La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città/Rubriche

La giornata della memoria che non basta più – Vittorio Emanuele II e il presidente Mattarella – Un elefante in una cristalleria – Le sardine – Lettere

 

La giornata della memoria che non basta più

Insieme al giorno del ricordo delle foibe e dell’ esodo Giuliano – Dalmata, la giornata della Memoria va festeggiata in tutta Italia e in tutte le scuole  ed io stesso sono stato oratore di quella giornata a Savona su invito del Prefetto. Ma oggi con un antisemitismo montante di cui non ci capisce la ragione storica, un antisemitismo presente in tutta Europa che ha consigliato molti ebrei ad emigrare in Israele anche sull’onda del violento  fanatismo arabo che organizza attentati terroristici, la giornata della Memoria  appare un ” pannicello caldo”. Se ci troviamo al punto in cui ci troviamo, ciò è responsabilità della scuola che non ha adempiuto al suo compito di formare, e anche delle associazioni preposte come l’Anpi che si limitano a sterili celebrazioni ogni 25 aprile o si distinguono in manifestazioni di faziosità politica spesso  non giustificate.
Il reducismo appare patetico ai giovani e anche le scolaresche cammellate in piazza il  25 aprile non sono affatto contente di essere utilizzate ,come facevano i fascisti per le loro adunate con i balilla. Un piano per combattere l’antisemitismo non c’è e spesso la critica astiosa ad Israele è partita proprio da sinistra . Un Paese non antisemita come l’Italia lo sta parzialmente diventando. Di chi la colpa ? Ma soprattutto che fare per stare vicini fattivamente alle Comunità israelitiche  con solo con le parole stantie e usurate di un passato che non torna ? Occorrono iniziative straordinarie e nuove  soprattutto di carattere storico, del tutto estranee alla propaganda.
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Vittorio Emanuele II e il presidente Mattarella

Il 14 marzo ricorrerà il bicentenario della nascita a Torino di Vittorio Emanuele II,  artefice con Cavour, Garibaldi  e Mazzini del Risorgimento, Padre della Patria, primo Re d’Italia. Nacque a Palazzo Carignano. Finora nessuna iniziativa di ricordo sembra  essere in  cantiere né a livello nazionale né a livello locale. L’Associazione “Regina Elena “ renderà omaggio al Re Galantuomo ,ma deve essere la Repubblica a farlo. Il Presidente Napolitano nel 2011 andò al Pantheon a rendergli omaggio.Il presidente  Mattarella dovrebbe venire a Torino a Palazzo Carignano  a fare altrettanto, a nome di tutta la Nazione, non del Paese che è un linguaggio non consono per quel Re che  fece l’Italia.
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Le sardine

Si stanno rivelando scopertamente  truppe di  riserva del Pd  se non della sinistra di Grasso e Bersani, malgrado il giovane capo in tv abbia dichiarato  in modo subdolo, ingenuo  e anche sprovveduto  che il voto è segreto e non abbia risposto alla domanda sulla prescrizione. Il leaderino, andando in Tv, si è montato la testa, proprio lui che, ultratrentenne, è ancora studente. Il leaderino di Bologna usa anche lui l’arroganza di certi politici per non essere da meno di loro? Volevano essere i paladini della  tolleranza, ma forse non sanno che la vera tolleranza si esercita soprattutto con coloro con i quali si dissente. Così diceva Voltaire. Ma forse questi giovani non hanno mai letto Voltaire. E verso uno che subì un odio feroce come Pansa le sardine non hanno detto una parola in suo ricordo, forse perché non sanno neppure chi sia. Eppure Pansa fu oggetto di odio cieco, totalizzante, epilettico (come diceva Lussu di certo anticomunismo)  che gli impedì di presentare i suoi libri.
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Un elefante in una cristalleria

Il Predidente Trump ancora una volta si è comportano in modo difforme dai  suoi predecessori e soprattutto rispetto al suo ruolo istituzionale. Un Presidente  sui temi etici deve rimanere super partes per garantire la libertà di coscienza  dei  cittadini. Invece il presidente USA si è schierato in modo netto contro l’aborto. Io sono stato tiepido sul tema dell’aborto in Italia. Ho votato contro l’abrogazione della legge 197 , ma non ho fatto campagna elettorale,  come avevo fatto invece  per il divorzio  a fianco di Pannella. Condividevo infatti  i dubbi  etici dell’amico – maestro Norberto Bobbio che era perplesso.  Non ho mai voluto avere  contatti con certi medici ex lotta continua che identificano  l’aborto con “le magnifiche sorti e progressive dell’ umanità”. Ritengo che per una donna l’aborto sia sempre un dramma. Ma la presa di posizione del Presidente USA  mette in discussione la stessa laicità dello Stato  in modo rozzo e strumentale,  come è nello stile di Trump , vero elefante in una cristalleria.

Lettere      scrivere a quaglieni@gmail.com

Il Salone del libro e la censura
Al salone del libro di Torino, dopo aver invitato la casa editrice Altavista per errore, una gaffe ridicola, adesso vogliono respingerlo come lo scorso anno. Cosa ne pensa?  Gino Tino
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Non c’è più il fazioso Chia mparino, ma il liberale Cirio; la faziosa sindaca grillina non deve trovare sponde nella Regione Piemonte. Sembra che Lagi oia  stia scrivendo un codice etico ridicolo, come gli venne consigliato niente di meno che dal  folcloristico e, a suo modo intollerante  Pride. Il notaio Biino del Circolo dei Lettori si è opposto dicendo che il Salone deve essere aperto a tutti, come fece Ernesto Ferrero. E “La Stampa” ha titolato finalmente nel modo giusto parlando di censura. Biino si sta rivelando degno del massimo rispetto e spero che Cirio vorrà far sentire la sua voce, stoppando la sindaca. Biino che conobbi come notaio, aveva già espresso dubbi lo scorso anno sulle decisioni talebane del duo chiappendinesco.
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L’archimandrita ortodosso Gregorio Baccolini
Ha conosciuto l’archimandrita ortodosso Gregorio Baccolini? Lui una volta mi parlò di lei. Lo ricorda?     Eusebio Indemini
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Sì, l’ ho conosciuto. Qualche volta andavamo a cena insieme. Era un uomo pieno di dignità ed era poverissimo .Invitarlo a cena era l’unico modo per aiutarlo .Aveva avuto una vita avventurosa . Era stato un abate benedettino ed era stato il capo dei cappellani della Rsi. Poi la conversione alla ortodossia russa di cui divenne vescovo.
Una volta nel 1967 volle conoscere Umberto II e io lo accompagnai a Nizza. Re Umberto lo ricevette in udienza privata, riconoscendogli il rango arcivescovile . Insegnava filosofia in una scuola privata . Lui, poverissimo, manteneva due bambini  trovatelli. Quando non indossava  la talare, si vestiva con abiti russi. Era quasi una curiosità di San Salvario, anche se il portamento austero dell’uomo induceva al rispetto. Era un uomo colto e raffinato con cui faceva piacere parlare . Non mi disse  mai del suo periodo repubblichino e io non gli chiesi mai nulla. Scrisse anche un articolo per la rivistina  che dirigevo allora. Poi i nostri  rapporti si interruppero e seppi che si era trasferito e aveva cambiato chiesa, rimanendo sempre nell’ ortodossa. Era un inquieto. Era un uomo libero e intelligente e così lo ricordo.Fu un amico della mia giovinezza.

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