La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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Carpanini, l’onesto  e capace che non fu Sindaco – Badini Confalonieri l’unico grande liberale piemontese – Lettere 

Carpanini, l’onesto  e capace che non fu Sindaco

Ieri è stato l’anniversario della morte di Domenico Carpanini, vicesindaco di Castellani,candidato sindaco morto durante il primo incontro elettorale con il candidato sindaco Roberto Rosso nel 2001. Ho visto su Facebook che e’ ricordato da molti amici. Anch’io sono stato suo amico per molti anni. Quando era vicesindaco mi invitava all”’Arcardia” a colazione per sentire il mio parere sull’ amministrazione ,una cosa che non è più capitata ,come succedeva con il Sindaco Castellani che  a volte mi telefonava . Erano  persone di alto livello istituzionale e di grande moralità  politica, quasi un ossimoro. Carpanini mi stupì per suoi atteggiamenti non ideologici , laici,malgrado venisse dal PSIUP ,un partito un po’ fanatico che si pose a sinistra del PCI,partito  in cui entrò successivamente ,senza avere le caratteristiche di quelli che ancora oggi considero i  comunisti “trinariciuti”. Ricordo che nel 1992  venne candidato alla Camera ed ottenne pochissimi voti che gli impedirono di essere eletto. Fu un convinto “ migliori sta “in un partito torinese fatto di puri e duri. Con lui si poteva parlare di tutto ed era molto interessato alla cultura liberale che non aveva mai conosciuto prima  .Aveva posizioni molto esplicite su degrado urbano ed immigrazione e avrebbe voluto agire con grande decisione, ma non glielo permisero. Anche la  sua candidatura a sindaco fu molto sofferta perché contrastata da parecchi compagni di partito. Con la sua morte improvvisa diede spazio ad un allora signor nessuno come Chiamparino che da sempre non ritengo  sia stato un buon amministratore: l’eredità lasciata a Fassino fu devastante, un buco di  bilancio incolmabile. Solo in un’ occasione, ai funerali di Enrico Paulucci per cui proposi la cittadinanza onoraria che Castellani e Carpanini consegnarono alla mia presenza al maestro, non mi fu amico, ignorandomi  e fingendo quasi di non conoscermi. Cose che solo i politici sanno fare. Poi, senza scuse, cercò di riprendere i rapporti con me con la stessa cordialità di sempre. Non fu più così, almeno da parte mia, ma il dolore e lo sconcerto per la sua morte in trincea mi colpirono e mi addolorarono. Fu una morte simile a quella di Berlinguer. So che ebbe grandi dispiaceri nell’ambito famigliare e la politica limpida era rimasta l’unico interesse forte ed appassionato della sua vita. Una volta mi disse con sincerità : <<Io sono solo un impiegato di banca in aspettativa e tutti mi chiamano dottore . Questo mi imbarazza molto>>  . Una frase che non ho mai sentito da tanti finti dottori e dottoresse che imperversano nella pubblica amministrazione e nel giornalismo.
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Badini Confalonieri l’unico grande liberale piemontese

Dopo Luigi Einaudi e Marcello Soleri,  l’unica figura di spicco del liberalismo piemontese fu Vittorio Badini Confalonieri,  avvocato di grido, costituente, deputato per 5   legislature, ministro, presidente nazionale  del PLI. Fu un gentiluomo di antico stampo, anni luce distante dal politico di mestiere. Qualche volta lo incontravo sull’autobus 52 che arrivava dalla zona precollinare dove abitava. Fu uno statista importante che non badava a clientele elettorali negli anni in cui i partiti, anche il liberale, si erano degradati e nel  1976 venne battuto da un oscuro avvocato della provincia cuneese. Non furono leaders  né Alpino, né Catell, né Rotta. L’unico fu Badini Confalonieri che fu anche un grande oratore. Qualche volta venne anche al Centro “Pannunzio” e in qualche occasione fummo oratori insieme al Circolo della Stampa . Nel centenario della nascita fui l’unico a ricordarlo a Torino, non riuscii a promuovere nulla  a Cuneo  che era il suo collegio elettorale storico e neppure il Rotary, che si vantò della sua adesione, volle fare qualcosa in suo ricordo. Adesso esce una raccolta di scritti e discorsi inediti curata dal figlio Luca, autorevole docente all’Università di Torino ed unico degno  continuatore della scuola di Giovanni Getto. Essa ha per titolo” Liberali piemontesi e altri profili”,  un libro edito dal Centro  studi piemontesi. Sono ritratti di 17 personalità della politica e della vita pubblica piemontese dell’ Ottocento e del Novecento: Pellico, Barbaroux, Cavour, Brofferio, Sella, Frassati, Gobetti,  Badoglio, Soleri, Einaudi, Brosio,Verzone, Villabruna, Luciano Salza, Valletta, Cadorna, Sogno. Personaggi anche molto diversi tra loro  perché lo stile di Badini non si fermava alle pur legittime preferenze personali. Era un uomo dai vasti interessi culturali e storici. Insieme a Zanone,  fu l’ unico liberale meritevole di essere ricordato nel secondo Novecento, forse anche più di Zanone che pure fu segretario del PLI, ma non ebbe la statura di Badini Confalonieri.

Lettere           scrivere a quaglieni@gmail.com

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Il coronavirus
Ho condiviso ed apprezzato i suoi  coraggiosi articoli controcorrente sulla gestione italiana del Coronavirus dei giorni scorsi, cosa ne  pensa oggi?   Lina Teppati
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Penso che ci siano stati degli errori gravi nel mese di gennaio nel sottovalutare la situazione e alla fine di febbraio nel creare allarmismo mediatico . Continuo a non capire. In pochi giorni siamo passati dall’allarme alla tranquillità forzata .Credo comunque che Conte e Speranza siano del tutto inadeguati. Cirio in Piemonte si è distinto per equilibrio e capacità. Fontana e Zaia si sono distinti invece  per gesti e affermazioni avventate e persino stupide.
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Norma Cossetto
A Chieri il Sindaco non vuole esporre una targa in ricordo di Norma Cossetto  offerta dai consiglieri di minoranza . Mi sembra un atto di faziosità inaudito .   Luigi Alzati
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Certo,  Norma Cossetto ,martire delle foibe , va  ricordata e onorata .Non capisco perché i consiglieri di minoranza abbiano offerto la targa ,certo mi sembra assurdo non esporla in piazza Martiri delle foibe .Vorrei capire anch’io il perché di un rifiuto incomprensibile .
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Intercettazioni
Cosa pensa della legge sulle intercettazioni ? Io temo un salto nel buio.        Angela Giani
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Con la scusa dell’emergenza questa legge e’ stata approvata  anche con il voto dei renziani. Non è vero che garantisca di più la privacy. Anzi, è una minaccia  nei confronti del cittadino. E’ una  legge che lascia nelle mani dei giudici  ogni decisione su intercettazioni a trascico, assolutamente deprecabili. Il giustizialismo sta trionfando indisturbato. E’ una grave minaccia insieme all’interruzione della prescrizione, problema che è stato congelato e su cui Renzi ha ceduto.

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