La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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Scandali universitari – La spedizione in Russia – Lettere

Scandali universitari

Lo scandalo  scoppiato alla Facoltà di Medicina di Torino  dove i baronetti ( i grandi baroni non ci sono più ) pretendono la cattedra per i loro figli non è cosa nuova e le irrisorie  condanne a 4 e 6 mesi degli interessati, che si sono avvalsi del rito abbreviato, è un fatto grave perché i malati sono considerati meno  zero. ”Un bisturi d’oro non mi interessa, deve vincere mia figlia“ avrebbe detto un professore. La candidata avrebbe “guidato“ la commissione d’esame  che ha addirittura contribuito a scegliere lei stessa. Questo stando ai giornali che riportano frasi inquietanti del processo. In questi casi condanne così lievi suonano come atti di impunità. E l’Università dovrebbe chiedere ragione a tutti i livelli  di certi comportamenti che hanno leso l’immagine di un Ateneo con il prestigio di quello torinese. Ho troppa fiducia nel rettore Geuna per dubitare della sua fermezza in proposito. E anche l’Ordine dei Medici forse dovrebbe intervenire con severità. Ma voglio aggiungere che per motivi politici in altre facoltà vige un sistema meno grossolano ed urticante, ma altrettanto ingiusto. Si viene chiamati più  per la tessera in tasca dei candidati e per la fedeltà ideologica che per i soli meriti scientifici ,escludendo candidati a volte più validi. Quanti professori furono costretti a ripiegare sul liceo perché esclusi dalla ferocia dell’egemonia gramsciana. Anche nelle facoltà umanistiche esistono baronetti universitari rossi che hanno contestato i “baroni“ sapienti che onoravano l’Università e hanno preso  da loro solo il peggio, perché si tratta di semplici professorini che del Maestro non hanno nulla, se non l’aspetto del maestro elementare, senza averne  neppure la dignità .
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La spedizione in Russia

Ottant’anni fa in agosto iniziava la spedizione in Russia dell’esercito italiano, la pagina più nefasta delle “guerra fascista “per usare le parole di un celebre titolo di Gianni Oliva. Fu una follia di Hitler e di Mussolini invadere la Russia, immemori del fallimento di Napoleone. Non a caso uno spirito “bizzarro” come Edgardo Sogno chiese di andare a combattere in URSS, anche poi  rimase tranquillo sul  Fronte Occidentale in Costa Azzurra  con il suo Reggimento “Nizza Cavalleria“ come per fortuna capitò a  padre e a mio zio che non si vantarono mai di  aver partecipato a quella campagna aggressiva ad una Francia già sconfitta. Lo storico Mario Ogliaro ha pubblicato un bel saggio sulle vicende politiche e diplomatiche che portarono a quella scelta sciagurata che condannò tanti giovani italiani a non più tornare ,morti in battaglia, assiderati, prigionieri dei russi. Di 60000 prigionieri tornarono solo in 10000. Il valoroso  generale Emilio  Battisti che condivise la prigionia con i suoi alpini, torno ‘ solo nel 1950, cinque anni dopo la fine della guerra. Oggi riposa al Colle di Nava e ogni volta che passo penso a lui e ai suoi Alpini della Cuneense. Fu disperso il fidanzato di una mia zia che non volle più sposarsi per rimanergli fedele, cose impensabili oggi. Ci sono tanti eroi che combatterono con valore in Russia, cito due  per tutti: la Medaglia d’Oro Aminto Caretto colonnello dei bersaglieri che scrisse con il suo sacrificio una pagina di gloria italiana in quelle steppe  gelate e maledette   e il Colonnello Sandro Bettoni, comandante del “Savoia Cavalleria“ che caricò  nei pressi del Don  i Russi all’arma bianca . Non potrò mai dimenticare mons. Italo Ruffino che fu cappellano militare in Russia .Una figura di patriota e di sacerdote con cui divenni naturaliter amico. Lo ricordo, quando bambino, lo sentivo predicare a San Massimo, io a volte non capivo, ma poi mio padre mi spiegava l’eccezionalità di questo prete- soldato che amava Cristo e l’Italia.

Lettere  scrivere a quaglieni@gmail.com

Torino città meridionale
Cosa pensa di questa uscita che Torino è una città meridionale?  Sono allibito    Pino Alzati
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Io non sono allibito perché ricordo che il ministro Dc lucano  Colombo sosteneva negli anni Settanta  che bisognava “ disincentivare “ il Nord e Torino in particolare. Ci furono politici come il sindaco Novelli che voleva una Torino che perdesse abitanti e non facesse la metro perché non necessaria .Ci fu un sindacato che flagello ‘ la Fiat con una proposta insostenibile, ci fu una Fiat che con Romiti ritenne  più facile vivere di sussidi. E ci sono tanti sindaci che non capirono nulla ,pensando  che le Olimpiadi invernali avrebbero dato una nuova vita turistica a  Torino. Solo Castellani nel suo decennio si propose obiettivi che il suo successore Chiamparino non riuscì a centrare ,lasciando un buco di bilancio devastante . Così di anno in anno siamo diventati una città del Sud .Non ci manca neppure la criminalità organizzata arrivata dal Sud e dalla Nigeria . Il declino di Torino è inarrestabile . In primis mandiamo a casa Appendino e i grillini che in oltre cinque anni hanno prodotto guasti inenarrabili. Anche Cirio è poco convincente come pure i leghisti che sono i veri padroni della Regione. Solo Mino Giachino ha condotto una battaglia coerente e coraggiosa per il rilancio di Torino. L’aver fatto il, sottosegretario al trasporti gli è  servito, ma Forza Italia candida un preside di scuola media forse in pensione . La scelta di Giachino capolista dovrebbe essere una cosa naturale.
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I saltafossi
Cosa pensa del senatore Lucio  Malan che diventa fratello d’ Italia e abbandona Fi? Io valdese moderata e anticomunista , specie rara nelle mie valli, sono indignata. Lo votavo, non lo voterò più. Un valdese non può andare con gli eredi diretti e non pentiti  dei neo-fascisti.         M. Gay
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I salta fossi o i voltagabbana sono un problema grave da molte legislature .Luigi Compagna passo’  dieci gruppi parlamentari in 5 anni. Ho conosciuto solo una volta il sen, Malan, ma non saprei esprimere un giudizio su di lui perché è stato politicamente  un peones. Certo uno che si dice liberale ha ben poco da spartire con Meloni che è per sua natura una borgatara  un po’ troppo intollerante e  un po’ plebea ,anche se ha studiato come sedersi a tavola. Ma saltafossi sono anche Napoli e tanti altri. Certo l’ambiente di FI non è rassicurante per chi vuole essere rieletto, ma il cambio di casacca sempre condannabile può  avere ripercussioni pericolose sulla elezione tra sei mesi sulla elezione del nuovo Presidente della Repubblca. Ma non sarei equo se non dicessi che la colpa maggiore è di Berlusconi che scelse tanti candidati poco preparati e inaffidabili che nel corso degli anni lo hanno abbandonato, a partire da un mediocre come Alfano diventato incredibilmente ministro e vicepresidente del Consiglio.

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