La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città/Rubriche

Cavour e Giolitti – Il libro – fantasma  di Speranza – Manca la chiarezza – La sindachessa Appendino e il rito abbreviato – Lettere

 

Cavour e Giolitti

Mi sono avventurato anch’io nelle videoconferenze su Facebook , parlando di storia con un certo successo. D’altra parte il mio vero mestiere è quello dello storico. Oggi parlerò di Cavour e di Giolitti e di quando l’Italia ebbe dei veri statisti senza sconfinare nell’attualità politica odierna , cosa che sarebbe interdetta a priori ad uno storico che studi il passato senza l’intento  di usare la storia per scopi di polemica politica contingente . Ho tenuto migliaia di lezioni , conferenze , discorsi in piazza , ma parlare senza un pubblico davanti diventa una cosa arida, a volte poco stimolante anche se la compagnia di Adriana Rizzo mi stimola ad approfondire e mi guida con le sue domande . A volte, quando parlo, mi viene spontanea una battuta, ma dovendo guardare nello schermo di un tablet, nulla diventa spontaneo. Non invidio i colleghi della didattica a distanza che li priva del rapporto con i giovani. Almeno io so di avere tanti amici che mi seguono e ogni tanto a mio conforto compare un “mi piace” che mi rasserena. Ma parlare a gente viva è un’altra cosa.

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Il libro – fantasma  di Speranza

Sono andato in una libreria a chiedere il nuovo libro di Speranza sul COVID che ha scritto nell’estate ponendogli il titolo ”Perché guariremo“. Ma il libro non si trova, vista la recrudescenza della pandemia , il lancio è stato rinviato. Nel libro il Ministro scriveva che grazie alla sua strategia il virus era sul punto di essere sconfitto. Il che dimostra che il Ministro non aveva previsto un ritorno alla grande della pandemia già da fine settembre . Un generale – è stato scritto – se dichiara la smobilitazione quando le truppe nemiche di stanno ammassando , è fortunato se gli concedono di dimettersi alla chetichella senza mandarlo davanti alla corte marziale. Il piccolo e vanesio politicante lucano si è rivelato sotto ogni punto di vista un Ministro non idoneo e neppure furbo perché l’episodio del libro pubblicato e ritirato la dice lunga su di lui e sulla sua intelligenza politica.
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.Manca la chiarezza

Tre deputati lasciano Berlusconi per la Lega con un atto di trasformismo politico che i tempi drammatici non dovrebbero consentire . Berlusconi vorrebbe appoggiare la maggioranza di Governo , se non entrarvi . C’è aria di un nuovo Nazzareno, ma quando poi si scopre che nel Decreto COVID si tratta anche di Mediaset , si comprende come la politica nasconda interessi inconfessabili. Di questi fatti qualcuno dovrà dar ragione agli italiani e agli elettori . Sono cose non accettabili in tempi normali, ma oggi sono imperdonabili. Gli statisti sono davvero un’altra cosa rispetto ai mestieranti che usano la politica per altri fini.
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La sindachessa Appendino e il rito abbreviato 

I nodi vengono al pettine e per Appendino  viene chiesta una condanna a 1 annoe 8 mesi poiche ‘ ha fatto ricorso  al rito abbreviato che consente all’imputata di usufruire di una riduzione di  terzo della pena . Questa cosa i giornali non l’hanno ricordata  ed invece è fondamentale . Un Sindaco degno di questo nome affronta il giudizio senza scorciatoie , se è convinto di aver fatto il suo dovere . Il processo riguarda i gravissimi fatti del 3 giugno 2017 in piazza San Carlo con due morti  e oltre 1500 feriti . Di quei fatti scrissi già la notte del 3 giugno sul “Torinese “‘e noto che le cose scritte trovano conferma nell’accusa che parla della diretta responsabilità di Appendino anche perché la manifestazione era illegittima e lei avrebbe dovuto bloccarla.  Appendino si disinteresso ‘ di tutto e volo ‘ in Inghilterra a godersi la partita . Assai poco convincenti  le tesi della difesa di Chiappero e Gianaria che riuscì a far assolvere Chiamparino , facendo  condannare un assessore . I tempi sono cambiati e questi improvvisatori e’ ora che paghino per le loro leggerezze e le loro impreparazioni . Gli avvocati non bastano più a salvare personaggi che sono responsabili di una tragedia che esige condanne esemplari . E lo scrivo io che sono sempre stato un garantista liberale .

