La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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La Pasqua 2021 – Mario Cervi, un piccolo uomo – Lettere 

La Pasqua 2021

La Pasqua è stata spesso contaminata dal consumismo commerciale, dalle mangiate, dalle vacanze mordi e fuggi. Anche lo stesso Natale ha subito una progressiva degenerazione. Ricordo una Pasqua a Venezia piena di confusione e i ristoranti che approfittavano dei troppi clienti. Oggi tutto è drammaticamente cambiato nel turismo e il  clima festaiolo non c’è più. A Firenze durante una Pasqua, con arroganza inaudita, il personale alberghiero scioperò,  rifiutandosi di rifare le stanze. Follie! Da allora cancellai Firenze dalle mie vacanze pasquali. Ho registrato su Facebook un mio augurio ispirato alla tragicità dei tempi. Essi tuttavia ci consentono di recuperare il valore della Pasqua cristiana che da bambini sentivamo profondamente. Non si andava al ristorante , ci si accontentava di un uovo di cioccolato. Si andava tutti insieme alla veglia pasquale e alla  Messa di mezzanotte. Era un’Italia umanamente migliore , fatta di valori antichi e di sobrietà .Stavamo uscendo  lentamente dalla miseria del dopoguerra. Quando mio padre nel ‘60 comprò una macchina americana, essa diventò motivo di curiosità per tanti: era una rarità. Oggi tutto è cambiato, i tempi difficili non si tramuteranno rapidamente in normalità , ma io sento un po’ di nostalgia delle Pasque non inquinate dai gozzovigliamenti e dalle bevute . Ho sempre avuto fastidio per chi si ciba di agnelli, simbolo per eccellenza di mitezza e di sacrificio. Oggi è una cosa che non tollero pensare ad un vitello sgozzato .

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Mario Cervi, un piccolo uomo

Montanelli e Quaglieni

Si ricorda in questi giorni il centenario della nascita del giornalista Mario Cervi che collaborò con Indro Montanelli alla stesura della “Storia d’Italia”, un’opera meramente divulgativa che non ha nessun valore storico. Scritta bene, è attrattiva , ma  non è fondata su criteri storiografici. Invitai, a cinque anni dalla morte di Montanelli, Cervi a ricordarlo a Torino. Credo sia stato l’unico ricordo torinese del maestro di giornalismo. Mi stupii e mi indignai in silenzio quando in modo maramaldesco Cervi si approprio’ nel corso della sua commemorazione dell’intera opera di Montanelli  in cui al massimo ebbe il ruolo dell’amanuense. Invitai al “Cambio“ a cena Cervi e anche in privato ne ebbi una pessima impressione. Più che ad Indro con cui ho intrattenuto un rapporto molto cordiale (era un uomo superiore) , ho pensato a Feltri padre senza la coerenza di quest’ultimo. E’ Pasqua e mi fermo qui.

 

              Lettere    scrivere a quaglieni@gmail.com

 

Bertolo e Tobino

Ho letto il Suo elzeviro dedicato al bel libro di Bruna Bertolo alle donne e alla follia in Piemonte, un libro che rivela le qualità di scrupolosa ricercatrice storica, messe a dura prova da un tema difficilissimo, incancrenito dalla vulgata di Basaglia e dei suoi sostenitori piemontesi. Mi stupisco che lei non abbia contrapposto a Basaglia Mario Tobino, psichiatra e scrittore, che ebbe il coraggio di esprimersi nettamente  contro le tesi basagliane. Tobino ha scritto libri molto importanti che ci hanno fatto conoscere il dramma delle donne ricoverate negli ospedali psichiatrici, pagine esemplari, ma fu fermissimo nel non accordarsi ai vari Fo e Pasolini. Visse e lavorò nella rossa Toscana, ma non fu mai comunista. Lei mi ha deluso nel non averlo citato. Buona Pasqua.             Antonello Cagliero

L’articolo era già troppo lungo e a Tobino non si possono dedicare quattro righe. Meriterebbe un articolo, anzi un saggio meditato. Ebbe la “colpa” di non essere mai stato comunista e di aver scritto sul “Mondo” di Mario Pannunzio, quello vero. L’ho conosciuto ,l’ho frequentato ed invitato a parlare a Torino. Tanto fu deludente il povero Cervi, tanto mi  apparve grande Tobino su cui ha scritto delle bellissime pagine Carla Sodini. Il toscano Tobino lo portai al “Gatto nero“, da sempre il tempio della cucina toscana e fu straordinario commensale come lo fu più volte in altre circostanze Giovanni Spadolini: Tobino e Spadolini, l’Italia laica e civile non solo a tavola …

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