Oggi al cinema Le trame dei film nelle sale di Torino

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A cura di Elio Rabbione

 

Annette – Musicale. Regia di Leos Carax, con Adam Driver e Marion Cotillard. Premio per la miglior regia a Cannes, dal regista di “”Holy Motors” e “Les amants du Pont-Neuf”. Un celebre soprano, Ann, e un irriverente cabarettista, Henry, un incontro a Los Angeles che li fa innamorare e li unisce, un domani e una vita intera che si preannunciano felici. Poi arriva Annette, la loro prima figlia, che porta con sé un dono speciale. Quell’unione, un tempo felice, inizia a sfaldarsi: seppur la carriera di Ann sia piena di successi e lei inizi una tournée in giro per il mondo, mentre Henry si prende cura della bambina. Ma Ann sente che qualcosa sta cambiando, Henry vede la sua vena comica sempre più arida, mentre cresce l’invidia per la carriera della moglie. Quando Ann, nella speranza di un riavvicinamento, propone a Henry una vacanza su di uno yacht, loro tre, tutti insieme, una tragedia incombe a distruggere un amore. Durata 141 minuti. (Centrale, Due Giardini sala Ombrerosse V.O.,Fratelli Marx sala Chico V.O.)

 

Encanto – Animazione. Tutti straordinari nella famiglia di Mirabel, tutti talentuosi, tutti baciati dal dono della magia. Soltanto Mirabel ne è priva, quel dono non le è stato concesso, lei cerca sì di aiutarla la famiglia ma sono più numerose le occasioni in cui si trova ad essere d’intralcio, sprovveduta, impacciata. Ma l’occasione, quella vera, quella che si presenterà nel momento in cui la fiamma della magia sta per spegnersi, verrà anche per lei. Sarà lei a trovare la giusta soluzione. Durata 99 minuti. Regia di Bryan Howard e Jared Bush. (Massaua, Ideal, Reposi sala 2, The Space Torino sala 1 / 2 / 3 / 5, Uci Lingotto sala 3 e sala 6, The Space Le Fornaci sala 2 / 6 / 8 / 9 V. O., Uci Moncalieri sala 9 e sala 10)

 

È stata la mano di Dio – Drammatico. Regia di Paolo Sorrentino, con Filippo Scotti, Toni Servillo, Teresa Saponangelo, Massimiliano Gallo e Luisa Ranieri. In una sorta di “Amarcord” che ha per sfondo la Napoli degli anni Ottanta, una Napoli tutta spensieratezza e lungomare pieno di luci, sogni e avvenire tutto da vivere, il regista della “Grande bellezza” pensa che sia giunto il momento, sotto i sentimenti di Fabietto, di presentare la propria giovinezza e la famiglia, un padre allegro, un bel rapporto con il figlio e qualche scappatella da farsi perdonare, una madre che ama fare gli scherzi e deliziosamente affettuosa, un fratello che sogna il cinema e tenta con un provino con Fellini alla perenne ricerca di volti nuovi, una sorella che vive perennemente in bagno, una tribù di zii e parenti, una zia bellissima che la mancanza di figli ha reso instabile e fragile di nervi. Poi una tragedia che muta ogni cosa, ecco che Fabietto cresce per diventare per tutti Fabio, ecco l’iniziazione al sesso e l’amicizia passeggera con un giovane contrabbandiere, ecco il sogno del cinema, ecco la lezione di un regista/nume come Antonio Capuano, ecco l’andata a Roma. Assolutamente da vedere, sia da quelli che amano la filmografia di Sorrentino sia da quelli che vorranno scoprirne il privato. Leone d’Argento Gran Premio della Giuria alla Mostra di Venezia e scelto a rappresentare l’Italia ai prossimi Oscar. Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Grande e Eliseo Blu, Fratelli Marx sala Harpo, Romano sala 1 / 2 / 3)

 

Freaks out – Drammatico. Regia di Gabriele Mainetti, con Claudio Santamaria, Pietro Castellito, Aurora Giovinazzo e Giorgio Tirabassi. Un ragazzo albino domatore di insetti, l’uomo lupo, La ragazza elettrica e un magnete vivente, quattro derelitti, quattro poveri “fenomeni da baraccone”, quattro diversi allontanati dal mondo, che vivono nel circo dell’ebreo Israel, non certo un capo ma una figura paterna che li ha presi sotto la sua protezione e li guida.  I bombardamenti che colpiscono Roma e l’irruzione nel ghetto e la deportazione dei tanti ebrei nell’ottobre del ’43, la sparizione di Israel, i poteri speciali dei quattro ragazzi, il sogno di una fuga in America, la figura sinistra di Franz, il direttore artistico del Zirkus Berlin, un piccolo “Grande dittatore”, con l’ambizione smoderata di voler cambiare la Storia. Realtà e immaginazione, superpoteri e avventure fantastiche, giovinezza e solitudine, effetti speciali come forse mai se ne sono visti nel cinema di casa nostra. Durata 141 minuti. (Eliseo Blu, Reposi sala 1, Uci Lingotto sala 1, The Space Le Fornaci sala 9)

