Oggi al cinema

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Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

Babyteeth – Tutti i colori di Milla – Drammatico. Regia di Shannon Murphy, con Eliza Scanien , Toby Wallace e Ben Mendelsohn. Quando Milla Finlay, adolescente vittima di una grave malattia, si innamora del giovane spacciatore Moses, si avvera il peggior incubo dei suoi genitori. Ma poiché il primo incontro con l’amore fa nascere in lei una nuova gioia di vivere, le cose si fanno confuse e Milla mostra a tutti coloro che gravitano attorno a lei come vivere quando non si ha niente da perdere. Quello che sarebbe potuto essere un disastro per la famiglia Finlay la spinge al contrario a lasciarsi andare e a trovare la grazia nel meraviglioso caos della vita. Durata 118 minuti. (Greenwich Village sala 1 e sala 2)

 

Il concorso – Drammatico. Regia di Philippa Lowthorpa, con Keira Knightley e Greg Kinnear. Londra, 1970, ventesima edizione del concorso di Miss Mondo, alcune rappresentanti del Movimento di Liberazione della donna irrompono sul palcoscenico della Royal Albert Hall a rivendicare i propri diritti e a prendere a schiaffi l’ospite maschio della serata, l’attore americano Bob Hope: capitanate dalla agguerrita Sally Alexander. Una diretta in Mondovisione che fece scalpore, l’opinione pubblica messa di fronte a problemi da sempre volutamente ignorati. La vincitrice di quell’edizione sarà Jennifer Hosten, la prima donna di colore. Durata 106 minuti. (Romano sala 2)

 

Corpus Christi – Drammatico. Regia di Jan Komasa. Daniel è chiuso in riformatorio, colpevole di vari reati. Il suo desiderio è sempre stato quello di farsi sacerdote ma il suo passato glielo ha impedito. Tuttavia, quando la direzione lo manda, in permesso di lavoro, in un luogo lontano da quello dove ha sempre vissuto, si finge prete, immediatamente creduto tale dall’intera popolazione: andrà a sostituire in quell’occasione il parroco e la propria vocazione sembrerà realizzata. Film di enorme successo in patria, è una produzione polacca, e pluripremiato. Durata 115 minuti. (Centrale V.O.)

 

Due – Drammatico. Regia di Filippo Meneghetti, con Barbara Sukova e Martine Chevalier. Siamo in una piccola città della provincia francese, due donne circa settantenni vivono nella stessa casa, sullo stesso pianerottolo e da molti anni, all’insaputa di tutti, portano avanti la loro relazione. Nina e Madeleine, un viaggio a Roma progettato, la vendita di un appartamento, la disperazione di Madeleine all’idea di dover confessare ai figli la sua partenza (definitiva?). Verità a lungo nascoste che vengono a galla, decisioni nascoste, sotterfugi, una crepa nella vecchia passione, una malattia che scoppia a minare un solido rapporto. Candidato dalla Francia come miglior film straniero. Durata 95 minuti. (Nazionale sala 2)

 

Fino all’ultimo indizio – Thriller. Regia di John Lee Hancock, con Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto. I primi due sono poliziotti, Washington è finito in un dipartimento di provincia, spinto dai superiori ad andare in pensione, e si porta appresso un angoscioso segreto, Malek sogna una carriera di successi in primo luogo la cattura di un serial killer che a Los Angeles, negli anni Novanta, sta uccidendo barbaramente giovani donne. Leto è il sospettato, già coinvolto in un caso di omicidio anni prima, che non perde occasione per schernire il vecchio detective e condurlo nelle indagine dove più gli piace. Sospettato o davvero autore materiale degli omicidi? Colpi di scena e finale a sorpresa. Durata 128 Minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Minari – Commedia drammatica. Regia di Lee Isaac Chung. Gran premio della Giuria al Sundance Festival, Golden Globe 2021 per il miglior film straniero e Oscar alla miglior attrice non protagonista, Yoon Yeo-Jeong. Un’opera autobiografica, la storia del piccolo David, un bambino nato e cresciuto in una famiglia coreana emigrata negli Stati Uniti, anch’essa ad inseguire il sogno americano (un nuovo lavoro per il padre), la ricerca di altri luoghi e un altro viaggio, dalla California all’Arkansas intrapreso negli anni Ottanta, l’arrivo della nonna dalla Corea, una anziana donna con abitudini e un modo di vivere completamente diverso da quello del piccolo David. Durata 115 minuti. (Nazionale sala 2)

