Oggi al cinema

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

Adam – Drammatico. Regia di Maryam Touzani, con Lubna Azabal e Nissrine Erradi. Nella Medina di Casablanca, Abla, vedova e madre di una bambina di 8 anni, gestisce una pasticceria. Quando Samia, una giovane donna incinta, bussa alla porta del negozio, Abla è lontana dall’immaginare che da quel momento le loro vite cambieranno per sempre. Durata 101 minuti. (Classico anche V.O.)

A quiet place II – Horror. Regia di John Krasinski, con Emily Blunt, Cilian Murphy e John Krasinski. Seconda puntata dopo un primo esempio che aveva appassionato tre anni fa le platee di tutto il mondo, una famiglia, gli Abbott, padre e madre con i loro bambini, e la loro sopravvivenza in un mondo postapocalittico invaso dagli alieni, esseri senza vista ma dall’udito impareggiabile, in cui è proibito emettere il minimo suono. Nel sequel il regista analizza ed esplora oggi che cosa voglia dire sopravvivere in simili circostanze: vuol dire uscire dalla casa del terrore per intraprendere un altrettanto terrificante road movie alla ricerca di altri sopravvissuti, di cui forse non dovresti fidarti. Durata 97 minuti. (Massaua, Lux sala 1, The Space Torino sala 1 / 2 / 5, Uci Lingotto sala 6 e sala 7, The Space Le Fornaci sala 2 / 3 / 6)

Babyteeth – Tutti i colori di Milla – Drammatico. Regia di Shannon Murphy, con Eliza Scanien , Toby Wallace e Ben Mendelsohn. Quando Milla Finlay, adolescente vittima di una grave malattia, si innamora del giovane spacciatore Moses, si avvera il peggior incubo dei suoi genitori. Ma poiché il primo incontro con l’amore fa nascere in lei una nuova gioia di vivere, le cose si fanno confuse e Milla mostra a tutti coloro che gravitano attorno a lei come vivere quando non si ha niente da perdere. Quello che sarebbe potuto essere un disastro per la famiglia Finlay la spinge al contrario a lasciarsi andare e a trovare la grazia nel meraviglioso caos della vita. Durata 118 minuti. (Classico V.O.)

La brava moglie – Commedia. Regia di Martin Provost, con Juliette Binoche. 1967, a Boersch, piccolo paese dell’Alsazia. Paulette Van Der Beck è la direttrice della scuola di Economia domestica che porta il suo cognome, anzi, quello di suo marito Robert. L’obiettivo dell’istituto è formare generazioni di madri e mogli esemplari insegnando loro a cucinare, pulire e rammendare e inculcando nelle ragazze i sette pilastri della casalinga modello, tra cui spicca l’obbligo ad essere comprensive con totale abnegazione senza mai anteporre le proprie esigenze a quelle della famiglia. In virtù di questo obbligo, Paulette ha sempre ignorato la propensione del marito per le belle studentesse, l’alcool e il gioco d’azzardo: ma quest’ultima la costringerà a correre ai ripari e ad assumere finalmente il comando della propria vita. Durata 109 minuti. (Ambrosio sala 3, Greenwich Village sala 2 anche V.O.)

Comedians – Commedia. Regia di Gabriele Salvatores, con Christian De Sica, Natalino Balasso, Ale e Franz. Il proprietario di un club di periferia, un agente immobiliare e suo fratello, un muratore e un impiegato delle ferrovie si incontrano al corso serale di stand-up comedy di Eddie Barni per prepararsi ad un’entrata in scena attesa da tempo. Verrà ad assistere allo spettacolo Bernardo Celli, il talent scout che offrirà ad uno di loro un ingaggio nella sua agenzia “Artisti e manager” e un contratto per il suo programma comico in prima serata televisiva. Quei 58 minuti prima del debutto saranno l’occasione per confrontarsi sulla reciproca idea di ciò che fa ridere e ciò per cui vale la pena intraprendere il mestiere di comico. Trasposizione cinematografica dell’omonima commedia di Trevor Griffiths, già portata in palcoscenico, al Teatro dell’Elfo di Milano, da Salvatores. Durata 96 minuti. (Eliseo Blu, Greenwich Village sala 3)