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Lettere      scrivere a quaglieni@gmail.com

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Io vi accuso
Caro professore, Barbara D’Urso, Maria De Filippi, Alfonso Signorini, Alessia Marcuzzi e tutta la schiera della vostra bolgia infernale… io vi accuso.
Vi accuso di essere tra i principali responsabili del decadimento culturale del nostro Paese, del suo imbarbarimento sociale, della sua corruzione e corrosione morale, della destabilizzazione mentale delle nuove generazioni, dell’impoverimento etico dei nostri giovani, della distorsione educativa dei nostri ragazzi.
Voi, con la vostra televisione trash, i vostri programmi spazzatura, i vostri pseudo spettacoli artefatti, falsi, ingannevoli, meschini, avete contribuito in prima persona e senza scrupoli al Decadentismo del terzo millennio che stavolta, purtroppo, non porta con sé alcun valore ma solo il nulla cosmico. Siete complici e consapevoli promotori di quel perverso processo mediatico che ha inculcato la convinzione di una realizzazione di sé stessi basata esclusivamente sull’apparenza, sull’ostentazione della fama, del successo e della bellezza, sulla costante ricerca dell’applauso, sull’approvazione del pubblico, sulla costruzione di ciò che gli altri vogliono e non di ciò che siamo. Questo è il vostro mondo, questo è ciò che da anni vomitate dai vostri studi televisivi. Avete sdoganato la maleducazione, l’ignoranza, la povertà morale e culturale come modelli di relazioni e riconoscimento sociale, perché i vostri programmi abbondano con il vostro consenso di cafoni, ignoranti e maleducati. Avete regalato fama e trasformato in modelli da imitare personaggi che non hanno valori, non hanno cultura, non hanno alcuno spessore morale.
Rappresentate l’umiliazione dei laureati, la mortificazione di chi studia, di chi investe tempo e risorse nella cultura, di chi frustrato abbandona infine l’Italia perché la ribalta e l’attenzione sono per i teatranti dei vostri programmi. Parlo da insegnante, che vede i propri alunni emulare esasperatamente gli atteggiamenti di boria, di falsità, di apparenza, di provocazione, di ostentazione, di maleducazione che diffondono i personaggi della vostra televisione; che vede replicare nelle proprie aule le stesse tristi e squallide dinamiche da reality, nella convinzione che sia questo e solo questo il modo di relazionarsi con i propri coetanei e di guadagnarsi la loro accettazione e la loro stima; che vede lo smarrimento, la paura, l’isolamento negli occhi di quei ragazzi che invece non si adeguano, non cedono alla seduzione di questo orribile mondo, ma per questo vengono ripagati con l’emarginazione e la derisione. Ho visto nei miei anni di insegnamento prima con perplessità, poi con preoccupazione, ora con terrore  centinaia di alunni comportarsi come replicanti degli imbarazzanti personaggi che popolano le vostre trasmissioni, per cercare di essere come loro. E provo orrore per il compiacimento che trasudano le vostre conduzioni al cospetto di certi personaggi. Io vi accuso, dunque, perché di tutto ciò siete responsabili in prima persona. Spero nella vostra fine professionale e nella vostra estinzione mediatica, perché solo queste potranno essere le giuste pene per gli irreparabili danni causati al Paese.  Marco Galice
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Sono in totale accordo con Lei e aggiungerei per altri motivi  anche Fazio, Gramellini e Giordano. Salverei del Debbio e Porro, due menti colte e libere.
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I commenti della Rubrica della domenica

