La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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L’apro – non apro di Draghi – La ludopatia – Oliva e la Rsi – Lettere

L’apro – non apro di Draghi 

Lascia qualche perplessità l’annuncio improvviso di Draghi di riaprire tutto o quasi. I vincoli posti sono tanti e in alcuni casi vanificano le riaperture . A me sembra un accordo in cui  ha mediato tra l’aperturismo leghista ( non sempre responsabile ) e il rigorismo del ministro Speranza fondato sui divieti . In mezzo ci siamo noi cittadini. mario draghiL’idea del pass o del tampone per i  viaggi non è convincente e rivela che il “rischio ragionato“ forse lascia qualche interrogativo che andrebbe precisato. Il pacchetto di provvedimenti annunciati va migliorato. Non vorremmo che fosse un contentino per chi è sceso in piazza. Non posso non rilevare la assoluta non considerazione per i centri culturali che non è affatto detto che debbano aprire, ma che andrebbero almeno considerati. Lasciarli nel limbo non è serio. Se sono aperti i luoghi di culto, anche i centri culturali dovrebbero essere almeno presi in considerazione. Siamo tornati al ”Con la cultura non si mangia“?

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La ludopatia

Qualunque persona di buon senso non può non opporsi alla modifica della legge regionale  piemontese contro la ludopatia, forse l’unica cosa buona fatta da Chiamparino in cinque anni. La Lega che dà manforte al gioco d’azzardo e alle macchinette  mangiasoldi si rivela irresponsabile. Il suo liberismo senza il benché minimo vincolo morale, è inaccettabile. In questo momento di grande difficoltà economica soprattutto per i più disagiati, favorire il gioco d’azzardo è una follia.

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Oliva e la Rsi

Uscirà l’11 maggio il nuovo libro dello storico Gianni Oliva (nella foto grande in alto) sull’esercito della Rsi “A cercar la bella morte“ edito da Mondadori. E’ un atto di coraggio far uscire un libro su un tema proibito dalle vulgate vecchie e nuove e anche da  quelle nuovissime e intolleranti espresse in certi libretti. Oliva, che ha scritto un volume sulla “guerra fascista”, completa la sua ricerca, dedicandosi ai “ragazzi di Salò” inserendoli nel contesto storico della tragedia italiana del 1943/45 e della guerra civile. L’autore ci spiega cosa mosse tanti giovani e tante ragazze ad arruolarsi a sostegno della Repubblica mussoliniana, pur sapendo che la guerra era perduta. Spero  di poter leggere nel libro  anche perché si arruolarono Fo, Tognazzi, Chiari, Albertazzi e tanti altri che diventarono poi  dei fieri antifascisti. Oliva non è un revisionista, e’ uno storico onesto. Fu tra i primi a scrivere di Foibe, tema ignorato per decenni che qualcuno oggi vorrebbe di nuovo sotterrare.

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Lettere    scrivere a quaglieni@libero.it

Il Generale Figliuolo

Perché non ha risposto alla ineffabile scrittorella Murgia che insiste testardamente a oltraggiare il Gen. Figliuolo, Commissario straordinario alle vaccinazioni, rivelando un vecchio antimilitarismo sessantottino e  catto – comunista? Attendevo di leggere qualcosa di Suo anche su Fb sui babbei , come diceva Eco , che sparano- pur essendo pacifisti e antimilitaristi –  contro il Generale .Perché ha taciuto?  Mi ha deluso          Luigi De Caro

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Non merita ulteriori risposte (che ho già dato e scritto) e non meritano, a maggior ragione, risposte coloro che su Fb attaccano il Generale. Nel frattempo ad accusare si è aggiunto il diffamatore seriale del “Fatto“ che sostiene con la solita volgarità che Figliuolo indossa la mimetica per occultarsi come un cespuglio in caso di fallimento della sua impresa da cui dipende in larga parte la salvezza degli Italiani. Questi signori che non hanno mai detto una parola sul predecessore Arcuri, si accaniscono contro un uomo che sta facendo l’impossibile per recuperare ritardi ed errori. Non sanno nulla del mondo militare , sentono una divisa come una minaccia alla democrazia, confondendo il Generale con i colonnelli greci o Pinochet. Privi di ogni cultura storica, non sanno nulla della storia del corpo degli Alpini (su cui ha scritto un libro Gianni Oliva) e di ciò che rappresentano le Forze Armate nella storia d’Italia nelle guerre , ma anche durante tutte le calamità nazionali a partire dal terremoto di Messina del 1908 e dal colera di Napoli alla fine dell’800.  Non sanno nulla soprattutto  dello “spirito democratico”  delle FF AA di cui parla l’articolo 52  della  nostra Costituzione, ultimo comma.  Leggendo certi post su Facebook, inorridisco anch’io, ma non mi metto ad intavolare inutili discussioni e sterili polemiche.

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Malagodi 

Ho seguito sui Social la commemorazione nazionale di Malagodi organizzata da remoto dalla Fondazione Einaudi  e sono rimasto deluso. Invece di fare una riflessione storica, come lei ha fatto su Malagodi nel suo articolo di ieri, hanno dato spazio alle vecchie cariatidi liberali di un tempo, addirittura all’ex ministro alla Sanità De Lorenzo che ebbe pesanti condanne penali e che ha saputo ricordare Malagodi per il Chianti di sua produzione che, a suo dire, promozionava nei ristoranti dove andava, stipulando personalmente i contratti di vendita. Che povertà!  Vittorio Regis 

Ho sentito un pezzo di quella commemorazione che di storico non aveva nulla. Aneddoti personali di scarso significato. Anch’io ho conosciuto Malagodi. Ho ascoltato il mio amico sen. Palumbo e mi sono disconnesso. De Lorenzo mi ha indignato, ma soprattutto ritengo un errore averlo invitato.

 

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