Oggi al cinema

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Le trame dei Trame Film nei cinema di Torino / A cura di Elio Rabbione

 

After 2 – Commedia. Regia di Roger Kumble, con Hero Fiennes e Josephine Langford. Secondo capitolo della scombussolata storia d’amore tra Tessa e Hardin, mentre già si parla nei corridoi di una terza e una quarta puntata. Finché il pubblico giovanile regge. I tumulti erano iniziati tra i due sin dall’inizio, poi lui le aveva dichiarato il proprio amore e tutto sembrava filare liscio: senonché Tessa aveva scoperto che Hardin aveva scommesso con gli amici di farla innamorare di sé. Ogni sogno era stato cancellato. Oggi, nuove sfide attendono i due ragazzi per tornare se possibile più uniti di prima, mentre qualcuno scomparso da tempo torna nella vita di Tessa: che inoltte non conosce ancora quali segreti nasconda il passato del ragazzo. Durata 105 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 1, Reposi sala 1, The Space Parco Dora sala 1-2-8, The Space Le Fornaci sala 2-7, Uci Lingotto sala 6-7)

 

Assandira – Drammatico. Regia di Salvatore Mereu, con Gavino Ledda, Anna König e Marco Zucca. Costantino Saru è un pastore sardo che in una sola notte vede distrutto dalle fiamme l’agriturismo (il suo nome è nel titolo del film presentato a Venezia) che il figlio Mario e la nuora tedesca l’avevano convinto a costruire. Costruzioni e animali, tutto è andato perduto, anche Mario è morto. Per Costantino l’impegno di quella nuova esistenza era entrato a far parte della propria vita, per i congiunti ogni cosa aveva soltanto il sapore della scommessa, del gioco da mostrare ai turisti. Al mattino, un violento temporale ha spento definitivamente l’incendio e all’arrivo del magistrato arrivato per indagare e rendersi conto delle cause di quell’intera distruzione, l’uomo racconterà come si sia giunti a quella notte. Durata 128 minuti. (Ambrosio sala 3)

 

Chiamate un dottore! – Commedia. Regia di Tristan Seguela, con Michel Blanc e Hakim Jemili. Serge, un medico parigino chiamato spesso nel cuore della notte, non ha un passato irreprensibile e su di lui pesa la minaccia della radiazione dall’ordine. La notte di Natale viene chiamato, rimasto unico medico di guardia, si ritrova a coprire ogni emergenza, anche la chiamata di Rose, una donna che non vorrebbe incontrare. Arrivato a casa sua incrocia Malek, un giovane fattorino, simpatico e sveglio, e lo prega di prendere il suo posto. La notte sarà lunga da trascorrere. Durata 90 minuti. (Due giardini sala Nirvana, F.lli Marx sala Groucho, Reposi sala 5, The Space Parco Dora sala 7)

Cosa resta della rivoluzione – Commedia. Regia di Judith Davis, con Malik Zidi e Judith Davis. Fare i conti con il mondo di ieri, con una “vita” che in qualche modo abbiamo attraversato. Con il mondo di ieri, anche se non lo abbiamo incrociato direttamente. È il dramma di Angèle, arrivata anagraficamente tardi sui terreni sempre scivolosi del Sessantotto (in questo caso francese: forse i più intellettualmente impervi tra tutti), oggi giovane urbanista licenziata da uno studio che certo preferisce mettere al suo posto un giovane stagista sprovveduto e sottopagato. Schiavizzato, in una parola, e Angèle schiavizzata non lo è mai stata. Figlia di una coppia ormai scoppiata di attivisti, il suo ideale è riafferrare quegli ideali nello scopo di ricostruire quel mondo migliore cui i genitori avevano guardato: la madre ha abbandonato ogni tipo di lotta per richiudersi in campagna e la sorella s’è trasformata nel mondo degli affari; soltanto il padre è ancora intimamente legato alle idee di un tempo, agli intenti, alle promesse. E per Angèle è un esempio, l’ultimo esempio rimastole. Nelle aspirazioni e nella lotta che la ragazza vuol far rivivere, non è però spazio per un angolo d’amore. Durata 88 minuti. (Centrale, Fratelli Marx sala Harpo)

 

Crescendo – Drammatico. Regia di Dror Zahavi, con Peter Simonischek e Daniel Donskoy. Un celebre direttore d’orchestra viene incaricato di formare un’orchestra di ragazzi israelo-palestinesi, che di lì a pochissimo tempo dovrà esibirsi in occasione dei negoziati di pace tra i due paesi. Sarà difficile all’inizio superare i pregiudizi che da anni attraversano i due popoli, le difficoltà per l’idealista Sporck saranno molte e a tratti insormontabili: ma saprà trovare lo spazio comune che è la musica, capace di avvicinare quei ragazzi che credono soltanto nelle loro culture, lontane le une dalle altre. Durata 102 minuti. (Romano sala 3)

