La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città/Rubriche

L’uscita della Gran Bretagna dalla UE – Il coronavirus – Libia 1970 – Taglio parlamentari, il No dell’associazione Pannella – Lettere 

L’uscita della Gran Bretagna dalla UE

Non è una notizia entusiasmante se non per chi non ha mai creduto all’Europa. E’ una notizia molto triste per chi, malgrado tutto, resta europeista. La mia generazione ha amato l’Europa unita ed ha contribuito con passione alla sua realizzazione . I potentati economici e finanziari hanno stravolto l’ Europa nata dai Patti di Roma. L’ Inghilterra non è mai stata autenticamente europeista ,come invece  lo fu Churchill, non aderì all’euro, tenendosi la sterlina. Per questo può uscire dall’EU con maggiore facilità. Non credo che sia un bene per gli Inglesi indebolire l’Europa, anche se l’attuale EU non può trovare il consenso neppure degli europeisti della seconda ora, se non della prima, come chi scrive.

Si vanifica un sogno. Ma i problemi dell’Inghilterra, dall’Irlanda alla Scozia, restano. Il referendum ha stabilito il distacco, ma esso si è rivelato uno strumento grezzo di democrazia con il suo sì ed il suo no, perché la Brexit andava affrontata in modo più articolato. E’ un avvertimento molto forte all’EU, anche se l’euro impedirà quasi sicuramente  altri  abbandoni. Anche in Italia gli europeisti sono calati di numero e i vecchi hanno perso gli entusiasmi e quasi non si sentono più nel dibattito pubblico. Il MFE e’ quasi inesistente almeno in Italia.  Questo è un giorno triste, ripeto, e le feste in cui gli Inglesi hanno dimostrato giubilo rivelano il ritorno di un nazionalismo pericoloso  e incompatibile con l’idea stessa di Europa, come avrebbe detto Federico Chabod. L’Europa è stato e continua ad essere un grande, se non unico, antidoto alle guerre.

Il coronavirus

La diffusione dell’epidemia in Cina e le false notizie almeno iniziali sulla sua diffusione nel Paese rivelano che un regime totalitario come la Cina può occultare le notizie , creando un grave danno agli altri Paesi. La Cina è un Paese fortemente industrializzato ma con strutture mediche e modi di vita e di alimentazione molto arretrati in cui la salute dei cinesi è assai poco considerata. La trasparenza non è certo una caratteristica della Cina, come non lo fu dell’ URSS davanti alla tragedia atomica di Cernobyl di cui neppure oggi conosciamo le vere conseguenze. Il coronavirus può essere una grave minaccia anche per il nostro Paese dove esistono numerose comunità cinesi integrate , ma anche  piuttosto opache come quella di Prato, ad esempio. Il Governo Italiano finora ha assunto provvedimenti un po’ tardivi, ma condivisibili.  Io non ho fiducia né in Conte , né in Di Maio né in Speranza che sono dei dilettanti impreparati, ma  questo non è il momento degli attacchi alla Salvini. Gli Italiani devono restare uniti e disciplinati. Certo in questo clima  di paura il Governo, se saprà ben operare, e da italiano, non posso non augurarmelo,  uscirà rafforzato. Se disgraziatamente fallirà, scriverà con le sue mani la parola fine. Non dimentichiamo, tra l’altro, le gravi ricadute sul turismo e sul commercio che determineranno l’assenza di turisti cinesi in Italia.