 

Ghostbusters – Legacy – Fantasy. Regia di Jason Reitman, con Sigourney Weaver, Bill Murray e Dan Aykroyd. Il nonno – il celeberrimo “acchiappafantasmi” – ha lasciato in eredità a Trevor, Phoebe e alla loro mamma quella sperduta fattoria che è stata la sua casa: i tre non ci pensano due volte e, complice pure un improvviso avviso di sfratto, la vanno ad occupare. Ma la casa sembra nascondere molti segreti che da subito inquietano i nuovi venuti. Dirige Jason, figlio di quel Ivan Reitman che portò al successo le prime due puntate della avvincente saga. Durata 124 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi sala 4, The Space Torino sala 4 e sala 7, Uci Lingotto sala 3 / 4 / 5 / 8 / 10, The Space Le Fornaci sala 1 e sala 4, Uci Moncalieri sala 5 / 6 / 8 / 10 / 11)

 

Io sono Babbo Natale – Commedia. Regia di Edoardo Falcone, con Gigi Proietti, Marco Giallini, Daniele Pecci e Barbara Ronchi. Ettore di solito fa il ladro e non c’è mestiere che sappia fare meglio. Tutta una vita sbagliata, l’abbandono di una compagna, una figlia che non ha mai conosciuto, quando esce di prigione l’unica cosa a cui pensare è tornare a far visita alle case della gente perbene. In una di queste si imbatte in Nicola, un amabile quanto umile signore, che gli confessa candidamente di essere Babbo Natale. E che lo trascinerà in un mare di avventure che forse avranno proprio il potere di cambiare il destino dell’uomo. Ultimo appuntamento di Proietti con il suo pubblico. Durata 95 minuti. (Uci Lingotto sala 2 e sala 3, Uci Moncalieri sala 1 e sala 11)

 

Madres Paralelas – Drammatico. Regia di Pedro Almodòvar, con Penelope Cruz, Milena Smit e Rossy De Palma. Janis e Ana sono ricoverate negli stessi giorni in una clinica di Madrid, stanno per partorire. Diventano madri lo stesso giorno. Janis è una fotografa affermata, un dolore grande nel suo intimo (vorrebbe ritrovare la fossa comune dove i franchisti fucilarono e seppellirono il nonno e gli altri abitanti del villaggio), Ana un’adolescente piena di paure. La nascita di due bambine crea un forte legame che evolve in maniera simmetrica. Janis ha deciso di crescere da sola la figlia che l’amante, un antropologo forense, non riconosce come sua, e Ana, abbandonata da un padre e da una madre sempre assenti, fa altrettanto. Ma il destino è dietro l’angolo e finirà per incontrarle nuovamente in una Spagna che fa i conti con il suo passato. Un film dove Almodovar guarda al privato, tratteggiando ancora una volte belle figure femminili (Cruz s’è guadagnata la Coppa Volpi all’ultima Mostra veneziana per la sua Janis), ma rivolgendo la propria attenzione, forse per la prima volta, anche alla Storia in cui affonda le radici il proprio paese. Purtroppo il privato non si fonde con il pubblico, i due registri restano completamente slegati e il film risulta una grossa delusione. Durata 120 minuti. (Ambrosio sala 3, Centrale, Due Giardini sala Nirvana e sala Ombrerosse, Fratelli Marx sala Chico)

 

La persona peggiore del mondo – Commedia. Regia di Joachim Trier, con Renate Reinsve e Herbert Nordrum. Nella Oslo di oggi, l’esistenza di Julie è da sempre piuttosto disordinata. Gli studi universitari sono passati senza alcuna convinzione da una facoltà all’altra, le sue scelte sentimentali non hanno certamente visto un ordine maggiore. Finché non incontra Axel, un autore di fumetti, con cui va a vivere, mettendosi a confronto non soltanto con lui e con il suo desiderio di avere figli ma anche con la sua famiglia e la cerchia degli amici. Ma Julie continua a condurre una vita sempre più irrequieta e le sorprese, per lei e per Axel, non mancheranno. Alla Reinsve Palmarès a Cannes quale migliore attrice. Durata 121 minuti. (Romano sala 3)

 

