Con Lastanzadigreta la musica è più leggera, anzi bambina

Music Tales, la rubrica musicale  Racconti, curiosità ed eventi…la musica al servizio della gente

In attesa di poter pubblicare nuovi eventi musicali, e si spera a breve, ho deciso di dare spazio ad artisti dell’hinterland torinese che hanno accompagnato le nostre serate, I momenti più belli di quando eravamo “liberi”. Ho deciso di dare loro uno spazio sulla nostra testata perché non dobbiamo dimenticare chi fa arte con la A maiuscola, chi ci fa vivere emozioni spettacolari, chi ci fa meditare, pensare, attraverso suoni, parole, magie.

Oggi vi parlo de “Lastanzadigreta” attraverso la voce e gli occhi di Leonardo Laviano che, prima di tutto, è un amico che amo e stimo da sempre.

Buona lettura

Chiara De Carlo

D – “la stanzadigreta”, se dovessimo definirla in 10 parole circa, come la definiremmo?

R – “Beh, la prima parola sarebbe lastanzadigreta tutto attaccato… è una battaglia lessicale che portiamo avanti da sempre.

Poi proseguiamo con Canzoni Pop in Metallo e Legno Massello, per finire con Musica Bambina. Ho contato, sono 10 comprese le congiunzioni e le preposizioni, eh!?”

D – “Chi sono le persone che l’hanno ideata? Da cosa è nata?”

R – “Nel 2009 solo 3 di noi si conoscevano di vista – e comunque non suonavano insieme – e a tutti e 5 è arrivata la proposta di collaborare per un’iniziativa benefica a sostegno di un centro di terapia per ragazzi allo stato comatoso post trauma tra cui “Greta”.

Quell’esperienza si è conclusa, ci siamo piaciuti e ci siamo portati Greta nel nome, anche se lei oggi non c’è più. I 5 personaggi sono 4 quasi coetanei (Jacopo Tomatis, Umberto Poli, Flavio Rubatto e Alan Brunetta) con l’aggiunta di un quinto decisamente più maturo (Leonardo Laviano).”

D – “Quale è il messaggio che vuole portare al pubblico?”

R – “Perseguiamo l’obiettivo di proporre musica bambina: una musica alleggerita da tutti gli orpelli esibizionistici di certi generi musicali, alleggerita magari anche dai generi musicali stessi per una scrittura libera da codici e convenzioni, una musica adatta anche ai bambini anche se non “scema”, che non abbia mire moralizzatrici e moralistiche verso chi ascolta, ma che stimoli un ragionamento libero individuale: noi raccontiamo storie senza raccontarci addosso, poi ciascuno ne trae i messaggi umani e politici che ritrova. Perché eccome se ce ne sono.”

D – “quanto è faticoso portare avanti un progetto così importante?”

R – “Essere lastanzadigreta è un mestiere faticoso, poco conveniente a livello economico e per giunta percepito – come categoria – “inutile” in tempi come questi. Il nostro nuovo disco si chiama proprio Macchine Inutili, alludendo all’ingegno di Bruno Munari. In un mondo dove l’utilità di un fenomeno la si misura solo per quanto produce, per la ricchezza che se ne ricava, noi pensiamo a Bruno Munari che diceva che le macchine inutili sono come quando ti fermi a contemplare le nuvole nel cielo dopo aver trascorso 7 ore in un’officina di macchine utili. Tanta fatica e qualche ampio sprazzo di sole grazie ad alcune soddisfazioni e riconoscimenti anche economici che ci permettono di tenere botta.”

D – “qual è stata la risposta nell’hinterland torinese e quale la risposta fuori dal Piemonte?”

R – “Il nostro primo disco è arrivato dopo 8 anni di palco, durante i quali abbiamo incontrato molta gente e – grazie al nostro “non genere” – di molte fasce anagrafiche. Il live è la nostra dimensione ideale, noi ci nutriamo dell’affetto e dell’empatia che ci arriva da chi suona con noi, già, perché noi facciamo spesso partecipare in modo attivo chi assiste ai nostri concerti. Fuori dal Piemonte non esiste una regola: ci sono città notoriamente “difficili” e posti dove, 1 ora prima dell’inizio, in un podere nel nulla, spuntano 300 paganti che ti commuovono e ti sorprendono. È giusto così, il pubblico arriva a volte per caso, raramente per fama, ma quando è difronte a te, è tua responsabilità tenertelo stretto con una buona performance”

D – “ sono certa avrete avuto molti riconoscimenti, vuoi elencarceli?”

