La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Rubriche

Il caso Sgarbi – Emilio Fede- Dacia Maraini – Ustica – Lettere

 

Il caso Sgarbi

Sgarbi, con gesto clamoroso e credo unico nella storia parlamentare, è stato portato via a braccia da quattro commessi dall’aula di Montecitorio per ordine della presidente di turno, Carfagna che pure si proclama liberale. Il motivo della cacciata dall’aula sarebbero parole sessiste verso la presidente e una parlamentare – magistrato di Forza Italia che è intervenuta contro Sgarbi quando egli, citando Cossiga,  ha definito l’Associazione Nazionale Magistrati mafiosa, come pure poco tempo fa il magistrato Di Matteo ha definito mafioso il sistema delle nomine al CSM. Io non ho letto e non ho sentito da nessuna parte – giornali compresi – parole sessiste pronunciate da Sgarbi. Si è rivolto alle due donne, a prescindere dal fatto che fossero donne. Il mio amico Sgarbi a volte esagera, ma in questo caso si è limitato a chiedere una commissione parlamentare d’inchiesta sui recenti scandali del CSM e di Palamara, una richiesta ampiamente condivisibile. Sgarbi è una specie di D’Annunzio. Ed è una benedizione di Dio avere un uomo libero come lui che fa battaglie controcorrente nella palude di Montecitorio. L’averlo cacciato in questo modo dall’aula, impedendogli di votare è una colpa grave di una piccola donna di nome Carfagna giunta alla corte di Berlusconi, che poi ha tradito come tanti altri e altre.

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Emilio Fede

E’ un vecchio quasi novantenne, non è mai stato un giornalista importante, ha fatto carriera per il suocero Italo De Feo grande personaggio a prescindere dalla carica di vicepresidente in Tv. Giocatore incallito e donnaiolo ricambiato, ha diretto in modo ridicolo il Tg4, facendone un Tg da operetta. E’ stato condannato per il Ruby ter, una pagina oscura e certo non edificante che ha contribuito a far perdere di credibilità a Berlusconi oltre che a Fede, ammesso che ne avesse. Ma arrestare a Napoli durante una cena Fede che era andato a curarsi ed era con la moglie, appare una esagerazione davvero fuori posto. Escono dal carcere  delinquenti, mafiosi e viene arrestato un vecchio signore inoffensivo. Anche questo è un segno dei tempi barbari che viviamo.

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Dacia Maraini

Dacia è una donna di rara intelligenza che ho incontrato in più occasioni. Prima di conoscerla avevo su di lei qualche pregiudizio che la conoscenza ha fugato. Recentemente ha scritto un articolo in cui riconosce la grandezza di Pound e di Celine, due autori maledetti e razzisti. Crocianamente Dacia ha distinto il loro valore letterario dalle idee politiche. Qualche anno fa forse non lo avrebbe fatto. Una grande lezione agli iconoclasti che vogliono distruggere i monumenti del passato, seguendo i giudizi del presente. Giustamente Cacciari li ha definiti << cretini >>.

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Ustica

Il presidente della Repubblica chiede dopo 40 la verità sulla strage aerea di Ustica  Fa bene. Ma bisognerebbe anche ricordare la pista del terrorismo palestinese sempre occultata per ragioni politiche. Io ricordo che uno dei motivi per cui Zanone si ricandidò in Parlamento (allora con tutte le immunità)nel 1992 lasciando il posto di sindaco di Torino fu la paura di essere inquisito come ex ministro della Difesa proprio su Ustica. Me   lo dissero molti  autorevoli esponenti liberali. In tempi molto successivi anche Mattarella fu ministro della Difesa, ma non risultano iniziative da parte sua per chiarire il caso Ustica.
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Lettere      scrivere a quaglieni@gmail.com

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I liberali e i liberisti
Ho letto il suo splendido articolo sull’ “eclissi” liberale. Davvero una riflessione magistrale, corazzata di grande cultura storica. Ma perché non ha parlato in modo adeguato del PLI e dei liberisti dell’ Istituto torinese “Leoni”? E anche del Centro “Einaudi”?              Luigi Morbelli
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Il PLI è morto in modo ignominioso ad opera di Raffaele Costa che così mantenne il seggio parlamentare. Una storia molto brutta. Circa i  liberisti avrei dovuto parlare di Lorenzo Infantino, l’unico pensatore degno di questo nome. Con il “Leoni” ho avuto rapporti episodici. Il loro rifiuto del ruolo dello Stato non è liberale,ma liberista. Con il Centro “Einaudi” di Torino, salvo all’epoca di Zanone e di Urbani, non ho avuto rapporti sufficienti. Poi quand’era direttrice una assessora di Chiamparino, non ho proprio voluto avere rapporti di sorta. Il nuovo presidente Beppe Facchetti è un liberale autentico. Sono comunque e resto più  crociano che einaudiano.ù
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I vitalizi degli ex senatori
Mi stupisce e mi indigna la sua difesa dei vitalizi agli ex senatori sul Pannunzio Magazine che dirige. Lei difende la casta ed ed è disonesto intellettualmente.    Pietro Ancona
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I vitalizi sono stati aboliti nel 2012. Vennero introdotti a metà degli anni cinquanta con il voto di tutti i partiti per garantire ai parlamentari una indipendenza economica successiva all’ espletamento del mandato che li liberasse da condizionamenti durante il mandato,.Poi ci furono abusi come quello di Piero Craveri, nipote di Croce, che, subentrato senatore radicale per pochi giorni, usufruì per anni di un vitalizio immeritato. Ma si tratta dell’eccezione. Qui si sta parlando di ex senatori tutti anziani che si sono visti decurtato o annullato il vitalizio in modo retroattivo, con la negazione di un diritto acquisito. Le leggi retroattive sono incostituzionali  e illiberali, i diritti acquisiti non possono essere cancellati in una democrazia liberale. Il blitz di 5 Stelle e Lega fu un atto demagogico e populista. Disonesto intellettualmente è chi si accoda alla demagogia montante che sta distruggendo la democrazia in Italia. Oggi l’ Italia è  un paese meno libero. Posso darle atto che il momento scelto dalla commissione Contenziosa  del Senato che ha deciso in materia, è sbagliato perché la crisi economica e la pandemia ha messo a terra il Paese. Ma un provvedimento giuridico come quello non può guardare alla opportunità, ma solo alla giustizia e gli argomenti in base ai quali hanno deciso i commissari sono legalmente rilevanti e validissimi. Solo i leghisti e i cinque stelle non possono capirli perché sono ottusi e ignoranti di quel minimo di cultura giuridica che si richiede ad un parlamentare.

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