La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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Saman e  certi silenzi agghiaccianti – L’Inno di Mameli  – Lettere

Saman e  certi silenzi agghiaccianti

La tragica morte della diciottenne Saman, vittima di un  femminicidio di matrice squisitamente islamica che merita parole roventi di condanna da parte di tutte le persone civili, ha rivelato il cinismo di certi silenzi agghiaccianti. Progressisti da  sempre filoarabi, un vero ossimoro, e femministe a corrente alternata  hanno taciuto in modo vergognoso. La stessa Dacia Maraini sul “supplemento torinese dell’Unita’“ si è arrampicata sui vetri del politicamente corretto, anche se ha scritto qualcosa. Il voler dissociare l’uccisione di Saman dal brodo di coltura in cui è avvenuta, e’ un atto di malafede che squalifica i tanti politici rimasti muti come le tante donne che  dicono di voler difendere le donne.
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L’Inno di Mameli

Ho scritto giovedì un  articolo sulla proposta  bizzarra, faziosa e comica di uno scrittorello ottantacinquenne che dovrebbe godersi la pensione e limitarsi a sonnecchiare: sostituire “Bella ciao “ all’inno di Mameli.Una follia. Vorrei ricordare ai lettori di quell‘articolo che fu Ferruccio Parri, capo della Resistenza, a proporre l’Inno di Mameli come Inno Nazionale perché venne cantato dai partigiani di Duccio Galimberti, per saldare primo e secondo Risorgimento perché la Resistenza per molti, non per tutti, fu anche amor di Patria e dedizione al Tricolore. Certo il generale Perotti fucilato al Martinetto  capo del comitato militare del CLN piemontese con Fusi, Balbis, Giambone e altri eroi, fu un un patriota e non un partigiano. Per lui valeva solo il
giuramento prestato alla Patria e al Re.
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Lettere    scrivere a quaglieni@gmail.com

 

A proposito di Cavour

Caro prof. Quaglieni, il tuo giudizio su Cavour è limpido come cristallo e ben supportato da prove.  Fin da quando avevo i calzoni corti, sapevo che Cavour era il miglior politico che la Provvidenza potesse concedere all’Italia, proprio lui con le leggi Siccardi che tolsero terra e proprietà alla Chiesa. Lui, scomunicato dal papa re (con la brutta storia del frate punito per avergli dato l’assoluzione in punto di morte). Senza Cavour (e senza Garibaldi,  nemico-amico di Cavour) l’Italia sarebbe stata certo diversa, forse unita ugualmente, però molto più tardi. Cavour fu massone, in tempo in cui la Massoneria ebbe dei meriti non trascurabili nel processo unitario. Rimangono le ombre sulla morte di Cavour: veleno, come dissero in molti, malaria? Nel servizio del TG regione di oggi era mostrato il pigiama dell’ultima notte di Camillo: un’indagine medica oggi forse potrebbe rivelare qualcosa, ma solo per i curiosi.  Per la Storia non ce n’è bisogno.      Lorenzo Pesce

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Caro collega e amico,
Grazie per l’attenzione e l’apprezzamento per il ritrattino troppo sintetico di Cavour  al quale nel 2010 con Girolamo Cotroneo dedicai un libro. Io ritengo che senza l’iniziativa sabauda e l’opera di Cavour , di Garibaldi e di tanti altri patrioti anche poco conosciuti, si sarebbe realizzata l’Italia unita. Forse nacque prematura, troppo rapidamente, ma nacque e il momento favorevole andava colto nel decennio cavouriano. Non credo che un popolo, ad esempio, si unifichi attraverso una repubblica. Era una nobile utopia di Mazzini e di Cattaneo.  Machiavelli sul tema ha scritto parole conclusive. Solo le monarchie uniscono. Personalmente resto fermo alla scrupolosa ricerca di Alessandro Luzio che documentò con prove schiaccianti  che la Massoneria fu di fatto estranea alla fase decisiva del Risorgimento. Ne’ Mazzini ne’ Cavour, ne’ Vittorio Emanuele II furono massoni. Lo fu Garibaldi che in tempi successivi fu Gran Maestro. L’impegno patriottico del  condottiero Garibaldi non è riconducibile a quella scelta settaria. Hai sollevato dei temi interessanti e sono felice di ospitare le Tue obiezioni e le tue idee. Il dibattito tra gente colta arricchisce la cultura storica. Solo i faziosi o i cretini la umiliano.
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Sardine e primarie
Alle primarie di Torino sono tornate le sardine? Cosa ne pensa?    Filippo Eugenio Genta
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Le sardine devono tornare nell’Adriatico romagnolo. A Torino sono diventate un sostegno per un candidato della sinistra che non sa neppure cosa sia il centro ed ama Appendino. Attivisti senza arte né parte , come volevasi dimostrare. Ieri la “Stampa“ ha annunciato che le primarie cercano l’Anti Damilano. Credevo che cercassero un sindaco per Torino. Invece sono già alla rincorsa di Damilano, pronti alla sua demonizzazione politica. Si dovrebbe votare la sinistra per arginare Damilano – come e’ già accaduto ma Damilano non si lascerà certo intimidire. Appartiene a una stirpe langarola forte: suo padre compie oggi in piena  salute  95 anni. Ha avuto un’unica avvertenza: non ha mai mangiato sardine.  Auguri a Gianni e Paolo Damilano.

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