La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Rubriche

L’ultimo libro di Pansa – Con Hong Kong  per la libertà – La riforma elettorale – Lettere

L’ultimo libro di Pansa

E’ uscito per Rizzoli l’ultimo libro di Giampaolo Pansa “L’Italia si è rotta“. Un libro involontariamente profetico  che ci rivela il lavoro intellettuale  di coppia tra Pansa e sua moglie Adele Grisendi che ha scritto una splendida introduzione autobiografica che ci consente di cogliere aspetti profondi dell’umanità del grande giornalista mancato a gennaio. “Il nostro è un Paese perduto“, scriveva Pansa. Chissà cosa scriverebbe oggi. Ma certo lui aveva visto lucidamente il precipizio in cui stavamo cadendo, a prescindere dalla pandemia .Romano Prodi aveva scritto alla vedova di Pansa nel suo biglietto di condoglianze che  Pansa aveva visto con grande anticipo quello che stava accadendo. Attaccato in modo selvaggio per le verità scomode sul nostro passato e sulla guerra civile, Pansa aveva saputo andare oltre il passato , analizzando con lucidità e intelligenza la degenerazione della nostra democrazia, la lenta, inesorabile dissoluzione della Repubblica. E’ un libro con mille spunti scritto con lo stile smagliante del grande giornalista colto e disincantato .Una bellissima post fazione di Pietrangelo Buttafuoco chiude il libro. E’ un grande piacere leggere le pagine di Pansa, anche se ci inquieta leggere la deriva dell’Italia proprio a partire dal 2020, anno bisestile e maledetto. Un’Italia che appare abbandonata a se’ stessa. Se vediamo cosa sta accadendo, ci rendiamo conto  di come avesse ragione. Il finale del libro è a sorpresa perchè nella realtà si nasconde sempre qualcosa di inaspettato. E’ quasi l’ironia della storia  di hegeliana memoria. E’ libro da leggere subito per capite la genesi di una crisi che ci sta travolgendo perché prigionieri di politici incapaci , affamati di potere.
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Con Hong Kong  per la libertà

La Cina che ci ha invasi con la pandemia, ha messo Hong Kong sotto il suo giogo  totalitario , vietando incontri, manifestazioni, associazioni e partiti. La protesta degli ombrelli è stata messa a tacere con leggi liberticide. In Occidente nessuno alza la voce. L’Italia ufficiale tace. Dobbiamo avere il coraggio di dire, parafrasando Kennedy di fronte al muro di Berlino nel 1963 che ci sentiamo tutti cittadini di Hong Kong. Anzi, aggiungerei che dobbiamo sentirci anticomunisti perché il comunismo non è affatto morto anche se ha il volto truce della dittatura cinese coniugata con il liberismo economico senza regole che offende  e sfrutta chi lavora, due volte privato dei suoi diritti, come cittadino e come lavoratore.
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La riforma elettorale

Il solito Franceschini che si crede una volpe politica se non uno statista, ha dichiarato che bisogna cambiare il sistema elettorale perché bisogna battere Salvini. Il suo è un ragionamento da piccolo politico di provincia che ritiene che gli avversari non vadano battute nelle urne, ma vadano cambiati i sistemi elettorali in corsa per impedire ai concorrenti il successo. Salvini non mi piace, ma chi è democratico non pensa neppure di cambiare le regole del gioco barando. E’ lo stesso discorso che mi fece tanti anni fa un politico del PDS che mi disse che per battere Berlusconi era pronto a far carte false. La democrazia dovrebbe essere cosa molto diversa , persino in una versione violenta sul tipo dell’homo homini lupus che temo conosceremo presto nelle sue forme peggiori, aggravate dalla crisi economica che ci sta stritolando.

Lettere  scrivere a quaglieni@gmailcom

Mattioli sindaca
Ho letto che Salvini ha contattato Licia  Mattioli come candidata sindaca del centro – destra ? Ma sa che la signora Mattioli e ‘ stata parte del sistema Torino dove ha occupato posti di grande potere? Sa che è di sinistra?  Nessuno del centro – destra potrà votare Mattioli.                         Luigi Ratti
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Conosco la signora Mattioli da molti anni e concordo con lei . La signora Mattioli potrebbe essere un’ottima candidata del PD. Forse Salvini ha dei consiglieri torinesi  poco informati.
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Il Museo del Risorgimento
Il Presidente della  Regione alla fine con mesi di ritardo ha nominato un avvocato di Asti, ex sindaco di San Damian , consigliere del Museo Nazionale del Risorgimento di Torino. Si tratta dell’avv. Caliendo Mauro.  Lei che è un noto  ed autorevole studioso del Risorgimento, cosa ne pensa? In quel posto ci voleva gente competente. Anche le due consigliere nominate da Appendino sono estranee alla disciplina. Un grosso errore da parte di Cirio che replica la gaffe fatta al Museo Egizio.              Gabriella Garosci
       
Non conosco l’avvocato Caliendo, ma questo non significa nulla. Spero sappia fare bene con spirito indipendente. Mi dicono amici astigiani che come sindaco ha lavorato bene Oggi è  importante che il Presidente Umberto  Levra, vera anima del Museo e grande risorgimentalista, venga confermato. Dipende da lui il futuro del Museo del Risorgimento  più importante d’Italia .

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