La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città/Rubriche

L’estate delle donne – Il col. Enzo Fedeli – Lettere

L’estate delle donne

Lilli Gruber in questa estate travagliata su Sette del “Corriere della Sera“ da’vita ad un interessante dibattito relativo alla  nudità femminile in spiaggia che sarebbe un diritto della donna per godere del sole, senza intendimenti seduttivi, giungendo a citare Adamo ed Eva che nel Paradiso terrestre giravano nudi. Tanga e mini bikini sono quindi semplici atti di libertà personale che non debbono riguardare altri. Ma poi Lilli trascura il fatto che i progenitori si sentirono a disagio ad essere nudi e cercarono di coprirsi. A me fa piacere avere vicine di ombrellone donne semi nude che danno un tono di allegria alla gioia di vivere oggi così minacciata, ma esiste anche il comune senso del pudore che è cambiato con gli anni, ma che anche in una società profana come quella in cui viviamo  esiste per alcuni se non per tutti. Far l’amore in macchina o in un prato non è ancora consentito, ad esempio. Io ricordo che, bambino, vedendo  in Francia la prima donna, neppure bellissima, in bikini sentii  un rimescolio mai provato prima. Su “Il Mondo“ Guido Calogero apri’ un  dibattito sul nudo femminile senza limitarsi, come la Gruber, ai centimetri quadrati di pelle abbronzata in più che un abbigliamento succinto consente. Calogero sapeva guardare senza ipocrisia al sesso e all’erotismo e alle loro seduzioni.
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Il col. Enzo Fedeli

Avevo promesso ad un lettore che mi aveva scritto,di ricordare più diffusamente il colonnello dei Barsaglieri Enzo Fedeli , unico vero leader monarchico in Piemonte . Fondatore del gruppo “La Mole“, prima di essere stato tra i fondatori del Partito Nazionale Monarchico. Fedeli era nato ad Osimo nel 1905, era stato un valoroso combattente durante la II Guerra Mondiale dove si guadagnò una Medaglia d’argento al V.m. . Durante la guerra di Liberazione si impegnò attivamente nella Resistenza, senza mai vantare nulla  di quel periodo che lui considerò di guerra civile tra  Italiani. Creò il settimanale “La Mole“ che Carlo Delcroix definì il più vecchio e strenuo foglio monarchico, la casa editrice Superga che sfornò tanti libri su Casa Savoia e pubblicò saggi di Mario Viana sulla Monarchia e il fascismo di rara importanza. Fu un oratore splendido che riusciva a suscitare l’entusiasmo.Fu consigliere comunale di Torino per tre mandati dal 1956 al 1975, molto attivo e presente in aula. Gli sarebbe spettato di rappresentare il Piemonte in Parlamento, ma la presenza di un candidato industriale che finanziava il partito Monarchico, lo impedì . “La Mole” sopravvisse ai Partiti Monarchici. Fedeli fu anche il capo del personale della CEAT  dove dimostrò polso, equilibrio ed umanità. Ritengo che averlo conosciuto sia stata una grande opportunità. Era un uomo intero, avrebbe detto Pannunzio, che detestava le mezze verità. Nel 1968 ricordammo insieme, ad un mese dalla morte, Giovannino Guareschi e ripenso alla sua invocazione di allora: i monarchici debbono essere i migliori Italiani. Un insegnamento valido per tutti. Fu anche scrittore in proprio su temi storici e militari e di un romanzo “Quando non si aspetta più“, non privo di interesse. Insieme a lui vanno ricordati Aldo Piazza, Nino Cavallotti e Gianluigi Boveri che furono i suoi  più stretti collaboratori.
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Lettere      scrivere a quaglieni@gmail.com

Referendum: il perché del No
Ho letto i suoi interventi a favore del no al prossimo referendum sul taglio dei parlamentari e condivido le sue riflessioni. Vorrei aggiungere che un effetto negativo ulteriore sarebbe trasformare l’Italia in una oligarchia  partitocratica peggiore dell’attuale. Sarebbe la fine della democrazia liberale fondata sulle competenze,  con un parlamento formato di nominati.  E votare no sarebbe anche un bel contributo a mandare a casa il Governo Conte bis.                      Gino Atri
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Condivido totalmente le sue opinioni e le faccio mie. Un’analisi perfetta. Grazie

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