Una lettera alla figlia scritta dietro al banco di un’edicola

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Informazione promozionale / Il libro di Adelio Tamburrini è ricco di tutto ciò che dovremmo avere il coraggio e l’onestà di dire e raccontare ai bambini: che la vita corre veloce ma in quella velocità dovranno trovare il tempo di fermarsi,  che durante il cammino troveranno tante persone,  ma solo poche busseranno alla porta nel momento in cui ne avranno bisogno, che l’amore tra due persone può anche finire ma l’amore per i figli no, che il verbo “imparare” non conosce età e ti accompagna semplicemente per tutta la vita, che la vita non è sempre giusta e non va quasi mai come vorremmo e a volte ci ritroviamo a salutare anche le persone a noi più importanti, ma bisogna rimettersi in piedi.

Adelio Tamburrini nasce professionalmente come Operatore Macchine Utensili, cresciuto e maturato nel settore aeronautico. Nel corso di questi anni si prende una pausa dal “suo” settore e si dedica a tutt’altro, riscoprendo sé stesso. Un uomo con molti interessi, dall’estro creativo versatile e dinamico, un Padre molto presente che regala, con questo libro, un ricordo per la vita a sua figlia, suo punto di forza.

Nasce da qui “dall’altro lato del bancone”, una lettera alla figlia in cui Adelio racconta, a carte scoperte, gli ultimi anni vissuti dietro al banco di un’edicola, la sua crescita, le sue cadute e le brillanti risalite, la forza che può portare il diventare padre, la realtà del sentirsi persi ed avere la forza di trovare la strada o semplicemente di reinventarsela. Le parole scorrono davanti agli occhi veloci, vere e commoventi, pagina dopo pagina ti immergi nel racconto di una vita che non conosci ed è un po’ come stessi guardando un film seduto su una seggiola, immagini tutte le persone che in questo libro vengono descritte e presentate, ti perdi nelle ambientazioni e in ciò che può portare l’amore di un padre per la figlia. “questa non è una di quelle favole a cui sei abituata” scrive l’autore alla figlia e io aggiungerei, questa è molto meglio! Perché nella sensibilità e dolcezza che si nasconde dietro a ogni parola c’è la vita raccontata a una bimba che ha dimostrato fin da subito di avere in sé tutta la forza del mondo. Ritroviamo tra le righe la gioia e la delusione, la rabbia e la tristezza e tutti gli insegnamenti che un padre può dare a una figlia oggi, in un momento in cui i bambini hanno più che mai bisogno di realtà.
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Queste pagine sono ricche di tutto ciò che dovremmo avere il coraggio e l’onestà di dire e raccontare ai bambini: che la vita corre veloce ma in quella velocità dovranno trovare il tempo di fermarsi,  che durante il cammino troveranno tante persone,  ma solo poche busseranno alla porta nel momento in cui ne avranno bisogno, che l’amore tra due persone può anche finire ma l’amore per i figli no, che il verbo “imparare” non conosce età e ti accompagna semplicemente per tutta la vita, che la vita non è sempre giusta e non va quasi mai come vorremmo e a volte ci ritroviamo a salutare anche le persone a noi più importanti, ma bisogna rimettersi in piedi. Questa lettera è stata scritta in uno dei periodi più strani che un italiano può aver vissuto, in piena quarantena mentre la tv ci bombarda di notizie terrificanti e i bambini disegnano arcobaleni con su scritto andrà tutto bene, come definito nel finale, è una lotta dell’autore con sé stesso mentre il mondo intero sta lottando con un nemico comune. Un modo per ricordare la forza individuale di ogni uomo in questi giorni bui.
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