Oggi al cinema

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

 

Adam – Drammatico. Regia di Maryam Touzani, con Lubna Azabal e Nissrine Erradi. Nella Medina di Casablanca, Abla, vedova e madre di una bambina di 8 anni, gestisce una pasticceria. Quando Samia, una giovane donna incinta, bussa alla porta del negozio, Abla è lontana dall’immaginare che da quel momento le loro vite cambieranno per sempre. Durata 101 minuti. (Classico anche V.O.)

 

Agente speciale 117 al servizio della Repubblica – Missione Cairo – Azione. Regia di Michel Hazanavicius, con Jean Dujardin e Berenice Bejo. Nella penuria dei titoli che allarma le sale cinematografiche, perché non andare a ripescare nel magazzino delle pellicole dimenticate (è datato 2006) questo film di spionaggio ricavato dai romanzi di Jean Bruce, già ampiamente sfruttati tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Settanta? Omaggi, parodia, divertimento, tutto quel che ci vuole nella calura estiva. Nell’Egitto del 1955 viene spedito dal governo francese l’uomo migliore su cui possa contare, l’agente Hubert Bonisseur de la Bath, nel tentativo di sventare un complotto che ha messo a soqquadro i servizi segreti di tutto il mondo. Manco a dirlo, Hubert sarà all’altezza del suo compito. Il successo fu tale in patria, che nel 2009 si provvide ad un seguito: a dirigere il regista premio Oscar di “The Artist”. Durata 99 minuti. (Centrale, Uci Lingotto sala 10)

 

A quiet place II – Horror. Regia di John Krasinski, con Emily Blunt, Cilian Murphy e John Krasinski. Seconda puntata dopo un primo esempio che aveva appassionato tre anni fa le platee di tutto il mondo, una famiglia, gli Abbott, padre e madre con i loro bambini, e la loro sopravvivenza in un mondo postapocalittico invaso dagli alieni, esseri senza vista ma dall’udito impareggiabile, in cui è proibito emettere il minimo suono. Nel sequel il regista analizza ed esplora oggi che cosa voglia dire sopravvivere in simili circostanze: vuol dire uscire dalla casa del terrore per intraprendere un altrettanto terrificante road movie alla ricerca di altri sopravvissuti, di cui forse non dovresti fidarti. Durata 97 minuti. (Massaua, Lux sala 1, The Space Torino sala 2, Uci Lingotto sala 6 / 7 / 9, The Space Le Fornaci sala 2 / 6 / 8)

 

La brava moglie – Commedia. Regia di Martin Provost, con Juliette Binoche. 1967, a Boersch, piccolo paese dell’Alsazia. Paulette Van Der Beck è la direttrice della scuola di Economia domestica che porta il suo cognome, anzi, quello di suo marito Robert. L’obiettivo dell’istituto è formare generazioni di madri e mogli esemplari insegnando loro a cucinare, pulire e rammendare e inculcando nelle ragazze i sette pilastri della casalinga modello, tra cui spicca l’obbligo ad essere comprensive con totale abnegazione senza mai anteporre le proprie esigenze a quelle della famiglia. In virtù di questo obbligo, Paulette ha sempre ignorato la propensione del marito per le belle studentesse, l’alcool e il gioco d’azzardo: ma quest’ultima la costringerà a correre ai ripari e ad assumere finalmente il comando della propria vita. Durata 109 minuti. (Greenwich Village sala 2 anche V.O.)

 

La Cordigliera dei sogni – Drammatico. Regia di Patricio Guzmàn. La storia di un territorio offeso, le solitudini, una metafora a descrivere la separazione dal resto del mondo: non solo il paese, ma anche gli anni della dittatura, un isolamento che colpisce l’autore stesso. Segnalato dal Sindacato Critici con la seguente motivazione: “Il regista cileno esplora la Cordigliera delle Ande, tra paesaggi lunari e testimonianze, ricostruendo gli anni tragici della dittatura di Pinochet, attraverso i ricordi di amici e artisti. Il film, che compone una ideale trilogia, dopo l’acqua e la luce, affida alla roccia (e al cinema) il compito di ricordare e unire storia personale e storia collettiva, confermando la grandezza di un autore che fa della memoria il suo punto di forza espressiva, dove natura, Storia e umanità ci parlano del Cile di ieri e di oggi”. Durata 85 minuti. (Centrale V.O.)

