La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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Levra e il Museo del Risorgimento – Il Centenario della nascita di Carlo Azeglio Ciampi – Trump, un pericolo – Lettere

Levra e il Museo del Risorgimento

Il prof. Umberto Levra  conclude oggi  il suo mandato di Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento di Torino, il più importante d’Italia (fondato nel 1878 alla morte di Vittorio Emanuele II), di cui lo studioso è Presidente dal 2004 , ma di cui soprattutto ha creato il nuovo allestimento nel 2011 dopo anni di  intenso lavoro. Oggi il Museo e’ davvero all’avanguardia e consente al visitatore un percorso eccezionale. Il contenitore, Palazzo Carignano, con il suo Museo, e’ diventato un’attrattiva per turisti, scolaresche ed appassionati di storia risorgimentale, perché i nuovi percorsi del Museo sono in grado di interessare studiosi e studenti contemporaneamente. Io ricordo di averlo visitato la prima volta, giovanissimo, nel 1961 con un allestimento che non era affatto consono, specie se si rapportava al fatto che in quell’anno si festeggiava “Italia 61”. Ricordo che Mario Soldati, partecipe attivo delle manifestazioni torinesi del Centenario, mi disse, molti anni dopo di aver avuto  allora un pessimo rapporto con il Museo e di non aver più voluto andare a visitarlo successivamente,malgrado gli avessi presentato il grande Vittorio Parmentola, un direttore davvero straordinario che oscurò, fortunatamente, la non esaltante gestione di Luciano Vernetti.

Il grande Rosario Romeo,   biografo insuperato e forse insuperabile di Cavour e grande studioso  di temi decisivi  e dirimenti della storiografia risorgimentale, venne nell’ Aula del Parlamento subalpino a parlare dopo che era stato appena eletto deputato europeo per il partito repubblicano. Lo accompagnai in una breve  visita al Museo e anche lui mi disse che andava rivisto. Romeo  poi riprese  a Roma l’argomento   Museo, a cui si sentiva anche sentimentalmente legato  come forse  può essere solo un siciliano che amava il Piemonte,  quando ci incontrammo per organizzare un convegno che i suoi impegni a Bruxelles impedirono di realizzare. Dopo alcuni allestimenti poco convincenti del Museo, a partire in primis da quello aberrante di De Vecchi di Val Cismon che lo sovvertì in chiave sabaudo- fascista, quello creato da Levra non ricalca interpretazioni ideologiche, ma esprime una costante e rigorosa attenzione storica ai fatti del Risorgimento di cui il Presidente è uno dei più grandi studiosi, con oltre 200 pubblicazioni. Un nome conosciuto ed invidiato in Italia e all’estero. E’ stato autorevole professore ordinario all’Università di Torino dove fu allievo e poi successore di Alessandro Galante Garrone. Non so chi possa venire nominato nuovo presidente, non vorrei brutte sorprese perché alla presidenza  del Museo occorre uno studioso e non un manager, ruolo ricoperto  egregiamente dall’attuale direttore  Ferruccio Martinotti. Già la nomina del nuovo Presidente della Fondazione  Cavour lascia un po’ perplessi: la presidenza  di Mario Garavelli e poi di Nerio Nesi appare  un qualcosa di unico e di irripetibile. Forse la soluzione migliore sarebbe quella di rinnovare per un nuovo mandato proprio il prof. Levra che da’certezza per il futuro. Levra in qualche modo è il Museo.

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Il Centenario della nascita di Carlo Azeglio Ciampi

La figura di Ciampi governatore della Banca d’ Italia , presidente del Consiglio , ministro del Tesoro, Presidente della Repubblica ,giganteggia nella storia italiana recente . Come Presidente della Repubblica ha contribuito a riconciliare gli italiani con la loro storia, invitandoli a sentire l’orgoglio di essere italiani senza i sovranismi populisti di oggi che distruggono i valori nazionali inseriti, come voleva Ciampi, nel quadro europeo dal quale il Presidente invitava a non prescindere mai.
Nel  2020 cade il centenario della sua nascita. Occorrerebbe ricordare degnamente il Presidente con iniziative adeguate. Dopo Einaudi è stato il più significativo Capo dello Stato, superando anche Pertini. Non mi risulta che sia stato creato un apposito Comitato nazionale anche perché la gestione grillina del Ministero dei Beni Culturali dello scorso anno e’ stata molto disattenta alle ricorrenze, in primis il bicentenario di  Vittorio Emanuele II lasciato così in mano a improvvisatori e dilettanti che hanno avuto campo libero per agire.
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Trump, un pericolo

Il Senato degli Stati Uniti ha bloccato l’impeachment del Presidente Trump . Un voto politico ha bloccato un procedimento avviato nei suoi confronti  non senza gravi motivi. Erano in gioco elementi legati ad un comportamento non trasparente del Presidente su temi internazionali.
Oggi Trump appare vittorioso ed ulteriormente arrogante perche’il voto al Senato permetterà’ a Trump di finire il mandato e di candidarsi nuovamente con la possibilità di essere eletto. Chi ha una certa idea della democrazia americana di cui scriveva Tocqueville , non può non sentirsi preoccupato . Il sovranismo populista che si manifesta con una politica estera avventurosa e una politica economica ostile all’ Europa,  basata sul protezionismo e sui dazi, sta avanzando. I politici italiani che sono andati a baciare la pantofola a Trump e si proclamano patrioti hanno commesso un grosso errore . Si sono dimostrati profondamente illiberali.

Lettere      scrivere a quaglieni@gmail.com

Gli storici della domenica
Ho letto il suo articolo su Vittorio Emanuele II. Non condivido il suo pessimismo sulle iniziative del bicentenario. Giudichiamoli dopo il 14 marzo.            Giusy Alzati
     .   
Non bastano le iniziative del 14 marzo, abbiamo di fronte a noi un intero anno e mi pare che ci sia molta improvvisazione. Al di là dei monarchici divisi anche nell’omaggiare il Re, ho letto dei nomi preoccupanti. Ribadisco che molti sono degli storici della domenica.
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Una dinastia di ristoratori
Vorrei segnalarle che a Torino c’ e’ una dinastia di ristoratori molto importante, i Ceccarelli, sulla scena da cinquant’anni. Meriterebbero un riconoscimento, non crede ?  Umberto Viscosi
                                   .   
Si’, li conosco dalla Cittadella, dalla Griglia di Pino, dall’ Etrusco, dalle Badesse. E’ gente capace e seria. La nuova sede dei Ceccarelli è molto vicina a Cannavacciuolo. Un confronto a tutto vantaggio dei Ceccarelli e della loro cucina toscana. Li proporrò per il premio di Alta Gastronomia “Mario Soldati”, già assegnato anni fa al ”Gatto nero”.

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