La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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L’11 settembre vent’anni dopo – L’11 settembre in Italia – Lettere

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L’11 settembre vent’anni dopo

L’11 settembre negli USA e nel mondo  ha creato una svolta nel terrorismo che ha lasciato un segno indelebile nel nuovo secolo appena iniziato. Ha rivelato il volto  agghiacciante del nuovo terrorismo di massa di natura islamica ed ha manifestato il volto di un’America che ha fallito in modo clamoroso nella lotta nei suoi confronti . Tutti i presidenti si sono rivelati inadeguati. Gli USA colpiti dalla strage delle Torri gemelle hanno reagito nel modo più emotivo e sbagliato. Ciò che è accaduto in Afghanistan  di recente rivela un’America che è diventata marginale nello scacchiere internazionale, con un potenziale terroristico  islamico  accresciuto. E l’Europa e ‘ ormai in balia di sè stessa . Questo l’11 settembre 2021 ,dopo vent’anni di errori gravi che hanno rafforzato il nemico della civiltà occidentale che forse non esiste neppure più . La Russia e Putin con i suoi metodi illiberali per non dire autoritari, ha tenuto, ma soprattutto si sta delineando una superpotenza cinese che segnerà il nostro futuro, suscitando evidenti apprensioni.
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L’11 settembre in Italia

L’11 settembre dopo vent’anni ci ricorda un Paese governato male dalla destra e  dalla sinistra che ha perso ogni speranza per il futuro. Una sinistra demagogica , faziosa , incapace di misurarsi con i problemi reale, che insegue  un antifascismo velleitario diventato il surrogato di un marxismo
Impresentabile, per non parlare dei grillini; una destra fatta da personaggini incapaci,  alla corte di Arcore con le sfrontate  cene eleganti da basso impero, insieme a  leghisti e neo – fascisti di bassissimo livello. Basta ascoltarli in televisione per capire in che mani siamo caduti.  Noi abbiamo vissuto l’11 settembre della democrazia liberale, vivendo in un clima politico ed economico fatto di confusione, di improvvisazione, di demagogia.
Oggi c’è una destra maggioritaria senza più un centro e una sinistra inaffidabile che amoreggia con i grillini. Il futuro dell’Italia non c’è più. E neppure più quello dell’Europa. Non basta Draghi a salvarci.
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LETTERE    scrivere a quaglieni@gmail.com

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Barbero, Montanari e le foibe

Caro prof. Quaglieni, ho appena letto su “Libero” un articolo su Alessandro Barbero e sono sbigottito: lo stimavo come storico del Medioevo, meno per altre cose e leggo che ha dato ragione a Tomaso Montanari sulle Foibe.  Ho letto dichiarazioni aberranti e incredibili di Barbero sui martiri delle foibe, tipiche di chi ha letto una storia distorta  e vede con le lenti dell’ideologia uno degli episodi più atroci del Novecento.  Avevi ragione tu quando parlavi di Barbero negativamente. Evidentemente è legato ad una sinistra radical-chic più retriva del PD di Letta, più sinistra di personaggi (relativamente) illuminati, come Bertinotti e Violante, che tra i primi sdoganò a sinistra la tragedia delle Foibe e l’esodo istriano-giuliano-dalmata.  Ti chiedo scusa per aver dubitato del tuo giudizio. Cordialmente.                                    Lorenzo Pesce

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Conosco Barbero da molti anni e so bene chi è. Ne ho scritto ripetutamente. D’ora in poi lo ignorerò. Le sue sparate non meritano attenzione. Sono forme di protagonismo esasperato come quelle in cui alcune volte si lascia travolgere Sgarbi, malgrado la sua intelligenza. Grazie per seguire i miei articoli.

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