 

Nomadland – Drammatico. Regia di Chloe Zhao, con Frances McDormand e David Strathairn. Leone d’oro alla Mostra di Venezia e vincitore di tre premi Oscar, miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista. La storia di Fern, una donna sessantenne, alle prese con la crisi economica che ha colpito la sua piccola città, Empire nel Nevada, un’economia che sino ad ora si era basata sulla produzione del cartongesso. Un’altra sciagura l’ha colpita, la morte del marito: la donna abbandona tutto, carica ogni suo avere su un furgone e si mette in viaggio, solitaria e libera, alla ricerca di una nuova vita, di paese in paese, tra piccoli lavori che di volta in volta riesce a fare, tra gli incontri nuovi cui va incontro, nomade. Una nuova esistenza, un lutto da elaborare, nuovi paesaggi in cui cercare la tranquillità e la pace. Non più sola soprattutto, la nascita di nuove comunità, con lei altre mille case viaggianti, tutte alla ricerca di un futuro. Il nuovo sogno americano, un altro, che guarda a quello di Lee Isaac Chung, quello degli anni Duemila, una nuova filosofia di vita. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 1, Classico anche V.O., Eliseo Grande, Romano sala 1)

 

Rifkin’s Feestival – Commedia. Regia di Woody Allen, con Wallace Shawn, Gina Gershon, Louis Garrel e Christoph Waltz. Durata 92 minuti. Sue è al Festival di San Sebastian per il suo lavoro di addetto stampa cinematografico e Mort Rifkin, professore in pensione, l’ha seguita per un periodo di riposo. Coinvolti dalla bellezza del paese e dalla magia del cinema, Sue inizia una relazione con un giovane regista, affascinante, e Mort, colpito dall’inaspettata avventura della moglie, comincia ad avvertire problemi cardiaci. Reali o non, Mort si precipita immediatamente dal medico: che ha le sembianze della bella Jo, un matrimonio in bilico da gestire, amante dei classici, il piacere di scoprire parecchie affinità con il suo nuovo cliente. Se da un lato si consolida la passione che s’è creata tra Sue e il giovane regista, dall’altra Mort riscopre il senso della vera amicizia e un amore in fondo mai scomparso per l’antico cinema classico. (Ambrosio sala 3, Eliseo Blu, Greenwich sala1 e sala 2, Romano sala 3)

 

Stitches – Un legame privato – Drammatico. Regia di Miroslav Terzic, con Snezana Bogdanovic. Tratto da un fatto realmente accaduto. La storia di Ana, una sarta di Belgrado, al momento del parto si vede sottrarre il figlio, le dicono che è morto e non le indicano il luogo di sepoltura. Per vent’anni Ana combatte contro l’ospedale e i medici e la polizia, cercando di far luce su quanto è successo. L’incontro con una donna l’aiuta a comprendere parecchie cose, a sostenere ancor di più la propria convinzione che suo figlio non era davvero morto. Durata 105 minuti. (Centrale V.O.)

 

The human voice – Drammatico. Regia di Pedro Almodovar, con Tilda Swinton. Una donna sta aspettando che l’ex amante passi a ritirare le valigie che lei ha preparato per lui. L’amore è finito, resta solo il tempo dell’attesa. Con lei c’è un cane, anche lui abbandonato e in attesa del suo padrone. La donna esce di casa per comprare un’ascia e una tanica di benzina: si prepara a distruggere le cose del suo uomo, aspettando la chiamata che metterà fine al rapporto. Quando il telefono squilla, la donna, risvegliatasi da un sonno profondo causato dalle pillole, inizia un monologo disperato che la porta dall’ansia alla supplica, dalla rabbia alla rivalsa e infine al fuoco purificatore che distrugge lo stesso set in cui il film è stato girato. Liberamente tratto dal dramma di Cocteau. Durata 30 minuti. (Ambrosio sala 2 V.O., Centrale V.O., Eliseo Blu, Greenwich Village sala 3 V.O.)

 

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