Oggi al cinema

in Rubriche

Le trame dei film In uscita nelle sale di Torino A cura di Elio Rabbione

After 2 – Commedia. Regia di Roger Kumble, con Hero Fiennes e Josephine Langford. Secondo capitolo della scombussolata storia d’amore tra Tessa e Hardin, mentre già si parla nei corridoi di una terza e una quarta puntata. Finché il pubblico giovanile regge. I tumulti erano iniziati tra i due sin dall’inizio, poi lui le aveva dichiarato il proprio amore e tutto sembrava filare liscio: senonché Tessa aveva scoperto che Hardin aveva scommesso con gli amici di farla innamorare di sé. Ogni sogno era stato cancellato. Oggi, nuove sfide attendono i due ragazzi per tornare se possibile più uniti di prima, mentre qualcuno scomparso da tempo torna nella vita di Tessa: che inoltte non conosce ancora quali segreti nasconda il passato del ragazzo. Durata 105 minuti. (Uci Lingotto sala 1)

Burraco fatale – Commedia. Regia di Giuliana Gamba, con Claudia Gerini, Angela Finocchiaro, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti e Loretta Goggi. Eugenia, casalinga frustrata e sottomessa ad un uomo senza qualità; Miranda, vedova, costretta a dividere un appartamento con una suocera che lei definisce “la iena”; Rina, notaia cleptomane e bugiarda; Irma, sposata da anni con un uomo che da sempre ha fatto del tradimento il proprio credo di vita. Quattro amiche sole ma con la passione per il burraco che ha il potere di riunirle e di consolarle: non soltanto il pretesto di ritrovarsi tra le pareti di casa ogni settimana, sarà anche l’occasione per partecipare ad un torneo nazionale in rappresentanza della Regione Lazio. Inoltre per Irma ci sarà anche un principe azzurro che ha le sembianze di un giovane marocchino. Durata 90 minuti. (Ideal, Uci Lingotto sala 3-9)

Crescendo – Drammatico. Regia di Dror Zahavi, con Peter Simonischek e Daniel Donskoy. Un celebre direttore d’orchestra viene incaricato di formare un’orchestra di ragazzi israelo-palestinesi, che di lì a pochissimo tempo dovrà esibirsi in occasione dei negoziati di pace tra i due paesi. Sarà difficile all’inizio superare i pregiudizi che da anni attraversano i due popoli, le difficoltà per l’idealista Sporck saranno molte e a tratti insormontabili: ma saprà trovare lo spazio comune che è la musica, capace di avvicinare quei ragazzi che credono soltanto nelle loro culture, lontane le une dalle altre. Durata 102 minuti. (Romano sala 1)

Divorzio a Las Vegas – Commedia. Regia di Umberto Riccioni Carteni, con Giampaolo Morelli, Andrea Delogu e Ricky Memphis. Lorenzo ed Elena, giovani diciottenni, si sono visti piaciuti e sposati nell’allegria quanto mai facile di Las Vegas.  Poi, riavutisi dal sogno improvviso, ciascuno è andato per la sua strada. Vent’anni dopo, Elena sta per sposare un uomo ricchissimo: se l’amica del cuore, avvocato, non la mettesse in guardia ricordandole che tecnicamente lei è ancora sposata con Lorenzo, per cui il peccato e l’accusa di bigamia sono dietro l’angolo. Non resterà agli innamorati di un tempo prenotare un veloce aereo per Las Vegas e per un altrettanto veloce divorzio. Ma sarà proprio così? Durata 90 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space Parco Dora sala 5-6, The Space Le Fornaci sala 9, Uci Lingotto sala 5)