La Cordigliera dei sogni – Drammatico. Regia di Patricio Guzmàn. La storia di un territorio offeso, le solitudini, una metafora a descrivere la separazione dal resto del mondo: non solo il paese, ma anche gli anni della dittatura, un isolamento che colpisce l’autore stesso. Segnalato dal Sindacato Critici con la seguente motivazione: “Il regista cileno esplora la Cordigliera delle Ande, tra paesaggi lunari e testimonianze, ricostruendo gli anni tragici della dittatura di Pinochet, attraverso i ricordi di amici e artisti. Il film, che compone una ideale trilogia, dopo l’acqua e la luce, affida alla roccia (e al cinema) il compito di ricordare e unire storia personale e storia collettiva, confermando la grandezza di un autore che fa della memoria il suo punto di forza espressiva, dove natura, Storia e umanità ci parlano del Cile di ieri e di oggi”. Durata 85 minuti. (Centrale V.O.)

Crudelia – Commedia. Regia di Craig Gillespie, con Emma Stone e Emma Thomson.  Nessuna carica di cani dalmata, niente Walt Disney o Glenn Close a sfoderare tutto il suo genio nei rapimenti, ma bensì le origini (del male) della famigerata quanto fantasiosa Crudelia, ricca di stravaganti abiti e di incorreggibili acconciature. Ovvero come il tutto ha avuto inizio. Nella capitale londinese degli anni Settanta, che nuota divertita nel punk rock, passeggia una giovanissima Estella, orfana e di professione ladruncola, risoluta a divenire qualcuno nel variopinto mondo della moda. Il proprio punto di riferimento è per ora la baronessa von Hellman, in cui s’imbatte, una sorta di  Miranda Priestly del “Diavolo veste Prada”, un faro che illumina tra luci (proprie) e ombre (altrui) il mondo delle sfilate. Un rapporto intenso tra le due donne, fatta di fascino e di misteri che le avvolgono, di rivelazioni inaspettate, in centro alle quali Estella costruirà la sua più forte componente malvagia, quella che la trasformerà nella Crudelia che già tutti avevamo conosciuto. Durata 134 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Lux sala 3, The Space Torino sala 4 e sala 6, Uci Lingotto sala 1 e sala 2, The Space Le Fornaci sala 1 e sala 5)

La felicità degli altri – Commedia. Regia di Daniel Cohen, con Berenice Bejoe Vincent Cassel. La storia di due coppie, Léa e Marc, Karine e Francis, una conoscenza lunga anni, un’armonia costruita tappa dopo tappa e consolidata nel tempo. Tuttavia un’armonia che inizia a mostrare le prime crepe quando Léa racconta di stare scrivendo il suo primo romanzo. Pubblicato, il successo è enorme, scala le classifiche, è un bestseller. Quell’armonia va a rotoli, dal momento che non arrivano dal gruppo le congratulazioni ma le invidie e le gelosie, anche gesti di pura cattiveria. Durata 104 minuti. (Romano sala 2)

Mandibules – Commedia. Regia di Quentin Dupieux, con Grégoire Ludig, David Marsais e Adèle Exarchopoulos. Due sbandati, due furfanti che rubano un’auto e al suo interno trovano una mosca gigante: perché non addestrare l’insetto a compiere furti per poter diventare ricchi? Il film è stato segnalato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani con la seguente motivazione: “Un irresistibile esempio di comicità surreale, zeppo di trovate impossibili che s’innestano l’una sull’altra secondo una logica implacabile. Come in un improbabile incrocio tra Cronenberg, Samuel Beckett e Gianni & Pinotto, Dupieux firma un film comico e intelligentemente fuori dagli schemi. Si ride, ma il disagio non abbandona mai la presa. E la stupidità fa quasi tenerezza”. Durata (Centrale V.O.)

