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	Commenti a: I tafferugli fiorentini e la visione storica del fascismo	</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Feb 2023 21:42:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Pier Franco Quaglieni		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pier Franco Quaglieni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2023 21:42:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://iltorinese.it/2023/02/23/i-tafferugli-fiorentini-e-la-visione-storica-del-fascismo/#comment-6914&quot;&gt;Giovanni Pollini&lt;/a&gt;.

Grazie  per il lucido e pacato commento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://iltorinese.it/2023/02/23/i-tafferugli-fiorentini-e-la-visione-storica-del-fascismo/#comment-6914">Giovanni Pollini</a>.</p>
<p>Grazie  per il lucido e pacato commento</p>
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		Di: Giovanni Pollini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Pollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2023 18:04:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il commento non può che essere amaro. L&#039;espressione :&quot;l&#039;opinione riflettuta ed immaginata&quot;, parrebbe il meno ma è fortemente indicativa.  Oscar Wilde scrisse che solo i superficiali non giudicano dalle apparenze. Infatti fra apparenza e sostanza vi è un rapporto profondo.  Non è obbligatorio avere domestichezza con la storia, anche se da una Preside di Liceo si potrebbe chiedere qualcosa di più, è la superficialità dei giudizi e delle valutazioni che merita una riflessione.  La passione politica è buona cosa e la varietà delle opinioni è sempre una ricchezza, il problema è la qualità delle opinioni. Preferire Caravaggio o Raffaello, la libertà o l&#039; eguaglianza è un&#039;opinione, credere che la terra sia piatta o che due più due faccia cinque, no, è un&#039;altra cosa.  Oggi il &quot;politicamente   corretto&quot;  non consente di dire che uno è grasso o magro ma impone di  vituperare il fascista e di vederlo incombere dietro ogni angolo.  Il fascismo è un&#039;esperienza storica drammatica e funesta ma fortunatamente superata  e conclusa anche se sopravvive ancora come ricordo in chi non lo ha neppure vissuto e se lo immagina come crede, forse anche come sfida al pensiero unico corrente.   I pericoli della democrazia ci sono,  sono rilevanti, molteplici e gravi ,  ma non derivano  dal fascismo. Il guaio è che più che un popolo di santi e navigatori, siamo un popolo di credenti: chi nella chiesa bianca, chi rossa e qualcuno ancora in quella nera e ne sta nascendo una nuova verde. Nulla contro le religioni  naturalmente, ma ritengo che il pensare dovrebbe prevalere sul credere.  Formuliamo i giudizi partendo, non dai fatti come suggerirebbe un empirista britannico,  e come io  credo  sarebbe giusto,  ma dalle idee che abbiamo già in testa, siamo figli del razionalismo continentale e della scolastica. Questo spiega la cronica carenza di cultura liberale: Pereto, Croce, Einaudi e Pannunzio, forse, purtroppo, sono stati poco prolifici.   La violenza va  condannata, sempre e non solo qualche volta e la realtà e  i fatti, vanno visti per quello che sono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il commento non può che essere amaro. L&#8217;espressione :&#8221;l&#8217;opinione riflettuta ed immaginata&#8221;, parrebbe il meno ma è fortemente indicativa.  Oscar Wilde scrisse che solo i superficiali non giudicano dalle apparenze. Infatti fra apparenza e sostanza vi è un rapporto profondo.  Non è obbligatorio avere domestichezza con la storia, anche se da una Preside di Liceo si potrebbe chiedere qualcosa di più, è la superficialità dei giudizi e delle valutazioni che merita una riflessione.  La passione politica è buona cosa e la varietà delle opinioni è sempre una ricchezza, il problema è la qualità delle opinioni. Preferire Caravaggio o Raffaello, la libertà o l&#8217; eguaglianza è un&#8217;opinione, credere che la terra sia piatta o che due più due faccia cinque, no, è un&#8217;altra cosa.  Oggi il &#8220;politicamente   corretto&#8221;  non consente di dire che uno è grasso o magro ma impone di  vituperare il fascista e di vederlo incombere dietro ogni angolo.  Il fascismo è un&#8217;esperienza storica drammatica e funesta ma fortunatamente superata  e conclusa anche se sopravvive ancora come ricordo in chi non lo ha neppure vissuto e se lo immagina come crede, forse anche come sfida al pensiero unico corrente.   I pericoli della democrazia ci sono,  sono rilevanti, molteplici e gravi ,  ma non derivano  dal fascismo. Il guaio è che più che un popolo di santi e navigatori, siamo un popolo di credenti: chi nella chiesa bianca, chi rossa e qualcuno ancora in quella nera e ne sta nascendo una nuova verde. Nulla contro le religioni  naturalmente, ma ritengo che il pensare dovrebbe prevalere sul credere.  Formuliamo i giudizi partendo, non dai fatti come suggerirebbe un empirista britannico,  e come io  credo  sarebbe giusto,  ma dalle idee che abbiamo già in testa, siamo figli del razionalismo continentale e della scolastica. Questo spiega la cronica carenza di cultura liberale: Pereto, Croce, Einaudi e Pannunzio, forse, purtroppo, sono stati poco prolifici.   La violenza va  condannata, sempre e non solo qualche volta e la realtà e  i fatti, vanno visti per quello che sono.</p>
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