La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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La decrescita demografica – Marco Giordano – Paolo  Damilano –  Lettere

La decrescita demografica

Sono la persona meno adatta a parlarne perché non ho figli. L’unico mio “figlio” è una cosa molto atipica: il Centro “Pannunzio” che al massimo ha occasionato qualche matrimonio tra associati. Ma credo sia dovere di ogni italiano denunciare la decrescita costante come un problema vitale. Non voglio recuperare il “fate figli” di Mussolini che li mandò a combattere e morire in guerra, ma non sono neppure d’accordo con Giuseppe Saragat quando diceva che i problemi degli italiani si sarebbero risolti se fossimo calati a 30 milioni. Automaticamente i problemi della carenza di scuole, ospedali e servizi sociali  si sarebbero risolti. La sua era naturalmente   una politica opposta a quella del regime fascista che premiava le famiglie numerose. Tra il resto abbiamo perso  122 500 Italiani per COVID , mentre abbiamo un incremento costante di immigrati regolari e irregolari che procreano con abbondante generosità. Senza un incremento delle nascite questo Paese è destinato al declino a cui è già in parte condannato dalla crisi economica legata al COVID. I nostri parlamentari si scontrano su leggi che suscitano grandi polemiche ideologiche , ma non affrontano i problemi legati alla difesa della famiglia naturale , fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna , come afferma la Costituzione. Le famiglie e le donne in particolare devono trovare adeguato sostegno alla maternità. Sembrano discorsi del tutto disattesi , mentre il futuro d’Italia e’ legato all’incremento della natalità. C’è un nichilismo che intacca il matrimonio , uno scadimento di valori che degrada la vita a fatto meramente vegetativo. I valori dello spirito sono calpestati da giovani e meno giovani. Stiamo arrivando al disastro sociale . Le fedi religiose e i comportamenti etici disprezzati. Nuove Sodoma e Gomorra pasoliniane e no non sono distanti.

Marco Giordano

Marco Giordano è un artista che vive e lavora a Torino ed è nativo di Pietrasanta. E’ apprezzato pittore e musicista di successo. Due arti universali per eccellenza. La sua mamma, la dottoressa Patrizia Valpiani , è  un medico  ed è  una scrittrice molto nota che presiede a livello nazionale la storica associazione dei medici scrittori che ebbe tra i suoi soci Tobino, Carlo Levi, Dogliotti. Giordano ha fatto mostre a livello internazionale ed ha un genere di pittura che ha creato con estrema originalità. Al sax e al pianoforte riesce a creare atmosfere musicali molto suggestive. Persino io che non amo quel tipo di musica, ne sono entusiasta. Giordano aveva messo con generosità dei locali attigui alla sua bella casa- studio  in corso Francia  a disposizione per un’associazione culturale che il COVID ha posto in crisi.”Arte“, il suo nome, era un covo di artisti  molto vivo. Le difficoltà economiche hanno ucciso una realtà culturale importante a causa del disinteresse per la cultura libera dimostrato dalle istituzioni. Una perdita di cui sentiremo le conseguenze. Resta però  la sua arte di pittore e musicista che nessuna insensibilità burocratica potrà uccidere. Giordano è  un uomo libero e coraggioso che sta avendo successo, senza asservirsi a nessuno e senza montarsi la testa.
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Paolo  Damilano

Ho avuto un cordiale colloquio telefonico con il candidato sindaco  Paolo Damilano, persona colta e garbata, imprenditore di grande successo. Io sono amico di suo padre Gianni (95 anni il 13 giugno) da tanti anni. Apprezzo il Barolo che la famiglia produce da generazioni, ma adesso apprezzo l’impegno civile a cui si è dedicato. Se penso ai politicanti che litigano per candidarsi come sindaci, balza evidente la personalità umana di Damilano a cui voglio fare un augurio sincero di successo che travalica la politica  E’ l’uomo in sè che merita attenzione e suscita fiducia.

Lettere    scrivere a quaglieni@gmail.com

Napoleone
Ho letto i suoi articoli e ho sentito i suoi discorsi su Napoleone. Posso concordare o meno, ma lei è uno storico libero. Grazie!    Vittorio Rege
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Essere liberi è un dovere, non una virtù. Uno storico schierato politicamente è un non senso , è persino un po’ truffaldino  ed è sempre inaffidabile. Ma la Tv promuove solo quelli politicamente etichettati. Una jattura che genera confusione tra i lettori. Le cose scritte sulle foibe da poco sono un esempio di cosa non deve essere la storia.
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Zingaretti e Chiamparino
Zingaretti adesso ambisce a fare il sindaco di Roma, Chiamparino si accontenta di fare l’allenatore del candidato sindaco del Pd che non si trova . Cosa ne pensa di questi politicanti?  Io sono
indignato       Enzo Selvaggi
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Non faccio questioni di partito che non mi interessano. Zingaretti ha fatto il presidente di provincia e di regione, il deputato europeo e il segretario, in questo ruolo con esiti fallimentari, vergognandosi persino del partito che dirigeva. Credo che farebbe bene a stare un po’ in panchina a riposare. Che dire poi di Chiamparino che è sulla scena da almeno quarantacinque anni? Chi lo invoca come salvatore della coalizione ha una scarsissima considerazione della parte a cui appartiene. D’altra parte questo strano personaggio  era andato con Renzi, salvo poi ritornare di corsa al Pd, sperando nell’oblio degli elettori. Mi piacerebbe vederlo candidato per capire quante preferenze raccoglierebbe. Con gente così non faranno molta strada. Solo Valentino Castellani ha le idee chiare, ma non sembra essere molto ascoltato. Ed è un vero peccato.
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I diritti dei pescatori siciliani
E ‘ almeno cinquant’anni che i libici colpiscono o sequestrano i pescherecci siciliani che vanno a pescare in acque internazionali che i libici ritengono loro . E’ una vergogna che i nostri governi non abbiano mai fatto nulla per difendere i nostri diritti.      Calogero Vullo
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Concordo con Lei .Il confine nazionale  è  di 12 miglia, Gheddafi lo ha portato a 74con decisione unilaterale. Anche la Tunisia ha seguito la Libia ed d a poco anche la Turchia si è uniformata nel violare il diritto internazionale    Gheddafi è morto, ma l’arroganza antitaliana continua a perseguitare i nostri pescatori. Neppure Berlusconi, quando ricevette in pompa magna il dittatore libico a  Roma, si occupò del problema. Figurarsi Di Maio. Eppure i diritti italiani vanno tutelati. Non è solo questione di gamberi rossi, come ha titolato il Corriere della Sera. La nostra Guardia costiera bada solo ai migranti, non ai nostri pescatori. Una vergogna. Draghi ha la forza per imporsi.

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