Ema – Drammatico. Regia di Paolo Larrain, con Mariana Di Girolamo e Gael Garcia Bernal. Ema, giovane ballerina, decide di separarsi da Gastòn dopo aver rinunciato a Polo, il figlio che avevano adottato ma che non sono stati in grado di crescere. Per le strade della città portuale di Valparaiso, la ragazza va alla ricerca disperata di storie d’amore che l’aiutino a superare il senso di colpa. Ma Ema ha anche un piano segreto per riprendersi tutto ciò che ha perduto. Durata 107 minuti. (Greenwich Village sala 3)

Endless – Drammatico. Regia di Scott Speer, con Alexandra Shipp e Nicholas Hamilton. Chris e Riley hanno caratteri completamente diversi, ma si amano. Lui vive per la sua motocicletta e odia il padre che lo ha abbandonato per costruirsi altrove una nuova famiglia, lei segue regolarmente i propri studi, con successo. Un incidente spezza la vita di Chris e Riley comincia a pensare che l’innamorato, da un aldilà non ben definito, voglia sempre più mettersi in contatto con lei, per non abbandonarla in modo definitivo. Sulle orme di “Ghost”. Durata 95 minuti. (The Space Le Fornaci sala 3, Uci Lingotto sala 2)

Il giorno sbagliato – Drammatico. Regia di Derrick Borte, con Russell Crowe, Caren Pistorius e Gabriel Bateman. Una giovane madre, Rachel, e suo figlio. Lei lo sta accompagnando a scuola, sono in grande ritardo. Ad un semaforo, nel caotico traffico del mattino di una grande città, lei suona il clacson della macchina a chi le sta davanti, che non è partito al verde: il gesto di ogni giorno, di un attimo. Alla guida di quell’auto c’è Tom Cooper, la notte precedente ha appena massacrato la ex moglie e il suo compagno, oggi non è d’accordo che qualcuno gli metta eccessiva fretta. Frustrato, violento, rabbioso, incontenibile nelle spaventose manifestazioni, pronto a far valere quelle “ragioni” che sempre più va costruendosi nella propria mente, Cooper ingaggerà con la donna una donna davvero all’ultimo sangue, inseguendola e minacciandola, arrivando alla sua casa, ai suoi familiari, agli amici. Rachel dovrà lottare duramente per difendere se stessa e gli altri. Con un occhio a “Duel” di Steven Spielberg e ad “Un giorno di ordinaria follia” di Joel Schumacher. Durata 90 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 3, Reposi sala 4, The Space Parco Dora sala 2-4, The Space Le Fornaci sala 2-7, Uci Lingotto sala 7)

Greenland – Azione. Regia di Ric Roman Waugh, con  Gerard Butler, Morena Baccarin e Scott Glenn. Mentre John cerca di ricucire i suoi rapporti con la moglie Allison, una cometa di nome Clarke sta per abbattersi sulla terra. Il pericolo è imminente, è d’obbligo un eroe. Con moglie e figlio (problemi di salute per quest’ultimo, il quadro catastrofico vede le proprie tessere andare al giusto posto), il Nostro dovrà affrontare ordini presidenziali, insidie di ogni e genere e viaggi immediati pur di mettersi in salvo, mentre la Florida comincia ad essere distrutta da un pezzo di quella cometa che vi è caduta sopra. La tranquillità e lo scampato pericolo sta in Groenlandia, in certi rifugi antiatomici, ed è là che John è diretto per la salvezza propria e dei suoi cari. Durata 119 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, The Space Parco Dora sala 1-2-8, The Space Le Fornaci sala 3-5-6, Uci Lingotto sala 6-10)