Per tutta la vita – Commedia. Regia di Paolo Costella, con Filippo Nigro, Claudia Pandolfi, Luca & Paolo, Claudia Gerini, Carolina Crescentini, Ambra Angiolini e Fabio Volo. Sceneggiato dal regista con Antonella Lattanzi e Paolo Genovese, il film sembrerebbe avere un punto di partenza simile a quello di “Immaturi” dello stesso Genovese: ovvero, che succederebbe nella vostra vita se un bel giorno un accidente venisse a scompigliare l’esistenza che avete vissuto sinora, con le abitudini, con gli affetti, con le certezze, con le azioni di sempre. Qui, a mettere a soqquadro la vita di quattro coppie, un giudice è pronto a sottoscrivere che il vostro matrimonio è da rifare, dal momento che il prete che lo ha celebrato non era un vero prete. Le persone interessate direbbero ancora sì, sarebbero disposte a rivivere con la stessa persona la vita come l’hanno vissuta? Durata 105 minuti. (Uci Moncalieri sala 2)

 

Il potere del cane – Drammatico. Regio di Jane Campion, con Benedict Cumberbatch e Kirsten Dunst. Dall’autrice di “Lezioni di piano” e “Ritratto di signora”, Leone d’argento Premio per la miglior regia alla Mostra di Venezia. Nel 1925, in un Montana di praterie e di mandrie, Phil Burbank è un ricco cowboy, maschilista all’eccesso, aggressivo e crudele, esattamente il contrario del fratello George, timido e di grandi sentimenti, con cui possiede il più grande ranch della zona. Un giorno quest’ultimo sposa la vedova Rose e la porta con sé nella grande casa, con lei il figlio Peter, decisamente introverso: tra pregiudizi e tensioni sempre più palesi, stati d’animo e sensualità da sempre tenuti nascosti, tormenti e segreti mai confessati, essi saranno i bersagli della crudeltà del mandriano. Una prova altissima della Campion, eccellente collaborazione di tutti gli interpreti, un gioco di sentimenti, una scrittura e un racconto condotti con mano di vera maestra, uno svolgersi di passioni e di anse segrete nella vita del macho, momenti inconfessati, uno sguardo nuovo sull’uomo del vecchio West che abbiamo conosciuto in tanti film. Durata 128 minuti. (Ambrosio sala 3)

 

Sotto le stelle di Parigi – Drammatico. Regia di Claus Drexel, con Catherine Frot e Mahamadou Yaffa. Christine è stata ricercatrice, ha perso gli affetti più cari, la sua vita oggi si svolge in una Parigi piena di luci e di ricchezze, cui tuttavia lei non appartiene. La sua vita è tra i clochard, in una Parigi tutta sotterranea. Un giorno incontra Suli, un bambino di appena otto anni, che non parla francese e che non trova più la madre. Se prima il rapporto tra i due è fatto di diffidenza, a poco a poco si irrobustisce in una piena collaborazione e la marginalità, in qualche modo può essere messa alle spalle. Durata 90 minuti.  (Centrale anche V.O., Due Giardini sala Nirvana e sala Ombrerosse)

 

The French Dispatch – Commedia. Regia di Wes Anderson, con Benicio Del Toro, Timothée Chalamet, Tilda Swinton, Owen Wilson, Bill Murray, Frances McDormand, Adrien Brody e Léa Seydoux. Arthur Howitzer jr, figlio del fondatore e proprietario e fondatore del quotidiano “The Evening Sun” di Liberty (Kansas), ha convinto anni prima il padre a finanziare un supplemento domenicale e ha installato la redazione a Ennui-sur-Blasé. Espatriata in Francia, “Picnic” diventa “The French Dispatch” e copre ‘con stile’ la cronaca del paese, con articoli di politica globale, arti, moda, cucina, enologia e storia di varia umanità da luoghi  lontani. Perché intorno alla sua scrivania Horowitzer jr ha raccolto i migliori giornalisti del suo tempo. Inseguono sul campo il soggetto che gli è stato affidato: una contestazione studentesca che volge in idillio, l’indagine di un commissario sulla pista dei rapitori di suo figlio, un artista psicotico e galeotto innamorato della sua secondina. E l’ultimo numero sarà un’antologia di articoli, i migliori, dedicata a lui. Soltanto per chi ama il cinema fantasioso, surreale, a colori pastello di Anderson. Chi scrive non si sentirebbe, per l’occasione, di mettersi nel gruppo. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 2, Classico anche V.O., Eliseo Rosso, Ideal, Lux sala 3, Reposi sala 1)

 

Un anno con Salinger – Drammatico. Regia di Philippe Falardeau, con Sigourney Weaver e Margaret Qualley. Joanna, un’aspirante poetessa, lavora come assistente dell’agente letterario Margaret. Il suo compito principale è quello di rispondere alla posta degli ammiratori di J.D. Salinger, l’autore di culto che è anche l’orgoglio della agenzia di Margaret. Davanti alle parole emozionate dei fan, Joanna si rifiuta pero di rispondere con l’impersonale lettera standard imposta dall’agenzia. Di nascosto dagli occhi severi di Margaret, la ragazza comincia così a personalizzare le risposte. Le conseguenze saranno imprevedibili e appassionanti, comiche e toccanti. Durata 101 minuti. (Romano sala 1)

 

 

 

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