Ezio Bosso, “l’illuminato”

in CULTURA E SPETTACOLI

Non era solo un compositore, pianista e direttore d’orchestra: era molto di più. Ezio Bosso si è spento nella sua casa di Bologna, venerdì 15 maggio. Aveva 48 anni. Nel 2011 era stato operato per un tumore al cervello. Poco dopo gli fu diagnosticata una grave malattia degenerativa.

Torinese, aveva mosso i suoi primi passi nella musica come bassista degli Statuto. Il successo e la visibilità arrivarono, nel 2016, al Festival di Sanremo dove conquistò tutti, con tanto di standing ovation, eseguendo la struggente “Following a Bird” davanti a un commosso Carlo Conti.

Tanti i riconoscimenti, come nel 2003, con la nomination agli Oscar e al David di Donatello per le musiche del film “Io non ho paura” di Gabriele Salvatores. Trasferitosi a Londra dirigendo alla Royal Opera House, guidando orchestre di prestigio come la London Symphony e i London String. Era di casa a Torino. A Palazzo Barolo ha regalato il suo pianoforte. Nel 2015 uscì “The 12th Room”, album per piano solo. Il suo stile spazia dalla classica al minimalismo, abbracciando il jazz e il pop. Oltre a tutto ciò, la sua grande “ricchezza” consisteva nella sua grande umanità, completamente immerso nella sua musica. Dotato di una capacità straordinaria di percepire la musica come compagna di viaggio per l’umanità, in grado di distribuire carezze per l’anima di tutti noi. Memorabile e indimenticabile il suo discorso alla Comunità Europea. Aveva il dono unico di percepire la natura spirituale e mistica della musica, in grado di avere anche doti terapeutiche, come dimostrano le neuroscienze. Avendo la capacità unica di far comprendere il messaggio di compositori immortali, come Beethoven, Bach, Mozart, anche a un pubblico spesso non abituato a frequentare il mondo della classica. Riuscendoci dove, invece, pur con le miglior intenzioni, grandi musicologi e accademici dell’ambiente hanno fallito. Non dimenticheremo il suo sorriso e quello che ci ha “regalato” descrivendo l’universo in musica, promuovendone il linguaggio universale, arrivando alla sua sorgente.

Pier Luigi Fuggetta

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