 

Crudelia – Commedia. Regia di Craig Gillespie, con Emma Stone e Emma Thomson.  Nessuna carica di cani dalmata, niente Walt Disney o Glenn Close a sfoderare tutto il suo genio nei rapimenti, ma bensì le origini (del male) della famigerata quanto fantasiosa Crudelia, ricca di stravaganti abiti e di incorreggibili acconciature. Ovvero come il tutto ha avuto inizio. Nella capitale londinese degli anni Settanta, che nuota divertita nel punk rock, passeggia una giovanissima Estella, orfana e di professione ladruncola, risoluta a divenire qualcuno nel variopinto mondo della moda. Il proprio punto di riferimento è per ora la baronessa von Hellman, in cui s’imbatte, una sorta di  Miranda Priestly del “Diavolo veste Prada”, un faro che illumina tra luci (proprie) e ombre (altrui) il mondo delle sfilate. Un rapporto intenso tra le due donne, fatta di fascino e di misteri che le avvolgono, di rivelazioni inaspettate, in centro alle quali Estella costruirà la sua più forte componente malvagia, quella che la trasformerà nella Crudelia che già tutti avevamo conosciuto. Durata 134 minuti. (Ambrosio sala 3, Massaua, Lux sala 2, The Space Torino sala 6, Uci Lingotto sala 3 e sala 7, The Space Le Fornaci sala 3 e sala 4)

 

La felicità degli altri – Commedia. Regia di Daniel Cohen, con Berenice Bejo e Vincent Cassel. La storia di due coppie, Léa e Marc, Karine e Francis, una conoscenza lunga anni, un’armonia costruita tappa dopo tappa e consolidata nel tempo. Tuttavia un’armonia che inizia a mostrare le prime crepe quando Léa racconta di stare scrivendo il suo primo romanzo. Pubblicato, il successo è enorme, scala le classifiche, è un bestseller. Quell’armonia va a rotoli, dal momento che non arrivano dal gruppo le congratulazioni ma le invidie e le gelosie, anche gesti di pura cattiveria. Durata 104 minuti. (Romano sala 1)

 

Madre – Drammatico. Regia di Bong Joon-ho, con Kim Hya-ja. Un’opera, la quarta in ordine cronologico, dell’autore di “Parasite” (Oscar 2020), datata 2009. In una città del Sud della Corea, una madre vive un’esistenza dedicata interamente al proprio figlio di circa trent’anni, affetto da problemi mentali. Una notte, ubriaco prende a seguire in un vicolo una ragazza: che il mattino successivo verrà ritrovata cadavere. Il ragazzo non ricorda, non è in grado di difendersi, è immediatamente accusato e arrestato. Ma questa Madre non si dà per vinta, si improvvisa detective e si pone alla ricerca del vero assassino, sicura com’è dell’innocenza di suo figlio. Durata 128 minuti. (Romano sala 2)

 

La terra dei figli – Drammatico, fantascienza. Regia di Claudio Cupellini, con Valeria Golino, Valerio Mastandrea e Paolo Pierobon. Un padre e un figlio abitano una palafitta sul lago, dopo che una catastrofe non meglio specificata ha cambiato il corso degli eventi e condannato i pochi sopravvissuti ad arrangiarsi come possibile, senza curarsi troppo del prossimo. Il collasso della società ha portato violenza e solitudine, oltre a rendere superfluo il leggere e scrivere per chi in questo mondo ci è nato. Quando il figlio vuole scoprire cosa il padre ha scritto nel suo diario, deve imbarcarsi in un viaggio disperato alla ricerca di qualcuno che possa aiutarlo. Durata 120 minuti. (Ambrosio sala 2, Eliseo Blu, Greenwich Village sala 3, The Space Torino sala 8, Uci Lingotto sala 4, The Space Le Fornaci sala 7)

