La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Il fascismo e sagge riflessioni – La risposta  di un Nobel ad Odifreddi, l’ateo che offende i credenti – Lettere

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Il fascismo e sagge riflessioni

Ho sempre pensato che il grande Umberto Eco abbia affermato una cosa azzardata definendo il fascismo eterno perché esso è stato un regime ben storicizzabile nel tempo concluso luttuosamente nel 1945 con una guerra mondiale e una guerra civile. Certamente un’epurazione burletta e l’amnistia di Togliatti non chiusero i conti con i reduci del regime . La formazione del MSI portò in Parlamento già nel 1948 deputati che venivano dal disciolto partito fascista. Scelba, con la sua legge del 1952  sulla democrazia protetta ( illiberale in linea di principio come l’epurazione), colpì l’apologia di fascismo e stabili ‘ le caratteristiche di un partito neo -fascista. L’opera moderatrice di un duro come Almirante durante gli anni di piombo contribuì a stroncare l’estremismo nero sfociato nel terrorismo . La giovane Meloni non ha  lo stesso coraggio di Almirante, temendo di seguire la via di Fini che, definendo il fascismo “male assoluto“ sconfessò perfino  la ricerca storica di Renzo De Felice che non rivalutò il fascismo, ma lo storicizzò. Oggi viene proposto lo scioglimento dei movimenti coprotagonisti  delle violenze di Roma. Draghi, dopo aver solidarizzato con la Cgil, ha imposto una pausa di riflessione perché è in corso un’indagine della Magistratura. Ma risulta molto importante la conclusione di un articolo di Vladimiro Zagrebelskiy, da non confondersi con il più noto fratello, già presidente della Corte costituzionale, che apre un dibattito sull’uso dello “strumento dello scioglimento poiché  non tutto ciò che è legale è anche opportuno e saggio, per modi e tempi. Tanto più quando, come ora, le tensioni sono alte, muovono masse e sono stimolate da moventi sociali e politici che nulla hanno a che vedere con il fascismo. Esse possono essere eccitate, come a Roma , dai fascisti e strumentalizzate. Ma sarebbe ingiustificato e cieco  davanti alla realtà omologare tutto sotto una etichetta fascista e lanciare il messaggio che il problema si risolva con l’invio alla clandestinità o al cambio di nome di un gruppetto di fascisti violenti di cui comunque si occupa il codice penalmente“. Meglio non si potrebbe dire. La messa al bando del partito comunista in Germania, ad esempio,  fece nascere il terrorismo rosso. Sono esperienze che chi vive di slogan e di frasi ad effetto non riesce neppure a considerare.
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La risposta di un Nobel ad Odifreddi, l’ateo che offende i credenti

Il nuovo Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi ha dato una involontaria risposta a distanza al matematico Giorgio Odifreddi, che non perde occasione per affermare che la scienza, anzi il buon senso è incompatibile con la religione. Un atteggiamento irridente e irrisorio  che di recente ho commentato su questo giornale. Il Premio Nobel afferma esattamente il contrario e dimostra la caratura intellettuale che lo ha portato al laicissimo Premio di Stoccolma “Io sono convinto della separazione e non contraddizione fra scienza e religione, perché sono ambiti completamente diversi. La scienza studia il mondo, cercando di spiegarlo nel mondo. La religione cerca la spiegazione del mondo in qualcosa che lo trascende. Non dovrebbero avvicinarsi o scontrarsi .”
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L’astensione dal voto al ballottaggio è legittima?   
Io ho intenzione di non votare al ballottaggio dei sindaci perché ambedue i candidati non mi soddisfano e io non vado al seggio per scegliere il male minore. Molti dei candidati erano  e restano dei mali  maggiori vuoi per motivi politici, vuoi per inesperienza, boria e tante altre cose che mi impediscono di votarli. Lei che è una delle figure più eminenti della cultura liberale non solo italiana  cosa ne pensa ?       G. L. Roma
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Ho messo le iniziali alla sua firma per garantirle la segretezza anche nel non voto. Io al primo turno ho sostenuto il dovere civico di andare a votare e il mio accorato appello come quello di tanti altri e ‘ caduto nel vuoto. Ho sostenuto che la disaffezione dal voto rivela una democrazia malata. Non ho sentito candidati sindaci accennare al tema dell’assenteismo analizzandone le ragioni tra le quali c’è anche la modestia di molti candidati. Si limitano a promozionare sé stessi, quasi fosse un dovere andarli a votare. Io stesso spesso mi sono astenuto al ballottaggio e non mi pento di averlo fatto perché il candidato propostomi  più vicino alle mie idee non rispondeva a quanto io richiedo ad un sindaco. Penso al ballottaggio tra Rosso e Chiamparino, ad esempio. Magari ho anche sbagliato. Ma io non credo nella finta democrazia fondata sul “mangi questa minestra o salti dalla finestra”. E poi soprattutto ho  spesso guardato agli staff e ai sostenitori dei candidati che mi allarmavano nella loro pochezza davvero inquietante. Un candidato sindaco che si circonda di incapaci non sarà mai un buon sindaco. Lei rifletta bene fino a lunedì alle 15, guardi l’affluenza al voto e poi decida liberamente. Votare senza o addirittura contro una propria convinzione mi pare sbagliato. Ma io non ho nulla da insegnarle perché nel segreto della cabina sicuramente non c’è più Stalin a sbirciare, ma non c’è neppure Dio che ha ben altro da fare che occuparsi del suo o del mio voto ad un ballottaggio.

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