La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni - Il Torinese

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Finalborgo senza inquietudine  –  Gad Lerner intollerante, intollerabile – Lettere

Finalborgo senza inquietudine  
Sono stato a bighellonare un tardo pomeriggio, nell’illusione di trovare un po’ di fresco, a Finalborgo dove per alcuni anni ho partecipato all’evento culturale più importante del Ponente ligure, il Festival dell’inquietudine organizzato magistralmente da Elio Ferraris, straordinario uomo di cultura e insuperabile promotore e organizzatore di eventi  che senza il loro artefice non sono stati più gli stessi, come accadde con il giornale “Il Mondo” dopo Pannunzio.
Il Borgo in termini commerciali ha segnato una battuta di arresto inevitabile per il Covid e in termini culturali oggi prevalgono gli eventi musicali. Certo non ha più la vivacità dei tempi in cui la parola inquietudine era una parola che radunava a Finale il meglio della cultura. Li’ conobbi la futura sindaca di Savona Ilaria Caprioglio, un’amicizia che è rimasta intatta al disopra della politica perché Ilaria è una donna eccezionale. Mi sono fermato a rileggere la lapide che ricorda il Conte Giorgio  Gallesio, botanico e pubblico funzionario  nato a Final Borgo nel 1772 e morto a Firenze nel 1839, sepolto nel chiostro del tempio di Santa Croce dove sono sepolti i grandi italiani. Elio Ferraris aveva contribuito a riscoprire Gallesio, istituendo un premio a suo nome. Io rileggendo la lapide ho notato che la storia di una certa epoca anche in Liguria e ‘ la stessa del Piemonte; durante l’età della Restaurazione Gallesio ampiamente compromesso con Napoleone e con la Repubblica di Genova venne fatto Conte da Carlo Felice ,il bieco restauratore re di Sardegna. Anche con il caldo intollerabile c’è la possibilità di vedere come nella storia sia tutto relativo e a volte i principi si adattano alla necessità. Già tanti anni fa sostenni che la Restaurazione non fu così arcigna come apparve e che in effetti durò poco. L’epurazione fu più di facciata che di sostanza, come accadde  anche nel 1945 con i fascisti, se si esclude la pagina vergognosa del “Sangue dei vinti“. Per far funzionare uno Stato, non si poteva eliminare una certa continuità come accadde anche  nel caso del Conte Gallesio, oggi da ricordare come scienziato.Alcuni aristocratici nel Settecento riformatore si dedicavano alla scienza , nel caso di Gallesio accadde che lo scienziato fosse stato nobilitato da chi sicuramente non amava il progresso scientifico o almeno si pensa così .
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Gad Lerner intollerante, intollerabile 
Lerner è una delle figure più discutibili del giornalismo cartaceo e televisivo, un uomo di una faziosità urticante e fastidiosa che si ritiene autorizzato a dare giudizi come colui che nella Commedia giudica e manda. Ma con gli amici e i compagni di cordata in Lotta Continua è sempre molto generoso anche perché deve difendere in primis se stesso. L’aver scritto che Adriano Sofri che compiva 80 anni, è sempre stato dalla parte giusta, malgrado la condanna definitiva a 22 anni di carcere ,mai interamente scontati, come mandante dell’assassinio del Commissario Calabresi,  è davvero una frase sconcertante .Ed ha fatto bene Rita Dalla Chiesa, figlia del Generale che sconfisse le Br e fu ucciso barbaramente dalla mafia, a ricordargli che suo padre combattè quella parte che Lerner ritiene giusta ,malgrado abbia le mani grondanti di sangue e di violenza, a partire dal giovane universitario arso vivo in via Po a causa del lancio di bombe molotov da parte di militanti torinesi di L.C.che ancora oggi imperversano.

Lettere scrivere a quaglieni@gmail.com

Mario Sacerdote
Ho letto su internet un suo breve ricordo del prof. Mario Sacerdote, docente e  preside alla scuola ebraica di Torino. Leggendo un Suo libro ho scoperto anche che era cognato di Primo Levi. Nessuno lo ricorda.     Gino Segre
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E’ stato mio amico anche se aveva la stessa età di mio padre e fu socio e dirigente del Centro “Pannunzio”. Era stato allievo del venerato maestro del liceo d’ Azeglio Augusto Monti sul qualche scrisse anche qualche ricordo. Aveva stima del maestro, ma non lo mitizzò mai. Sacerdote era anticomunista, Monti divenne comunista.Tra i seguaci di Monti non era ben visto. Non mi parlò mai del cognato Primo Levi, solo dopo la morte di quest’ultimo, leggendo il mio articolo su “La stampa“ si limitò a dire: “ Non sapevo che vi conosceste“. Era un uomo sobrio e riservato, nulla  a che vedere con i tanti antifascisti  suoi coetanei  pieni di boria e faziosità, alcuni dei quali erano stati anche entusiasticamente fascisti. Mario non vantò mai la parentela con Levi e la cosa gli fa molto onore. Forse avrebbe potuto anche lui scrivere su Levi e sul suo caratteraccio una sorta di “Lessico famigliare”. Una sola volta, molto en passant, fece cenno al cognato, cambiando subito discorso.

1 Comment

  1. A proposito di Gad Lerner. Esaltare i cattivi maestri di ieri è pratica comune e va benissimo per i tanti lettori che hanno dimenticato quegli anni bui del terrorismo più rosso che nero. Quel mattino in Via Po le molotov bruciarono l’Angelo Azzurro e il povero studente senza colpe (ricordo le immagini orribili della Stampa con la vittima ancora viva), però ne furono lanciate altre due all’Istituto Cairoli di Piazza Vittorio, che solo per miracolo (o imperizia degli aspiranti terroristi) non esplosero. Mia moglie quella maledetta mattina era in quella scuola…

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