes="(max-width: 860px) 100vw, 860px" /></p>
<p>Il böz e il masaret appartengono a Premosello, Colloro e Cuzzago, ma la loro scomparsa riguarda un processo comune a molti territori, nei quali le conoscenze pratiche svaniscono senza essere sostituite da altre forme di trasmissione.</p>
<p>In alcuni casi il naufragio della memoria, l’impossibilità di salvarla interamente è parte della storia delle cose, che temporaneamente ne preservano le tracce sulla superficie, come la corteccia del böz trattiene per qualche tempo ciò che contiene: un involucro attorno a qualcosa destinato comunque a trasformarsi.</p>
<p>E forse ogni documentario è precisamente questo: non la resurrezione di un mondo, ma il recipiente provvisorio della sua scomparsa.</p>
<p dir="auto">Presentato all’interno del progetto di Short Italy Under 35, il cortometraggio cambierà nuovamente destinatario: non sarà più rivolto soltanto alle persone che possono riconoscere il böz, i paesi e i protagonisti, ma a un pubblico raccolto per osservare le differenti direzioni intraprese da quattro giovani autori italiani.</p>
<p>La presenza di Mattia Lia e degli altri registi in sala trasformerà la proiezione in un momento di confronto sui percorsi creativi che hanno condotto alla realizzazione delle opere, coerentemente con la natura dello spin-off, concepito non come semplice contenitore di film, ma come luogo di relazione e crescita professionale.</p>
<p dir="auto"><strong>Riccardo Rapini</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/la-muffa-e-la-corteccia/">La muffa e la corteccia</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Maurizio Turco e Irene Testa (Partito Radicale): a Torino si’ all’intitolazione di una via a Oriana Fallaci</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/07/25/maurizio-turco-e-irene-testa-partito-radicale-a-torino-si-allintitolazione-di-una-via-a-oriana-fallaci/</link>
					<comments>https://iltorinese.it/2026/07/25/maurizio-turco-e-irene-testa-partito-radicale-a-torino-si-allintitolazione-di-una-via-a-oriana-fallaci/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 07:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Oriana_Fallaci_2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Nel ventennale della scomparsa di Oriana Fallaci, che ricorre tra pochi giorni, esprimiamo il nostropieno sostegno alla proposta di intitolare una via o una piazza di Torino alla nota giornalista e scrittrice. Figura centrale del giornalismo italiano del Novecento, Fallaci è stata una vocelibera e coraggiosa che ha incarnato, con rigore intellettuale e straordinaria determinazione, i valori fondamentali della democrazia e della libertà. La sua vicenda umana e professionale rappresenta un patrimonio prezioso che abbiamo il dovere diriconoscere e valorizzare. Ricordarla oggi significariaffermare con forza il valore dell’anticonformismo, della ricerca intransigente della verità e della libertà di pensiero: principi che</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/maurizio-turco-e-irene-testa-partito-radicale-a-torino-si-allintitolazione-di-una-via-a-oriana-fallaci/">Maurizio Turco e Irene Testa (Partito Radicale): a Torino si’ all’intitolazione di una via a Oriana Fallaci</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Oriana_Fallaci_2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="3">
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="5">Nel ventennale della scomparsa di Oriana Fallaci, che ricorre tra pochi giorni, esprimiamo il nostropieno sostegno alla proposta di intitolare una via o una piazza di Torino alla nota giornalista e scrittrice. Figura centrale del giornalismo italiano del Novecento, Fallaci è stata una vocelibera e coraggiosa che ha incarnato, con rigore intellettuale e straordinaria determinazione, i valori fondamentali della democrazia e della libertà.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="6">La sua vicenda umana e professionale rappresenta un patrimonio prezioso che abbiamo il dovere diriconoscere e valorizzare. Ricordarla oggi significariaffermare con forza il valore dell’anticonformismo, della ricerca intransigente della verità e della libertà di pensiero: principi che hanno illuminatotutta la sua opera.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="7">Esprimiamo il nostro convinto appoggio all’iniziativa promossa dal Centro Pannunzio e portata avanti in sede istituzionale dal vicepresidente vicario del Consiglio comunale, Domenico Garcea. Torino ha oggi l’opportunità di rendere omaggio a una donna che ha parlato al mondo con una voce unica, autentica e controcorrente, lasciando un’impronta indelebile nella storia del nostro Paese.</p>