 

Ema – Drammatico. Regia di Paolo Larrain, con Mariana Di Girolamo e Gael Garcia Bernal. Ema, giovane ballerina, decide di separarsi da Gastòn dopo aver rinunciato a Polo, il figlio che avevano adottato ma che non sono stati in grado di crescere. Per le strade della città portuale di Valparaiso, la ragazza va alla ricerca disperata di storie d’amore che l’aiutino a superare il senso di colpa. Ma Ema ha anche un piano segreto per riprendersi tutto ciò che ha perduto. Durata 107 minuti. (Classico)

 

Little Joe –  Drammatico. Regia di Jessica Hausner, con Emily Beecham e Ben Whishaw. Alice lavora in un laboratorio botanico dove si progettano nuove specie di vita vegetale. Con alcuni colleghi ha creato un nuovo fiore bellissimo alla vista e dalle notevoli qualità terapeutiche: se conservato infatti in un’atmosfera confortevole e trattato con affetto, è in grado di migliorare la vita di chi lo possiede. Preoccupata per il suo rapporto con il figlio adolescente Joe, Alice porta a casa uno dei fiori e gli dà il nome di Little Joe. Poco alla volta l’umore del ragazzino muta imn maniera inquietante e così quello dei colleghi di Alice, che si convince sempre più che Little Joe sia in grado di manipolare la mente umana. Durata 105 minuti. (Greenwich sala 3)

 

Il meglio deve ancora venire – Commedia drammatica. Regia di Alexandre de la Patetellière e Matthieu Delaporte, con Fabrice Luchini e Patrick Bruel. Arthur e Cesar  coltivano un’amicizia che risale ai tempi dell’infanzia, bella e solida pur essendo di carattere completamente opposto: tanto Arthur è mite e timido quanto Cesar è allegro e sciupafemmine. Un giorno Arthur, che è medico, ritira alcune analisi fatte dall’amico scoprendo che Cesar è stato colpito da un tumore incurabile: non trova il coraggio di comunicarglielo. Tuttavia, per un equivoco, è Cesar ad essere convinto che il malato sia Arthur e che per lui resti poco tempo da vivere. Decidono entrambi di trascorrere un po’ di tempo insieme e partono per una vacanza. Durata 118 minuti. (Ambrosio sala 2, Eliseo Rosso, Romano sala 2, The Space Parco Dora sala 6, The Space Le Fornaci sala 1 e 3, Uci Lingotto sala 8)

 

Miss Marx – Commedia. Regia di Susanna Nicchiarelli, con Romola Garai e Patrick Kennedy. La storia della figlia minore dell’autore del “Capitale”, Eleanor, della sua indipendenza, della sua allegria, delle sue passioni, della sua collaborazione con il padre, del suo amore per il teatro (una passione per Shakespeare che citava a memoria, mise in scena l’ibseniana “Casa di bambole” e fornì la prima traduzione inglese di “Madame Bovary”). Una delle prime donne ad essersi avvicinata in pieno Ottocento ai temi del socialismo e dell’emancipazione femminile. Innamoratasi perdutamente di Edward Alling, un attivista con cui condivise passione politica e letteraria, quando scoprì che l’uomo, malato, aveva sposato di nascosto una giovane attrice, per il dolore si suicidò, a soli 43 anni. Durata 102 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Grande, Romano sala 1, The Space Parco Dora sala 3, The Space Parco Dora sala 9, Uci Lingotto sala 1 e 3)

Il primo anno – Commedia drammatica. Regia di Thomas Lilti, con Vincent Lacoste e William Lebghil. Antoine inizia per la terza volta il primo anno del corso di medicina, Benjamin, figlio di un medico, è al suo rimo tentativo. La strada dell’affermazione non è facile, in un ambiente estremamente competitivo, tra notti dedicate allo studio e nella consapevolezza di quanti altri ragazzi come loro vogliano intraprendere la stessa strada e di quanto pochi siano i posti a disposizione. Si tratta di trovare la forza e il coraggio per affrontare il presente e costruire un solido futuro. Segnalato dal Sindacato Nazionale Critici: “Attraverso l’emozione e il rispetto per i suoi personaggi, il film riesce nell’impresa – mai facile – di raccontare il sacrificio di moltissimi giovani che si avvicinano all’istruzione superiore. Una commedia intelligente e vivacissima, sfaccettata e divertente che omaggia la centralità della scuola nella società contemporanea con sguardo che evita banalità e luoghi comuni”. Durata 92 minuti. (Greenwich Village sala 2 e 3)