 

The father – Nulla è come sembra – Drammatico. Regia di Florian Zeller, con Anthony Hopkins e Olivia Colman. Un uomo di ottant’anni, il dramma della demenza senile. Anthony vive nel suo appartamento londinese, afferma di essere autosufficiente, inveisce e si stupisce di fronte a chi dice il contrario, ma le azioni di ogni giorno, gli affetti, i visi dei congiunti gli si confondono sempre più nella mente. Rifiuta la badante, rifiuta la decisione della figlia Anne che gli riferisce di volersi traferire a Parigi con il suo compagno. Un giorno Anthony trova un uomo intento a leggere il giornale nel salotto di casa sua, pronto a sostenere di essere il padrone di casa e il marito di Anne. La mente dell’uomo si confonde sempre più, si affollano i ricordi di una figlia con cui non parla da lungo tempo (ma forse questa figlia è morta?), le immagini di un incidente, quelle di una casa di cura, ogni frammento è confuso tra realtà e dolorosa fantasia. Tratto dal testo teatrale di Zeller, Oscar a Hopkins quale migliore interprete e per la migliore sceneggiatura non originale a Zeller e a Christopher Hampton. Durata 97 minuti. (Eliseo Rosso, Romano sala 3)

 

Un altro giro – Drammatico. Regia di Thomas Vinterberg, con Mads Mikkelsen. Martin, un insegnante di scuola superiore, scopre che i suoi studenti, i suoi coetanei e persino sua moglie lo trovano noioso, apatico, cambiato. Non è sempre stato così: è stato un docente brillante e un compagno appassionato, quando era più giovane, ma ora è come spento. D’accordo con i colleghi e amici Tommy, Nicolaj e Peter, decide allora di cominciare, insieme a loro, a bere regolarmente ogni giorno, per supplire alla carenza di alcol che l’uomo si porta dietro dalla nascita, secondo la teoria del norvegese Finn Skårderud. L’esperimento, che ha anche un’aspirazione scientifica, comincia subito a dare i primi frutti e Martin torna ad essere un apprezzato insegnante, davvero speciale. Ma gli amici rilanciano, aumentando il tasso alcolico e le cose prendono un’altra piega. Oscar 2021 per il miglior film in lingua straniera. Durata 116 minuti. (Classico anche V.O.)

 

Una donna promettente – Thriller, drammatico. Regia di Emerald Fennell, con Carey Mulligan. La trentenne Cassie ha buttato al vento ogni speranza: da quando ha abbandonato gli studi di medicina lavora in un piccolo bar, vive con i genitori, e ogni weekend gira per locali facendosi abbordare da sconosciuti. Cassie in realtà ha un piano: fingendosi ubriaca, intende dimostrare come ogni uomo che la abborda nasconda il desiderio di violentarla o possederla con la forza. Al momento del dunque, il suo anonimo e abituale comportamento cambia e la ragazza diventa più combattiva e vendicatrice come nessuna. Nel suo passato c’è un trauma che ha segnato il suo destino, lo stupro collettivo di un’amica e il conseguente abbandono degli studi, un evento che l’incontro con Ryan, antico compagno del college e ormai pediatra, riporta a galla, con certi personaggi e certi brandelli della vita passata. Combattuta tra l’interesse per il ragazzo e il desiderio di chiudere i conti con il passato, Cassie darà una direzione definitiva alla sua vita. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Greenwich Village sala 1 anche V.O., The Space Torino sala 7, Uci Lingotto sala 2, The Space Le Fornaci sala 5)

 

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