<p data-assistant-stream-block="" data-assistant-stream-block-index="7">Segretario e Tesoriere del PARTITO RADICALE</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/maurizio-turco-e-irene-testa-partito-radicale-a-torino-si-allintitolazione-di-una-via-a-oriana-fallaci/">Maurizio Turco e Irene Testa (Partito Radicale): a Torino si’ all’intitolazione di una via a Oriana Fallaci</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>La città che cambia. Crocetta e Barriera di Milano: nuove destinazioni per due immobili</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 07:27:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5725-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5725-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5725-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />  Un liceo dismesso da dieci anni nel cuore della Crocetta e un’ex fabbrica di inizio Novecento a Barriera di Milano: due edifici diversi per storia e funzione, accomunati dallo stesso obiettivo, riportare in uso spazi che hanno perso la loro funzione, favorendo la rigenerazione del patrimonio esistente senza consumare nuovo suolo. La Giunta comunale, su iniziativa dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, propone al Consiglio Comunale, con due distinte delibere, il riconoscimento dell’interesse pubblico e l’approvazione delle deroghe urbanistiche che apriranno la strada al rilascio dei futuri permessi di costruire per la trasformazione di due immobili da tempo vuoti o in</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/la-citta-che-cambia-crocetta-e-barriera-di-milano-nuove-destinazioni-per-due-immobili/">La città che cambia. Crocetta e Barriera di Milano: nuove destinazioni per due immobili</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5725-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5725-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_5725-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><div class="hero-section" data-type="type-1">
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<p>Un liceo dismesso da dieci anni nel cuore della Crocetta e un’ex fabbrica di inizio Novecento a Barriera di Milano: due edifici diversi per storia e funzione, accomunati dallo stesso obiettivo, riportare in uso spazi che hanno perso la loro funzione, favorendo la rigenerazione del patrimonio esistente senza consumare nuovo suolo.</p>
<p>La Giunta comunale, su iniziativa dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, propone al Consiglio Comunale, con due distinte delibere, il riconoscimento dell’interesse pubblico e l’approvazione delle deroghe urbanistiche che apriranno la strada al rilascio dei futuri permessi di costruire per la trasformazione di due immobili da tempo vuoti o in via di dismissione in nuovi spazi abitativi e commerciali.</p>
<p><em>“Sono due interventi che nascono da storie e contesti differenti, ma condividono la stessa visione di città </em>– sottolinea <strong>l’assessore Mazzoleni</strong> -.<em> Come amministrazione accompagniamo chi decide di investire su questi spazi, restituendo loro una funzione e un ruolo nella vita dei quartieri. In entrambi i casi il nostro obiettivo è incentivare la valorizzazione di ciò che già c’è, garantendo interventi sostenibili, di qualità e in linea con lo sviluppo urbanistico della città”.</em></p>
<p>Il primo intervento riguarda l’edificio di via Gioberti 5, ex succursale del Liceo Alfieri, chiuso da un decennio e ormai estraneo alla vita del quartiere. Al suo posto sorgerà, dopo la demolizione dell’esistente, un nuovo edificio residenziale di sei piani più attico, con una superficie leggermente inferiore a quella demolita, appartamenti di diverse metrature, un giardino pensile e soluzioni all’avanguardia per il risparmio energetico, dal teleriscaldamento ai pannelli fotovoltaici. A rendere unico il progetto sarà un’installazione artistica firmata dall’artista internazionale Darya von Berner: leggere nuvole di vapore acqueo che emergeranno periodicamente dalla facciata, un richiamo poetico al tema dell’acqua come risorsa comune.</p>
<p>La seconda delibera interessa invece l’immobile di via Banfo 43, a Barriera di Milano. In questo caso l’intervento prevede una ristrutturazione con demolizioni parziali che conserva l’impianto principale dell’edificio e ne cambia la destinazione d’uso introducendo residenze, attività commerciali e uffici. Al piano terra nascerà anche uno spazio coperto aperto al pubblico, pensato per restituire agli abitanti del quartiere un luogo di incontro e passaggio in un’area interessata da importanti interventi di riqualificazione urbana.</p>
<p>Per l’intervento di via Gioberti il contributo di costruzione è stimato in circa 447 mila euro, ai quali si aggiunge un contributo straordinario di circa 566 mila euro. Per il progetto di via Banfo gli oneri di urbanizzazione sono stimati in circa 175 mila euro e il contributo di riqualificazione in circa 213 mila euro. Gli importi saranno definiti in via definitiva al momento del rilascio dei rispettivi permessi di costruire.</p>