Nomadland – Drammatico. Regia di Chloe Zhao, con Frances McDormand e David Strathairn. Leone d’oro alla Mostra di Venezia e vincitore di tre premi Oscar, miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista. La storia di Fern, una donna sessantenne, alle prese con la crisi economica che ha colpito la sua piccola città, Empire nel Nevada, un’economia che sino ad ora si era basata sulla produzione del cartongesso. Un’altra sciagura l’ha colpita, la morte del marito: la donna abbandona tutto, carica ogni suo avere su un furgone e si mette in viaggio, solitaria e libera, alla ricerca di una nuova vita, di paese in paese, tra piccoli lavori che di volta in volta riesce a fare, tra gli incontri nuovi cui va incontro, nomade. Una nuova esistenza, un lutto da elaborare, nuovi paesaggi in cui cercare la tranquillità e la pace. Non più sola soprattutto, la nascita di nuove comunità, con lei altre mille case viaggianti, tutte alla ricerca di un futuro. Il nuovo sogno americano, un altro, che guarda a quello di Lee Isaac Chung, quello degli anni Duemila, una nuova filosofia di vita. Durata 108 minuti. (Greenwich Village sala 3 anche V.O.)

La nostra storia – Drammatico. Regia di Fernandi Trueba, con Javier Camara e Patricia Tamayo. Una storia vera, in Colombia, tra gli anni Settanta e Ottanta, attraverso la violenza che dilaga in ogni parte del paese. La storia di un uomo che combatte per i diritti umani, Hector Abad Gòmez, raccontata dal figlio in un libro che Einaudi ha pubblicato con il titolo “L’oblio che saremo”. Hector, studente di letteratura a Torino, rientra in patria per assistere al congedo “forzato” del padre dall’insegnamento universitario: un allontanamento voluto dal regime che salvaguarda soltanto gli interessi di pochi. Durante la cerimonia, il figlio evoca la sua infanzia e quel padre adorabile e ingombrante che gli ha insegnato il valore dell’amore e il rispetto per il prossimo. Tacciato di marxismo e costretto la carica accademica, Hector si dedica alla politica dove persegue ancora una volta i principi morali che dovrebbero regolare i rapporti tra gli esseri umani in una società civile.  Una storia dolorosa che guarda alla perdita di una figlia, alla lotta di questo medico e alla sua morte, ucciso a Medellin dagli squadroni della morte nell’estate dell’’87. Durata 136 minuti. (Greenwich Village sala 3)

The father – Nulla è come sembra – Drammatico. Regia di Florian Zeller, con Anthony Hopkins e Olivia Colman. Un uomo di ottant’anni, il dramma della demenza senile. Anthony vive nel suo appartamento londinese, afferma di essere autosufficiente, inveisce e si stupisce di fronte a chi dice il contrario, ma le azioni di ogni giorno, gli affetti, i visi dei congiunti gli si confondono sempre più nella mente. Rifiuta la badante, rifiuta la decisione della figlia Anne che gli riferisce di volersi traferire a Parigi con il suo compagno. Un giorno Anthony trova un uomo intento a leggere il giornale nel salotto di casa sua, pronto a sostenere di essere il padrone di casa e il marito di Anne. La mente dell’uomo si confonde sempre più, si affollano i ricordi di una figlia con cui non parla da lungo tempo (ma forse questa figlia è morta?), le immagini di un incidente, quelle di una casa di cura, ogni frammento è confuso tra realtà e dolorosa fantasia. Tratto dal testo teatrale di Zeller, Oscar a Hopkins quale migliore interprete e per la migliore sceneggiatura non originale a Zeller e a Christopher Hampton. Durata 97 minuti. (Eliseo Rosso, Romano sala 1)

