La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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L’ora vera di Torino in piazza San Carlo – Premi  sconclusionati – La paura del fuoco – I nuovi amministratori di Torino- Lettere

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L’ora vera di Torino in piazza San Carlo

Sono in piazza San Carlo a prendere un aperitivo al Caffè Torino. Sto lavorando al cellulare, scrivendo email e sento non distante una melodia musicale che mi fa sognare di essere da Florian a Venezia dove manco da due anni,  un’ eternità. Poi mi volto e mi rendo conto di essere a Torino nella bellissima piazza San Carlo che l’inerzia della nostra Sindaca  ancora per poco , ha legato ad un episodio drammatico che è costato la vita a due persone. Ma piazza San Carlo questa sera di fine agosto è bellissima, al tramonto del sole  i suoi palazzi assumono un colore che avrebbe commosso Valdo Fusi che amava disperatamente questa città. E’ l’ora vera di Torino, avrebbe scritto Gozzano. Poca gente, nessun accattone. Penso con tristezza che in agosto a Torino, poco distante, si suicidò Pavese che aveva sofferto il gelo tutto torinese di certi ambienti. Di fronte a me c’è il circolo del Wist, ritrovo dell’aristocrazia subalpina, a partire dal Conte di Cavour. Sotto c’è “Stratta” con la sua insegna storica e le sue delizie. E con Fusi anch’io sento la tristezza che dovremo morire , perdendo queste emozioni di vita che la clausura del COVID avevano cancellato. Benedetto Silvano Alessio, brigante della politica, che tanti anni fa per primo volle piazza San Carlo senza macchine. E benedetto il sovrintendente Lino Malara che diede il nulla osta al parcheggio sotterraneo a patto che la piazza venisse sgombrata definitivamente dalle auto. Oggi la piazza è un salotto carico di storia e di bellezza. Basta fermarsi mezz’ora al caffè Torino per sognare una Torino diversa che forse c’è solo più nei ricordi che questa sera rivivono e mi riportano a quando mio Padre mi portava bambino a spasso sotto i portici di via Roma  con  tanti  bei negozi che non ci sono più . Ma la musica che ascolto mi fa sognare e mi fa  persino  ringiovanire.

Premi  sconclusionati

Il premio Berlin, intitolato ad un grande liberale, fondato da Dino Cofrancesco ,è stato conferito ad un esponente illustre della cultura più rigorosamente marxista, Luciano Canfora. Il premio “0cchiali d’oro” della Fondazione Cavour è stato conferito in giugno a Romano Prodi che ha assai poco di affine con il grande statista piemontese. Attendiamo il prossimo anno il Premio dell’Associazione Venezia Giulia -Dalmazia a Tomaso Montanari, particolarmente  attento… ai temi delle foibe e dell’esodo. Ovviamente questa è una provocazione  perché questa terza ipotesi non succederà  mai perché gli esuli giuliano-  dalmati sono persone serie che hanno sofferto e non sono né conformisti né pavidi Se hanno un premio, lo conferiscano a Gianni Oliva che ebbe il coraggio per primo di scrivere cose vere e scomode su foibe ed esodo che gli ultimi rifondaroli dell’Anpi verrebbero negare. Forse Cofrancesco avrà il prossimo anno la meglio su tale Sinigaglia di Genova che, malgrado sia da tempo fuori ruolo, pretende di dettare legge, dimostrando la sua faziosità. Sinigaglia dovrebbe inventare il premio Stalin e conferirlo anche lui a Montanari.
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La paura del fuoco 

Una casa del centro di Torino ha subito un incendio che ha suscitato  l’interesse dei media, a Milano è bruciato un grattacielo. Sono segni anche  della mancanza di prevenzione e di controlli adeguati. Una trentina di anni fa il mio piano attico rischiò  di essere travolto, nel pieno della notte, dal fuoco che mi trovai a cinquanta metri. Da una soffitta  si levavano alte fiamme e il forte vento  primaverile stava allargando l’incendio. Vissi momenti di terrore durante una notte insonne, ad un certo punto mi rivestii, presi  irrazionalmente con me qualche valore e un po’ di soldi e scappai in strada. Finalmente i soccorsi arrivarono in ritardo e non subii conseguenze.  Li’ si trattò di un’ imprudenza di un inquilino che si era addormentato con la sigaretta accesa e nessun giornale parlò dell’accaduto. I due episodi recenti ci portano ad interrogarci. Neppure più tappati in casa possiamo vivere sicuri almeno rispetto al fuoco. Una terribile prospettiva.
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I nuovi amministratori di Torino  

Salvo casi particolari, le liste presentate al Comune di Torino rivelano  un radicale cambio generazionale. Sarà  un bene? Sembra quasi abbia prevalso l’idea renziana della rottamazione. Quaranta e cinquantenni avranno in mano le redini della città. C’ è chi usa ancora come talismano il patetico Chiamparino o chi come un deputato del centro – destra di 77 anni che tenta di farsi eleggere sindaco in Alta Val di Susa. Ma sono ormai cose marginali. Oggi ha preso il sopravvento  una nuova generazione. Auguriamoci che siano migliori dei vecchi, anche se l’esperienza deludentissima della giovane Appendino non può farci sperare che sia una questione di anagrafe. Sappiano i candidati che amministrare una grande città in crisi come Torino non è uno scherzo ed occorre non solo buona volontà, ma anche preparazione giuridica ,amministrativa e politica adeguata. Forse non tutti la posseggono. Stiamo attenti nel dare il voto di preferenza solo a gente capace e non agli improvvisatori. Largo ai giovani, diceva Mussolini, ma non troppo aggiungerei io.

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quaglieni penna scritturaLettere   scrivere a quaglieni@gmail.com

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No vax e liberalismo
Ho letto i suoi interventi per una libertà responsabile in cui ha preso una vigorosa posizione contro i no vax. Mi ha deluso. Lei è considerato un maestro di liberalismo.       Rag. Umberto Figlieri
Il liberalismo non c’entra. Siamo in guerra contro il virus, c’è gente che continua a morire. La vaccinazione è l’unica strada percorribile. La libertà di non vaccinarsi può essere accettata se si vive in un’isola solitaria. Se vogliamo vivere in una società dobbiamo anche rispettare i doveri oltre che rivendicare i diritti. La libertà irresponsabile e individualista non è libertà, ma licenza. Di fronte alla pandemia non possono essere tollerati ribellismi individualistici che mettono in pericolo la vita degli altri. Un liberale che desse ragione ai no vax sarebbe un  cittadino irresponsabile.

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