R – “Un piccolissimo premio piemontese “Lanterne Rock” nel 2013 è stato il nostro inizio fortunato: lì abbiamo conosciuto quelli che sarebbero stati i nostri fratelli maggiori (gli YoYoMundi) che ci hanno accolto nella loro etichetta “Sciopero Records”. L’anno successivo siamo arrivati in finale a “L’artista che non c’era”, poi il 2017 è stato l’anno della piccola svolta: La targa Un Certain Regard a Musicultura, e, BOOM, la Targa Tenco Opera Prima per l’album di esordio “Creature Selvagge” uscito nel dicembre 2016 che raccoglieva 12 tra le tante canzoni scritte in 7 anni di live. Un riconoscimento ambito da tutti quelli che fanno musica che si possa definire “d’autore”. Il riconoscimento è valso l’esibizione dal vivo al mitico Teatro Ariston insieme a star del settore (anche in quel caso il pubblico in sala non si è potuto sottrarre al nostro invito a suonare con noi) e il Nuovo IMAIE ci ha assegnato una borsa per sostenere un live tour italiano che abbiamo potuto realizzare l’anno successivo (Bologna, Roma, Genova, Alessandria, Torino, ecc…). Nel 2019 SIAE ci premia con una quota del bando Per Chi Crea per sostenere economicamente la nascita del nostro secondo disco Macchine Inutili, uscito quest’anno il 5 febbraio.”

D – “Cosa manca alla stanza di Greta, secondo voi, per avere i giusti riconoscimenti?”

R – “I riconoscimenti e – soprattutto – i NON riconoscimenti ce li si merita sul campo. Certo, siamo realisti, il mercato musicale è fatto di bilanci in sofferenza, poca domanda, troppa offerta, lottizzazioni, gruppi di potere, eccetera, ma crediamo che alla lunga il buon lavoro paghi… quindi più che di “giusti riconoscimenti” parlerei di speranze, sogni, obiettivi. Siamo un gruppo che si sente di anima profondamente pop nel senso più profondo del termine, pertanto il sogno di chiunque si senta così è quello di arrivare a più persone possibile, riuscendo magari a non dover rincorrere altri mestieri per pagarsi le bollette… e tutto il resto venga se la fortuna e la bravura lo permetteranno”

D – “ So che il progetto copre lo studio, il teatro il cinema la didattica ed il web, quale ha dato più soddisfazioni?”

R – “Il fatto che in realtà è tutto un unico universo collegato: lo sforzo tecnico e artistico per concepire qualcosa di nuovo si riverbera tanto nella didattica, quanto nel lavoro interdisciplinare. Noi spesso facciamo uso di oggetti di uso comune per suonare, strumenti rotti e riadattati ad una seconda vita, all’interno di un manifesto valoriale che promuova il riuso, un futuro sostenibile e la lotta allo spreco. Ecco che questa è linfa per attività didattiche, ma anche terreno fertile per una ricerca sonora che tenti di dare a ci ascolta qualcosa di realmente nuovo oltre i preset delle macchine, e che magari conferisca a una colonna sonora il timbro giusto, originale per dare un’emozione imprevista all’immagine che si sta raccontando”

D – ”Le prossime uscite?”

R – “Immaginateci come dei cavalli da corsa che mordono il freno e usurano la barra che prima o poi si abbasserà accompagnando lo sparo del “via”. Speriamo di saltellare da un palco all’altro come si fa quando si guada un torrente. Di sicuro poi c’è che non passeranno altri 4 anni per pubblicare il terzo disco… la pentola è capiente, il fuoco sempre acceso e la minestra ribolle.”

GRAZIE A “LASTANZADIGRETA” E TANTA TANTA FORTUNA PERCHE’ LA MERITANO.

Andate ad ascoltare, vale davvero la pena!

https://www.youtube.com/watch?v=Ko8YxZyHU4E&ab_channel=lastanzadigreta

https://open.spotify.com/album/1H0OO7rwl4rc0ijVpgG6WL?highlight=spotify:track:1jhSpTREnXechi9pmpbgGD

 
 
 

scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!

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