La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni - Il Torinese

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

L’amor di Patria  –  Prof. Lo Russo, abbia pietà di Borgo San Salvario  – Lettere

L’amor di Patria   

È tornato improvvisamente di moda il tema dell’amor di Patria che certamente il presidente Mattarella ha fatto poco o nulla per rinverdire. Non mi soffermerò su cosa possa significare la parola patriota che riguarda donne e uomini del Risorgimento ed anche della Guerra di Liberazione. Grandi patrioti in tempi diversi e con sensibilità diverse furono grandi poeti e scrittori :Dante , Petrarca, Machiavelli , Foscolo , Manzoni , Carducci , tanto per citare qualche nome illustre. Nell’ Ottocento ci fu anche la poesia languorosa patriottica ,come nel Novecento tanti canti furono retorici e patriottardi. L’idea della Patria è spesso combinata con quella delle piccole e grandi patrie sovranazionali. Forse solo i comunisti e gli anarchici hanno visto con odio come un inganno l’idea di Patria. Ma se guardiamo alla nostra storia repubblicana  solo tre presidenti hanno dimostrato com i fatti di essere veri patrioti in quanto rispettosi della  storia  della nostra Italia. Luigi Einaudi incarnò un’idea di patria al di sopra dei partiti che faceva pensare alla Monarchia cacciata da poco e per cui egli aveva votato. Cossiga, pur tra alcune esagerazioni, nell’ultima parte del suo settennato si dimostrò patriota. Ma chi è stato Presidente patriota per antonomasia e’  Ciampi che ha ridato onore alla bandiera, all’Inno nazionale, alla storia del Risorgimento, rivalutando i combattetti negletti della Guerra perduta 1940 -1945: pensiamo alla visita simbolo al sacrario di El Alamein. Quello che fece Ciampi per onorare le vittime delle foibe non ebbe purtroppo una analoga continuità. Non si può dire che Saragat o Pertini non fossero anche patrioti , ma sopravvalutarono alcune pagine di storia recente a svantaggio ,ad esempio, del Risorgimento. Io credo che oggi un Presidente patriota dovrebbe essere  soprattutto super partes, liberandosi dai  discorsi politicamente corretti di tanti giornali. Amare la Patria, ignorando la parte politica di provenienza. Sarà possibile trovarne uno? Lo vedremo. Con una classe politica di livello infimo ,sarà difficile. Ho letto che c’è chi si è ricordato del filosofo Marcello Pera, già presidente del Senato, gran galantuomo che vive a Lucca, appartato nei suoi studi. Pera che conosco personalmente da anni sarebbe sicuramente un ottimo presidente perché corazzato di cultura e di alto senso delle Istituzioni.
.

Prof. Lo Russo, abbia pietà di Borgo San Salvario     

E’ uno dei Borghi semi centrali di Torino che non ha mai avuto una grande storia. Cresciuto attorno alla Stazione si è sviluppato fino al Valentino. Le case belle sono poche e tutte ottocentesche. Dopo essere stato luogo di  prima accoglienza  di tanti immigrati meridionali poi inseriti nel tessuto di Torino, ha subito e continua a subire una massiccia immigrazione extracomunitaria che ha snaturato alcune sue vie. Della storia non entusiasmante del borgo scrissi e parlai alcuni anni fa e c’è traccia su internet. Qualche intellettuale  con pochi soldi e un po’ provincialotto  si è trasferito a San Salvario, pensando di fare  tendenza e atteggiarsi come se  vivesse a Parigi. Nel frattempo la movida e lo spaccio di droga (in passato era luogo prediletto dalle prostituite  e dei travestiti ) hanno reso problematico vivere nel Borgo. Mi domando quali colpe debba scontare San Salvario per la viabilità pazzesca creata dai grillini e purtroppo proseguita ,pare, dalla nuova assessora che intende persino allargare gli esperimenti folli che rendono difficile e tortuoso andare in macchina in certe vie come via Principe Tommaso. La situazione è davvero intollerabile. Il Sindaco nel suo equilibrio dovrebbe fermare la degenerazione, partendo in primis da via Nizza, esempio del delirio politico grillino a danno dell’intera città e in fondo degli stessi ciclisti. Prof. Lo Russo, abbia pietà di questo Borgo!
.

LETTERE  scrivere a quaglieni@gmail.com

Green pass
Ho visto che la sua battaglia a difesa del green pass obbligatorio e mascherine sempre indossate continua senza sosta. Grazie, prof. Quaglieni       Adelia Vigna
.
Faccio solo il mio dovere di cittadino che obbedisce alle leggi e al buon senso. Io a volte redarguisco anche per strada chi non indossa la mascherina. Da sempre scrivo a sostegno di Draghi e del generale Figliuolo, due veri patrioti. Se stiamo tornando indietro lo dobbiamo alla debolezza di certe autorità e alla scarsa o nulla intelligenza di chi non vuole vaccinarsi .A volte vorrei dotarmi del nodoso bastone di bambù dono  di Mario Soldati, poi  evito. Continuo ad usare le parole, anche se esse si rivelano insufficienti…

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo Precedente

Covid, bimbi con meno di 11 anni il 30 per cento dei positivi non vaccinati

Articolo Successivo

Altro incidente sul lavoro: operaio precipita da otto metri

Recenti:

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria   Massimo Recalcati “La luce delle stelle morte” -Feltrinelli-

IL METEO E' OFFERTO DA

Auto Crocetta