Un Natale dolcissimo

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Tradizioni culinarie zuccherate in giro per il mondo

Non sarà un Natale come gli altri, questo è certo. Benché le nostre città sono decorate con addobbi dorati e scarlatti, alberi luccicanti, luci d’artista e tutto ci rimanda al periodo più atteso dell’anno, compreso il tempo con le prime nevicate, questa sentita e  millenaria tradizione nel 2020 sarà differente. L’ abbiamo paventata, abbiamo resistito all’idea che non fosse così e probabilmente abbiamo sognato anche solo per un momento la normalità, quello stato che il più delle volte percepiamo come  noioso ma che ora desideriamo più di ogni altra cosa al mondo,  ci dobbiamo però arrendere alla realtà, una realtà fatta di limitazioni importanti e necessarie per la nostra salute.

Su tutto il pianeta dunque il Natale sarà celebrato sobriamente, niente cenoni, niente tavolate affollate e feste di famiglia.  Sicuramente questi vincoli non impediranno però di cucinare i piatti tipici del periodo,  le tradizioni culinarie non si perderanno e meravigliose prelibatezze, i dolci soprattutto, saranno preparate in ogni latitudine dove si attenderà sentitamente la nascita più famosa. In Italia mangeremo i Panettoni milanesi deliziati da “calorose” farciture, Pandori veronesi morbidi e burrosi, ma anche le Cartellate della Puglia, il Pangiallo del Lazio, le Sebadas sarde, Ricciarelli toscani, Struffoli campani, il Bostrengo marchigianoe l’irresistibile Tronchetto piemontese.

Come si renderà più dolce il Natale nel resto del pianeta? Cosa si mangerà negli altri paesi per festeggiare e rendere meno malinconico questo periodo di rinunce collettive e familiari?

Se guardiamo vicino, in Europa e precisamente in Francia, troviamo la Gallette de Roi, la torta dei re, che si mangia il giorno dell’Epifania per festeggiare l’arrivo dei Re Magi a Betlemme. Al suo interno, viene nascosta una mandorla, un confetto o una piccola statuetta del presepe, chi trova quest’ultima  diventa il re o la regina della festa. Con una forma semisferica, una preparazione a base di uova, mandorle, canditi, spezie e un tono flambé il Christmas Pudding è invece il dessert natalizio tipico della Gran Bretagna e la tradizione vuole che ogni membro della famiglia partecipi attivamente alla sua preparazione. Spostandoci nella fredda Germania troviamo lo Stollen, un dolce morbido farcito con uvette bagnate in un meraviglioso brandy, ribes, ciliegie eimbiancato con zucchero a velo. Originario dell’area di Dresda, è il protagonista delle vetrine di pasticcerie e panifici di tutto il paese e viene servito durante la cena dell’Avvento. Nella mediterranea Grecia le feste vengono dilettate mangiando i Melomakarona, biscotti speziati al chiodo di garofano, noce moscata, cannella, cuore morbido di miele e scorza d’arancia,guarniti con  noci. Gli Svedesi invece festeggiano con leSaffransbullar, pagnotte gialle a forma di “S” vengono già vendute il 13 dicembre per  Santa Lucia.

Volando in Messico, al momento purtroppo solo con la fantasia, troviamo un dolcetto fritto dal nome Buñuelos, simile alle tortillas che si può cucinare in varie forme, ricoperto di cannella e zucchero. Nel vicino Cile si mangia il Pan de Pascua, che contrariamente al nome si mangia appunto a Natale ed è fatto con pan di spagna con miele, zenzero e farcito con nocciole e frutta candita, il gusto ricorda vagamente quello del nostro Panettone.Negli Stati Uniti troviamo moltissime varietà di dolci di Natale dai cup cake agli omini di zenzero, agli apple e pumpkin pie, ma certamente il dolce natalizio più famoso è Il Mince Pie, tortine di pasta frolla con frutta e secondo la tradizione il preferito da Santa Claus, il nostro Babbo Natale. Gli americani la notte della vigiliane lasciano una porzione, dedicata proprio a lui, vicino alcaminetto insieme ad una carota per la renna Rudolph che con la slitta lo accompagna nell’ attesissima consegna dei regali. Nella lontanissima Australia durante le feste natalizie si mangia la scenografica Pavlova che i primi del ‘900 il pasticcere Bart Sachs dedicò all’omonima ballerina russa, una base di meringa croccante ricoperta da uno strato di soffice panna e decorata da frutti di bosco e fragole, va mangiata mangia fredda.

Ritornando nel vecchio continente possiamo citare inoltre il Piernik polacco farcito con marmellata di prugne, il Turronspagnolo molto famoso nelle versioni di Alicante e Jijona, il Beigli ungherese riempito con noci e semi di papavero e il cannolo olandese croccante, Banketstaaf, riempito di pasta di mandorle.

Come sempre il cibo allieta le giornate della più famosa festa cristiana , ci rallegra e mai come quest’anno costituirà un modo per tenere vive tradizioni e consuetudini care a tutti coloro che festeggiano e forse farà dimenticare, almeno per un po’, questa difficile parentesi della nostra vita.

Maria La Barbera

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