Lacci – Drammatico. Regia di Daniele Luchetti, con Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno e Adriano Giannini. Un film che narra della famiglia, del suo sgretolamento e della sua ricomposizione, anche di quarant’anni della nostra Storia, tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone (nelle vesti qui di sceneggiatore con il regista e con Francesco Piccolo). Una coppia, Aldo e Vanda, nel panorama napoletano, lui s’è sentito come privato della sua libertà e ha abbandonato la giovane moglie e i figli per trasferirsi a Roma e per iniziare una unione con una nuova compagna. Vanda tenta il suicidio, i figli, Anna e Sandro, covano un odio senza confini verso chi li ha abbandonati. Aldo qualche anno dopo ritorna a casa, quei “lacci” che un giorno aveva sciolto, con ogni negativa conseguenza, adesso vengono riannodati. Ma niente è più come prima, anche se la vita continua, e la vicenda s’appoggia al passare degli anni con psicologie e volti più maturi. Ma anche alla vita dei figli, che reagiranno ad una situazione che li ha infelicemente coinvolti. Durata 100 minuti. (Ambrosio sala 1, Due Giardini sala Nirvana, F.lli Marx sala Groucho, Reposi sala 2, The Space Parco Dora sala 7, The Space Le Fornaci sala 5, Uci Lingotto sala 1-11)

Lasciami andare – Drammatico. Regia di Stefano Mordini, con Stefano Accorsi, Maya Sansa, Valeria Golino e Serena Rossi. Marco ha vissuto giorni felici con la moglie Clara, sino alla perdita del figlio Leo di appena cinque anni. Anche la bella casa nel cuore di Venezia si tramutata in un incubo. Adesso apprende di aspettare un figlio dalla sua nuova compagna Anita, con cui ha ritrovato la serenità. Nella sua vita, un giorno all’improvviso, entra Perla, la nuova proprietaria di quella casa: una donna dall’aria misteriosa, venuta ad incontrarlo per rivelargli che suo figlio, in quella stessa casa, avverte la presenza di Leo. Si tratterà, per Marco e per Clara scoprire quale verità si nasconda dietro le parole della donna. Durata 98 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 1, Reposi sala 1, The Space Parco Dora sala 3-7, The Space Le Fornaci sala 7-8, Uci Lingotto sala 4)

Il meglio deve ancora venire – Commedia drammatica. Regia di Alexandre de la Patetellière e Matthieu Delaporte, con Fabrice Luchini e Patrick Bruel. Arthur e César  coltivano un’amicizia che risale ai tempi dell’infanzia, bella e solida pur essendo di carattere completamente opposto: tanto Arthur è mite e timido quanto Cesar è allegro e sciupafemmine. Un giorno Arthur, che è ricercatore medico, ritira alcune analisi fatte dall’amico scoprendo che César è stato colpito da un tumore incurabile: non trova il coraggio di comunicarglielo. Tuttavia, per un equivoco, è César ad essere convinto che il malato sia Arthur e che per lui resti poco tempo da vivere. Decidono entrambi di trascorrere un po’ di tempo insieme e partono per una vacanza. Gli interpreti in altre occasioni ci hanno dato risultati migliori e la sceneggiatura accusa momenti di stanchezza che fanno a tratti ristagnare l’intera vicenda. Durata 118 minuti. (Romano sala 2)

Il processo ai Chicago 7 – Drammatico. Regia di Aaron Sorkin (sua la sceneggiatura di “The social network”), con Sacha Baron Cohen, Michael Keaton, Eddie Redmayne e Mark Rylance. Il 1968, la convention democratica di Chicago e la violenta repressione che ne seguì. Il film è la storia del processo intentato l’anno successivo, in cui sette persone sono accusate dal Governo Federale degli Stati Uniti di aver causato in quella occasione una vera e propria rivolta di massa. Durata 129 minuti. (Romano sala 1)

Miss Marx – Commedia. Regia di Susanna Nicchiarelli, con Romola Garai e Patrick Kennedy. La storia della figlia minore dell’autore del “Capitale”, Eleanor, della sua indipendenza, della sua allegria, delle sue passioni, della sua collaborazione con il padre, del suo amore per il teatro (una passione per Shakespeare che citava a memoria, mise in scena l’ibseniana “Casa di bambola” e fornì la prima traduzione inglese di “Madame Bovary”). Una delle prime donne ad essersi avvicinata in pieno Ottocento ai temi del socialismo e dell’emancipazione femminile. Innamoratasi perdutamente di Edward Alling, un attivista con cui condivise passione politica e letteraria, quando scoprì che l’uomo, malato, aveva sposato di nascosto una giovane attrice, per il dolore si suicidò, a soli 43 anni. Durata 102 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo Blu, Romano sala 3)

