La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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Con Draghi Arcuri andrà a casa -I 200 anni dalla morte di Joseph de Maistre,  grande scrittore – Di Maio, il liberale? – Lettere

 

Con Draghi Arcuri andrà a casa

mario draghiIl commissario Domenico Arcuri, responsabile  primo se non esclusivo della inadeguatezza italiana a reperire i vaccini , artefice del fiasco clamoroso della apertura, divenuta presto chiusura, delle scuole, finalmente lascerà il suo posto. C’è da sperare che abbia un minimo di dignità e dia le dimissioni prima di essere cacciato da Draghi . Tanto il medico  Bertolaso sarebbe all’altezza, tanto Arcuri si è rivelato un personaggino poco capace ed anche ambiguo, espressione  del sottobosco romano che è la rovina di questo Paese da sempre. Sarebbe auspicabile che sul suo operato iniziasse ad indagare la Magistratura.
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I 200 anni dalla morte di Joseph de Maistre,  grande scrittore

Mancò a Torino nel  febbraio 1821 uno dei protagonisti più originali dell’ età a cavallo tra Rivoluzione francese e Restaurazione,  il conte Joseph de Maistre, scrittore, pensatore, diplomatico e politico  savoiardo. Fu  fedele servitore di Vittorio Emanuele I durante la  bufera napoleonica, alla corte dello Zar di Russia, durante la Restaurazione. Fu cattolico integralista, si direbbe oggi, sostenitore del potere assoluto della Monarchia  e dell’infallibilità del Papa, fu critico implacabile della Rivoluzione francese e del giacobinismo . Espresse la delusione storica della Rivoluzione in modo simmetrico ma inverso a quello di Giacomo Leopardi che rifiutò le visioni religiose di suo padre Monaldo .Molti contemporanei in quegli anni videro la necessità di tornare ai valori che la Rivoluzione aveva cercato di sradicare senza davvero riuscirci. In contraddizione con queste posizioni, fu anche affiliato  alla Massoneria che egli non vide in conflitto evidente con la Chiesa e il cattolicesimo, come appare lampante . Si illuse di creare una massoneria” bianca” che addirittura avrebbe dovuto sostenere l’ alleanza del trono con l’altare : una vera ingenuità in un uomo corazzato di grande e profonda cultura . Anche l’interesse per l’esoterismo lo avvicino ‘ alla Massoneria da cui successivamente si distaccò. In lui contò anche l’essere stato allievo dei Gesuiti a cui rimase sempre legato. Fu un utopista ma ,ad esempio, colse i limiti della Restaurazione post – rivoluzionaria e denunciò la furia iconoclasta che volle fare tabula rasa di ogni tradizione senza lasciarsi abbagliare dalle mode culturali . Sintetizzando  molto si può dire che fu l’opposto di Voltaire. Oggi resta un’importante testimonianza di un ‘età travagliata : quella di uno studioso che aveva colto gli orrori e le aberrazioni  del giacobinismo. Tocqueville li colse dalla sponda liberale, de Maistre da quella reazionaria e legittimista .Questa posizione lo condannò all’isolamento e all’oblìo ,mentre in effetti ci troviamo – al di là delle sue idee – di fronte ad un grande scrittore. “Les soirées de Saint- Petersbourg” sono un capolavoro e ci consentono di capire quel mondo che sarà anche descritto da Tolstoj, di una Russia divisa tra la sua storia tradizionale  e l’interesse per la cultura europea in evoluzione. Mario Soldati amava leggere e rileggere il grande savoiardo, pur avversandone le idee. Anche in questo caso un esempio di come l’uomo di cultura non debba lasciarsi abbagliare dai pregiudizi.
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Di Maio, il liberale?

Ho ascoltato in Tv Di Maio dichiarare che il movimento 5 Stelle è diventato moderato e liberale . Comprendo l’ignoranza del Ministro e l’opportunismo dell’uomo , ma i 5 Stelle che si richiamano all’egualitarismo e a Rousseau non potranno mai diventare moderati e liberali . I moderati e liberali sono oggi un’ esigua minoranza . In passato anche gli ex comunisti si dichiararono liberali,come fece anche Berlusconi .Il liberalismo non è uno slogan ,è cosa seria : sono Croce, Einaudi, Soleri,Pannunzio, Malagodi, Matteucci : un bagaglio di serietà e di cultura di cui Di Maio non conosce neppure l’esistenza.  Il liberalismo è un’élite che non potrà mai massificarsi ,pena la sua fine . Essere liberali è una scelta per persone colte , non per gli  scugnizzi che non sanno nulla o quasi.
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Lettere    scrivere a quaglieni@gmail.com

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Gianni Agnelli e il centenario della nascita del torinese più noto del 900
L’avvocato Gianni Agnelli rischia di passare nel dimenticatoio di una amministrazione inadeguata anche nel leggere il calendario. E’ un segno dei tempi selvaggi ,ma è anche un segno che la Fiat non c’è più e a Torino la sua immagine è rimasta offuscata dagli eredi dell’ Avvocato e dai vari Gabetti che di lui furono esecutori pedissequi. Un libro di Moncalvo ha contribuito a demolire il mito dell’Avvocato ridotto ad un elegante dongiovanni di fama internazionale. Lei cosa ne pensa ?        Ettore Damiano   

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Non condividono la sua visione così negativa . Agnelli fu un protagonista anche se commise errori .Su di lui farò un ricordo storico prossimamente che vada oltre le sciocchezze scritte, ad esempio, da Enzo Biagi in un libro servile come “ Il signor Fiat “. Agnelli ebbe una corte di adulatori, spesso formata da giornalisti incredibili come Carlo Rossella e da madamine come la presidente a vita del Museo Egizio. Bisogna ricostruire un Agnelli immerso nella realtà, uomo inevitabilmente diviso tra luci e ombre.

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Pichetto Fratin vice ministro 
Cosa pensa dei sottosegretari di Draghi? Secondo me moltissimi non sono all’altezza. La solita spartizione di sempre.      Antonello Ragu 
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Condivido in larga misura il suo giudizio non positivo, ma senza esagerare . Io do fiducia a Draghi che ha il grande merito di aver contribuito a mandare a casa Conte, una vera jattura. Ma c’è un’eccezione che voglio evidenziare : la nomina a vice ministro dello sviluppo economico del senatore  Gilberto Pichetto Fratin, biellese, un piemontese serio, che controbilancia la ragioniera grillina Castelli, davvero espressione del nulla politico.  Pichetto è stato in Regione Piemonte  per molti anni ed è parlamentare da molte legislature. L’esempio del vecchio Piemonte liberale  che in Forza Italia e’ quasi inesistente ,se si escludono lui e Ghigo. Ma soprattutto io ricordo che ha percorso un  cursus honorum come si deve ,partendo dai consigli comunali. E‘ stato anche vice sindaco di Biella, per il Pri un partito rigoroso nella scelta dei suoi uomini .Una volta Spadolini mi parlò molto bene di Pichetto che conobbi anni dopo  a Pollone per il ricordo  di Alfredo Frassati. Credo che farà molto bene il suo lavoro di viceministro. Uno che viene dalla terra di Quintino Sella non può non essere  quanto meno di buon auspicio.

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