 

Non odiare – Drammatico. Regia di Mauro Mancini, con Alessandro Gassmann e Sara Serraiocco. Simone Segre è un medico triestino, di origine ebraica. Un giorno si trova a soccorrere un uomo, vittima di un incidente stradale: quando tuttavia scopre una svastica tatuata sul petto dell’uomo decide di non prestargli soccorso. L’uomo muore, nessuno è testimone dell’accaduto. Rimangono i sensi di colpa. Simone decide di rintracciare la famiglia della vittima, ne fa parte anche un ragazzo, che coltiva aspre idee di neonazista. Opera prima presentata alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Durata 90 minuti. (Massaua, The Space Borgo Dora sala 5, Uci Lingotto sala 2, The Space Le Fornaci sala 5)

 

Notturno – Documentario, drammatico. Regia di Gianfranco Rosi. Tre anni di ricerche e di girato, uno sguardo sul Medio Oriente, l’umanità di quei luoghi come interprete principale di quei panorami, la guerra e i disperati, la Siria ma anche il Libano, l’Iraq, il Kurdistan, gli invasori e gli occupanti che mutano di occasione in occasione, i bambini, abbandonati a se stessi, che mostrano i loro disegni ma anche i segni delle torture che i genitori hanno subito, lo spettacolo teatrale messo in scena dai pazienti di un ospedale psichiatrico, la madre che va in visita alla prigione dove il figlio è stato torturato e ucciso. Immagini che Rosi cattura e che rende in un realismo assoluto. Durata 96 minuti. (Massimo sala Cabiria, Nazionale sala 2)

 

Le sorelle Macaluso – Drammatico. Regia di Emma Dante, con Donatella Finocchiaro. La drammaturga e regista, al suo secondo appuntamento con il cinema (dopo “Via Castellana Bandiera”, applaudito a Venezia sette anni fa), porta sullo schermo il testo che è stato uno dei successi delle passate stagioni teatrali, riducendo i personaggi e trovando nuove suggestioni con la macchina da presa. Un film al femminile, gli uomini sono banditi. Una famiglia in una Palermo decadente, una casa antica con la sua piccionaia chiusa al piano più alto, una gita al mare in una giornata di sole che si tramuterà in tragedia e la vita di ognuna ne rimarrà imprigionata. Soltanto donne, viste e rappresentate nelle loro tre diverse età, l’infanzia l’età di mezzo e la vecchiaia, fatte di vita e di morte, tra sogni e ricordi. Durata 100 minuti. (Massimo sala Rondolino, Nazionale sala 1)

 

Tenet – Drammatico. Regia di Christopher Nolan, con John David Washington, Robert Pattinson, Michael Caine e Kenneth Branagh. Ultima fatica del regista di “Inception”, roboante, misteriosa e confusa, capace con stupida necessità di negarsi alla comprensione dello spettatore, fitta di lampi misteriosi fin dal dialogo, di sovrapposizioni e sdoppiamenti inconcludenti, di confusioni tra passato e futuro, fatta di un presente che certo non chiarisce. In un futuro più o meno lontano, all’alba di una minacciata terza guerra mondiale, l’umanità è sull’orlo della più completa distruzione: l’anonimo Protagonista, catapultandosi per il mondo attraverso i più diversi scenari, dovrà vedersela con il più raffinato e agguerrito spionaggio internazionale, soprattutto con l’oligarca russo Andrei Sator, tentando con l’aiuto di misteriosi segni di scongiurare il pericolo che si sta avvicinando. Durata 146 minuti. (Ambrosio V.O., Massaua, Eliseo Blu, Greenwich Village sala 1, Ideal, Lux sala 2 e 3, Reposi sala 3, The Space Parco Dora sala 1, 2, 7, 8, Uci Lingotto sala 3, 5, 9)

Una intima convinzione – Drammatico. Regia di Antoine Raimbault, con Marina Foïs e Olivier Gourmet. Nora ha presenziato al processo di Jacques Viguier, accusato dell’omicidio della moglie, ed è tuttora convinto della sua innocenza. Temendo un errore giudiziario, convince un principe del foro ad assumerne la difesa nel processo d’appello. Mentre l’imputato ha i giorni e le speranze sempre più contati, la ricerca della verità da parte di Nora si trasforma in un’ossessione. Durata 110 minuti. (Greenwich Village sala 2)

 

 

 

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