Il primo anno – Commedia drammatica. Regia di Thomas Lilti, con Vincent Lacoste e William Lebghil. Antoine inizia per la terza volta il primo anno del corso di medicina, Benjamin, figlio di un medico, è al suo rimo tentativo. La strada dell’affermazione non è facile, in un ambiente estremamente competitivo, tra notti dedicate allo studio e nella consapevolezza di quanti altri ragazzi come loro vogliano intraprendere la stessa strada e di quanto pochi siano i posti a disposizione. Si tratta di trovare la forza e il coraggio per affrontare il presente e costruire un solido futuro. Segnalato dal Sindacato Nazionale Critici: “Attraverso l’emozione e il rispetto per i suoi personaggi, il film riesce nell’impresa – mai facile – di raccontare il sacrificio di moltissimi giovani che si avvicinano all’istruzione superiore. Una commedia intelligente e vivacissima, sfaccettata e divertente che omaggia la centralità della scuola nella società contemporanea con sguardo che evita banalità e luoghi comuni”. Durata 92 minuti. (Greenwich Village sala 1)

Padrenostro – Drammatico. Regia di Claudio Noce, con Pierfrancesco Favino e Barbara Ronchi. Una storia autobiografica, la fine degli anni Settanta, gli anni di piombo, il terrorismo, la violenza riversata su troppe famiglie. La storia del regista (una confessione coltivata negli anni e a lungo rimandata), circa decenne, costretto a confrontarsi con una realtà che non si sarebbe mai immaginato di dover incontrare, un trauma inatteso e difficile da superare. Gli anni bui dell’Italia, l’agguato a suo padre, allora dirigente dell’Antiterrorismo (che sopravvisse), sotto le finestre di casa. Ma anche l’amicizia con Christian, poco più grande di lui, e il racconto di un’estate del tutto diversa da quelle finora trascorse. Favino vincitore della Coppa Volpi alla Mostra di Venezia. Durata 120 minuti. (Ambrosio sala 2, Massaua, Eliseo Rosso, Ideal, Reposi sala 5, The Space Parco Dora sala 5, The Space Le Fornaci sala 8, Uci Lingotto sala 2-3)

Quattro vite – Drammatico. Regia di Arnaud des Pallières, con Adèle Haenel, Adèle Exarchopoulos e Gemma Arterton. Ritratto di una donna attraverso quattro età della sua vita. Una bambina che abita in campagna e che cade in un tragico gioco a nascondino. Un’adolescente che passa da una fuga all’altra e da un uomo all’altro, perché ogni cosa è migliore del triste ambiente familiare. Una giovane provinciale che si trasferisce a Parigi e sfiora la catastrofe. Una donna realizzata che si crede al sicuro dal proprio passato. Quattro diverse attrici incarnano un’unica eroina. Durata 111 minuti. (Classico)

Le sorelle Macaluso – Drammatico. Regia di Emma Dante, con Donatella Finocchiaro. La drammaturga e regista, al suo secondo appuntamento con il cinema (dopo “Via Castellana Bandiera”, applaudito a Venezia sette anni fa), porta sullo schermo il testo che è stato uno dei successi delle passate stagioni teatrali, riducendo i personaggi e trovando nuove suggestioni con la macchina da presa. Un film al femminile, gli uomini sono banditi. Una famiglia in una Palermo decadente, una casa antica con la sua piccionaia chiusa al piano più alto, una gita al mare in una giornata di sole che si tramuterà in tragedia e la vita di ognuna ne rimarrà imprigionata. Soltanto donne, viste e rappresentate nelle loro tre diverse età, l’infanzia l’età di mezzo e la vecchiaia, fatte di vita e di morte, tra sogni e ricordi. Durata 100 minuti. (Nazionale sala 2, Massimo sala Rondolino)

