La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città/Rubriche

Aldo Moro, il cavallo di razza della DC – Il Salone del libro virtuale – Umberto II non fu il re di maggio 

Aldo Moro, il cavallo di razza della DC

Sono trascorsi 42 anni dal ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, un sequestro ed un omicidio che scossero l’Italia. Moro era stato a lungo presidente del Consiglio e ministro degli Esteri ,era stato insieme a Fanfani l’inventore della formula politica di centro- sinistra di cui fu garante nel quinquennio 1963 / 1968 come capo del Governo ,in verità senza esiti esaltanti .Era tornato presidente del Consiglio nel biennio 1974 /1975 .Era stato in precedenza a lungo segretario della Dc e ministro in più dicasteri. Era considerato un cavallo di razza della DC insieme a Fanfani, anche se la razza di Fanfani era inferiore alla sua. Era un docente universitario di raro fascino intellettuale e un cattolico laico e tollerante .Il mio amico Giovanni Spadolini lo lodò in vita e in morte anche perché la sua tragica fine gli diedero un’aureola di martirio. Considerando superata la formula di centro – sinistra che invece gli sopravvisse ,allargandosi nel pentapartito con i liberali, Moro pensava di poter interloquire con il comunista Berlinguer che proponeva alla Dc il compromesso storico tra comunisti e cattolici . Va riconosciuto che la sua duttilità politica ,spesso sfuggente e sofisticata, gli consentì  di portare gradatamente il suo partito a quella scelta così snaturante per una DC che nel 1948 e nelle elezioni successive si presentò sempre come diga al comunismo. Non tutta la Dc fu però d’accordo con Moro, al di là del suo carisma politico indiscusso. Fu un indistruttibile negoziatore politico non alla ricerca di poltrone e di potere, ma di progetti politici da realizzare. Il rapimento e la morte resero irrealizzabile il compromesso storico . Le BR lo impedirono forse con appoggi internazionali. Ci fu chi per salvare la sua vita voleva che lo Stato scendesse a patti con i brigatisti. Chi scrive fu esplicitamente avverso al compromesso storico che avrebbe ridotto l’Italia alla Repubblica conciliare di cui scrisse Spadolini, e fu anche contro la trattativa con gli eversivi che avevano rapito Moro. Va detto e riconosciuto che Moro fin dall’Assemblea costituente dimostrò di essere un politico di alto livello anche se non mi sentirei di paragonarlo ad uno statista come De Gasperi. I morotei, cioè i suoi seguaci, si rivelarono tutto sommato gente modesta. Il progetto del compromesso storico,rivisto e rimaneggiato, si realizzò tanti anni dopo con la nascita del Pd che univa ex comunisti ed ex democristiani. Non apparve un’esperienza che Moro potesse apprezzare perché una fusione a freddo, come fu detto. Se poi consideriamo l’alleanza di governo tra Pd e Cinque Stelle, abbiamo chiaro come il disegno di Moro fosse tutt’altra cosa e avesse una dignità politica indiscussa anche se molto pericolosa per la democrazia liberale che non ebbe mai in Moro un suo estimatore. I politici di estrazione democristiana oggi esistenti sono di livello bassissimo e Casini che fu un seguace di Forlani e fu incoerente nelle sue scelte prima con e poi contro Berlusconi, viene considerato incredibilmente un cavallino di razza ascoltato e venerato come un uomo di Stato. Non va dimenticato che il giorno della morte di Moro è dedicato alle vittime del terrorismo. Ci sono tanti altri  che hanno sacrificato la vita al terrorismo, da Carlo Casalegno a Francesco Coco,  a tanti poliziotti, carabinieri, funzionari pubblici che sono stati uccisi dalla violenza terroristica. Alcune di queste vittime sono state totalmente dimenticate.

.
Il Salone del libro virtuale

Il Salone del Libro di Torino organizzerà un salone on line in maggio   con grandi ospiti. Ma, leggendo i giornali, vi  sono dei dubbi non trascurabili . Tra gli ospiti si leggono troppi Barbero (a cui viene addirittura affidata la lectio magistralis di inizio, quasi fosse un docente non di Vercelli, ma della Sapienza a Roma), troppi Saviano, troppi Baricco. La cultura italiana non è solo questa e il pluralismo al Salone c’è sempre stato un dato caratterizzante. Chi ha scelto gli invitati? Con che criteri? E da quanto si capisce, i piccoli e medi editori saranno esclusi. Una amputazione che snatura il Salone che si rivela solo attenzione  ai grandi di una certa parte politica. Che la Regione Piemonte non si accorga di questo andazzo politico appare inspiegabile.
.

Umberto II non fu il re di maggio

Il 9 maggio 1946 il principe Umberto di Savoia divenne Re .A neanche un mese dal referendum, anche se aveva esercitato le funzioni di Re dal giugno 1944 come luogotenente generale del Regno. Quindi chi parlò con dileggio del Re di maggio disse non tanto una cosa offensiva, ma del tutto non vera. Sbagliò grandemente il vecchio Re Vittorio Emanuele III il cui nome era troppo legato al regime fascista, a non abdicare prima quando monarchici come Benedetto Croce gli consigliavano quella scelta .ll nuovo giovane Re ,non compromesso con il regime, dal 1944 al 1946 dimostrò equilibrio, pazienza, capacità politica. Era ben conscio di cosa aveva generato il fascismo e  scelse come ministro della Real casa l’avvocato Falcone Lucifero che era stato socialista a fianco di Matteotti. Era una scelta indicativa del nuovo Regno. Durante il referendum del 2 giugno si astenne dal fare propaganda per la Monarchia, mantenendosi regalmente e signorilmente super partes. Dopo un referendum, i cui esiti appaiono dubbi e poco limpidi, partì per l’esilio,liberando i militari dal giuramento prestato al Re. Con il suo gesto evitò una guerra civile e visse con una dignità assoluta lunghi anni di esilio. Gli fu negato di rivedere l’Italia anche pochi giorni prima di morire. Lo conobbi e lo frequentai quando ero giovane. Posso dire che era un gran signore inadatto ad un Paese che aveva smarrito il senso dello Stato e i valori civili che il Re avrebbe potuto rappresentare. Il ricordo che ho di lui resta indelebile, una delle grandi figure che ho avvicinato nella mia vita. Basterebbe leggere la biografia di Umberto II scritta da uno storico di razza come Gianni Oliva,per rendersi conto di che persona avremmo potuto avere come capo dello Stato.

.

Scrivere a quaglieni@gmail.com

Recenti: Cosa succede in città

IL METEO E' OFFERTO DA



Da qui si Torna su