Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino / A cura di Elio Rabbione

 

Ema – Drammatico. Regia di Paolo Larrain, con Mariana Di Girolamo e Gael Garcia Bernal. Ema, giovane ballerina, decide di separarsi da Gastòn dopo aver rinunciato a Polo, il figlio che avevano adottato ma che non sono stati in grado di crescere. Per le strade della città portuale di Valparaiso, la ragazza va alla ricerca disperata di storie d’amore che l’aiutino a superare il senso di colpa. Ma Ema ha anche un piano segreto per riprendersi tutto ciò che ha perduto. Durata 107 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Il giorno sbagliato – Drammatico. Regia di Derrick Borte, con Russell Crowe, Caren Pistorius e Gabriel Bateman. Una giovane madre, Rachel, e suo figlio. Lei lo sta accompagnando a scuola, sono in grande ritardo. Ad un semaforo, nel caotico traffico del mattino di una grande città, lei suona il clacson della macchina a chi le sta davanti, che non è partito al verde: il gesto di ogni giorno, di un attimo. Alla guida di quell’auto c’è Tom Cooper, la notte precedente ha appena massacrato la ex moglie e il suo compagno, oggi non è d’accordo che qualcuno gli metta eccessiva fretta. Frustrato, violento, rabbioso, incontenibile nelle spaventose manifestazioni, pronto a far valere quelle “ragioni” che sempre più va costruendosi nella propria mente, Cooper ingaggerà con la donna una donna davvero all’ultimo sangue, inseguendola e minacciandola, arrivando alla sua casa, ai suoi familiari, agli amici. Rachel dovrà lottare duramente per difendere se stessa e gli altri. Con un occhio a “Duel” di Steven Spielberg e ad “Un giorno di ordinaria follia” di Joel Schumacher. Durata 90 minuti. (Ideal, The Space Parco Dora sala 7, Uci Lingotto sala 6)

 

Greenland – Azione. Regia di Ric Roman Waugh, con  Gerard Butler, Morena Baccarin e Scott Glenn. Mentre John cerca di ricucire i suoi rapporti con la moglie Allison, una cometa di nome Clarke sta per abbattersi sulla terra. Il pericolo è imminente, è d’obbligo un eroe. Con moglie e figlio (problemi di salute per quest’ultimo, il quadro catastrofico vede le proprie tessere andare al giusto posto), il Nostro dovrà affrontare ordini presidenziali, insidie di ogni e genere e viaggi immediati pur di mettersi in salvo, mentre la Florida comincia ad essere distrutta da un pezzo di quella cometa che vi è caduta sopra. La tranquillità e lo scampato pericolo sta in Groenlandia, in certi rifugi antiatomici, ed è là che John è diretto per la salvezza propria e dei suoi cari. Durata 119 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, The Space Parco Dora sala 1-6, The Space Le Fornaci sala 1-6-7, Uci Lingotto sala 3)

 

Imprevisti digitali – Commedia. Regia di Benoît Delépine e Gustave Kervern, con Blanche Gardin, Denis Podalydès e Corinne Masiero. In un piccolo quartiere di una cittadina della provincia francese, tre vicini di casa sono alle prese con il modernismo dei social media. Marie nella solitudine della propria casa, dopo che il figlio ha preferito andare ad abitare con il padre, tenta di cancellare un video in cui compaiono sue immagini piuttosto spinte, Bertrand ha dei problemi con la figlia vittima a scuola di cyberbullismo e Christine, che ha perso da poco il lavoro per tentare adesso una certa indipendenza come autista Uber, non condivide i pochi giudizi positivi attribuitile dai clienti. Perché non allearsi e mettere in atto una crociata contro i nuovi mezzi di comunicazione? Orso d’argento all’ultima Berlinale. Durata 110 minuti. (Romano sala 1)

 

