La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città/Rubriche

Speranza e il consigliere etico – Famiglie gay e libertà di opinione – Il PD apre la campagna elettorale senza il candidato Sindaco – Lettere

Speranza e il consigliere etico

La riconferma di Roberto Speranza a Ministro della Salute suscita perplessità perché certo non si può considerare tra i migliori. La sua gestione della pandemia fa acqua da tutte le parti e c’è da augurarsi che il Presidente Draghi imponga una svolta che dia agli Italiani quel minimo di sicurezza che oggi non hanno. Appare emblematico che Speranza abbia avuto la sfrontatezza di nominare “consigliere etico“ il ricercatore universitario Nicola D’Attorre, deputato di Leu non rieletto nel 2018. Sarebbe interessante sapere le funzioni di un consigliere etico, una figura davvero balzana. Il consigliere etico, in un momento di grave crisi economica, riceve un compenso di 36mila euro che non trova una reale giustificazione, ancor più dei gazebo di Arcuri, stoppati in extremis da Draghi. .

Famiglie gay e libertà di opinione

Oggi in Italia affermare che le coppie gay non debbano poter avere figli attraverso il ricorso alla fecondazione medicalmente assistita, come affermano la legge e la stessa Corte Costituzionale, equivale ad affrontare veri linciaggi mediatici. Recentemente ho ascoltato una conferenza di un sacerdote che ha dimostrato la più assoluta apertura verso le coppie gay e persino verso le famiglie omosessuali. A costo di essere giudicato retrivo, ritengo di dover affermare il significato della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Solo in quel contesto i figli possono trovare l’ambiente idoneo alla crescita ed alla educazione. Oggi c’è gente che pensa che sia naturale anche la famiglia omosessuale con figli. Rispetto ogni opinione, ma resterò sempre un fermo oppositore di una situazione che ritengo molto negativa per la crescita equilibrata dei minori il cui interesse e’ preminente e va sempre  rispettato. E rivendico il diritto a scriverlo. Chi nega questo diritto e’ un intollerante che solo apparentemente si schiera per la libertà.

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Il PD apre la campagna elettorale senza il candidato Sindaco

Il PD torinese è  drammaticamente lacerato dalla scelta di un candidato Sindaco dopo l’esperienza devastante dell’ Appendino. E’ bastato qualche manifesto del probabile competitor del centro – destra per mandare in ulteriore confusione il PD che ha  deciso di aprire la campagna elettorale senza aver definito il Sindaco e neppure le alleanze . Infatti c’è chi nel PD vorrebbe un’alleanza con i grillini anche a Torino, rinnegando l’opposizione alla Giunta uscente, per quanto blanda e improduttiva si sia rivelata. Si tratta di una situazione paradossale senza precedenti che rivela una incapacità politica evidente. Diventa davvero molto difficile affidare il prossimo quinquennio dell’amministrazione torinese ad aggregazioni politiche che hanno smarrito  il senso di essere un partito politico. Ancora nel 2011 Piero Fassino ebbe dietro di sé un partito e una coalizione compatta e vincente in modo nettissimo. Appare patetico il candidato Sindaco radicale del centro- sinistra che si è già lanciato in una campagna per delle primarie inesistenti senza tener conto della situazione.Anche questo un piccolo episodio che rivela la crisi di una politica affidata a personaggi che in passato avrebbero occupato esclusivamente il loro tempo nel volantinaggio.
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Lettere      scrivere a quaglieni@gmail.com

 

L’aborto

Ho letto il suo articolo sulle implicazioni etiche dell’aborto e lo splendido ricordo di Norberto Bobbio che quelle implicazioni espresse con molto coraggio  . Ho letto anche le polemiche che lei ha sollevato. Che differenza tra lei e Bobbio ,veri laici e i laicisti da quattro soldi che vedono nell’aborto una grande conquista civile e non una scelta difficile e lacerante non solo sotto il profilo etico,ma anche psicologico che forse solo le donne possono comprenderle a pieno.          Gabriella Zucchi

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La ringrazio molto  e mi conforta  aver ricevuto tanti consensi come i suoi, segno che il “libertinaggio” senza etica che sembra prevalente ed è sempre più vociante, è solo una parte di opinione pubblica. I tempi che viviamo, impongono rigore e serietà  senza  concessioni nostalgiche  al clima demagogico   del dopo ‘68.

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