La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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L’ultima regina – Emilio Papa scomunica il populismo – E Casellati no? – Il disordine morale – Lettere

L’ultima regina

Vent’anni fa moriva la terza regina d’Italia, Maria Jose’ del Belgio, moglie di Umberto II. Ne ha voluto parlare Paolo Mieli in RAI Storia ,affidando il ricordo ad uno studioso davvero fuori classe  come Francesco Perfetti, allievo di Renzo de Felice. Fu una donna eccezionale, lontana dagli schemi  tradizionali sabaudi, colta, controcorrente, antifascista dichiarata che fece tutto il possibile, rischiando di persona, per evitare all’Italia la tragedia della seconda guerra mondiale e  fare di tutto per farla uscire dalla dittatura. Vide le leggi razziali come un abominio. Fu amica di Croce e di Zanotti Bianco, non esitò ad incontrarsi durante la dittatura  con la cultura antifascista. Sostenne i partigiani valdostani. Alla Costituente votò per Saragat che mi parlò di lei come di una grande donna  La conobbi a Merlinge in Svizzera e la frequentai giovanissimo  per la sua passione storica insieme a Mario Viana che mi volle con lui. E’ autrice pregevole di libri su casa Savoia, fu dotta appassionata di musica .Quando alla morte del Re per lei decadde l’iniquo  esilio, volle tornare in Italia e venne anche a Torino , città che amava moltissimo e dove era vissuta da principessa di Piemonte  volle fare un giro in motoscafo sul Po che – mi disse – le ricordava la sua giovinezza spensierata . I comunisti faziosamente  protestarono per quella visita torinese voluta dall’assessore socialista Marziano Marzano . A casa mia c’è una sua vecchia fotografia dedicata a mio padre e che conservo insieme a quelle del Re  . Da come l’ho conosciuta , posso solo dire che fu una gran donna. La ricordo addolorata e commossa ad Altacomba, dove anche lei è sepolta, per i funerali del Re suo marito, impeccabile, regale, elegantemente austera.

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Emilio Papa scomunica il populismo

Emilio Papa è uno dei maggiori storici italiani, autore di opere famose a livello internazionale. Di orientamento socialista, sa sempre mantenere la sua indipendenza di storico di razza. Semplice e cordiale  nella vita, è lineare e coraggioso nella sua opera storica. Ha appena pubblicato da Franco Angeli, con umiltà, un piccolo libro divulgativo dal titolo molto eloquente come solo i grandi storici possono fare: “Crisi della democrazia e populismo sovranista”. Da democratico sincero denuncia i pericoli per la democrazia del sovranismo nazionalista che sta imperversando tra i più ignoranti e i più superficiali, dimostrando i danni immensi che essi provocano. Sovranismo e populismo sono la lebbra della democrazia e sono foriere anche di guerre e di forti tensioni sociali. L’ esempio recente di Trump e quello più lontano di Peron stanno ad indicare il peggio. Solo la democrazia liberale può garantire il benessere del popolo retto da libere Istituzioni. Il richiamo del grande storico dovrebbe chiudere la bocca a chi in Italia agita queste minacce, ben sapendo del baluardo dell’Europa democratica che faticosamente i nostri padri hanno costruito. Ma Papa denuncia alla crisi odierna della democrazia rappresentativa odierna con partiti sfilacciati ed esponenti politici inetti. E’ anche la crisi della democrazia oltre la crisi economica e la pandemia a scuotere dalle fondamenta l’intero sistema democratico che nessuno ha saputo aggiornare .

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E Casellati no?

In tutte le crisi di governo della Repubblica il primo nome per un Governo tecnico è sempre stato quello del  presidente del Senato . Solo in questa crisi saltano fuori persino Enrico Letta e  Paola Severino , autrice di una delle leggi più discusse e sicuramente incostituzionali. Il riserbo, lo stile, l’equilibrio, la cultura giuridica di Casellati non piace: per certe proposte in questa Italia allo sbando ci vuole il placet di Travaglio.
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Il disordine morale

Non sono un moralista e le donne mi sono sempre piaciute molto, forse troppo, perché mi danno il senso della trasgressione e della libertà ,oltre che del piacere di vivere. Far sesso è una delle cose più belle della vita. Innamorarsi fa ringiovanire.  Ma ieri, ascoltando una  scrittrice, esaltare due suoi matrimoni naufragati ad appena 40 anni, con figli in abbondanza, mi sono domandato se questa signora non manchi di elementari principi morali e  di responsabilità. Noi stiamo perdendo il senso del vizio che è tutt’altra cosa. Forse stiamo vivendo in un disordine morale che ha portato alla disgregazione  famigliare e sociale. Il matrimonio è una cosa seria  e i naufragi matrimoniali una tragedia. Il nostro piacere appare oggi  l’unica regola di vita valida. Per non parlare degli omosessuali con figli ottenuti all’estero, aggirando la legge. Questa è civiltà ? O è edonismo irresponsabile? Io non giudico, non ho titolo per farlo, colpevolmente non lo fa neppure il Papa, ma la rinascita di una società credo che passi attraverso il recupero di certi valori, pena il decadimento dei costumi  fino a giungere al basso impero.
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Lettere    scrivere a quaglieni@gmail.com

Gli errori della sindaca

Grazie, professore, per la sua coerente diuturna battaglia non priva di coraggio contro Appendino e i suoi grossolani errori e le sue inadeguatezze vistose . Lei è un uomo tutto di un pezzo come era suo padre . Grazie a nome di Torino civile.        Salvatore Ferro

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Ho fatto il mio dovere di cittadino, nulla di più. Già da subito ho pensato che una grillina proveniente da ambienti alto borghesi legati ad interessi bancari  non potesse essere un gran che. Ma il mio dubbio iniziale è andato molto oltre , ha travolto ogni argine. Non perdonerò mai i non grillini che l’hanno votata al ballottaggio,  preferendola a Fassino. Tra il resto ha lasciato intatto, se non rafforzato, l’odiato “Sistema Torino “di cui lei stessa è  diventata un pezzetto  . I miei articoli di questi anni saranno materia per gli storici futuri rispetto alle falsità scritte dai gazzettieri a suo sostegno perché il Gruppo Elkann è stato uno dei suoi più sfacciati sostenitori. Ci lascia una Torino in sfacelo, piena di supermercati e col ricordo davvero indimenticabile dei due stretti ed amati collaboratori Giordana e Pasquaretta .Un terzetto che davvero servirà a far ricordare nel futuro la sua amministrazione.

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Il Salone del libro invernale

Dovevano fare un’edizione invernale del Salone del libro in una trentina di librerie . Sa dirmi come è andata?        Gina Groppo

Il circolo dei lettori, vero leviatano della cultura di regime a Torino, detentore quasi esclusivo  del Salone del libro ( già internazionale ) ha fatto una puntata invernale in 34 (!) librerie torinesi per “sostenerle“, ma i risultati di tale grandiosa operazione non sono noti. Non si sa neppure quali libri siano stati promozionali e in quali modi. Un’operazione opaca di cui i giornali non parlano e di cui non fa parola nessuno. Gli autori non si sono accorti del Salone comunale di Torino  2020 e dei suoi effetti vicini allo zero. Non hanno neppure pensato che Torino ha anche un‘ area metropolitana e ci sono librerie a Rivoli, a Venaria Reale e in altri centri.

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