<p>Ora le due delibere passeranno al vaglio della Sala Rossa per l’approvazione definitiva.</p>
<p>TorinoClick</p>
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		<title>Un arresto per accoltellamento a Pinerolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 07:09:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/10/Alfa_Romeo_159_Carabinieri-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il presunto autore dell&#8217;accoltellamento avvenuto il 13 giugno scorso in piazza Vittorio Veneto, a Pinerolo, nel quale era rimasto gravemente ferito un giovane di 24 anni di origini afghane e’ stato arrestato dai carabinieri. È un ventisettenne di origini ivoriane, residente a Pinerolo e già noto alle forze dell&#8217;ordine, raggiunto  da un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere  con l&#8217;accusa di tentato omicidio aggravato. Il 24enne aveva litigato con un gruppo di giovani, fino a giungere a un&#8217;aggressione nel corso della quale era stato ferito con un&#8217;arma da taglio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/un-arresto-per-accoltellamento-a-pinerolo/">Un arresto per accoltellamento a Pinerolo</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/10/Alfa_Romeo_159_Carabinieri-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Il presunto autore dell&#8217;accoltellamento avvenuto il 13 giugno scorso in piazza Vittorio Veneto, a Pinerolo, nel quale era rimasto gravemente ferito un giovane di 24 anni di origini afghane e’ stato arrestato dai carabinieri. È un ventisettenne di origini ivoriane, residente a Pinerolo e già noto alle forze dell&#8217;ordine, raggiunto  da un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere  con l&#8217;accusa di tentato omicidio aggravato.<br />
Il 24enne aveva litigato con un gruppo di giovani, fino a giungere a un&#8217;aggressione nel corso della quale era stato ferito con un&#8217;arma da taglio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/un-arresto-per-accoltellamento-a-pinerolo/">Un arresto per accoltellamento a Pinerolo</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>Pirlo nuovo Ct dell&#8217;Italia, parte la nuova era azzurra!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:57:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_3421-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_3421-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_3421-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />&#160; Andrea Pirlo è pronto a raccogliere la sfida più importante della sua carriera da allenatore. Dopo il rifiuto di Pep Guardiola, la Federazione ha deciso di puntare sull&#8217;ex regista campione del mondo del 2006 per guidare la Nazionale italiana, con un accordo fino al 2030 ormai definito e l&#8217;annuncio ufficiale atteso nei prossimi giorni. Per Pirlo si tratta di un ritorno in azzurro con un ruolo diverso, dopo le esperienze sulle panchine di Juventus, Fatih Karagümrük, Sampdoria e Dubai United. L&#8217;obiettivo sarà rilanciare un&#8217;Italia chiamata a ritrovare competitività e identità dopo gli ultimi anni difficili. La scelta della FIGC</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/pirlo-nuovo-ct-dellitalia-parte-la-nuova-era-azzurra/">Pirlo nuovo Ct dell&#8217;Italia, parte la nuova era azzurra!</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_3421-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_3421-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_3421-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>&nbsp;</p>
<p>Andrea Pirlo è pronto a raccogliere la sfida più importante della sua carriera da allenatore. Dopo il rifiuto di Pep Guardiola, la Federazione ha deciso di puntare sull&#8217;ex regista campione del mondo del 2006 per guidare la Nazionale italiana, con un accordo fino al 2030 ormai definito e l&#8217;annuncio ufficiale atteso nei prossimi giorni.<br />
Per Pirlo si tratta di un ritorno in azzurro con un ruolo diverso, dopo le esperienze sulle panchine di Juventus, Fatih Karagümrük, Sampdoria e Dubai United. L&#8217;obiettivo sarà rilanciare un&#8217;Italia chiamata a ritrovare competitività e identità dopo gli ultimi anni difficili.<br />
La scelta della FIGC rappresenta una scommessa sul talento e sulla visione calcistica di Pirlo, che ora dovrà trasformare il prestigio della sua carriera da calciatore in risultati concreti alla guida della Nazionale.</p>
<p>Enzo Grassano</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/07/25/pirlo-nuovo-ct-dellitalia-parte-la-nuova-era-azzurra/">Pirlo nuovo Ct dell&#8217;Italia, parte la nuova era azzurra!</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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