Caro professore,  ho letto i tuoi ultimi commenti  sulla Rubrica della Domenica e ho ricevuto una dose di ottimismo, malgrado tutto.  La chiusura dello storico caffè San Carlo mi turba, come tante altre chiusure  di questi ultimi anni.  D’altra parte la classe dirigente torinese si è ridotta al nulla da parecchio tempo.  Non amavo l’Avvocato, ma temo che sia stato l’ultimo… I suoi eredi possono al massimo dirigere una squadra di calcio (Andrea Agnelli) o spostare capitali (l’algido John Elkann), con ben pochi legami autentici con la città.   Sono affezionato al Mokita, dove ancora si ritrovano i vecchi goliardi come me, almeno una volta l’anno (il 20 settembre, in ricordo non di Porta Pia, ma dell’entrata in vigore della legge Merlin nel 19589.    Pe quanto riguarda  Schifani,  sono del tutto d’accordo: Berlusconi è stato un ottimo imprenditore e un buon politico, capace in passato di fermare l’ignobile offensiva giudiziaria contro la vecchia classe dirigente, a favore del vecchio partito comunista (sotto le sue varie mutazioni).  Tuttavia in questi ultimi anni, soprattutto dopo il 2011,  ha spesso sbagliato le sue scelte  dei “delfini” : Fini, Alfano, Toti…Riprendere Schifani, un esempio classico di traditore, è una pessima decisione.

Non è così che può rivitalizzare un partito stanco e agonizzante.  Meglio sarebbe se Berlusconi ora facesse il pensionato e si occupasse del Monza, anche se è necessario che anche il centrodestra moderato di Forza Italia sia presente nello sforzo di cambiare questa povera Italia sinistrata dall’attuale governo più che dal Covid.  Quanto al prossimo sindaco, all’ultimo ballottaggio mi sono ritrovato a votare, obtortissimo collo, Fassino, perché persino Filura mi sembrava meglio di Appendino.  Non è bastato. Non so quali saranno i candidati alle prossime elezioni: il panorama è desolante.  Ricordo anni fa quando fu proposto Gipo Farassino.  Oggi lo voterei a occhi chiusi: era più vicino al popolo torinese lui di tanti politici. Sulla scuola: il mio fegato e il mio stomaco hanno patito i miei quarant’anni da insegnante, prima nelle medie inferiori, poi (dal 1985) nelle superiori.  Decreti delegati, ministri incompetenti (ci fu anche Mattarella, inaffondabile oggi come allora), genitori che spesso facevano la voce grossa con gli insegnanti, presidi non sempre all’altezza, allievi… Beh, sugli allievi potrei scrivere un libro ponderoso, su quelli dai comportamenti incredibili, a quelli straordinariamente bravi. Sui social ne ho ritrovati parecchi, affettuosi, finalmente maturi (è bello scoprire che almeno due ex-allieve hanno dato il mio nome ai primogeniti).  Ho visto al TG Regionale di ieri la protesta molto sabauda di una ragazzina tredicenne che, per protestare contro il cosiddetto DAD, ha piazzato un banco davanti alla sua scuola e usa da lì il suo tablet, rispondendo alle domande dei passanti: andrei volentieri a chiacchierare con lei di Storia antica e medievale, sicuro di aver una buona ascoltatrice non passiva.

La Utet: come forse sai ho lavorato ad una antologia e ad una raccolta di testi medievali per Petrini lo scorso secolo, più o meno negli anni in cui la Utet è stata assorbita, come successe poi a Petrini, finita alla De Agostini.  Alcuni miei compagni di liceo hanno passato la loro vita lavorativa proprio alla Utet. E’ un altro pezzo della cultura subalpina che se ne va.  D’altra parte il 31 di luglio ha chiuso definitivamente la “Libreria Moderna” di Via Arsenale: era stata fondata due vite fa dalla signora Fava, madre di un mio carissimo compagno di liceo, Lanfranco. Una tristezza. La libreria in cui presentai il mio primo romanzo nel 2018, la “Borgo San Paolo” ha chiuso da un anno. La cultura fondata sui libri è morta e regna l’incultura fondata sui social: prova a leggere che cosa si scrive su FB e rabbrividisci per la forma italiana e per i contenuti.   Lorenzo Pesce

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Caro Collega, siamo tutti nella stessa barca e stiamo notando di andare a fondo. Il nostro tentativo di remare si rivela inutile. Non ci resta che sperare nella Divina Provvidenza. Qui si sta sfasciando tutto.

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