Oggi al cinema

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Le trame dei film in uscita nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

 

Corpus Christi – Drammatico. Regia di Jan Komasa. Daniel è chiuso in riformatorio, colpevole di vari reati. Il suo desiderio è sempre stato quello di farsi sacerdote ma il suo passato glielo ha impedito. Tuttavia, quando la direzione lo manda, in permesso di lavoro, in un luogo lontano da quello dove ha sempre vissuto, si finge prete, immediatamente creduto tale dall’intera popolazione: andrà a sostituire in quell’occasione il parroco e la propria vocazione sembrerà realizzata. Film di enorme successo in patria, è una produzione polacca, e pluripremiato. Durata 115 minuti. (Centrale anche V.O.)

 

Due – Drammatico. Regia di Filippo Meneghetti, con Barbara Sukova e Martine Chevalier. Siamo in una piccola città della provincia francese, due donne circa settantenni vivono nella stessa casa, sullo stesso pianerottolo e da molti anni, all’insaputa di tutti, portano avanti la loro relazione. Nina e Madeleine, un viaggio a Roma progettato, la vendita di un appartamento, la disperazione di Madeleine all’idea di dover confessare ai figli la sua partenza (definitiva?). Verità a lungo nascoste che vengono a galla, decisioni nascoste, sotterfugi, una crepa nella vecchia passione, una malattia che scoppia a minare un solido rapporto. Candidato dalla Francia come miglior film straniero. Durata 95 minuti. (Nazionale sala 1)

 

Fino all’ultimo indizio – Thriller. Regia di John Lee Hancock, con Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto. I primi due sono poliziotti, Washington è finito in un dipartimento di provincia, spinto dai superiori ad andare in pensione, e si porta appresso un angoscioso segreto, Malek sogna una carriera di successi in primo luogo la cattura di un serial killer che a Los Angeles, negli anni Novanta, sta uccidendo barbaramente giovani donne. Leto è il sospettato, già coinvolto in un caso di omicidio anni prima, che non perde occasione per schernire il vecchio detective e condurlo nelle indagine dove più gli piace. Sospettato o davvero autore materiale degli omicidi? Colpi di scena e finale a sorpresa. Durata 128 Minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Minari – Commedia drammatica. Regia di Lee Isaac Chung. Gran premio della Giuria al Sundance Festival, Golden Globe 2021 per il miglior film straniero e Oscar alla miglior attrice non protagonista, Yoon Yeo-Jeong. Un’opera autobiografica, la storia del piccolo David, un bambino nato e cresciuto in una famiglia coreana emigrata negli Stati Uniti, anch’essa ad inseguire il sogno americano (un nuovo lavoro per il padre), la ricerca di altri luoghi e un altro viaggio, dalla California all’Arkansas intrapreso negli anni Ottanta, l’arrivo della nonna dalla Corea, una anziana donna con abitudini e un modo di vivere completamente diverso da quello del piccolo David. Durata 115 minuti. (Eliseo Blu, Nazionale sala 2)

 

Nomadland – Drammatico. Regia di Chloe Zhao, con Frances McDormand e David Strathairn. Leone d’oro alla Mostra di Venezia e vincitore di tre premi Oscar, miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista. La storia di Fern, una donna sessantenne, alle prese con la crisi economica che ha colpito la sua piccola città, Empire nel Nevada, un’economia che sino ad ora si era basata sulla produzione del cartongesso. Un’altra sciagura l’ha colpita, la morte del marito: la donna abbandona tutto, carica ogni suo avere su un furgone e si mette in viaggio, solitaria e libera, alla ricerca di una nuova vita, di paese in paese, tra piccoli lavori che di volta in volta riesce a fare, tra gli incontri nuovi cui va incontro, nomade. Una nuova esistenza, un lutto da elaborare, nuovi paesaggi in cui cercare la tranquillità e la pace. Non più sola soprattutto, la nascita di nuove comunità, con lei altre mille case viaggianti, tutte alla ricerca di un futuro. Il nuovo sogno americano, un altro, che guarda a quello di Lee Isaac Chung, quello degli anni Duemila, una nuova filosofia di vita. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 1 e sala 2 V.O., Classico anche V.O., Eliseo Grande, Romano sala 1)

