La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città/Rubriche

Veltroni e il giovanilismo nell’età della pandemia  – Vittorio Valletta dimenticato – Il centenario della nascita di Papa Wojtyla – Casellati  una grande presidente 

Veltroni e il giovanilismo nell’età della pandemia

La movida che non è affatto una necessità impellente ed irrinunciabile in un Paese dove ancora si muore di pandemia ,rischia di vanificare il sacrificio di milioni di Italiani, ridando forza al contagio. Si tratta di giovani irresponsabili che girano anche senza mascherina, una tutela indispensabile per sé e per gli altri. Un atto di civismo solidale indispensabile e di elementare tutela individuale . Eppure si vedono persone giovani o meno giovani con la mascherina abbassata o in mano. Il fatto che sul “Corriere della Sera” Walter Veltroni, che è stato Sindaco e Ministro, difenda i ragazzi in strada è un atto di demagogia imperdonabile ed anche irresponsabile di giovanilismo fuori posto. Forse può essere esagerato il presidente della Campania De Luca nell’imporre limiti ed orari ,ma in questi casi è sempre meglio la precauzione: Napoli si sta rivelando con più senso civico di tante città del Nord.

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Vittorio Valletta dimenticato

Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’amministratore delegato della Fiat professor Vittorio Valletta venne defenestrato dalla direzione dell’ azienda e Giorgio Amendola propose per lui la pena di morte. Poi capirono che non erano in grado di dirigere e di ricostruire la Fiat e  fu consentito, attraverso l’ intervento del Governo, il ritorno alla guida della Fiat di Valletta che non rimise solo in piedi la fabbrica dalle distruzioni della guerra ,ma ebbe come nuovo presidente dell’azienda la capacità di pensare in grande e di lavorare a progettare auto che fossero alla portata di tutti gli Italiani. Come editore de “La Stampa”  lasciò sempre libero il direttore Giulio De Benedetti e seppe circondarsi di collaboratori capaci come Gaudenzio Bono e alle relazioni pubbliche di Maria Rubiolo. La Fiat che Valletta consegnò al rampollo Gianni Agnelli era un’azienda florida e in crescita. Valletta aveva anche creato le colonie estive per i figli dei dipendenti e persino case vacanze per dipendenti e pensionati dell’azienda. Andò giù con mano pesante con chi all’interno intendeva sabotare il lavoro con la scusa della politica. Forse in alcuni casi esagerò, ma non poteva accettare che il suo lavoro venisse compromesso da agitatori politici. Nel 1966 il presidente Saragat lo nominò senatore a vita. Mori l’anno dopo. A Torino gli dedicarono un istituto tecnico per ragionieri che quasi subito molti docenti indottrinati considerarono un errore averlo dedicato al prof .Valletta per ragioni ideologiche. L’ istituto venne chiuso incomprensibilmente dopo circa un decennio. Oggi a Torino non c’è nulla che ricordi Valletta. Neppure la Fiat ha fatto qualcosa per ricordarlo, forse anche perché il piccolo di statura Valletta appariva un gigante rispetto a molti successori che si sedettero all’ ultimo piano di corso Marconi. Ricordo di averlo conosciuto a Rubiana dove aveva una casa di campagna e dove amava rifugiarsi. Era persona gentile e riservata e veniva in paese come una persona normale. Anche Rubiana non credo abbia fatto nulla per ricordarlo.
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Il centenario della nascita di Papa Wojtyla

E’ passato quasi sotto silenzio il centenario di Papa Giovanni Paolo II , un vero gigante della storia . Fu il primo papa non  italiano dopo molti secoli e il primo pontefice slavo. La sua è stata una fortissima personalità altamente carismatica che ha dominato uno dei pontificati più lunghi della storia della Chiesa. E’ il Papa che ha portato la parola di Cristo in giro per il mondo rivolgendosi soprattutto ai giovani .E’ stato fermissimo sulla dottrina e sulla tradizione della Chiesa , ridando forza ad un cattolicesimo post conciliare scombussolato dalle polemiche e dalle incertezze del travagliato e pur entusiasmante pontificato di Paolo VI ,uomo di raro fascino intellettuale ,che visse anni difficilissimi per la navicella di Pietro. Wojtyla ebbe la forza di ristabilire l’autorità della cattedra di Pietro .La presa di posizione del papa polacco verso i regimi comunisti dell’est contribuì alla loro crisi e alla loro successiva implosione .Seppe in Sud America fermare la demagogia violenta dei preti guerriglieri che erano un vero ossimoro cristiano perché i credenti devono sempre rifuggire dalla violenza che è sempre ingiustificata. Non mi piacque l’idea, quando morì del “subito santo” che esprimeva fanatismo popolaresco più che devozione cristiana, ma è fuor di dubbio la sua grandezza storica. La sua beatificazione ha seguìto certo altre strade che non sono in grado di giudicare, anche perché di fatto quasi tutti i papi del secolo scorso sono stati dichiarati santi. Io partecipai all’incontro con i docenti universitari che il Papa fece nel cortile del Rettorato di via Po durante una sua visita negli anni 80. Ricordo il fascino intellettuale ed ascetico che emanava. Tutti o quasi i docenti laici condannarono quell’ incontro e lo disertarono. Io invece lo ricordo con piacere e la mia presenza controcorrente venne notata ed anche apprezzata.

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Casellati  una grande presidente

Elisabetta Casellati, presidente del Senato che ho avuto modo di conoscere da vicino lo scorso anno ,si sta rivelando l’unica alta carica dello Stato a cui il cittadino può guardare con assoluta fiducia perché la presidente sa assumere posizioni di assoluta terzietà  controcorrente e anche durante i blocchi della pandemia non ha mai rinunciato ad esercitare il suo mandato con coraggio ed abnegazione. E’ una donna fragile e delicata, ma che appare di ferro. Recentemente ha condannato il non rispetto delle distanze e persino  l’assenza delle mascherine nell’Aula del Senato e le risse avvenute  tra parlamentari che sono “un pessimo esempio al Paese”. Ma la Casellati è  andata oltre, condannando il ricorso ai decreti del presidente del Consiglio dei Ministri  che emarginano la centralità del Parlamento ed aggirano il dettato costituzionale. Peccato che la sua voce sia rimasta isolata.
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Scrivere a quaglieni@libero.it

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