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	Commenti a: La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni	</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
	<lastBuildDate>Sun, 10 Mar 2024 09:38:10 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Lorenzo Pesce		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pesce]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 09:38:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro prof.,
bellissima e opportuna la citazione di Plauto e Terenzio a proposito di Valter Chiari e degli altri comici. Quanto al commento sull&#039;ultima opera storica di Oliva, concordo pienamente. agli Anni Sessanta del Novecento appartiene un aureo libro di Ruggero Zangrandi, &quot;Il lungo viaggio attraverso il fascismo&quot; (ora credo introvabile), dove ci sono nomi e cognomi di personaggi noti, ampiamente compromessi con il regime del Ventennio.  Ognuno di noi fa i conti in famiglia con ciò che è stato: mio padre, Carabiniere, non prese mai la tessera del partito (aveva giurato fedeltà al re), mia madre (operaia in Fiat durante la guerra) la dovette prendere. Mio nonno materno, socialista turatiano, non la prese mai e fu pestato dai neri durante il biennio rosso. Tuttavia mi sono posto qualche domanda: se io fossi vissuto in quegli anni, che cosa avrei fatto? Facile, con il senno di poi, dire che avrei scelto l&#039;opposizione al fascismo. Probabilmente avrei fatto parte di quei &quot;45 milioni di fascisti&quot;, passati dall&#039;altra parte dopo la Liberazione. O forse no, ma pochi hanno la stoffa dell&#039;eroe e pochi il coraggio di riconoscere i propri errori o le proprie colpe. Onore a uomini come Albertazzi o Chiari, che non negarono il proprio passato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro prof.,<br />
bellissima e opportuna la citazione di Plauto e Terenzio a proposito di Valter Chiari e degli altri comici. Quanto al commento sull&#8217;ultima opera storica di Oliva, concordo pienamente. agli Anni Sessanta del Novecento appartiene un aureo libro di Ruggero Zangrandi, &#8220;Il lungo viaggio attraverso il fascismo&#8221; (ora credo introvabile), dove ci sono nomi e cognomi di personaggi noti, ampiamente compromessi con il regime del Ventennio.  Ognuno di noi fa i conti in famiglia con ciò che è stato: mio padre, Carabiniere, non prese mai la tessera del partito (aveva giurato fedeltà al re), mia madre (operaia in Fiat durante la guerra) la dovette prendere. Mio nonno materno, socialista turatiano, non la prese mai e fu pestato dai neri durante il biennio rosso. Tuttavia mi sono posto qualche domanda: se io fossi vissuto in quegli anni, che cosa avrei fatto? Facile, con il senno di poi, dire che avrei scelto l&#8217;opposizione al fascismo. Probabilmente avrei fatto parte di quei &#8220;45 milioni di fascisti&#8221;, passati dall&#8217;altra parte dopo la Liberazione. O forse no, ma pochi hanno la stoffa dell&#8217;eroe e pochi il coraggio di riconoscere i propri errori o le proprie colpe. Onore a uomini come Albertazzi o Chiari, che non negarono il proprio passato.</p>
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