 

Pieces of a woman – Drammatico. Regia di Kornél Mundruczò, con Vanessa Kirby, Shia LaBeouf e Ellen Burstyn. Coppa Volpi alla Kirby per la migliore interpretazione femminile e candidatura all’Oscar. L’attesa di Martha e la nascita della bambina che ne segue, l’arrivo di un’ostetrica che non è quella che l’ha sempre seguita, l’arresto cardiaco della piccola e la morte che ne segue. Nei mesi successivi la relazione tra Martha e Sean inizia a risentire della disgrazia che li ha colpiti, i loro sentimenti si affievoliscono e l’uomo allaccia un nuovo rapporto con una cugina di Martha, iniziando, dopo sette anni di sobrietà, a riassumere cocaina. Sean si allontanerà dalla donna che ha amato: Martha tuttavia saprà ricostruirsi un futuro, avrà accanto una nuova bambina. Durata 128 minuti. (Ambrosio sala 3)

 

Rifkin’s Festival – Commedia. Regia di Woody Allen, con Wallace Shawn, Gina Gershon, Louis Garrel e Christoph Waltz. Durata 92 minuti. Sue è al Festival di San Sebastian per il suo lavoro di addetto stampa cinematografico e Mort Rifkin, professore in pensione, l’ha seguita per un periodo di riposo. Coinvolti dalla bellezza del paese e dalla magia del cinema, Sue inizia una relazione con un giovane regista, affascinante, e Mort, colpito dall’inaspettata avventura della moglie, comincia ad avvertire problemi cardiaci. Reali o non, Mort si precipita immediatamente dal medico: che ha le sembianze della bella Jo, un matrimonio in bilico da gestire, amante dei classici, il piacere di scoprire parecchie affinità con il suo nuovo cliente. Se da un lato si consolida la passione che s’è creata tra Sue e il giovane regista, dall’altra Mort riscopre il senso della vera amicizia e un amore in fondo mai scomparso per l’antico cinema classico. (Ambrosio sala 2, Eliseo Blu e Rosso, Greenwich sala1, Romano sala 2)

 

Sesso sfortunato o folle porno – Commedia. regia di Radu Jude, con Alexandru Ptocean e Katia Pascarin. Film vincitore dell’Orso d’oro alla 71ma Berlinale. La storia di Emi, nella Bucarest di oggi, una professione di insegnante che corre il rischio di essere distrutta quando un filmino sexy, girato amatorialmente con il marito, finisce in rete. Il film, diviso in capitoli, vede prima l’esposizione esplicita delle immagini incriminate e la donna che tenta inutilmente di cancellarle e di far sì che non diventino virali, poi la cronistoria – attraverso altri filmati –  raccontata documentaristicamente dei “peccati” che ieri come oggi hanno travolto il territorio e la vita della Romania. In ultimo il processo scolastico a cui Emi deve sottostare, la lotta contro il proprio licenziamento, l’affermazione della libertà di due persone nel proprio intimo. Tutto girato in piena pandemia cosicché il regista ha deciso di far girare ogni scena con gli attori provvisti di mascherina. Durata 106 minuti. (Massimo sala Cabiria V.O.)

 

Un divano a Tunisi – Commedia. Regia di Manele Labidi Labbé, con Goishifteh Farahani. Selma è una giovane psicanalista, dal carattere forte, è sempre vissuta a Parigi con il padre: un bel giorno decide di tornare nella sua città d’origine, Tunisi, dove conta di aprire uno studio privato tutto suo. Ma il suo ottimismo dovrà scontrarsi fin da subito con la diffidenza di chi gli sta intorno, anche la sua famiglia le è contraria, per lo meno scettica di avere sopra il proprio appartamento uno studio di psicanalista. Davanti alla porta, in coda, un variegato panorama di esseri umani, ciascuno con i propri problemi da raccontare. Durata 87 minuti. (Romano sala 3)

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