Lacci – Drammatico. Regia di Daniele Luchetti, con Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno e Adriano Giannini. Un film che narra della famiglia, del suo sgretolamento e della sua ricomposizione, anche di quarant’anni della nostra Storia, tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone (nelle vesti qui di sceneggiatore con il regista e con Francesco Piccolo). Una coppia, Aldo e Vanda, nel panorama napoletano, lui s’è sentito come privato della sua libertà e ha abbandonato la giovane moglie e i figli per trasferirsi a Roma e per iniziare una unione con una nuova compagna. Vanda tenta il suicidio, i figli, Anna e Sandro, covano un odio senza confini verso chi li ha abbandonati. Aldo qualche anno dopo ritorna a casa, quei “lacci” che un giorno aveva sciolto, con ogni negativa conseguenza, adesso vengono riannodati. Ma niente è più come prima, anche se la vita continua, e la vicenda s’appoggia al passare degli anni con psicologie e volti più maturi. Ma anche alla vita dei figli, che reagiranno ad una situazione che li ha infelicemente coinvolti. Durata 100 minuti. (Ambrosio sala 3, Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Chico, Reposi sala 4)

 

Lasciami andare – Drammatico. Regia di Stefano Mordini, con Stefano Accorsi, Maya Sansa, Valeria Golino e Serena Rossi. Marco ha vissuto giorni felici con la moglie Clara, sino alla perdita del figlio Leo di appena cinque anni. Anche la bella casa nel cuore di Venezia si tramutata in un incubo. Adesso apprende di aspettare un figlio dalla sua nuova compagna Anita, con cui ha ritrovato la serenità. Nella sua vita, un giorno all’improvviso, entra Perla, la nuova proprietaria di quella casa: una donna dall’aria misteriosa, venuta ad incontrarlo per rivelargli che suo figlio, in quella stessa casa, avverte la presenza di Leo. Si tratterà, per Marco e per Clara scoprire quale verità si nasconda dietro le parole della donna. Durata 98 minuti. (Ideal, Lux sala 1, The Space Le Fornaci sala 5, Uci Lingotto sala 8)

 

Lockdown all’italiana – Commedia. Regia di Enrico Vanzina, con Ezio Greggio, Paola Minaccioni, Ricky Memphis e Martina Stella. Due coppie, due appartamenti, il cuore ricco di Roma e la periferia, i borghesi Giovanni, avvocato, e Mariella, dall’altra parte il tassista Walter e Tamara, che lavora come commessa in un grande supermercato. Nello stesso stesso giorno, Mariella e Walter scoprono che i rispettivi coniugi hanno una relazione che dura da più di un anno. Li cacciano di casa: ma nel momento di varcare la soglia ecco che scatta il lockdown. Saranno costretti tutti a coabitare, con una buona dose di bisticci, ripicche e dispetti quotidiani. Durata 94 minuti. (Massaua, Reposi sala 3, The Space Parco Dora sala 5, The Space Le Fornaci sala 2, Uci Lingotto sala 9)

 

Miss Marx – Commedia. Regia di Susanna Nicchiarelli, con Romola Garai e Patrick Kennedy. La storia della figlia minore dell’autore del “Capitale”, Eleanor, della sua indipendenza, della sua allegria, delle sue passioni, della sua collaborazione con il padre, del suo amore per il teatro (una passione per Shakespeare che citava a memoria, mise in scena l’ibseniana “Casa di bambola” e fornì la prima traduzione inglese di “Madame Bovary”). Una delle prime donne ad essersi avvicinata in pieno Ottocento ai temi del socialismo e dell’emancipazione femminile. Innamoratasi perdutamente di Edward Alling, un attivista con cui condivise passione politica e letteraria, quando scoprì che l’uomo, malato, aveva sposato di nascosto una giovane attrice, per il dolore si suicidò, a soli 43 anni. Durata 102 minuti. (Romano sala 3)

 

