Niccolò Machiavelli

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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Un “Principe” commentato da Napoleone – I 7 “esuli” ormai dimenticati – Lettere 

Un “Principe” commentato da Napoleone

E’ stato ripubblicato, con duplice prefazione di Silvio Berlusconi, “Il Principe “ di Machiavelli con il falso commento, ma per certi aspetti verosimile, di Napoleone. E’ incredibile che un editore serio ripubblichi nel bicentenario napoleonico , senza nessun commento criticon, quel testo. Un editore che ripubblichi il celebre ma grande libretto di Machiavelli, abbinandolo a Berlusconi e ad un falso , non merita attenzione. Un’offesa al grande Segretario Fiorentino e ai lettori indotti in copertina a credere ad un commento di Napoleone che, anche se veritiero, appare una  ben misera cosa. Hanno avuto la sfrontatezza di riprendere il testo del 1924 di Federico Chabod. Sempre nel 1924 uscì un piccolo saggio di Mussolini su Machiavelli che rivela la scarsa  e superficiale cultura del dittatore che si fece scrivere il testo , anche con l’aiuto della colta amante  ebrea Margherita Sarfatti. I politici che si fanno scrivere discorsi , prefazioni e persino saggi sono molto numerosi perché la maggioranza di loro sono ignoranti e si dedicano alla politica perché non in grado di far altro. In ogni caso  sono in grado di applicare i piccoli machiavellismi del raggiro,  ma sono del tutto incapaci ad intendere la grande politica machiavelliana. Il vero statista machiavelliano è colui che critica Machiavelli ( Federico II di Prussia ) per poi seguirne gli insegnamenti . Ma qui il discorso si fa complicato ed i politicanti annaspano
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I 7″esuli” ormai dimenticati

I terroristi italiani estradati a parole dalla Francia possono stare tranquilli perché quella scelta di Macron è stata solo una mossa propagandistica in cui è caduto il Governo italiano . Ci vorranno anni per riaverli in Italia a scontare le pene a cui sono stati condannati con sentenza definitiva .Un gruppo di intellettuali francesi li ha definiti esuli , chiedendo a Macron di rimangiarsi la concessione del tutto simbolica dell’estradizione. Alcuni di loro sono venerati in Francia come eroi della gauche. Ma vista l’indifferenza in Italia , in primis da parte del figlio del Commissario Calabresi – una reazione davvero indecente – non si può pretendere nulla di nulla. Ai terroristi rossi è stato perdonato tutto o si è giunti a dimenticarli. Forse è inevitabile che chi li visse, dimenticasse gli anni di piombo e che i giovani non siano neppure a conoscenza di quei fatti , vittime di una scuola che non insegna la storia e tanto altro  . Già anni fa un gruppo di studenti di un noto liceo torinese dove Carlo Casalegno  fu allievo, non sapevano nulla di lui. Visto che non erano solo “compagni che sbagliano”, forse qualcuno dovrebbe risvegliare le coscienze intorpidite. Battere e ribattere solo e soltanto sui crimini fascisti, dimenticando il terrorismo rosso, appare un’operazione politicamente poco onesta e storicamente sbagliata. Ma in questo modo si ottiene che dei criminali vivano da nababbi in Francia osannati e protetti dall’infame dottrina Mitterrand che non fu certo lo statista e l’uomo che molti pensavano e pensano ancora. Fu collaborazionista con la Repubblica filo nazista di Vichy, cambiando casacca all’ultima ora.

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Lettere  scrivere a quaglieni@gmail.com

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Milva e il marito

Ho letto il suo bel ricordo di Maurizio Corgnati, ex marito di Milva, del tutto ignorato dai giornali. Grazie.        Filippo Rinaldi

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Ho voluto scrivere perché ho notato il risalto tutto politico dato a Milva sui giornali, regina della sinistra canterina . Senza Corgnati sarebbe stata una  ragazzotta da balera e da festa dell’”Unità”. Nulla di più.
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1° maggio
Illustre Maestro, quest’anno il 1° maggio è stato festeggiato in toni minori e senza troppe bandiere rosse al vento. Io giudico i sindacati la rovina dell’Italia e quindi ne gioisco. Cosa ne pensa?    Arnaldo Gino De Giuli
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Non semplifichi così la storia d’Italia . Il sindacato ha avuto anche ruoli positivi . Poi si lasciò ubriacare dal ‘68 e  durante il terrorismo riprese coscienza di se’ sia pure tardivamente. Oggi ha un ruolo marginale perché la classe operaia non c’è più  e non ci sono neppure più sindacalisti adeguati. Occorrerebbe un sindacato che non difendesse solo i garantiti , ma gli autonomi chiusi da oltre un anno senza ristori:  i ristoratori, i negozianti, gli albergatori che  la triplice sindacale ha sempre accusato di evasione fiscale. A questi andava dedicata la festa del 1° maggio 2021 . Ma nessuno l’ha fatto, neppure il piccolo sindacato meloniano che non conta nulla e di fatto non esiste.

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