Un altro giro – Drammatico. Regia di Thomas Vinterberg, con Mads Mikkelsen. Martin, un insegnante di scuola superiore, scopre che i suoi studenti, i suoi coetanei e persino sua moglie lo trovano noioso, apatico, cambiato. Non è sempre stato così: è stato un docente brillante e un compagno appassionato, quando era più giovane, ma ora è come spento. D’accordo con i colleghi e amici Tommy, Nicolaj e Peter, decide allora di cominciare, insieme a loro, a bere regolarmente ogni giorno, per supplire alla carenza di alcol che l’uomo si porta dietro dalla nascita, secondo la teoria del norvegese Finn Skårderud. L’esperimento, che ha anche un’aspirazione scientifica, comincia subito a dare i primi frutti e Martin torna ad essere un apprezzato insegnante, davvero speciale. Ma gli amici rilanciano, aumentando il tasso alcolico e le cose prendono un’altra piega. Oscar 2021 per il miglior film in lingua straniera. Durata 116 minuti. (Ambrosio sala 1, Classico anche V.O.)

Una donna promettente – Thriller, drammatico. Regia di Emerald Fennell, con Carey Mulligan. La trentenne Cassie ha buttato al vento ogni speranza: da quando ha abbandonato gli studi di medicina lavora in un piccolo bar, vive con i genitori, e ogni weekend gira per locali facendosi abbordare da sconosciuti. Cassie in realtà ha un piano: fingendosi ubriaca, intende dimostrare come ogni uomo che la abborda nasconda il desiderio di violentarla o possederla con la forza. Al momento del dunque, il suo anonimo e abituale comportamento cambia e la ragazza diventa più combattiva e vendicatrice come nessuna. Nel suo passato c’è un trauma che ha segnato il suo destino, lo stupro collettivo di un’amica e il conseguente abbandono degli studi, un evento che l’incontro con Ryan, antico compagno del college e ormai pediatra, riporta a galla, con certi personaggi e certi brandelli della vita passata. Combattuta tra l’interesse per il ragazzo e il desiderio di chiudere i conti con il passato, Cassie darà una direzione definitiva alla sua vita. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 2 anche V.O., Massaua, Greenwich Village sala 1 anche V.O., The Space Torino sala 7, Uci Lingotto sala 1 e sala 2, The Space Le Fornaci sala 7)

La vita che verrà – Herself – Drammatico. Regia di Phillyda Lloyd, con Clare Dunne. Dalla premiatissima regista di “Mamma mia!” e di “The iron lady” la storia di Sandra (la Dunne ha collaborato alla sceneggiatura), una donna che, con le sue due bambine, fugge da un marito violento che ad ogni occasione impone la propria volontà a suon di botte. Sandra lo denuncia, spera nelle istituzioni, si divide tra un doppio lavoro, cameriera in un pub e assistente di una dottoressa che prendendola sotto la sua ala protettrice le offre una somma di denaro e un angolo del giardino della propria abitazione per costruirci un capanno e avere così un riparo: anche perché nella Dublino di oggi non è semplice ottenere l’assegnazione di un alloggio che raccolga lei e le bambine. Al centro di tutto le liti e il processo con un uomo che rivendica la custodia delle figlie, la lotta tutta femminile a cancellare una vita che sta andando a pezzi e un quadro intimo e familiare che mostra tutta la miseria e la disperazione. Durata 97 minuti. (Romano sala 3)

Voyagers – Fantascienza. Regia di Neil Burger, con Colin Farrell e Tye Sheridan. Tra molti anni, esattamente nel 2063, quando la Terra sarà quasi del tutto sconfitta a causa del riscaldamento globale, verrà scoperto un pianeta in cui la popolazione potrebbe trovare un sicuro rifugio. Sarà un viaggio lungo, per raggiungerlo ci vorranno 83 anni. Potranno fare quel viaggio i bambini fatti nascere in laboratorio e che si riprodurranno tra loro durante l’impresa, ogni giorno viene loro data una bevanda che annulla i desideri e le emozioni. Ma un giorno il nuovo popolo scopre ogni macchinazione ed è la ribellione. Durata 108 minuti. (Massaua, Uci Lingotto sala 5)

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