Il primo anno – Commedia drammatica. Regia di Thomas Lilti, con Vincent Lacoste e William Lebghil. Antoine inizia per la terza volta il primo anno del corso di medicina, Benjamin, figlio di un medico, è al suo rimo tentativo. La strada dell’affermazione non è facile, in un ambiente estremamente competitivo, tra notti dedicate allo studio e nella consapevolezza di quanti altri ragazzi come loro vogliano intraprendere la stessa strada e di quanto pochi siano i posti a disposizione. Si tratta di trovare la forza e il coraggio per affrontare il presente e costruire un solido futuro. Segnalato dal Sindacato Nazionale Critici: “Attraverso l’emozione e il rispetto per i suoi personaggi, il film riesce nell’impresa – mai facile – di raccontare il sacrificio di moltissimi giovani che si avvicinano all’istruzione superiore. Una commedia intelligente e vivacissima, sfaccettata e divertente che omaggia la centralità della scuola nella società contemporanea con sguardo che evita banalità e luoghi comuni”. Durata 92 minuti. (Greenwich Village sala 1)

 

Padrenostro – Drammatico. Regia di Claudio Noce, con Pierfrancesco Favino e Barbara Ronchi. Una storia autobiografica, la fine degli anni Settanta, gli anni di piombo, il terrorismo, la violenza riversata su troppe famiglie. La storia del regista (una confessione coltivata negli anni e a lungo rimandata), circa decenne, costretto a confrontarsi con una realtà che non si sarebbe mai immaginato di dover incontrare, un trauma inatteso e difficile da superare. Gli anni bui dell’Italia, l’agguato a suo padre, allora dirigente dell’Antiterrorismo (che sopravvisse), sotto le finestre di casa. Ma anche l’amicizia con Christian, poco più grande di lui, e il racconto di un’estate del tutto diversa da quelle finora trascorse. Favino vincitore della Coppa Volpi alla Mostra di Venezia. Durata 120 minuti. (Ideal, Nazionale sala 2)

 

Palm Springs – Vivi come se non ci fosse domani – Commedia. Regia di Max Barbakow, con Andy Samberg e Christin Milioti. Nyles e Sarah, quale damigella d’onore, si incontrano ad una festa di matrimonio a Palm Springs: tutto sembra procedere per il meglio ma improvvisamente essi si rendono conto di essere come in trappola e di non poter fuggire dal ricevimento, né uno dall’altra, aggravandosi il tutto con la fantastica apparizione di una grotta misteriosa… Sogni, azioni già compiute, momenti già vissuti, perché quella giornata di matrimonio va rivissuta senza mai potersene staccare? Durata 90 minuti. (Centrale, Due Giardini sala Nirvana, F.lli Marx sala Groucho, The Space Parco Dora sala 8, Uci Lingotto sala 1, The Space Le Fornaci sala 9)

 

I predatori – Drammatico. Regia di Pietro Castellitto, con Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia e Pietro Castellitto. Pierpaolo è un medico sposato con Ludovica, affermata regista. Il loro figlio Federico è un laureando in filosofia tiranneggiato da un barone universitario che gli preferisce qualunque altro studente. Le loro vicende s’incrociano con quelle di Bruno, primario amico di Pierpaolo, e di sua moglie Gaia, nonché con quelle di Claudio e Carlo, due fratelli che gestiscono un’armeria e fanno parte di un gruppo neofascista. E poi ancora le mogli e i figli di Claudio e Carlo… Opera prima, premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura a Venezia. Durata 109 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Rosso, F.lli Marx sala Harpo, Ideal, Reposi sala 5, The Space Parco Dora sala 3, The Space Le Fornaci sala 3-8, Uci Lingotto sala 4-5)

 

Le sorelle Macaluso – Drammatico. Regia di Emma Dante, con Donatella Finocchiaro. La drammaturga e regista, al suo secondo appuntamento con il cinema (dopo “Via Castellana Bandiera”, applaudito a Venezia sette anni fa), porta sullo schermo il testo che è stato uno dei successi delle passate stagioni teatrali, riducendo i personaggi e trovando nuove suggestioni con la macchina da presa. Un film al femminile, gli uomini sono banditi. Una famiglia in una Palermo decadente, una casa antica con la sua piccionaia chiusa al piano più alto, una gita al mare in una giornata di sole che si tramuterà in tragedia e la vita di ognuna ne rimarrà imprigionata. Soltanto donne, viste e rappresentate nelle loro tre diverse età, l’infanzia l’età di mezzo e la vecchiaia, fatte di vita e di morte, tra sogni e ricordi. Durata 100 minuti. (Nazionale sala 2)