Tenet – Drammatico. Regia di Christopher Nolan, con John David Washington, Robert Pattinson, Michael Caine e Kenneth Branagh. Ultima fatica del regista di “Inception”, roboante, misteriosa e confusa, capace con stupida necessità di negarsi alla comprensione dello spettatore, fitta di lampi misteriosi fin dal dialogo, di sovrapposizioni e sdoppiamenti inconcludenti, di confusioni tra passato e futuro, fatta di un presente che certo non chiarisce. In un futuro più o meno lontano, all’alba di una minacciata terza guerra mondiale, l’umanità è sull’orlo della più completa distruzione: l’anonimo Protagonista, catapultandosi per il mondo attraverso i più diversi scenari, dovrà vedersela con il più raffinato e agguerrito spionaggio internazionale, soprattutto con l’oligarca russo Andrei Sator, tentando con l’aiuto di misteriosi segni di scongiurare il pericolo che si sta avvicinando. Durata 146 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 1, Ideal, Reposi sala 4, The Space Parco Dora sala 3-6, Uci Lingotto sala 8-9, The Space Le Fornaci sala 1-4)

Undine – Un amore per sempre – Drammatico. Regia di Christian Petzold, con Paula Beer e Franz Rogowski. Durata 90 minuti. Undine lavora in un museo berlinese, riempiendo le sue giornate nella speranza di dimenticare Johannes. Un giorno l’avvicina Christoph e tra i due scoppia l’amore. Sembrano giungere giorni felice ma quando Christoph scopre l’esistenza di Johannes muta immediatamente idea sulla ragazza. Spetterà a questa riconquistarlo, vendicandosi del suo passato e dell’uomo che l’ha lasciata. A Paula Beer l’Orso d’argento alla Berlinale quale migliore attrice. Durata 92 minuti. (Centrale, Due Giardini sala Ombrerosse)

Un divano a Tunisi – Commedia. Regia di Manele Labidi Labbé, con Goishifteh Farahani. Selma è una giovane psicanalista, dal carattere forte, è sempre vissuta a Parigi con il padre: un bel giorno decide di tornare nella sua città d’origine, Tunisi, dove conta di aprire uno studio privato tutto suo. Ma il suo ottimismo dovrà scontrarsi fin da subito con la diffidenza di chi gli sta intorno, anche la sua famiglia le è contraria, per lo meno scettica di avere sopra il proprio appartamento uno studio di psicanalista. Davanti alla porta, in coda, un variegato panorama di esseri umani, ciascuno con i propri problemi da raccontare. Durata 87 minuti. (Eliseo Grande, Nazionale sala 1)

Waiting for the Barbarians – Drammatico. Regia di Ciro Guerra, con Robert Pattinson, Greta Scacchi, Johnny Depp e Mark Rylance. Tratto dal romanzo omonimo di J.M. Coetzee, con un occhio attento al “Deserto dei Tartari” di Buzzati (e al film di Zurlini) come, già nel titolo, al “Godot” beckettiano, l’attesa di qualcuno che forse non arriverà mai. Una postazione di frontiera, ai confini di un non precisato impero, terre sconfinate e popolazioni su cui un funzionario amministrativo, vicino alla pensione ma innamorato di quei luoghi che non vorrebbe mai abbandonare, ha steso da anni un velo di tranquillità e di giustizia. Ma con l’arrivo del colonnello Joll la vita dell’avamposto cambia completamente, i metodi duri e sanguinosi, ingiusti, l’ordine deve essere salvaguardato con ogni mezzo. L’equilibrio che ha visto la propria affermazione viene meno, la violenza prende il suo posto. Due civiltà a confronto, chi sono adesso i veri barbari? Durata 114 minuti. (Massaua)

 

 

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