La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni - Il Torinese

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

La cattura di Messina Denaro –

M a r z a n o  la fumatrice incallita

 – Lettere

La cattura di Messina Denaro

La cattura di Messina Denaro dopo trent’anni di latitanza è un fatto su cui riflettere. Perché quando il generale Mario Mori quando catturò Toto Riina, invece di essere premiato, venne fatto oggetto di una vera e propria persecuzione durata anni. Qui adesso si vuole colpire soprattutto la borghesia mafiosa e la massoneria secondo il vecchio ritornello di Rosy Bindi. Ma soprattutto si vuole colpire il ministro Nordio che vorrebbe ridimensionare l’eccesso di intercettazioni di cui fanno abuso i giornali soprattutto quelli ammanicati con le procure amiche. E anche la presidente Meloni sembra stoppare il suo ministro della Giustizia per tenere un buon rapporto con i Pm. Uno dei tanti cedimenti di Meloni. Travaglio vuole le dimissioni o la sfiducia nei confronti di Nordio. In Fratelli d’Italia ci sono molti giustizialisti come anche nella Lega. Bisogna stringersi attorno a Nordio, ex magistrato galantuomo, come Tiziana Parenti, che sta cercando finalmente di porre argine allo strapotere dei giudici politicizzati. Ci sono anche ottantenni in pensione che ogni giorno soffiano sul fuoco per intralciare e offendere Nordio.

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M a r z a n o, la fumatrice incallita

Michela  M a r z a n o che si dichiara una tabagista incallita che non può far a meno delle sigarette dal mattino alla sera, era nota per la sua intransigenza antifascista che la portò a non volere figli, temendo la trasmissione del virus genetico del fascismo della propria famiglia. Adesso sul fumo diventa senza regole e mal sopporta i nuovi divieti del ministro della Sanità che impediscono di fumare vicino a bambini e donne incinte anche all’esterno. Una filosofa tabagista, che certo non ama la libertà di pensiero ma solo quella di fumare liberamente e difende i fumatori come lei, mostra qualche limite. Anche tante altre donne fumano come delle turche e non scrivono articoli di giornale per esaltare se’ stesse e il piacere che provano fumando.

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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com

 

A proposito del liceo d’Azeglio

Il Preside del liceo d’Azeglio non va criticato perché fumava in ascensore o metteva la bollatrice ai professori, ma criticato perché voleva stringere un rapporto con il dams che avrebbe portato il liceo classico nel mondo ludico invece di mantenerlo sui binari degli studi classici. Il figlio di un noto latinista era già pronto a sostituire al latino e al greco i film. L’idea di rendere ludico il glorioso liceo classico non passò e il preside lasciò l’incarico a metà anno. Questa è la verità. Poi la bollatrice ai professori fu la ciliegina giacobina sulla torta.    G. I.

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Che lei non firmi questa lettera la dice lunga sul clima di quel liceo una quindicina di anni fa. Quel liceo cominciò a declinare ed oggi non ha più nessun professore di prestigio che scriva libri o passi all’Università. Solo i travet dell’antifascismo professionale, purtroppo. Se fosse passata l’idea del dams sarebbe stata la fine di quel famoso liceo. La pregherei di non offendere la memoria del prof. Lana che tentò in buona fede di svecchiare il ginnasio.

 

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