 

Tenet – Drammatico. Regia di Christopher Nolan, con John David Washington, Robert Pattinson, Michael Caine e Kenneth Branagh. Ultima fatica del regista di “Inception”, roboante, misteriosa e confusa, capace con stupida necessità di negarsi alla comprensione dello spettatore, fitta di lampi misteriosi fin dal dialogo, di sovrapposizioni e sdoppiamenti inconcludenti, di confusioni tra passato e futuro, fatta di un presente che certo non chiarisce. In un futuro più o meno lontano, all’alba di una minacciata terza guerra mondiale, l’umanità è sull’orlo della più completa distruzione: l’anonimo Protagonista, catapultandosi per il mondo attraverso i più diversi scenari, dovrà vedersela con il più raffinato e agguerrito spionaggio internazionale, soprattutto con l’oligarca russo Andrei Sator, tentando con l’aiuto di misteriosi segni di scongiurare il pericolo che si sta avvicinando. Durata 146 minuti. (Reposi sala 2, Uci Lingotto sala 8)

 

Una classe per i ribelli – Commedia. Regia di Michael Leclerc, con Leila Bekhti e Edouard Baer. Sofia, brillante avvocato di origine magrebina, e Paul, batterista di un gruppo anarco-punk, si trasferiscono nella periferia parigina, con il sogno di dare al loro figlio Corentin il meglio: una scuola pubblica, democratica e multiculturale. Quando però gli altri genitori cominciano a spostare i figli in un istituto privato, isolando sempre più il loro piccolo, la scelta do Sofia e Paul diventa una difficile scelta di resistenza, e tutto e tutti sembrano allearsi per metterla sempre più in crisi. Durata 103 minuti. (Classico)

 

Un divano a Tunisi – Commedia. Regia di Manele Labidi Labbé, con Goishifteh Farahani. Selma è una giovane psicanalista, dal carattere forte, è sempre vissuta a Parigi con il padre: un bel giorno decide di tornare nella sua città d’origine, Tunisi, dove conta di aprire uno studio privato tutto suo. Ma il suo ottimismo dovrà scontrarsi fin da subito con la diffidenza di chi gli sta intorno, anche la sua famiglia le è contraria, per lo meno scettica di avere sopra il proprio appartamento uno studio di psicanalista. Davanti alla porta, in coda, un variegato panorama di esseri umani, ciascuno con i propri problemi da raccontare. Durata 87 minuti. (Eliseo Grande, Nazionale sala 1)

 

La vita straordinaria di David Copperfield – Commedia. Regia di Armando Iannucci, con Dev Patel, Tilda Swinton e Hugh Laurie. L’autore di “Morto Stalin, se ne fa un altro” guarda al romanzo di Dickens (uno tra i romanzi più cari allo scrittore, percorso da ricordi autobiografici), ne capovolge certe pagine strappalacrime e lo adatta al proprio humour nero. È l’epoca vittoriana, tra sfarzi e grandi miserie, le donne e i bambini sfruttati nelle fabbriche, le trappole grame di una società in cui molti finivano con il rimanere invischiati. L’infanzia senza padre del protagonista, la morte successiva della madre con cui aveva trascorso l’infanzia, gli affetti familiari che sono rimasti al protagonista e che in più di una occasione gli vengono in soccorso, i primi successi e l’affermazione da sempre inseguita.  Durata 119 minuti. (Ambrosio sala 2, Eliseo Blu, Romano sala 2, The Space Parco Dora sala 4, Uci Lingotto sala 7, The Space Le Fornaci sala 3-7)

 

 

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