Libia 1970

Ricorrono cinquant’anni da quando gli Italiani di Libia vennero cacciati e ad essi vennero sequestrati tutti i beni da parte del colonnello Gheddafi. Una pagina nera di storia italiana con un ministro degli Esteri come Aldo Moro che non seppe o non volle difendere i legittimi interessi degli Italiani di Libia .Non rivelò  certo le doti di statista che gli vennero attribuite dopo la morte atroce   ad opera delle Br . Nella trasmissione” Rai Storia” Paolo Mieli, invece di dire che gli Italiani vennero cacciati , ha usato l’espressione falsa <<partirono>>, come se si fossero trasferiti in Italia di loro volontà .e il vecchio Sergio Romano ha incredibilmente finito per giustificare Gheddafi. Un’altra verità su quella tragica storia è che nell’Italia porca dei contestatori sessantottini e dei sindacalisti  reduci  dell’autunno caldo, i profughi vennero accolti in Italia  con le grida scomposte di << fascisti e colonialisti>>. Accadde qualcosa di simile a quello a cui  dovettero sottostare gli esuli dell’Istria , Dalmazia e Fiume dopo il 1947. Due vergogne nazionali  Si tratta di una pagina di storia presto dimenticata che riemerge ancora  oggi a fatica . La colpa degli espulsi dalla Libia viene addossata a Mussolini e al regime fascista , mentre gli Italiani di Libia vivevano e lavoravano pacificamente a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale . Anche la condanna in blocco del regime coloniale italiano  senza distinguo è sbagliata , perché il  Governo di Italo Balbo fu illuminato, come riconosce perfino “Rai Storia”, malgrado faccia sue le vulgate dell’ex fascista Del Boca  che ha scritto infamie sul regime coloniale  italiano.Gli Italiani in Africa portarono anche scuole, ospedali, strade, case. Gli Italiani portarono anche benessere  e non furono mai  rapaci  come gli inglesi. Alla fine lasciarono un buon ricordo di se’.

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Taglio parlamentari, il No dell’associazione Pannella

Sabato mattina per iniziativa dell’ associazione “Marco Pannella” di Torino ha mosso i primi passi il coordinamento per il No al referendum confermativo del taglio dei parlamentari  che si terrà il 26 marzo. Una data troppo vicina, scelta del governo con finalità partigiane, per soffocare e ridurre al minimo  i tempi di un  adeguato ed ampio dibattito nel Paese. I giornali del tema referendario non parlano affatto e si da’ per scontata  l’approvazione di una legge non inserita in quadro di cambiamento  costituzionale come sarebbe stato invece  necessario. Un provvedimento populista e giacobino per accontentare il popolino e per dare un colpo a quella casta, inventata da Stella e socio  per delegittimare e infangare  la politica, partendo da  eclatanti casi particolari. Su questo tema le sardine sono mute come dei veri  pesci. Eppure dovrebbe  nascere un dibattito, anche se troppi che hanno votato per il taglio grillino,  hanno di fatto  svenduto le loro opinioni e contraddetto il loro voto precedente.Andrebbe aperta una discussione ampia sugli effetti del taglio in termini di rappresentatività territoriale. Le spese per il funzionamento della democrazia parlamentare non vanno confuse con quelle per la politica ,come hanno lasciato intendere demagogicamente  i grillini e i loro alleati di governo. Anche i leghisti hanno votato per il taglio ,dimostrando il loro evidente  populismo . Il referendum può essere l’occasione per riflettere sul futuro della sempre più vacillante democrazia liberale italiana.

Lettere  scrivere a quaglieni@gmail.com

Il Salone di Torino 

Una intervista al “ Corriere della Sera”, Riccardo Franco Levi, Presidente degli Editori, ha parlato di Salone nazionale del Libro di Torino. Ma non era Internazionale ?      Ugo Zito 

Ha detto bene  Levi ,definendolo Nazionale perché Internazionale lo fu solo di nome, ma non di fatto. Non basta invitare un Paese straniero per diventare internazionali . Ci vorrebbero editori stranieri che non ci sono mai stati come ci sono invece alla Fiera  di Francoforte. Noi, in compenso, siamo tutti concentrati a cacciare Altaforte, rasentando il ridicolo e dimostrando un tasso di faziosità incompatibile con i libri e la cultura. In questo senso siamo davvero nazionali…

 

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La Cavallerizza

I Grillini non vogliono la Compagnia di San Paolo alla Cavallerizza. Fanno bene o fanno male ?    Bice Campini

Fanno benissimo. La Compagnia ha già dato pessima prova di sé con il Polo del 900, una realtà a senso unico in termini politici.  Con un nuovo polo la Compagnia vuole egemonizzare anche la Cavallerizza che deve restare patrimonio pubblico. Per una volta do ragione ai Grillini.

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