La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città/Rubriche

I farmacisti in prima linea – Ezio Bosso, un torinese fuori ordinanza – Scravattati – Il sindaco di Milano e gli assembramenti – Querelare o sparire

I farmacisti in prima linea

Le farmacie in questi mesi sono state l’unico presidio sanitario sempre aperto e sempre disponibile. Hanno dispensato farmaci (portandoli anche a casa gratuitamente  e consigli utili  ad una popolazione terrorizzata . Mille farmacisti si sono ammalati di Coronavirus e 17 sono morti. Pur esercitando una funzione pubblica insostituibile,  nessuno li ha dotati di nulla e si sono rapidamente organizzati da soli senza avere almeno direttive dalle autorità preposte. Sulle mascherine sono stati presi in contropiede dalla sventatezza del Commissario Arcuri che non  ha saputo  affrontare l’emergenza e ha accusato i farmacisti di voler speculare sulle mascherine. I farmacisti insieme a medici e infermieri hanno dimostrato di saper fare con competenza e con spirito di sacrificio il loro lavoro. Pochi vogliono riconoscerlo. Ed e’ vergognoso.

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Ezio Bosso, un torinese fuori ordinanza

L’avrebbe definito così Massimo Mila ,il grande musicologo di Torino. Era un maestro che viveva per la musica, una passione che riusciva  a trasmettere  a tutti, dimostrando come la grande musica sia sempre un messaggio universale. Ha saputo donarci moltissimo, malgrado la malattia e la fragilità. A Torino è stato poco conosciuto e la città non ha fatto per lui nulla. Torino si è accorta di lui dopo che aveva acquisito la notorietà  altrove. Un esempio In più di grande torinese che ha dovuto emigrare per essere apprezzato e riconosciuto. O, se vogliamo, un grande torinese che ha guardato oltre la Mole e le Alpi, consapevole di certo provincialismo subalpino e del fatto che Torino a livello musicale e’ stata per tanti anni prigioniera di Balmas, dell’ Unione musicale e di  Vergnano. Adesso il Sindaco gli vuole dedicare uno spazio della Città  senza attendere i prescritti dieci anni dalla morte. Fa benissimo, però Bosso, il torinese Bosso, avrebbe meritato ben altra attenzione da vivo.
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Scravattati

Si è visto in alcune occasioni il presidente del Consiglio senza cravatta e anche il sindaco  di Milano e tanti altri. Molti grillini, da quando sono in carica, sono con la cravatta che è diventata oggetto di  recente dibattito anche  su un noto quotidiano . Cravatta inutile orpello di un’epoca tramontata o simbolo di uno stile e di una compostezza senza tempo e quindi classicamente sempre valida? Il Conte Nuvoletti non avrebbe dubbi nell’ elogio della cravatta sulla quale scrisse un piacevole libretto. La cravatta per me è cosa irrinunciabile come lo era per mio padre che solo al mare rinunciava  a metterla nel mese di agosto, anche se in certe serate estive, partecipando a  grandi eventi ad Alassio, Bordighera, Cannes era sempre in giacca e cravatta. Anche durante la clausura di due mesi in casa non ho mai rinunciato a vestirmi come se avessi dovuto uscire. Nel mondo dei giornalisti sono pochissimi quelli che usano la cravatta e nel mondo televisivo anche. Pure i politici hanno adottato un abbigliamento casual che non è rispettoso per le Istituzioni che  rappresentano.  A parte l’eleganza che oggi è cosa perduta e non esistono neppure più negozi all’altezza e sarti qualificati (a Torino c’ è solo più Sir Wilson), la sciatteria resta una tendenza da combattere. Senza arrivare alle esagerazioni che portavano Benedetto Croce ad avere la giacca estiva e la cravatta anche nelle sue vacanze piemontesi o Aldo Moro ad andare con il doppiopetto sotto l’ombrellone, c’è una misura oltre la quale calpestare le buone creanze per un uomo pubblico diventa cosa intollerabile. Quando Salvini  ministro adottò felpe di tutti i tipi e indossò abusivamente delle divise della polizia si raggiunse il massimo della trasgressione alle regole.Oggi lo stesso Salvini sta tornando alla cravatta, spesso dimenticando di indossare la giacca. Ma la cravatta e’ un qualcosa anche di divertente . Sceglierla la mattina da’ un tono alla giornata , fare collezione di cravatte e’ cosa piacevole . Andare da Marinella a Napoli a comprare cravatte e’ sempre un’avventura desiderabile, per me un’abitudine irrunciabike ogni volta che mi reco a Napoli  . Marinella e’ un argine alla volgarità  trionfante  che viene soprattutto dagli Stati Uniti .Non a caso i presidenti Pertini e  Cossiga e forse lo stesso Napolitano amavano quelle cravatte classiche eppur estrose , sempre di ottimo gusto.
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Il sindaco di Milano e gli assembramenti

Il Sindaco Sala, senza predisporre o far predisporre un servizio di sorveglianza ai Navigli, si è << incazzato>> (espressione sua) perché c’era troppa gente a passeggiare con e senza mascherina, minacciando di chiudere tutto. E’ lo stesso Sala che per minimizzare gli effetti dell’ epidemia che era ancora poco più di un’ influenza ed  esigeva una vita normale, portò Zingaretti a brindare ai Navigli. Ma quando è giunta a casa sua a Milano  la nuova eroina Silvia Romano, si è formato un assembramento incredibile di giornalisti, fotografi e curiosi. Ma in questo caso non si è << incazzato>>.

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Querelare o sparire

Un noto giornalista fascista che era anche un grande galantuomo, Ezio Maria Gray, diceva che di fronte a certe notizie per un uomo pubblico c’era l’esigenza di querelare o di sparire. Il silenzio era impossibile. Le accuse – sia pure in veste satirica – di Crozza nei confronti del presidente della Lombardia e del suo assessore alla Sanità, sono di tale gravità circa errori e inefficienze nella lotta al Coronavirus che necessitano di una querela o dell’apertura d’ufficio di un fascicolo giudiziario. Crozza ha anche proposto degli spezzoni di una intervista ad Irene Pivetti, ex presidente della Camera, la quale ha detto addirittura che la pandemia può essere occasione di  nuovi business. Spero si tratti di un montaggio di un falso, in ogni caso la Pivetti o un magistrato o ambedue devono intervenire e chiarire. Ricordo che durante il terremoto in Abruzzo ci fu gente che scambiava telefonate di gioia per i nuovi affari che il terremoto aveva creato.
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Scrivere a quaglieni@gmail.com

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