La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni - Il Torinese

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Una suora in pantaloni – I bersaglieri a Cuneo – Lettere

Una suora in pantaloni 
Mi sono incuriosito leggendo un’intervista con la suora benedettina, teologa e medico suor Teresa Forcades, famosa per il suo impegno politico a favore dell’indipendentismo separatista  della Catalogna  e soprattutto per quello a favore dei  LGBT  e delle adozioni gay e persino in certi casi dell’aborto. Credo sia la prima suora che parli di sesso e di orgasmo anche omosessuale  senza inibizioni .Un anno  fa ha lasciato la clausura per dedicarsi a conferenze, libri, politica. Credo che si debba avere un certo coraggio a parlare come suor Teresa, anche se sicuramente vive senza troppe ostilità nel clima di tolleranza instaurato da Papa Francesco.  Ho approfondito la conoscenza di questa suora ospite privilegiata del Salone del Libro di Torino ed ho colto un elemento su cui riflettere non secondario. La suora, dopo aver affermato che “crescere con due donne o due uomini non rappresenta nessun problema, addirittura e’ giunta a teorizzare la santità del matrimonio omosessuale, rifacendosi ad un astruso ragionamento sulla S.S.Trinità. Ma dove viene fuori che suor Teresa non ha mai vissuto una storia d’amore vera e quando dice  che la donna deve rifiutarsi di appagare i desideri sessuali maschili “non lasciandosi usare come oggetto di piacere sessuale, compiacendo gli uomini“. E’ proprio con queste affermazioni che la Suora dimostra di non sapere cosa sia l’amore che travolse Paolo e Francesca la quale non si pose minimamente il problema di non essere oggetto di piacere in una congiunzione che anche Dante rispetta nella pena infernale a cui sono condannati i lussuriosi . La “bocca mi bacio’ tutto tremante “e’ uno dei versi più belli in assoluto.
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I bersaglieri a Cuneo
In passato ho partecipato a qualche raduno nazionale e locale  dei bersaglieri. Mio nonno materno, il futuro imprenditore e cavaliere del Lavoro, fu un valoroso bersagliere ed io conservo con religiosa attenzione il suo cappello piumato. Oggi in tempi in cui la guerra evoca morte e violenza, non si concede nulla alla retorica perché i primi che hanno odiato la guerra sono i caduti di cui parlano i retori che non hanno passato un solo giorno in trincea. Ma i figli di Lamarmora meritano una citazione perché hanno fatto il Risorgimento e le loro musiche festose ci riempiono di italianità autentica . Pensate alla breccia di Porta Pia , pensate a Trieste dove nel 1918 e nel 1954 sono sbarcati in un delirio di tricolori i fanti piumati. Voglio rivolgere un pensiero alla Fanfara di Asti che in tante occasioni ha accompagnato i miei discorsi storico-rievocativi. Una volta in piazza CLN nel 2011 dopo un appassionato discorso risorgimentale svenni e poi mi dovettero portare al Pronto Soccorso. I bersaglieri suonarono per me e il pubblico mi applaudi’ quando  alzarono la barella su cui ero disteso. Assume un senso particolare  quest’anno che la Cuneo alpina accolga i bersaglieri . Un messaggio importante per chi continua disperatamente ad amare l’Italia.

quaglieni penna scritturaLETTERE  scrivere a quaglieni@gmail.com

La commemorazione di La Ganga
Egregio Professore, non conosco il signor Marzano Marziano, oggetto di tante critiche da parte dei Suoi lettori in qualita’ di presidente del liceo “Cavour”, malgrado l’età molto avanzata. La cosa mi ha fatto sorridere. Anch’io sono vecchio e ormai mi limito a portare il cane a spasso. Invece su Facebook ho seguito la commemorazione in Comune del mio amico e compagno socialista Giuseppe La Ganga, comune amico del grande sarto socialista mancato e mio compaesano, il cav. Ignazio Brunda. Il peggiore tra i relatori e’ stato l’ex vicesindaco del secolo scorso Marzano, assolutamente autoreferenziale nel suo patetico rivivere un passato che non torna più. Peccato, perché al compagno La Ganga toccava miglior trattamento. Se ci fosse stato il sindaco Fassino sarebbe andata meglio. Mi hanno detto che Lo Russo non si è fatto vedere. Ma forse Giusi non lo avrebbe tollerato molto.     Rino Lo Cascio
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Sull’on. La Ganga ho scritto di recente e non voglio banalizzare la polemica che rivela gli astii rancorosi che distrussero il vecchio PSI.  Guardi che combinazione. Il sarto Brunda che fu un bravissimo artista, e’ stato per anni il mio sarto e anche il sarto di La Ganga. Si diceva un tempo che il mondo è piccolo e lo e’ proprio, davvero in tutti i sensi.
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Il monumento a d’Azeglio lordato
Ho rivisto il monumento a Massimo d’Azeglio al Valentino per Eurovision . Era pieno di scritte e non è stato fatto nulla . Uno spettacolo devastante di una città trascurata . Che vergogna , sindaco Lo Russo       Albertina di Muro Ved. Cesarani
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Pubblicai due articoli in passato per queste scritte, del tutto inutilmente. Almeno per l’evento che dicono abbia rilanciato in pochi giorni l’immagine sfocata di Torino, potevano mandare qualcuno a cancellare le scritte. Forse non sanno neppure chi sia stato d’Azeglio.

1 Comment

  1. Caro professor Quaglieni,
    Ho letto il tuo articolo su suor Teresa Forcades e il tuo riferimento a Dante. Ignoravo fino ad un momento fa l’esistenza di questa suora e, francamente, non capisco le fughe in avanti di cerri cattolici progressisti. Sarà che il mio parroco di riferimento è il don Camillo di Guareschi e che nei Vangeli (almeno nei Sinottici) l’omosessualità non è accettata, non capisco suor Teresa, né le gerarchie ecclesiastiche che non preferiscono verbo. Significa che la Chiesa ha deciso di saltare il fosso? Che la lobby gay ecclesiastica ha preso il sopravvento? Non sono contrario alle adozioni gay, sono fieramente avverso all’utero in affitto (come Elton John). Mi domando se suor Teresa ha letto (e compreso) nell’Esodo la storia di Sodoma e Gomorra. Non chiedo il rogo per eresia della suora, ma un chiaro pronunciamento della Chiesa. Magari di papa Bebedetto (che per me rimane la voce di una Chiesa che rimane se stessa anche nei cambiamenti).

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